"Lo Uttaro”, sempre maledettamente “Lo Uttaro”

La solita discarica a cielo aperto che inquina ai confini di San Nicola la Strada: grazie alla segnalazione di alcuni residenti, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha diretto investigazioni nei confronti di quattro autori di sversamenti illeciti su terreni a vocazione agricola.

 

In data odierna, nell’ambito delle attività volte al contrasto dei reati ambientali  -leggiamo in un comunicato stampa della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (a firma del Procuratore della Repubblica D.ssa Maria Antonietta Troncone)-  nel territorio meglio conosciuto come Terra dei Fuochi, questa Procura della Repubblica ha diretto e coordinato un’attività investigativa che si è conclusa con il sequestro preventivo del veicolo e con la notifica dell’Avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di quattro soggetti che, in concorso tra di loro, avevano posto in essere una vera e propria attività abusiva dedita alla raccolta di rifiuti di qualsivoglia genere smaltiti illegalmente su aree private, riducendo terreni fertili e di notevole vocazione agricola ad una vera e propria “discarica” a cielo aperto. Furono proprio i cittadini della zona che, ormai esasperati, nel mese di marzo u.s. segnalarono ai Carabinieri Forestali di Caserta gli ingenti e reiterati sversamenti di rifiuti effettuati in zona periferica dell’abitato di Caserta, nelle prossimità delle aree “Lo Uttaro”, “Galazia” e Via Thomas Alva Edison. Come prima risposta di contrasto al fenomeno illecito, i militari operanti avevano all’epoca effettuato un sequestro d’iniziativa di un’area di circa 12.600 mq, completamente devastata da rifiuti pericolosi e non, anche di tipo speciale e combusti. Successivamente questa Procura disponeva le attività delegate, indirizzando mirati servizi di osservazione che i Carabinieri forestali realizzavano anche avvalendosi di un sistema di video sorveglianza. Gli apparati installati consentivano, quasi nell’immediato, di captare le immagini di un motoveicolo di colore azzurro del tipo “Apecar” utilizzato per gli sversamenti illeciti. Lo scambio di informazioni e la collaborazione tra i Reparti dell’Arma, specialità forestale e territoriale di Caserta, nonché l’esame delle prime riprese video permettevano di incentrare l’interesse investigativo su una piccola cellula di soggetti residenti a Maddaloni, dediti ad attività di sgombero cantine e ritiro di materiale in disuso, ingombrante e non, prelevato principalmente da abitazioni private ubicate nell’area urbana di Maddaloni. I rifiuti, caricati a dismisura sul piccolo “Apecar”, venivano di seguito sversati nel sito preso di mira creando una situazione di degrado ambientale, di potenziale inquinamento, oltre che problematiche anche di tipo igienico-sanitario. Per tali motivi, F.M. di anni 40, C.A. di anni 55, S.E. di anni 45 e F.M. di anni 42, tutti residenti a Maddaloni, sono stati indagati per violazione dell’art. 256 del D. Lgs n. 152/2006, ossia gestione, trasporto e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non, in varie località del Comune di Maddaloni e del Comune di Caserta. Secondo quanto previsto dalla normativa vigente, il mezzo “Apecar” utilizzato per il trasporto illecito sarà oggetto di confisca e gli indagati dovranno accollarsi le spese della bonifica.

(da Comunicato Stampa Comando Provinciale Carabinieri Caserta)