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“NO”, più che mai, al biodigestore a Ponteselice: chiaro e forte il messaggio del convegno di San Nicola la Strada

Grande pubblico al Salone Borbonico. I cittadini hanno risposto con enorme partecipazione all’incontro del 18 maggio promosso dal “Comitato Cittadino San Nicola la Strada Città Partecipata” e dal “Corriere di San Nicola”.

Preziosissimi gli interventi di tutti i relatori, ovvero i sindaci Marotta, Corsale, Porfidia e Crescente, l’Avv. Centore, il già direttore dell’Arpac Santagata, il segretario di Legambiente Tozza, il presidente del WWF Lauria.
Messaggio da Mons. Nogaro: “Il biodigestore a Ponteselice sarebbe una sventura!

 


Il messaggio è chiaro, forte ed inequivocabile: San Nicola la Strada, Recale, Casagiove e Capodrise -con i sindaci Vito Marotta, Raffaele Porfidia, Roberto Corsale e Angelo Crescente in prima fila- non hanno nessuna intenzione di demordere. Nessuno ci sta a soccombere alla prepotenza e all’arroganza di chi vuole costruire un’industria insalubre di prima classe a ridosso di una conurbazione densamente abitata, che ha nel cuore e nel sangue il giusto e legittimo desiderio di vivere nella serenità e nella salute.
I quattro indomiti Primi Cittadini hanno annunciato ufficialmente che impugneranno in appello al Consiglio di Stato la sentenza con cui il Tar, per questioni sostanzialmente formali e senza entrare nel merito, ha rigettato il ricorso presentato contro gli atti riguardanti la decisione del comune di Caserta di realizzare un biodigestore in zona Ponteselice.

La cronaca di una serata molto importante per San Nicola la Strada.

Un pubblico d’eccezione, come non si era mai visto nel Salone Borbonico, ha presenziato, venerdi 18 maggio, al convegno “NO al biodigestore a PONTESELICE” promosso dal “Comitato Cittadino San Nicola la Strada Città Partecipata” e dal quotidiano on line “Corriere di San Nicola”.

Il giornalista dr. Nicola Ciaramella, direttore del quotidiano Corriere di San Nicola e coordinatore dell’evento, ha iniziato l’incontro con “una delle parole più belle”, che ben si è adattata alla circostanza.
Grazie lo ha detto innanzitutto a tutti coloro che in grandissimo numero hanno partecipato, ma anche a chi non ha potuto. Da parte non solo dei promotori dell’evento, ma a nome di tutta la città, così brillantemente rappresentata in uno dei momenti più difficili della sua storia “ambientale”.
Un altro sentito grazie, poi, è stato rivolto alle tantissime associazioni che hanno condiviso l’iniziativa e che hanno risposto con la presenza di numerosi soci e dirigenti. Doveroso ricordare, a tale riguardo, Legambiente Caserta, WWF Caserta, Comer, Parrocchia di Santa Maria degli Angeli, “Il Filo di Arianna”, Arciconfraternita di San Nicola, “Alterum”, “Gli Allori”, Pro Loco, Accollatori San Nicola, “La Barca di Teseo”, “N.S. di Lourdes”, Atletica San Nicola, “Il Giardino”, Lidu, Ciclistica Sannicolese, “Il Girasole” e tantissimi altri sodalizi di tutti i settori, dall’ambiente alla cultura, dal sociale allo sport.
Sottolineata, altresì, la presenza di molti consiglieri comunali di opposizione e di maggioranza (a lodevole testimonianza dello schieramento dell’intero civico consesso sannicolese contro la localizzazione a Ponteselice del biodigestore), del presidente del consiglio comunale, di alcuni assessori, di autorità religiose e scolastiche, di consiglieri comunali del capoluogo, di cittadini ed amministratori dei comuni viciniori, di tutti i giornalisti locali, di RadioCasertaNuova (che ha trasmesso il convegno in diretta fb).
Fondamentale, come sempre, per l’allestimento della sala e per il mantenimento dell’ordine e per garantire la sicurezza, il lavoro svolto dal Nucleo Comunale della Protezione Civile (che il moderatore ha voluto ringraziare a nome proprio, del Comitato e del sindaco Marotta) nonché dalla polizia locale.
Prima di iniziare la scaletta del programma, naturalmente, Ciaramella ha presentato tutti i relatori, e cioè i sindaci dr. Marotta, dr. Corsale, dr. Porfidia e dr. Crescente (presente nonostante un lutto familiare), il già direttore dell’Arpac Caserta dr. Nicola Santagata, il segretario di Legambiente Caserta Ing. Gianfranco Tozza, il presidente del Wwf Caserta dr. Raffaele Lauria, l’Avv. Paolo Centore che cura le vie legali per conto dei ricorrenti, nonché -e qui tributando il suo grazie più caldo- il vicepresidente del Comitato dr. Pino Celiento (che ha preso il posto, al tavolo della conferenza, del presidente Ing. Pennino) e il consigliere del Comitato dr. Mariano De Matteis.
Nella sua introduzione, Ciaramella ha scandito a piena voce il tema conduttore del convegno, precisando che il NO è rivolto alla localizzazione dell’impianto e non alla necessità di realizzare comunque un impianto per il trattamento dei rifiuti umidi al fine di completare il ciclo della raccolta.
«Nessuno -ha detto- si oppone al progetto di un biodigestore o di un impianto alternativo (l’importante è trovare la soluzione più adatta e meno inquinante), ma esso non deve sorgere a ridosso di una città e di una densamente popolata conurbazione, che ha già dato tanto, e per tanti anni, in tema di ambiente e di salute».
Ha, quindi, sempre per ben ricalcare il leit motiv della manifestazione, enunciato la definizione che la legge dà per un’ industria insalubre quale il biodigestore (le manifatture o le fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che sono pericolose per la salute degli abitanti), rimarcando la assoluta necessità di dire basta a «quell’immarcescibile pensiero fisso di crocifiggere la nostra martoriata terra, sempre al centro di tutti i quadrilateri maledetti: prima Lo Uttaro ed ora Ponteselice».

Ha poi parlato il vice presidente del Comitato, Giuseppe Celiento, relazionando una sintesi anticipativa di quello che in seguito è stato sviluppato nel convegno.

A seguire, l’intervento del consigliere del comitato Mariano De Matteis, che ha letto, suscitando tangibile emozione e sinceri applausi, un bellissimo messaggio che ha voluto far pervenire Mons. Raffaele Nogaro, di cui tutti conoscono l’impegno quotidianamente, da tempo, profuso per la difesa dei diritti umani e dell’ambiente.
«Papa Francesco -ha scritto l’amato Vescovo Emerito di Caserta- nella “Laudato si” dice che l’ambiente è parte integrante della nostra humanitas. Tutelarlo è un dovere di coscienza. Sarebbe pertanto una sventura inserire il biodigestore a ridosso di una conurbazione già densamente popolata e ormai logorata dal pulviscolo cancerogeno dellel cave e elle esalazioni mefitiche de Lo Uttaro. Grazie per il vostro impegno civico. Raffaele Nogaro».

Il primo relatore a prendere la parola è stato Nicola Santagata, noto medico microbiologo, già dirigente dell’Arpac di Caserta, estensore di varie relazioni al tempo della vicenda Lo Uttaro, che ha spiegato dettagliatamente come è fatto un biodigestore, illustrandone tutti i contenuti tecnici e i rischi ambientali e sanitari.

Dopo di lui, l’Ing. Gianfranco Tozza, segretario del Circolo Legambiente di Caserta, di cui è anche delegato alla pianificazione territoriale, energia e rifiuti, che ha trattato dei particolari aspetti riguardanti la prospettiva terziaria dell’economia e la vocazione turistica del comprensorio casertano alla luce del presumibile impatto territoriale del biodigestore.

Il dr. Raffaele Lauria, presidente del Wwf di Caserta, premettendo che il ricorso alle fonti di energia rinnovabile è una strada obbligata per ridurre l’utilizzo dei combustibili fossili e gli impianti a biogas rappresentano una possibilità importante per la nostra regione, ha parlato, tra l’altro, sulla base di esempi esistenti, dei grandi disagi e conflitti sociali conseguenti alle molestie olfattive (emissioni maleodoranti) che potrebbero generarsi coinvolgendo sensibilmente le popolazioni residenti nelle zone limitrofe a Ponteselice.

A seguire, quindi, gli attesi interventi dei quattro sindaci dei comuni ricorrenti.
Vito Marotta, Roberto Corsale, Raffaele Porfidia e Angelo Crescente hanno, sostanzialmente, ribadito fortemente il disappunto per la decisione presa dalla giunta casertana in assenza di competenza per
ciò che riguarda l’individuazione del luogo in cui realizzare l’impianto, che per legge spetta all’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) e non ai Comuni, lamentando di codesto ente il perdurante ed ormai quasi patologico non funzionamento.
Dopo aver sviscerato, uno per uno, tutti i principali motivi della protesta, essi hanno alla fine fermamente manifestato la volontà di proseguire nell’intraprendere tutte le strade legali possibili dopo il non accoglimento del ricorso da parte del Tar.

Volontà che è stata trasmessa all’Avv. Paolo Centore, ultimo relatore ad intervenire, il cui proponimento è adesso -alla luce del giudizio di inammissibilità ed irricevibilità, per questioni meramente formali, emesso dal Tar- di indurre il Consiglio di Stato ad esprimersi sul merito dei motivi su cui è fondato il ricorso. E cioè, ribadendo quanto recentemente esposto nell’incontro pubblico di Casagiove,
l’illegittimità della scelta di ubicazione da parte del comune di Caserta, la palese violazione del Piano Paesaggistico Territoriale a protezione e tutela dell’Asse Vanvitelliano comprendente la Reggia di Caserta ed il tratto di Viale Carlo III fino alla Rotonda di San Nicola la Strada, nonché la mancata realizzazione di una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che una apposita conferenza dei Servizi avrebbe dovuto approvare prima dell’affidamento del progetto.

La parte finale del convegno ha visto il libero intervento di tre cittadini del pubblico che si erano prenotati.
La signora Giovanna Inglese (“la partecipazione” è il suo grido), Pio del Gaudio (ex sindaco di Caserta) e Albino Di Chiara (segretario dei Giovani Democratici di San Nicola la Strada) hanno tutti condiviso, a chiare lettere, l’obiettivo a cui mira l’intera conurbazione, ossia scongiurare i rischi derivanti dalla costruzione di un biodigestore a Ponteselice nell’ottica di salvaguardare l’ambiente, tutelare la salute pubblica e valorizzare la proclamata vocazione turistica dell’area.

A concludere, Ciaramella ha chiamato al leggio un “eroe” della vecchia e mai dimenticata battaglia contro Lo Uttaro, Antonio Roano, che ha lanciato, subito accolta dagli organizzatori, dai sindaci e dal pubblico, la proposta di continuare con le iniziative finalizzate a sensibilizzare ed informare i cittadini sul gravissimo ulteriore scempio ambientale che potrebbe compiersi alle porte delle nostre città.
Tutti, insomma, dobbiamo essere paladini della “giustizia” in questa angosciosa vicenda. Tutti insieme, senza “condizionamenti ideologici” di alcuna natura, per assicurare a noi, oggi, e ai nostri posteri, domani, un ambiente degno di quanti stanno lottando e lotteranno per il bene di tutta la comunità.

Giovanna Tramontano


GALLERIA FOTOGRAFICA

(foto di Gabriella Ciaramella)






(foto di Stani Smeragliuolo)


IL MESSAGGIO DI MONS. NOGARO



IL VIDEO DEL CONVEGNO


Coordina:
-Nicola Ciaramella, direttore Corriere di San Nicola.
Introducono:
-Giuseppe Celiento, vice presidente Comitato Cittadino San Nicola la Strada Città Partecipata;
-Mariano De Matteis, consigliere Comitato Cittadino San Nicola la Strada Città Partecipata.
Intervengono:
-Nicola Santagata, già direttore Arpac CE (INIZIO INTERVENTO AL MINUTO 18.20);
-Gianfranco Tozza, segretario Legambiente CE (AL MINUTO 43.08);
-Raffaele Lauria, presidente WWF Caserta (AL MINUTO 55.00);
-Vito Marotta, sindaco di San Nicola la Strada (AL MINUTO 1.01.20);
-Roberto Corsale, sindaco di Casagiove (AL MINUTO 1.13.14);
-Raffaele Porfidia, sindaco di Recale (AL MINUTO 1.19.15);
-Angelo Crescente, sindaco di Capodrise (AL MINUTO 1.24.50);
-Avv. Paolo Centore (AL MINUTO 1.30.00).
Interventi del pubblico (AL MINUTO 1.46.20): Giovanna Inglese, Pio Del Gaudio, Albino Di Chiara, Antonio Roano.

-Riprese filmate di Biagio Pace-



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