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“Con Franco Nigro ci si sente sempre a casa”

Il convegno di presentazione del suo ultimo libro

 

La storia criminale dell’ "Ottocento sannicolese" 

Recensione all’ultima opera di Franco Nigro

“Con Franco Nigro ci si sente sempre a casa”

Il convegno di presentazione del suo ultimo libro ("I crimini nell'Ottocento a San Nicola la Strada") è stata l’occasione per tracciare le tappe della trentacinquennale attività dell'insigne ricercatore di storia locale sannicolese, al quale un altro vecchio sannicolese con San Nicola la Strada nel cuore, il giornalista Nicola Ciaramella, ha dedicato una dettagliata ed appassionante relazione sul significato e sul valore delle sue opere. All’incontro hanno partecipato, oltre all’autore, anche il medico Sabatino Foresta e Antonella Leardi.

 


Maggio 1982. Lo storico Stabilimento Tipolitografico dei Fratelli Saccone finì di stampare il primo libro di Franco Nigro, “San Nicola la Strada nel secolo XVIII”, patrocinato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Ursomando.
35 anni fa.
Da allora, il più grande ricercatore di storia locale di San Nicola la Strada mai esistito ne ha scritti 24.
L’ultimo, “
I crimini nell’Ottocento a San Nicola la Strada, è appena stato presentato nel convegno del 25 novembre 2017 che ho avuto l’onore di presiedere. 
Senza di lui, Franco Nigro, nulla o quasi conosceremmo oggi del passato della nostra città.
Tutti sanno quanto io sia legato al luogo in cui sono nato, in cui vivo e dove un giorno sarà seppellito il mio corpo.
E’ un onore per me essere l’unico giornalista della storia nato e vissuto a San Nicola la Strada ad aver fondato e diretto le due uniche testate giornalistiche della storia di San Nicola la Strada “per San Nicola la Strada”.
A
ttraverso le pagine de "Il Ponte" e del "Corriere di San Nicola" (cartaceo e poi on line) ho contribuito a tracciare la storia degli ultimi tre decenni della mia città, alla quale tanti anni fa ho anche dedicato un’ode che leggo tutti i giorni nella homepage prima di iniziare una nuova giornata. 
Franco Nigro attraverso una serie incredibile di libri narranti la San Nicola la Strada dei secoli passati ed il sottoscritto attraverso tantissimi articoli e dossier pubblicati negli ultimi tre decenni, hanno impegnato gran parte della loro vita a far conoscere con testimonianze scritte e a difendere dall'oblìo il patrimonio storico, culturale, artistico e di tradizioni di San Nicola la Strada: con San Nicola la Strada sempre nel cuore e con un contributo personale di travolgente passione e di sviscerato amore per la loro città natìa.


Dedico questo articolo al carissimo Francesco Nigro e a tutta la comunità dei sannicolesi: ai “vecchi” che qui sono nati e che qui vivono o che qui sono nati ma vivono in altre parti d’Italia e del mondo; ai “nuovi” che qui sono venuti perché qui hanno scelto di vivere, arricchendo la nostra città delle loro esperienze.
A Franco Nigro tutti dobbiamo dire semplicemente GRAZIE! 
 
Nicola Ciaramella 


 
 

Nella splendida cornice del Salone Borbonico di San Nicola la Strada ricolmo di pubblico, si è svolta, sabato 25 novembre, la conferenza di presentazione del libro “I Crimini nell’Ottocento a San Nicola la Strada”, l’ultimo, ennesimo capolavoro scritto dal famoso studioso e ricercatore di storia locale Francesco Nigro.
A presentare l’evento il giornalista Nicola Ciaramella, direttore del quotidiano Corriere di San Nicola, che ha dato inizio alla serata esprimendo tutto il suo enorme piacere e la soddisfazione per essere stato scelto dall’autore a dare il suo contributo ad una manifestazione di grande rilievo culturale per la città.
«Con Franco Nigro, storico ricercatore di storia locale» -ha esordito con la solita verve carica di passione il direttore del quotidiano Corriere di San Nicola, - «ci si sente sempre a casa, a San Nicola la Strada, sempre legati al valore inestimabile del passato della nostra città».
Al suo fianco, al tavolo dei relatori, gli illustri ospiti della cerimonia: innanzitutto Francesco Nigro, l’autore dell’opera; con lui, il Dr. Sabatino Foresta, ginecologo di fama che Nigro ha voluto invitare perché nel libro si parla anche di delitti legati all’aborto e all’infanticidio, e la Signora Antonella Leardi, autrice della meravigliosa pagina di presentazione al libro, madre di Ciro Esposito, il giovane tifoso napoletano tragicamente ucciso a Roma il 3 maggio 2014 prima della partita di calcio tra il Napoli e la Fiorentina, al quale il libro stesso è dedicato.

Naturale per un “vecchio” sannicolese come Ciaramella ricordare i suoi “vecchi” rapporti di conoscenza con un altro “vecchio” sannicolese come Franco Nigro: «La mia stima per Nigro e i miei grandi rapporti di amicizia con lui nacquero sin dai tempi del Liceo, il glorioso Diaz. Io, un po’ meno giovane di lui, già percepivo il suo carisma culturale, la sua passione, il suo desiderio di raccontarla agli altri. Poi arrivò Il Ponte, il primo giornale di San Nicola la Strada che ho avuto l’onore di dirigere. Eravamo verso la fine degli anni ’80. Nigro aveva già esordito, qualche anno prima, come scrittore di storia locale con il suo primo lavoro; lo “costrinsi” a pubblicare sulle pagine del periodico “La denominazione del nostro comune… significato e scrittura” e poi “La toponomastica di San Nicola la Strada”, i due libri che costituiscono il preludio, la premessa essenziale all’intenso lavoro poi svolto da Nigro, vere e proprie lezioni attraverso le quali si insegnano le origini del nome della città e dei suoi luoghi tradizionali. E poi il Corriere di San Nicola. Gli ultimi venti anni di San Nicola la Strada sono lì, con tutti i libri e l’impegno di Nigro, del quale credo che nulla mi sia sfuggito».
E qui, a seguire, la citazione delle innumerevoli testimonianze scritte da Nigro in 35 anni di attività svolta ad onore della sua passione e per difendere dall'oblìo il patrimonio storico e culturale, fatto di luoghi, vicende, personaggi, tradizioni, curiosità, musica, aneddoti, nomi, nomignoli e tant’altro di una San Nicola la Strada che, «purtroppo», non c’è più.
«
Con San Nicola la Strada sempre nel cuore» -ha tenuto a sottolineare Ciaramella- «e con la storica Associazione “Il Giardino”, di cui è presidente, sempre al suo fianco a promuovere le pubblicazioni prodotte dagli intensi lavori di ricerca eseguiti attraverso lo studio e la elaborazione delle fonti esistenti al riguardo».
Cosa dire di più di quello che già si conosce di Franco Nigro? E di quello che già è stato scritto di Franco Nigro?
Beh, il compito è estremamente difficile, se non impossibile. Del raffinato cultore della storia e delle tradizioni di San Nicola la Strada, meticoloso riscopritore di archivi sepolti, si può dire tantissimo, ma si corre sempre il pericolo che non si riesca a dire tutto.
Ventiquattro sono le opere sin qui scritte dal 1982 (dalla San Nicola la Strada nel secolo XVIII alla esatta denominazione del nostro Comune; dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso alle corse dei cavalli alla Rotonda alla fine dell’800; dallo stradone e i passeggiatoi vanvitelliani ai soprannomi e nomignoli; dal vescovo Michelangelo della Peruta al Real Convitto e Orfanotrofio della Madonna delle Grazie; dal piedritto, il battente e l’edicola alla cancellata esterna della Chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli; dalle epigrafi all’ombra dei cipressi nel cimitero alla cultura popolare dei Rurece Mise; per continuare, senza finire, con il Villaggio Perroni, il brigantaggio e le Antiche vie, piazze e località di San Nicola la Strada), nelle quali ha raccontato storie, vicende, monumenti e personaggi della sua città natìa al fine supremo di immortalarne l’antico spirito e cibarsi dei suoi valori.
Non si può programmare il futuro se non si ha conoscenza del passato; non si può capire il valore del presente se non si ha coscienza della storia: tutti i lavori di Nigro sono sempre stati ispirati a questo principio. Non c’è altro fine per un innamorato della propria città come Franco Nigro: in ogni rigo da egli scritto, in ogni parola da egli usata c’è il forte desiderio di preservare dall’oblìo il patrimonio culturale dei luoghi dove è nato e vissuto, le tradizioni popolari, portando avanti, tra l’altro, iniziative anche nel mondo della scuola, come le visite guidate negli angoli storici ed artistici di San Nicola la Strada.

Si può dire che Due sono i punti cardine che hanno sempre ispirato le opere di Franco Nigro.

Innanzitutto la conoscenza del passato della nostra città, che è linfa per la costruzione di un futuro migliore nella consapevolezza dei momenti difficili di oggi. Nei suoi libri sono ricordate tradizioni, usi, costumi, personaggi, località, episodi di vita quotidiana che fanno parte di quella storia, forse meno grande, che si chiama storia locale.
Perché scrivere la storia di un paese non significa narrare solo di grandi eventi o di personaggi famosi ed importanti, ma anche la vita quotidiana della gente comune. La storia, così concepita, è stata posta, purtroppo, quasi sempre in secondo ordine e quella che viene insegnata a scuola è, perciò, una storia limitata. Essa va integrata dalle vicende delle persone comuni, ossia dalla storia locale.
Sembra un’impresa quasi disperata, non c’è dubbio. Perché è veramente tanto, smisurato ed implacabile l’amore che ci lega ai ricordi e alle bellezze passate ed ora sepolte della nostra città. Con il magone dentro, con l'ansia di chi deve far presto per non trovare sepolti anche quegli ultimi brandelli di storia che ancora ci sono nei vicoli, nelle stradine di campagna, all'ingresso di un “portone”, in un giardino, ad un incrocio, prima che vengano inghiottiti dalle enormi fauci di un gigante inarrestabile che si chiama “progresso”.
La conoscenza del passato, insomma, è un passaggio indispensabile per costruire un futuro solido e roseo, fatto di giustizia ed umanità.

Un altro grande merito da ascrivere e riconoscere a Francesco Nigro è il suo eccezionale contributo all’affermazione del valore della ricerca. Molto spesso, purtroppo, e non solo oggi, si legge di fatti, vicende e personaggi che non hanno fondamenti assoluti di verità. Spesso si riportano, in libri ed articoli di giornali (soprattutto in questi), cose che in realtà non sono avvenute esattamente e precisamente come sono raccontate. Questo sconcertante “fenomeno” trae origine da due aspetti fondamentali: la inattendibilità delle fonti, da un lato, che non vengono verificate o verificate in modo approssimativo, oltre al fatto che quasi mai c’è l’abitudine e la correttezza di citarle, e la necessità di riempire comunque degli spazi editoriali da dare “in pasto” ai lettori, colorando eventuali lacune di conoscenza con aberranti e colpevoli “fantasie”.
Al riguardo, lo sdegno di Nigro, espresso in varie pubblicazioni ed ampiamente condiviso da Ciaramella (uno che non perdona e non fa sconti a nessuno in tema di copiaincolla selvaggi, di mancata citazione delle fonti e della loro verifica di attendibilità, soprattutto quando questi “crimini” vengono commessi da individui non iscritti neanche all'Albo Nazionale dei Giornalisti), è una preziosità per tutti.
E’ triste, insomma, come ripete spesso lo storico sannicolese (oltre che scorretto, come aggiunge altrettanto spesso Ciaramella), ascoltare o leggere racconti errati della storia locale da parte di soggetti che pensano di riferire avvenimenti del passato, senza mai citare la fonte di ricerca e senza essersi mai recati in un archivio di Stato.

Dopo aver parlato di Nigro e del valore inestimabile della sua lunghissima attività, che lo pone giustamente e doverosamente tra i protagonisti della storia della cultura sannicolese,
Ciaramella è passato alla presentazione dell’ultimo capolavoro letterario “I Crimini nell’Ottocento a San Nicola la Strada”, mostrando all’attentissimo pubblico la bellissima copertina realizzata con un disegno dell’artista Mario Bartolomeo. Il libro (143 pagine stampate da Depigraf impreziosite da foto originali ed esclusive di Biagio Pace, foto dall’archivio personale dell’autore e da disegni realizzati da Franco Imposimato) ha una dedica speciale: “Al giovane tifoso napoletano, Ciro Esposito, ferocemente aggredito a Roma prima della partita di calcio tra la Fiorentina e il Napoli, successivamente deceduto per le lesioni riportate e strappato dolorosamente agli affetti familiari, dedico questa pubblicazione con l’intento di contribuire ad estirpare la violenza in tutte le relazioni umane e le manifestazioni sociali, ivi comprese quelle sportive”.
La mamma di Ciro Esposito ha scritto la presentazione: un pezzo meraviglioso impregnato di quei sentimenti e di quella cristianità che hanno reso grande una donna umile improvvisamente assurta alla cronaca nazionale per i suoi sublimi messaggi di amore e di non-violenza: lei, donna che si è vista uccidere un figlio per mano violenta!

Ne “I crimini nell’Ottocento a San Nicola la Strada”, che si può definire una naturale ripresa e continuazione di un precedente lavoro, pubblicato nel 2001, riguardante atti di violenza consumati sul territorio sannicolese nel secolo diciottesimo, si apprendono altre vicende di violenza verificatesi nell'800, sempre a San Nicola la Strada.
In dettaglio, si tratta di quindici capitoli in cui Nigro, attraverso un incredibile lavoro di selezione consumato per intere giornate trascorse presso l’Archivio di Stato di Caserta (dove, scavando con immane pazienza, ha esaminato ed approfondito migliaia di documenti e atti processuali, spesso, trattandosi di manoscritti, dovendo decifrare
la calligrafia degli uffici e degli organi giudiziari scriventi), ha portato alla luce questi episodi delittuosi, gravi o meno gravi, ma pur sempre configurati come delitti, verificatisi a metà dell’Ottocento in territorio sannicolese: Ferite volontarie gravi (delitto commesso il 2/81847); Omicidio volontario (nella notte tra il 19 e 20 aprile 1849); Offesa volontaria (28/2/1843); Aborto (24/6/1852); Furto di oro (11/8/1852); Aborto e percosse (14/9/1852); Omicidio involontario (19/2/1853); Furto di attrezzi da lavoro (1/2/1853); Diversi furti a danno dei cittadini (tutti compiuti da una donna tra marzo e maggio 1854, la cui “processura” è composta da sei volumi); Furto di capi di biancheria (5/12/1854); Denuncia anonima di aborto con violenza (25/2/1856); Infanticidio (8/5/1857); Abuso di potere del sindaco (“nell’impedire l’esecuzione di un’ordinanza emanata dal Conciliatore del Comune” - 14/4/1858); Ferita volontaria (21/1/1860); Cospirazione (“tendente a distruggere l’attuale forma di governo” e ferimenti (la denuncia del fatto, avvenuto il 19/9/1860, scaturì da una rivolta di contadini).
La curiosità del coordinatore-relatore dell’incontro («ho letto il libro due volte in poche ore, perché il tipografo lo ha finito di stampare, appunto, poche ore fa») è emblematica della particolarità dell’opera: in essa, infatti, si
apprendono, oltre agli episodi criminali, anche i cognomi e nomi dei loro protagonisti, delle persone chiamate a testimoniare nei processi («quanti cognomi conosciuti, ancora attuali. Ogni sannicolese nativo di San Nicola che è qui stasera troverà sicuramente anche il suo cognome in questo libro»), la loro età, i mestieri, i luoghi nei quali si sono verificati i reati (la Pagliara, i Perroni, le Cetrangole). La descrizione di questi episodi criminali, insomma, rappresenta anche il “pretesto” per farsi un'idea di quella che era la vita quotidiana all’epoca; dagli elenchi delle cose rubate si viene a conoscenza delle suppellettili esistenti all’epoca all’interno delle case, dell’abbigliamento delle persone e degli attrezzi da lavoro; dalla descrizione degli atti e dell’accaduto si apprendono le leggi e le procedure penali allora vigenti, la struttura giudiziaria operante, ecc. ecc. Dalla narrazione di questi eventi, insomma, viene fuori un contributo importante per avere un quadro sociale della San Nicola la Strada nell’800, che non sembra affatto un’oasi di pace...
Considerazione finale: un “pizzico”, un livido procurato nel’700 come nell’800 produce sempre lo stesso dolore alle persone. Come a dire che n
on può esserci differenza tra il dolore arrecato dalla violenza di ieri e quello arrecato dalla violenza di oggi. I crimini ci informano che la violenza è un elemento sia della società rurale di una volta sia dell'attuale società industriale e che la violenza è un elemento costante sia della società rurale sia dell’attuale società industriale, anche se mutano i connotati degli episodi di violenza e le situazioni ambientali e sociali in cui si sono verificati.

Spazio e parola, a questo punto, al Dr. Sabatino Foresta, noto e stimato ginecologo, che, catturando attraverso la proiezione di slides l’attenzione del pubblico, soprattutto quello femminile, con una pregevolissima narrazione permeata anche di toni sovente molto simpatici ha spiegato, con linguaggio vivido e con una cura particolare dei dettagli, l’ambiente socio-sanitario che faceva da cornice ai delitti sulla pregnanza dell’800 e gli aspetti medici e storici in uso all’epoca, specificamente nel nostro territorio di riferimento, riguardanti l’aborto e l’ “infanticidio”, delitti di cui Nigro parla nel suo libro riportandone alcuni episodi denunciati e sottoposti alle pene comminate nei vari casi dai giudici.

A seguire, l’intervento di Francesco Nigro, che, rispondendo ad una domanda di Ciaramella, ha motivato la sua decisione di dedicare il libro a Ciro Esposito e di affidarne le pagine di presentazione alla signora Leardi: «Ho conosciuto di persona la signora Leardi solo questa sera. Prima avevo avuto con lei soltanto contatti telefonici in merito alla dedica del libro che avevo deciso. Ho pensato di non mummificare questo libro, ma di renderlo attuale, legandone gli aspetti a quella che sempre è stata la violenza nella storia. Ieri come oggi, dagli episodi dell’800 che ho voluto riportare al delitto che ha colpito tre anni fa Ciro Esposito e la sua famiglia. Della signora Leardi mi ha attirato il modo equilibrato, il modo giusto, il modo corretto con cui ha parlato della tragedia; non per chiedere vendetta, ma giustizia».
Quindi anch’egli ha parlato del suo libro, descrivendone, tra l’altro, alcuni dettagli più curiosi o significativi degli episodi riportati.
«Un popolo senza radici rischia di morire» -ha detto- «e per questo noi dobbiamo conoscere il nostro passato. Attraverso i miei lavori cerco di tirare fuori, di portare una luce su di un passato che, poi, se andiamo a vedere, non è mica tanto lontano. Se riusciamo a mettere su dei tasselli del passato, riusciamo anche a costruire meglio la nostra vita. Io non dico che il passato deve essere una conoscenza assoluta, bensì un inquadramento per poter operare nel presente e costruire un avvenire migliore».
Lo scopo del libro, quello che animò anche l’opera analoga relativa al secolo precedente, è sempre lo stesso: «L’auspicio è che non ci siano più violenze, criminalità, sangue inutile, dolore senza fine».

In fondo ad una serata da ricordare per i suoi appassionanti contenuti di quella “sannicolesità” per la quale Nigro con i suoi libri e Ciaramella con i suoi giornali si battono per non vederla seppellita, parola alla Signora Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, il giovane tifoso napoletano, tragicamente ucciso a Roma il 3 maggio 2014 prima della partita di calcio tra il Napoli e la Fiorentina, al quale il libro è stato dedicato.
Di Leardi si notano subito, al primo impatto, le due grandissime virtù dell’umiltà e dell’intelligenza che la accompagnano da tre anni nella durissima battaglia interiore che sta combattendo contro il dolore profondo che domina nel suo animo e nel suo cuore.
Oltre che grande donna, ella è soprattutto una grande mamma, esemplare nel descrivere i propri affetti e poi gli affanni per la gravissima ingiustizia subita, ma senza mai perdere il senso della saggezza che ne caratterizza ogni parola, ogni espressione, ogni messaggio che non si stanca mai di lanciare.
«Quando Francesco Nigro me lo ha chiesto» -ha scritto nella presentazione del libro, spiegandolo poi al pubblico con toni semplici ed emotivamente molto partecipati, come il racconto dei dettagli di tutte le fasi del dramma che ha vissuto -«ho subito pensato che lui mi avesse investito di una responsabilità troppo grande. Ho letto poi la dedica che l’Autore ha rivolto alla memoria di mio figlio Ciro. Mi sono commossa. Ho pianto. Ma mi sono anche ricordata che io non devo mai smettere di dare la mia testimonianza a chiunque e ovunque. La mia è una testimonianza di ciò che ho vissuto, della violenza che insieme alla mia famiglia ho patito. Prima di essere tifosa, sono donna e madre. La madre di Ciro Esposito che ha drammaticamente ed ingiustamente perso la vita per mano criminale prima di una partita di calcio. In questi anni ho cercato di non gridare mai vendetta. Ho pensato che a tanto odio la migliore risposta fosse l’amore, la compostezza, la dignità. Mentre dentro di me piangevo mio figlio, mi sono dovuta preoccupare di quei tifosi che in nome di Ciro avrebbero potuto scatenare qualche reazione violenta, svuotando così di significato la memoria di mio figlio».
Le parole di Antonella Leardi, di grande semplicità ed immediatezza, hanno letteralmente riempito di grandiosi messaggi il Salone Borbonico di San Nicola la Strada.
«Grazie alla mia fede in Dio, ai miei ideali cristiani e alla forza che ho trovato, devo dire che ce l’abbiamo fatta a far capire il senso del nostro messaggio»: il pubblico ha apprezzato moltissimo, applaudendo alle bellissime parole di Antonella Leardi, il cui intento (ed è bello ripeterlo ancora) -come quello che anima Nigro e l'Associazione delle vittime della violenza sportiva "Ciro Vive" (fondata in onore al giovane tifoso nei giorni successivi alla tragedia)- è proprio di contribuire ad estirpare la violenza in tutte le relazioni umane e le manifestazioni sociali.
Antonella Leardi non ha mai voluto e non vuole vendetta o violenza, ma solo amore, solidarietà, giustizia: «Dovunque mi chiamano, porto un messaggio di non violenza e di pace. Lo faccio perché ci credo, come mamma, come italiana, come napoletana, come cristiana”.
E’ stata la prima volta che è venuta a San Nicola la Strada; ha ascoltato con attenzione ed interesse tutto quello che si è detto nel convegno: «Sono contenta che Nigro ha scelto mio figlio Ciro per dedicargli questo libro, perché Ciro vive nel cuore di chi lo ama. Sono contenta perché mi avete dato questi minuti per parlare di Ciro; sono contenta che mi avete ascoltato. Sono contenta di far parte della storia di questo paese».

Alla fine, Francesco Nigro, a nome dell’Associazione di cultura e tradizioni popolari “Il Giardino”, editrice del libro, ha consegnato ad Antonella Leardi, visibilmente commossa, un quadro con un magistrale ritratto di Ciro Esposito eseguito dall’artista Mario Bartolomeo. 
Non poteva esserci conclusione più degna per una serata a dir poco stupenda, da tutti vissuta nel nome di una ricchezza inestimabile, irrinunciabile, indistruttibile che si chiama San Nicola la Strada.

Nicola Ciaramella


I VIDEO DEL CONVEGNO 
(realizzati da Biagio Pace)
(PUBBLICATI NELLA VIDEO-GALLERY DEL CORRIERE DI SAN NICOLA E SU YOUTUBE)




Nicola Ciaramella parla di Franco Nigro 







Francesco Nigro parla del suo ultimo libro “I Crimini nell’Ottocento a San Nicola la Strada” 






Antonella Leardi, la mamma del giovane tifoso ucciso, riempie di grandiosi messaggi il Salone Borbonico di San Nicola la Strada.




Il dr. Foresta parla di “aborto” ed “infanticidio” nel secolo XIX 











ALCUNE FOTO SCATTATE DURANTE IL CONVEGNO DA CARMINE GIONTI (e da Giovanna Tramontano, collaboratrice del Corriere di San Nicola).
Tra le autorevoli e significative presenze, Ciaramella ha voluto sottolineare quella dell'Assessora alla Cultura Prof.ssa Maria Natale, notoriamente sempre in prima linea in tutti gli eventi culturali che si svolgono a San Nicola la Strada.
Presente anche il consigliere comunale Gaetano Mastroianni.
Tra il pubblico c'erano anche alcuni sannicolesi "purosangue" che abitano, da anni, in altre città e che per l'occasione sono accorsi ad omaggiare Nigro.
"Ma perché non vieni più spesso?", ha domandato Ciaramella ad un vecchio amico che non vedeva da tempo...
"Il problema è che quando vengo mi commuovo; sto poche ore, poi devo andare via perché mi prendono le lacrime. Amo troppo la mia città in cui sono nato e vissuto per anni, ma abito lontano da essa".
Cosa dire?... Un capolavoro di sentimenti inestimabile.


I Crimini nell’Ottocento a San Nicola la Strada è il 24.mo libro scritto da Francesco Nigro. Ecco tutta la sua ingente produzione: 

-San Nicola la Strada nel secolo XVIII (1982);
-La denominazione del nostro Comune – Significato e scrittura (1988);
-La società filantropica e consorziale di San Nicola la Strada e San Marco Evangelista fondata nel 1883 (1990);
-La toponomastica di San Nicola la Strada (1990);
-Il casale delle Masserie nel secolo XVIII
(1990);

-La Società Operaia di Mutuo Soccorso di San Nicola la Strada (1991);
-Le corse dei cavalli nella Rotonda di San Nicola la Strada alla fine dell’800 (1991);
-Lo stradone e i passeggiatoi vanvitelliani (da San Nicola la Strada alla Reggia di Caserta) (1992);
-Soprannomi e nomignoli a San Nicola la Strada (1994);
-Il vescovo Michelangelo della Peruta (1733-1806) (1994);
-Andrea della Peruta, Medico del ‘700 (1998);
-La violenza a San Nicola la Strada nel secolo XVIII (2001);
-Il piedritto, il battente, l’edicola (2002);
-Il Real Convitto e Orfanotrofio della Madonna delle Grazie di San Nicola la Strada (2004);
-Ancora sangue sulle strade (2007);
-La cancellata esterna della Chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli (2007);
-Riflessioni giovanili (2008);
-La vita a Melissa nei ricordi di Matilde. Nel 60° anniversario dell’eccidio di Fragalà (2009);
-Le epigrafi all’ombra dei cipressi nel cimitero di San Nicola la Strada (2010);
-I Rurece Mise, un percorso attraverso la cultura popolare (2012);
-Il Villaggio Perroni, frammenti di vita dell’Ottocento (2015);
-Il brigantaggio nei comuni di Masserie e di San Nicola la Strada (1860-1865) (2015);
-Antiche vie, piazze e località di San Nicola la Strada (2016); 
-I crimini nell'Ottocento a San Nicola la Strada (2017). 

«…Ah… ma lo sapete perché Franco Nigro lo chiamano “Capitano”?....» ha detto ad un certo punto della sua presentazione Ciaramella, suscitando la curiosità del pubblico…
E subito, ovviamente, la “spiegazione” del nomignolo che si conosce da sempre, ricorrendo ad un capitolo e a questa foto (dove Nigro è in piedi al centro) tratta dalla famosa “Storia del Calcio a San Nicola la Strada” pubblicata sul Corriere di San Nicola: «Franco Nigro è soprannominato così sin dal 1962, quando prese vita l' U.R.S.S. (Unione Ragazzi Sportivi Sannicolesi) allenata da Ermanno Cannoletta, che partecipò al campionato di lega giovanile. Lo chiamavano così per la sua bravura, essendo un centrocampista sopraffino, che dettava tutti i tempi di gioco. Un giocatore di classe. I suoi compagni di squadra ne riconoscevano spontaneamente la superiorità tecnica, ma anche la capacità di dialogare. In altre parole, aveva qualcosa che si chiama "carisma"».

L'omaggio a Nigro del maestro vignettista Prof. Vittorio Di Tommaso, che Ciaramella (...committente dell'opera), ha voluto mostrare al pubblico.

 
FRANCESCO NIGRO (attraverso una serie lunghissima di libri pubblicati a partire dal 1982) e NICOLA CIARAMELLA (attraverso tantissimi articoli e dossier pubblicati dal 1987 sul periodico "Il Ponte" e sul "Corriere di San Nicola" cartaceo e online) hanno impegnato gran parte della loro vita a far conoscere con testimonianze scritte e a difendere dall'oblìo il patrimonio storico, culturale, artistico e di tradizioni di San Nicola la Strada: il tutto con un contributo personale di travolgente passione e sviscerato amore per la loro città natìa.






 

 

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