Una città, il cuore, la mente...


L'


"Ode alla mia città"


composta da


Nicola Ciaramella



Attraverso le pagine de "Il Ponte", "Corriere di San Nicola" e "Corriere di San Nicola on line", il giornalista Nicola Ciaramella ha tracciato la storia sannicolese degli ultimi tre decenni. Gratuitamente, "senza nomi e senza bandiere", con un contributo personale di travolgente passione e sviscerato amore per la sua città natìa.

Questa la sua "ode alla sua città" scritta nel dicembre 2004 e pubblicata nel numero storico 29 del Corriere di San Nicola cartaceo per celebrare la nascita del "Corriere di San Nicola on line", il primo quotidiano di San Nicola la Strada.



 

 

Ode alla mia città


Si può amare in tanti modi una città.
Si può adorarla per tanti motivi.
Perché è bella.

Il fascino delle sue cose ti coinvolge,
ti eccita fino al punto di non farti desiderare altro.
In ogni particolare del suo volto
cogli l’ebbrezza di un sorriso.
Vedi in lei una dea, una regina,
una giovane principessa
che ti accompagna in una favola senza fine.
Capisci che è lì l’essenza del tuo abitare,
il dolce rapimento di ogni tua azione quotidiana.
Ti sussulta il cuore ad ogni suo mutare,
ad ogni accendersi delle sue luci,
ad ogni ascolto dei suoi clamori.
Tutto ti sembra familiare,
persino quelle realtà inarrivabili
che mai potrai toccare,
mai saprai domare,
neanche con uno sforzo sovrumano
messo in atto dalla tua mente illusa
e fortemente lanciata verso la felicità.

Si può amare in tanti modi una città.
Si può adorarla per tanti motivi.
Perché è buona.

Ti accoglie nel suo seno
quale figlio che si nutre di quella terra.
Ti addolcisce con l’alito del suo respiro.
Ti edifica intorno una cornice di incantevoli immagini.
Ti dona desiderio di vivere,
smania di programmare,
onestà e gentilezza verso i tuoi fratelli,
certezza di non poter mai fare a meno dei suoi lamenti.
Ti vezzeggia di moine e di promesse.
Ti protegge nei tuoi affanni.
Mai si stanca di lenìre i tuoi dubbi,
le tue ansie, di aprirti alla speranza,
di fugare le tue sofferenze.

Si può amare in tanti modi una città.
Si può adorarla per tanti motivi.
Perché è semplice.

Con lei cammini facile, cammini bene,
non vai a corte, non hai bisogno di vestirti da sapiente.
Il suo odore è naturale,
non si miscela di filtri esotici,
poco spazio lascia ai voli contorti della follìa.
Ti dice grazie perché l’hai perdonata,
le dici grazie perché ti ha capito.
Viverci è il massimo
per chi odia gli imperscrutabili meccanismi della slealtà
e si batte per il genuino sapore della schiettezza.
Ti guida con affetto e simpatia,
si accorge delle tue emozioni
e le raccoglie in uno scrigno di ricordi.
Ti riporta nella fanciullezza,
cospargendoti i sentimenti di profumato entusiasmo.
Non parla difficile, detesta i se e i congiuntivi.
Ama il presente, ti slega dai ritmi dello stress,
vuol fare di te una sua tenera creatura,
senza spingerti ad odiare il futuro.

Si può amare in tanti modi una città.
Si può adorarla per tutti questi motivi.
O, forse, per niente di tutto questo. 
O per il contrario di tutto questo.

La mia città! 

Più mi odia e più la amo.
Più mi vuole distruggere e più la sento mia.
Giorno e notte, mentre vivo, mentre muoio,
quando sorrido, quando piango.
Il senso della mia vita alloggia lì.
Lì sono gelosamente serbati tutti i miei più dolci ricordi,
la mia nostalgia, i miei rimpianti.

La mia città!

Più mi ferisce, più me ne innamoro.
Mente mia, abbi pietà di me.
Non permettere ad alcuno di mormorarti infamie.
Mente mia, ti prego, tieniti da parte,
non rispondere al fango e continua a vivere un sogno
che un giorno, forse, ti verrà offerto
e che vedrai innalzato sul podio della realtà.
Non dentro un palazzo.
Ma semplicemente in un angolino piccolo piccolo,
sperduto e caldissimo del mio cuore.

Nicola Ciaramella