“Raccolta differenziata...ahimè!"

 

«RACCOLTA DIFFERENZIATA........Ahime'.....
Egregio Direttore buongiorno, ho letto l’articolo riguardo la conferenza stampa di fine anno svoltasi venerdì 29 dicembre nell’aula consiliare del municipio e mi sono soffermato sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti con percentuali del 2017 migliorate rispetto al 2016 ma purtroppo ancora non del tutto soddisfacenti nonostante le opere di sensibilizzazione dell’ente comunale.

Tutti i comuni italiani sono obbligati per legge (decreto legislativo n.152 del 2006) ad effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti. Ciò comporta che, da una parte, essi debbano attuare una gestione che privilegi l’efficacia, l’efficienza e l’economicità del servizio (ad esempio con la raccolta porta a porta), dall’altro che gli abitanti ovviamente collaborino alla raccolta, effettuando la divisione a monte secondo le tipologie dei rifiuti ed il conseguente esatto conferimento. Difatti, l’ordinanza n°5 del 13/04/2016 del Sindaco di San Nicola la Strada (visualizzabile e scaricabile dal sito del comune) specifica dettagliatamente le tipologie dei rifiuti e il giusto conferimento, inoltre, sempre sul sito del comune di San Nicola la Strada cliccando sul link nuova raccolta differenziata si può visionare la “brochure” inerente la guida della raccolta differenziata e degli ingombranti, e le stesse informazioni sono riportate sul Corriere di San Nicola on line clic cando sul link “vademecum della raccolta dei rifiuti”. Per chi non è dotato di supporti informatici, può recarsi presso l’ECOSPORTELLO in Via Diaz presso ex scuola materna Rossini dove può ricevere tutte le informazioni del caso oppure telefonare al 344-0864328.

Pertanto, il modus operandi del conferimento è stato messo a conoscenza dell’intera cittadinanza attraverso vari strumenti, tuttavia, rifletto e mi domando: perché questa benedetta raccolta differenziata ancora non è assimilata del tutto? La forma mentis del senso civico sta proprio in questo, vale a dire che noi cittadini in primis dobbiamo dare l’esempio attuando il giusto conferimento secondo le tipologie di rifiuti, e infonderlo nel contempo ai nostri figli che sono le generazioni future della nostra collettività e società.

Che dire, forse ancora non ci si rende conto della importanza vitale che rappresenta la raccolta differenziata oppure semplice menefreghismo? Però, poi classico per natura dell’essere umano è reclamare i propri diritti ossia mi spetta questo e mi spetta quello, ma i doveri? I doveri dove sono?

Ci vorranno anni luce prima di fare quel salto di qualità e raggiungere una mentalità degna di definirla civica.

Un cordiale saluto e buon lavoro a Lei e a tutto il suo staff.»

Stefano Sanfelice, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
20/1/2018

-Egr. Sig. Sanfelice, nell’onorarmi di averLa come prezioso lettore del Corriere di San Nicola, sono a ringraziarLa per quanto ha scritto in maniera così semplice, intelligente ed esplicativa in riferimento ad un argomento al quale io personalmente ed il ns. giornale dedichiamo la massima attenzione da sempre. Lei ha pienamente centrato il problema ed individuato una causa di rilevante importanza che non ha permesso ancora di realizzare quel salto di qualità al quale una comunità civile è giusto e legittimo che debba aspirare. Ai ruoli fondamentali della pubblica amministrazione (che deve regolamentare e controllare) e del cittadino (che deve rispettare le norme) aggiungerei anche quello della ditta affidataria della raccolta, dal cui grado di efficienza nello svolgimento del servizio dipende gran parte del successo che ci si augura. Mi piace comunque ribadire, Egr. Sig. Sanfelice, quanto già Lei ha così brillantemente considerato. Molta gente, è vero, è sovente dedita solo alle lamentele e alla condanna. Molta gente critica tutto senza partecipare mai a niente. Molta gente chiede solo diritti e non si preoccupa minimamente dei suoi doveri. Molta gente è avvezza a pretendere dagli altri una “virtù” che proprio essa non ha: ovvero quel senso civico che se diventasse “patrimonio” anche dei mascalzoni, dei farabutti e dei codardi (perché tutto questo, senza attenuanti, sono coloro che non rispettano le norme) risolleverebbe le sorti di una società oggi sempre più in decadenza e che trova la sua linfa per resistere, nonostante tutto, solo grazie alla civiltà, alla correttezza e all’educazione della purtroppo non più stragrande maggioranza di essa.
Nicola Ciaramella, Dir. Resp.

-la foto in basso è stata scattata da un ns. lettore tra il 5 ed il 6 gennaio scorso (in vigenza di divieto di conferimento di rifiuti) e spiega quanto sono ...educati alcuni cittadini