VADO SU GOOGLE E PROVO TANTA AMAREZZA


Sto facendo una raccolta di selvaggi “copia ed incolla”. Ne farò un libro. 
 

 

Sono molto triste perché ho perso la stima di qualcuno. Qualcuno che, poveretto, si è arrabbiato perché gli avevo fatto rilevare una grossa inesattezza che aveva scritto. Qualcuno che ho sempre considerato amico sincero, anche se è stato sovente scorrettissimo con me. Qualcuno che, sinceramente, pensavo che prima o poi mi avrebbe telefonato per rispondere di si all'invito di prenderci un caffè.
E invece no. Ecco perché, allora, gli scrivo ciò che avrei voluto dirgli da vicino.

Per anni gli ho sempre messo a disposizione (e lui per questo mi ha sempre ringraziato) i miei articoli, il mio lavoro, le mie foto. Tutto fatto con quel sudore, quel sacrificio, quella passione che anche lui conosce molto bene. Gli ho sempre concesso di utilizzare il mio lavoro, fatto esclusivamente per passione, per la sua attività, dalla quale, mi sembra, ricava, giustamente, qualche centesimo di euro, non di più (così mi disse proprio lui, qualche tempo fa). Gli ho sempre chiesto una sola cosa, che penso sia molto giusta: di citare la fonte. Null’altro. Però, nonostante glielo avessi ricordato spesso, non lo ha mai fatto. Si è spesso firmato con il suo nome articoli miei, copiati da me e si è sempre preso dal mio giornale mie foto tagliandone l’indicazione del copyright. Scorrettezze su scorrettezze. Spesso, e lui lo sa, gliel’ho detto, pregandolo, anzi supplicandolo. Gli ho sempre detto: “Prenditi tutti i miei articoli che vuoi, prenditi tutte le mie foto che vuoi, pubblica tutto dove vuoi, ma riportane la fonte. Perché credo che sia giusto”.
Ed invece google è piena di cose che mi provocano tantissima amarezza e anche, credo giustamente, rabbia.
Vado su google e trovo articoli o pezzi di articoli scritti da me per il mio giornale e firmati con il suo nome. Come se li avesse scritti lui. E così non è. Vado su google e trovo foto scattate da me o fatte scattare da me e utilizzate da lui per “suoi” articoli copiati da me. Tutto, rigorosamente, senza alcuna indicazione della fonte. Al contrario dell’unica cosa che, sempre, gli ho chiesto.
Quanta roba leggo e vedo su google che ho scritto e fotografato io per il mio giornale e che invece tutto riporta tranne che il mio nome e il nome del mio giornale! Mi fa veramente male. Ricevo una mazzata ogni volta che una ricerca su google mi riporta alla luce un articolo che ho scritto io, che ho pubblicato sul mio giornale, e che, invece, vedo firmato con il suo nome. Idem per le foto. Dio, sono a centinaia! Tutte fatte e pubblicate per il mio giornale, ma tutte riportanti il nome di un'altra testata. Dappertutto. Su tantissimi giornali on line. Anche distanti cento chilometri da San Nicola. Lo sanno, perché gliene ho parlato, anche i loro direttori. Ne ho fatto una raccolta. E’ molto corposa. Spesso mi è venuto in mente di pubblicarla, preso da forte rabbia e delusione. Ma non credo che lo farò. Lo rispetto molto, ancora. Gli arrecherei dispiacere. E questo proprio non voglio, anche se, forse, solo così capirebbe il dispiacere che ha provocato a me. Ma non è assolutamente questa la mia intenzione. E’ brutto. Veramente brutto. Spero che mi possa capire.
Tutto questo lui lo sa molto bene. Sa che mi sono arrabbiato spesso e sa quante volte gliel’ho detto.
Ora, poveretto, si è arrabbiato lui perché gli avrei fatto notare, senza, peraltro, …citare il suo nome (ma che ha, la coda di paglia?) una cosa che ha fatto un po’ arrabbiare me.
Ma gli voglio bene. E lui lo sa. Un giorno, e si ricorderà benissimo, glielo dissi nell’orecchio, per non disturbare la gente che ci stava intorno. Ma lui queste cose, almeno stando a come si è comportato, non le capisce. Avrei voluto dirglielo da vicino, ma si è rifiutato di vedermi. Che stia bene, allora! Sempre! Ma che non faccia più lo scorretto!