La terra dei fuochi continua a bruciare…

 … e l’amministrazione comunale dà i "numeri": "i roghi sono diminuiti "

 

Singolare iniziativa dell’amministrazione comunale che affigge per le strade di Giugliano manifesti che decantano l’impegno per la tutela dell’ambiente.
A Giugliano, in piena terra dei fuochi, si brucia. I cittadini respirano odori strani fin dalle prime ore del mattino. Quegli odori provengono dai roghi tossici che quotidianamente sprigionano diossina e polveri sottili rendendo l’aria irrespirabile.
Sabato 17 giugno, nella piazzola interna della discarica “Taverna del Re”, si sono incendiate alcune ecoballe. Fortunatamente dopo poco si è abbattuto sulla città un nubifragio che ha limitato i danni.
Il sindaco dopo aver confermato la notizia ha dichiarato: “Resta da capire il motivo per cui le ecoballe si sono incendiate. Se gli inquirenti accertassero che il rogo è di natura dolosa, ci sarebbe da preoccuparsi. La piazzola che ha preso fuoco, infatti, è praticamente al centro del sito di stoccaggio, difficile da raggiungere dall’esterno”.
Il fatto ancora più grave è che qualche giorno prima il primo cittadino ha diffuso un manifesto nel quale affermava che i roghi sono diminuiti (dati ufficiali dei vigili del Fuoco).
Tutta l’opposizione è insorta contro un manifesto che suona come un insulto ai cittadini e che sembra uno spot pubblicitario.
Fra ufficialità e verità c’è una grande differenza”, tuonano i consiglieri. Non tutti i roghi sono infatti registrati dai vigili del fuoco. Inoltre c’è il problema dei maxi roghi.
Nei giorni precedenti, il sindaco di Parete ha dichiarato che alle amministrazioni comunali interessano solo i fondi stanziati per l’emergenza roghi. In effetti, affermare che l’emergenza roghi sta diminuendo è irresponsabile e rischioso. Ciò, infatti, porterebbe a spegnere i riflettori sulla terra dei fuochi, si rischierebbe di avere meno mezzi, meno vigilanza, farebbe sì che l’emergenza diventasse normalità.
Non serve la propaganda né la pubblicità, non servono le feste, i cortei e le processioni. Questo lo hanno capito molti cittadini e attivisti presenti sul territorio, che hanno tutta l’intenzione di mobilitare le forze per chiedere allo Stato un intervento concreto.

Giovanna Angelino