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Via Retella, storia di un degrado…

Oggi come 40 anni fa: la politica e la burocrazia arenate nella preistoria...


Via Pizzo della Bufala/Via Pizzo Pilato (meglio conosciuta come Via Retella), condivisa dai comuni di Capodrise e San Nicola la Strada, corrisponde al cavalcavia n°503 sito al Km 738,200 della A1 Milano-Napoli. Venne ricostruita negli anni ‘70 in concomitanza con l'ampliamento della strada che dall'abitato di Capodrise conduce al Vialone Carlo III. La modificata pendenza della strada cominciò da allora a produrre i primi concreti ed irreversibili danni
.


L'acqua piovana, mista a liquami maleodoranti provenienti dalla cunetta divenuta fogna a cielo aperto posta sul lato ovest del vialone, va verso il semplice fossato ad assorbimento che non contiene e non assorbe e finisce per defluire verso le sottostrutture del palazzo ed invadere più volte la cabina elettrica, il piazzale e parti dei magazzini della Matese Lattesud (azienda di imbottigliamento del latte).
A più riprese, e contattando i vari enti, si tenta di trovare una soluzione
ed ecco un'opera di altissima ingegneria: l'ente proprietario della strada, la Provincia, realizza un pozzetto di mt 1x1 circa nel quale, tramite un tubo da 125 o 150 mm devono confluire le acque provenienti dal cavalcavia e dal vialone, portandole, poi, attraverso una apposita conduttura, fino al canale di scolo posto lungo l'arteria autostradale.


Nel contempo, la Regione Campania (1983), ente proprietario della SS87 o Viale Carlo III, realizza sul lato ovest un enorme collettore fognario, al quale, oltre alle abitazioni, alberghi, locali commerciali, si pensava erroneamente che si potesse far confluire anche il liquame del fossato ad assorbimento posto sul lato San Nicola, teatro di numerosi incidenti con danni ad auto e persone (rilievi in gran parte effettuati dalla polizia municipale di San Nicola e Capodrise).


Si arriva  ai primi anni ’90. Apre il centro commerciale "I Giardini del Sole" e di lì a poco anche un sito di stoccaggio di rifiuti (plastica, carta, vetro) provenienti in gran parte proprio dal centro commerciale. Inizia un'epoca dorata. Assunzioni dirette, indotto, ditte manutentrici e di pulizia, ecc. A Capodrise si costruiscono villette, palazzi e interi quartieri. Non meno di 1000 famiglie possono trarre beneficio dalla presenza del centro commerciale, che negli anni e a sue spese farà realizzare parte dell'impianto di illuminazione pubblica, partendo proprio dal bivio di Capodrise fino ad arrivare all'incrocio con via Greco.
Ma la politica e la burocrazia, come sempre, restano ferme alla preistoria!
Rovi, vegetazione spontanea, rampicanti presenti anche sulla recinzione che delimita la ex Foreste Molisane (negli anni '70 e '80 era Matese Lattesud ) hanno creato, nel punto più alto del cavalcavia, un vero e proprio muro di 4 o 5 metri ed un altro esteso muro di rovi che nasconde alla vista parte del metanodotto che dal vialone-lato San Nicola, traversando l'arteria autostradale, lambisce il muro di cinta del sito di stoccaggio fino ad arrivare poi alla cabina di pompaggio sita a ridosso di abitazioni e del centro commerciale (celando al proprio interno rifiuti di varia natura, alcuni divenuti  veri e propri oggetti vintage e tane per la corretta proliferazione di famelicissimi ratti)
.

 

Dicembre 1996. Dopo un esposto ai sindaci di Capodrise e San Nicola la Strada e alla ASL di Marcianise, solo quest’ultima fornisce resoconto del sopralluogo effettuato che specifica la pericolosità della condizione igienico sanitaria dell'intera zona (abitazioni del centro commerciale, Matese Lattesud, lavavetri e rom obbligati tutti a convivere con un sito di stoccaggio e trattamento rifiuti, ratti, rettili, insetti nocivi): il tutto per la "deliberata" latitanza delle istituzioni. 

Il sindaco di Capodrise solo nei primi mesi dei 1997 mi riferisce che la strada è provinciale e che le competenze sono della Provincia, guardandosi bene dal fornirmi prova documentale di eventuali solleciti.

11 dicembre 1997. Dopo ulteriore esposto, la dott.ssa Cembalo del comune di Capodrise, acquisita dalla ASL la relazione del 1996, specificando lo stato di abbandono e degrado della zona, sollecita per un intervento risolutivo la Provincia e l'ufficio ecologia del comune di San Nicola la Strada.

2003. La S.S. 87 viene declassata e diventa provinciale. Finalmente viene chiuso il fossato; si realizzano caditoie ed apposito condotto fino al collettore fognario (la canalizzazione del fossato ad assorbimento verso il collettore fognario sarebbe potuta avvenire già molti anni prima del 2003, se solo i vari sindaci del comune di San Nicola la Strada avessero preso l'impegno a loro spettante di formalizzare alla Regione, tramite una semplice relazione tecnica, la necessità di canalizzare il fossato straripante ad ogni accenno di pioggia, ormai divenuto ricettacolo di rifiuti e pericolosissimo per la staticità delle abitazioni e per la salute e l'incolumità pubblica).
Tutto risolto?
Macchè!

Non esistendo un servizio di spazzamento della strada, di rimozione dei rifiuti abbandonati da chi si mimetizzava tra i clienti del centro commerciale o dispersi dalle decine di automezzi diretti al sito di stoccaggio ed attuando la malsana e deliberata abitudine di lasciare che sfalcio misto si mescoli a rifiuti sminuzzati, per effetto dei normali eventi atmosferici vanno ad ostruirsi le caditoie, si allaga la strada e chi vi abita è costretto al classico fai da te.
Anni e anni di degrado nel quale politica e burocrazia continuano imperterriti e deliberatamente a tenere la zona in queste condizioni fino a farne inequivocabilmente diventare la principale concausa della chiusura prima della Foreste Molisane (ex Matese Lattesud) e poi, nel 2013, del centro commerciale I Giardini del Sole, seguito nel 2014 anche dal Mercatone Uno, buttando letteralmente nella spazzatura le speranza lavorative di migliaia di persone tra dipendenti e l'indotto che si era venuto a creare.



Nel 2014, a seguito di miei esposti al sindaco di Capodrise e alla ASL di Marcianise, riesco ad ottenere la  storica ordinanza "contigibile ed urgente", la n°40 del 17/07/2014 emessa dal Sindaco per la "prima" volta dopo "appena" 40 anni, che certifica inequivocabilmente lo stato di estrema pericolosità per la salute e l'incolumità pubblica con particolare riferimento ai laterali che costituiscono il terrapieno del cavalcavia di proprietà della società Autostrade Spa. Trattandosi di pertinenza proprio della strada, bonifica, pulizia, derattizzazione, corretto deflusso delle acque piovane, ecc.ecc., rientrano proprio nelle competenze dell'ente proprietario della strada. 

Nel frattempo si fa sempre più accesa la querelle politica e burocratica (marzo 2014) sul lato San Nicola a seguito di richiesta di ampliamento da parte della ditta che si occupa di stoccare e trattare rifiuti. Spuntano un gruppo di consiglieri di opposizione consapevoli dell'obbligo che il loro ruolo istituzionale impone, richiedono la convocazione di un consiglio comunale aperto proprio per scongiurare il possibile "accentuarsi" delle condizioni di pericolosità determinata dalla ditta in tutta la zona quasi a ridosso dell'abitato di San Nicola, formulando correttamente anche richieste di intervento di bonifica per la corretta tutela della salute e dell'incolumità pubblica dovute anche al quotidiano passaggio di scarrabili e compattatori (compresi quelli a servizio su San Nicola) che per effetto del carico trasbordante ne lasciano inevitabilmente una buona parte lungo tutto il tragitto, impreziosendo la zona di oggetti che nessuno (San Nicola e Capodrise) osa far rimuovere.

Partiti, movimenti, comitati allertano tutta la cittadinanza e anche a tutti loro viene rammentato che dall'apertura del centro commerciale(1992) e fino all'inizio dei lavori per la realizzazione della rotatoria (09/2014), lungo questa strada (teatro, proprio nel corso del 2014, di numerosi blitz "anti lavavetri" congiunti tra polizia, carabinieri e polizia municipale, di Capodrise e San Nicola che hanno anche potuto visibilmente accertare lo stato di degrado in cui versa l'intera zona intervenendo anche a seguito di ripetute aggressioni a cittadini) hanno svolto la loro attività di lavavetri e venditori di fazzolettini numerosi immigrati che hanno utilizzato quotidianamente come “WC” il terreno (pieno di ogni sorta di rifiuti abbinati a capi di abbigliamento dismessi, materassi, ecc.) sito sul lato del cavalcavia appartenente territorialmente a San Nicola la Strada, mèta preferita delle “sex workers” e dei loro clienti e spesso utilizzato per il pascolo di greggi di pecore e capre. Per anni sono stati obbligati a convivere a contatto e senza le obbligatorie tutele sanitarie con ratti, rettili, zecche ed altri insetti di varia natura, divenendo così essi stessi potenziali veicoli di malattie infettive. 

 

 

E’ per questo che, a dicembre 2014, per la convocazione di una conferenza dei servizi, oltre che al comune confinante, anche agli enti (Arpac-Asl, Vigili del Fuoco, Regione Campania, Provincia di Caserta ) sarà stata mandata obbligatoriamente una chiara e dettagliata informativa sullo stato dell'intera zona, evidenziando: la presenza proprio a ridosso dei capannoni della ditta di una serie di "baracchelle" con copertura in plastica utilizzate per l'essiccazione del tabacco; la presenza nelle immediate vicinanze di una stazione di servizio erogante anche GPL sovrastata da numerosi tralicci dell'alta tensione; il degrado imperante per effetto della dismissione di tutto il centro commerciale e della mancata pulizia della vastissima area, non solo divenuta ormai un "lupanare a cielo aperto", pericolosissimo per la presenza di rifiuti anche "combusti" che adornano anche la cabina di pompaggio del metanodotto. Per ovviare, viene emessa una ordinanza con la quale la strada privata che collega Via Pizzo Olivo a Viale della Liberta viene chiusa al traffico veicolare con dei new jersey, determinando una sorta di altra terra di nessuno.



Sempre nel dicembre 2014, dei tre lampioni funzionanti adesso il buio pesto, che, oltre a divenire un concreto pericolo per chi vi transita, va a “tutelare” la privacy delle sex workers ed i loro clienti, favorendo sia l'incremento dell'abbandono indiscriminato di rifiuti, tra cui anche le lastre di eternit, che i cacciatori di rame, i quali, indisturbati, stanno man mano razziando l'intero ex centro commerciale.




19 Dicembre 2015. Facendo il consueto giro a piedi che da casa mia mi porta verso Marcianise, passando per l'ex centro commerciale, sul cavalcavia la mia attenzione viene attirata da una delle tante siringhe e mi accorgo che varie parti in cemento, specialmente quelle vicine ai paletti di sostegno della rete, recano rilevanti segni di crepe o addirittura vuoti in più punti. Mi attivo e invio mail di posta certificata ai vari enti, ai quali, oltre al cavalcavia, rammento la situazione metanodotto e cabina enel, rifiuti e la non facile accessibilità all'ex centro commerciale e alla cabina pompaggio del metano.

22 dicembre 2015. Un incendio divampato nell'area dell'ex Bricoverde mette in evidenza le difficoltà di accesso all'area a ridosso di abitazioni e della famosa cabina di pompaggio del metano (che qualche giorno prima avevo segnalato anche ai vigili del fuoco) chiusa dai new jersey e da una sbarra metallica. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, qualcuno ha indicato la stradina di accesso all'ex Mercatone Uno e anche al parcheggio dell'ex centro commerciale. Sono accorsi tutti, polizia, carabinieri, polizia municipale, quella provinciale, tutti "obbligati" a passare attraverso le colline di rifiuti, alcuni dei quali divenuti storici, come l'albero di natale, la tapparella, l'espositore arexsons.
Ma non è finita qui. Anche un allaccio abusivo di corrente fa bella mostra di sè nella nicchia posta di fronte proprio all'accesso per il parcheggio dell'ex centro commerciale. Odore acre di diossina sprigionata dalle tante materia plastiche e una polvere nera comincia a posarsi dappertutto.

Il 4 gennaio 2016 ricevo una unica risposta alla Pec: è quella della Provincia, che si chiama fuori specificando che la strada è stata declassificata comunale.

Il 27 gennaio 2016 forse la svolta. Per monitorare il cavalcavia, interviene la ditta incaricata dalla Società Autostrade, ma, stranamente, tutta la parte segnalata viene ancora lasciata nelle condizioni di dicembre 2015.

10 febbraio 2016. Alla cabina ENEL da 20.000 volt è stato rimosso il lucchetto e la porta è aperta. Telefono ai vigili di Capodrise, che prontamente si attivano, ma la società elettrica adotta solo i fili di ferro come giusta garanzia per l'incolumità delle persone…

Mimmo Cogliano​


 

 

 

 

 



 

 

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