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Nel Tempio della “Grande Armonia” di Caserta

Gli insegnamenti taoisti nel luogo di culto più importante d’Europa.
Il Reverendo Maestro Li Xuan Zong guida nelle offerte alla divinità e insegna l’«agire senza agire».
Intanto si organizzano gli impegni interreligiosi su Roma con le autorità vaticane.

 

Ottobre 2018, Caserta. Al tempio taoista della “Grande Armonia”, come ogni venerdì, il Reverendo Maestro Li Xuan Zong (Vincenzo di Ieso), Prefetto Generale della Chiesa Taoista d’Italia, fa “scuola di Taoismo”, trasmettendo la dottrina ai fedeli e, in questo caso, insegnando come fare le offerte alle divinità del pantheon orientale. Di frequente queste giornate di apprendimento vedono anche studiosi e curiosi.


Premessa

Il Tempio di Caserta è l’unico eretto da un occidentale, in tutta la storia della Tradizione. Un primato. Esso è l’unica struttura (riconosciuta dall’autorità religiosa cinese) presente in Europa e tra i fari per tutto l’Occidente. Per evidenziarne l’importanza mondiale, ricordiamo che Li Guang Fu, massima autorità vivente del Taoismo, nel 2016 visita Caserta e celebra la liturgia della Tradizione proprio qui. E’ la prima volta che esce dalla Cina.

Solitamente chi vuole apprendere il Taoismo ha due possibilità: o va in Cina, o va a Caserta. Motivo per cui, la “Grande Armonia” attrae interessati anche da oltre oceano, divenendo un nodo fondamentale per gli stessi maestri della “madre patria”. I Maestri cinesi sono legati ai taoisti casertani con una precisa, plurisecolare e diretta linea iniziatica. Nello specifico, il Reverendo Maestro Li Xuan Zong, consacrato al Taoismo nel 1993, è 14° in discendenza iniziatica, nella scuola Xuan Wu Pai di Wudang, intitolata al dio della guerra.


Il dio Lao-Jun

Avanti ho l’altare del dio Lao-Jun, uno dei titoli usati per identificare Laozi, il mitico autore del Libro dei Mutamenti (Daode Jing), opera monumentale a fondamento della filosofia del Tao (assieme ad altri storici testi). L’autore del libro è celebrato pari a una divinità, considerato trasceso oltre il limite umano. Laozi è colui che racconta dell’Imperatore-mago Fo-Hi, che apprende dal Cielo e dalla Terra i Trigrammi (che diventeranno gli Esagrammi), i simboli contenenti i segreti della creazione e di ogni mutamento in essa. Fo-Hi comprende la sostanza della luce e dell’oscurità e la trasmette, attraverso le parole di Laozi, gli uomini.


L’altare

Il Reverendo Maestro spiega che ogni altare taoista è dedicato a una e a una sola divinità del pantheon, mai due allo stesso tempo. Ogni dio necessita quindi di uno specifico spazio, specificamente curato e adattato alle esigenze epifaniche, momento di comunione tra i mortali e il trascendente. Cosa importante, non esistono altari dedicati al “Tao”, l’ente supremo e impersonale, esistente prima di ogni cosa e di ogni divinità, poiché irrappresentabile. Ci sono altari comuni (come quelli dei templi) e altari domestici, appartenenti ai singoli fedeli.

Ogni altare è una riproduzione dell’universo, mai fermo a una specificità di esso. In esso sono disposti, secondo una precisa matematica (a seconda dell’orientamento cardinale) i cinque elementi del cosmo, come da Tradizione orientale: il fuoco, la terra, l’acqua, il metallo e il legno.

Li Xuan Zong ci trasmette che gli altari taoisti non servono a “ricordare” un fatto relativo a una divinità (come la messa cattolica celebra l’Ultima cena), ma servono: «a fare».

Insegnamento conseguente: ciò che accade sull’altare, accade in me. Se brucio materialmente una sostanza, la brucio spiritualmente in me.


Le offerte alla divinità

La liturgia taoista può essere molto semplice, o molto complessa, a seconda dei casi. La chiave è sempre la stessa: «Portare rispetto. Ricordare che esiste qualcosa che trascende ed è superiore all’essere umano».

Nel caso dell’offerta di incenso, il Reverendo Maestro spiega: «L’incenso che offriamo è la stessa persona: il bastoncino è il corpo fisico e l’incenso è la mente. Accendendo il fuoco, brucio il corpo e brucio la mente. Si distrugge tutto e da questa distruzione si produce il fumo che sale. Il fumo è lo Spirito. Lo Spirito lascia la materia e si innalza alla divinità. L’offerta ci ricorda il limite umano, siamo destinati a finire. Ma il fuoco produce lo Spirito. E’ la stesso concetto che troviamo nelle pratiche di Alchimia Interiore Taoista». Per alchimia taoista si intende delle tecniche secolari e millenarie di perfezionamento spirituale, basate sull’idea che l’essere umano possa elevarsi di condizione, quando ancora vivente. Esse sono bagaglio integrante nell’insegnamento del Taoismo.


Nella liturgia

La prima offerta è del Reverendo Maestro. Li Xuan Zong disegna nell’aria dei caratteri e/o dei simboli (per me irriconoscibili), poi accende l’incenso.

E’ il turno dei fedeli. I taoisti, neofiti e adepti, sono disposti scalzi e rivolti al dio. Compongono una fila e, uno alla volta, in una coreografia sacra e ben ritmata, si approssimano all’altare. Ogni fedele si avvicina con l’incenso già acceso, si inchina alla divinità e dispone il bastoncino nell’incensiere (ognuno secondo un certo schema). Quando ha finito esegue un altro inchino, gira in senso orario e si allontana senza dare le spalle alla divinità, secondo la stessa modalità usata nell’epoca della Cina imperiale, quando per non dare le spalle all’Imperatore, si eseguiva un mezzo giro destrocentrico e arretrato. Dare le spalle all’Imperatore significava essere alleggeriti della testa. Alla presenza delle più benevoli divinità, da Tradizione, si adotta ancora oggi per rispetto identica grammatica comportamentale. Al termine di ogni offerta, il Reverendo Maestro suona la campana (dal suono forte e corposo, più simile a un gong), “avvisando” il dio e così scandisce anche il tempo tra un taoista e l’altro.


E’ il mio turno. Invitato a muovere offerta a Lao-Jun, attendo che ogni iniziato termini la sua operazione e solo alla fine mi approssimo all’ara, seguendo lo stesso procedimento. Riguardo le offerte, il Prefetto Generale ne sottolinea un aspetto pratico: «Quando offrite incenso, portate il “fuoco”, la parte che brucia, all’altezza del “terzo occhio” (ndr, la radice del proprio naso) e tenendo il bastoncino tra la vostra fronte e quella della divinità, imprimete il pensiero, l’intenzione, in modo che giunga, come un messaggio, all’altro. Potete fare richieste specifiche, o anche una offerta di semplice ringraziamento».

L’intenzione del taoista viaggia attraverso il fuoco dell’incenso, seguendo una linea immaginaria che congiunge la propria fonte con quella del simulacro di Lao-Jun. Lo Spirito si fa intermediario tra l’espressione mentale umana e l’accoglimento celeste.

Ringrazio il Tempio per la gentile concessione.


A scuola di Taoismo

Procediamo a ritroso. Qualche ora prima il Reverendo Maestro, come ogni venerdì, insegna Taoismo. La stanza conta almeno una ventina tra fedeli, studiosi e curiosi. In particolare, riporto cinque argomenti. Alcuni sono approfonditi nel precedente articolo sulla Tradizione (http://www.corrieredisannicola.it/varie/notizie/varie/caserta-tra-i-centri-mondiali-del-taoismo)


PRIMO – Religione.

Il Taoismo è una religione e non una filosofia. Molti lo dimenticano. Li Xuan Zong, intende la confusione esistente tra la “filosofia del Tao”, orbitante su determinati testi antichi, e l’istituzione religiosa Taoista, che basandosi sulle stesse opere, si struttura e organizza secondo propria identità, con: una teologia, una liturgia, una casta sacerdotale, dei processi iniziatici e un pantheon.


SECONDO – Monoteismo.

Il Taoismo è una religione monoteista. Esistono varie divinità, ma anche il “Tao”, un ente supremo che viene prima di ogni cosa. A differenza dei tre grandi monoteismi (Ebraismo, Cristianesimo e Islam), il Tao è un ente impersonale. Infatti non è racchiudibile nel concetto, ad esempio, di “Dio Padre”. Il Tao non ha “emozioni”, né manifesta un carattere, né delle preferenze.


TERZO – Armonia.

Le regole comportamentali nel Taoismo servono a creare l’armonia, a connettersi al tutto. Non si cerca la santità, evitando il peccato (come nel Cristianesimo). E’ un modo diverso di intende l’evoluzione e la partecipazione al divino.


QUARTO – Universalismo.

Nel Taoismo non si “salvano” solo i taoisti. Possono salvarsi tutti. Il Tao scorre in tutto. Siamo tutti figli del Tao. Quindi il Tao è nel nostro DNA. «E’ il mistero più misterioso che c’è».


QUINTO – Agire senza agire.

Uno degli insegnamenti fondamentali del Taoismo è quello del “Wei Wu Wei”, l’agire senza agire. Costantemente male interpretato dalla stragrande maggioranza degli occidentali (esterni all’iniziazione taoista), terminando per banalizzarsi in filosofie spicce e annacquamenti vari. Il Reverendo Maestro dettaglia il significato preciso dell’insegnamento, che si finalizza alla creazione e al mantenimento dell’armonia, tanto a livello individuale, quanto a livello sociale. Secondo l’“agire senza agire”, i valori personali dell’individuo e i suoi desideri, non devono dominare né influenzare l’altro. Ad esempio, se si pota una pianta, non si deve farlo secondo il proprio gusto estetico, ma nell’esigenza della stessa: si taglia dove è necessario alla stabilità, non dove “piace”. E per capire cosa è necessario alla natura dell’altro, occorre averne coscienza, allenare e sviluppare una “visione cosmica”: «che non sarà totale e va esercitata». Ogni azione taoista nel mondo, così diventa un modo di creare nelle persone e nelle cose un certo grado di “armonia”, di equilibrio tra le forze. Tali atti non devono essere frutto delle proprie idee e del proprio carattere, ma frutto di un astrarsi in favore dell’altro, dell’altrui natura.

L’insegnamento è affascinante nel contenuto e, ovviamente, assai complesso nella pratica.


Impegni romani

La Chiesa Taoista d’Italia, il cui centro è – appunto – Caserta, unico Tempio d’Europa (ma con iniziati in tutto il continente), sta organizzando un importante evento interreligioso su Roma. Si piantano i semi del Taoismo nella Città Eterna e si dialoga colle autorità del Vaticano.

L’appuntamento avrà un tema, scelto appositamente dal Reverendo Maestro, “La Sapienza”: «Nei testi antichi la Sapienza era il tema portante di ogni discorso. Oggi, no. Nel Taoismo la Sapienza è uno stato che si raggiunge. Si aprono i canali e il Tao fluisce nella persona. Cerchiamo una conoscenza che non viene data dalla cultura, né dall’intelligenza».

Il Corriere di San Nicola continua la cronaca del Taoismo in Italia, ovviamente concentrandosi sul Tempio della “Grande Armonia” e sulle attività del Prefetto Generale, degli adepti e dei discepoli.

Ringraziamo i taoisti casertani della conoscenza di Lao-Jun. Auguriamo ai figli del Tao (formalizzati iniziaticamente tali) il migliore sviluppo, non solo nazionale, bensì “continentale”. In questa epoca di polarizzazioni e squilibri, è bene sentire parlare dello Yin-Yang.

Antonio Dentice d’Accadia
©Corriere di San Nicola
RIPRODUZIONE RISERVATA

 

NOTA

L’articolo non presenta le immagini dei fedeli, ma solo dell’altare. I fedeli in celebrazione è possibile fotografarli in certe solennità, in quanto adottanti una precisa forma, comprendente i paramenti.


Vai agli altri articoli sul Taoismo:

-LINK: Caserta tra i centri mondiali del Taoismo (http://www.corrieredisannicola.it/varie/notizie/varie/caserta-tra-i-centri-mondiali-del-taoismo)

 

 

 

 

 

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