Vincenzo Voce e la Terra dei Veleni: “I responsabili politici se ne fregano”

Intervista con il rappresentante del comitato cittadino “Le colline dei veleni”, impegnato da anni nella lotta per la difesa dell’ambiente e la tutela della salute nel crotonese.

 

Abbiamo incontrato il professor Vincenzo Voce, crotonese e membro del comitato cittadino “Le colline dei veleni”. Laureato in ingegneria delle tecnologie industriali ad indirizzo chimico, all’inizio della sua carriera ha svolto attività di ricerca all’Università degli studi della Calabria (Cosenza) ed effettuato molte consulenze per aziende private su problematiche ambientali; da anni porta avanti con tenacia il suo impegno per la “terra dei veleni” attraverso diverse iniziative. A gennaio scorso è stato promotore di un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Crotone per sollecitare i controlli e la bonifica di una falda acquifera, scoperta nel 2003, ma ancora oggi non bonificata nella zona industriale di Crotone, prima che la contaminazione si allarghi ad altre zone del territorio.

-Professore, quando e come è iniziato il suo impegno per la terra dei veleni?

«Ormai è un impegno che dura da quasi 20 anni, anche se negli ultimi dieci è diventato quasi quotidiano. Inizialmente mi occupai di una fabbrica che dovevano insediare a Crotone che avrebbe trattato sali di cromo esavalente (STOPPANI). Per fortuna quella fabbrica poi non si insediò. Ma il vero impegno inizia quando cominciai ad occuparmi della bonifica degli ex siti industriali di Crotone».

-Leggiamo su alcuni quotidiani locali che Eni Syndial fu incaricata di presentare un progetto per la bonifica delle discariche in mare e del suolo di Pertusola. Come mai numerose associazioni, comitati di cittadini e sindacati si sono opposti a quel progetto presentando un ricorso al TAR?

«A dire il vero il ricorso al TAR è stato fatto su un Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), che a gennaio 2017 aveva approvato la bonifica di un primo lotto di suoli degli stabilimenti dell’ex stabilimento Pertusola Sud e di Ex Agricoltura. Su quel sito Syndial pensava di fare la bonifica di uno dei siti più inquinati d’Europa da metalli pesanti, con la tecnologia della fitorimediazione. Pensava che alcune piante eliminassero dai suoli quantità impressionanti di cadmio, arsenico o piombo. Secondo un mio studio applicato su quella bonifica avevo calcolato che le piantine avrebbero impiegato oltre 4.000 anni. Tempi biblici.

Guarda caso le bonifiche green sono proposte solo ed esclusivamente per non spendere soldi».

-Quali studi e quali risultati sono alla base della sua continua attività di ricerca, la quale si è anche trasformata in vero e proprio impegno civico attraverso l’associazionismo, i social e fra i cittadini di Crotone?

«I miei studi partono sempre dai dati ufficiali delle caratterizzazioni, ovvero le analisi chimiche. Oppure dall’Analisi di Rischio Sito-specifica, che rappresenta il vero documento con il quale sono individuate le CSR (Concentrazioni Soglia di Rischio), cioè i veri obiettivi delle bonifiche».

-In questi anni di lotta, durante i quali ha condotto numerose battaglie, chi sono o chi sono stati i suoi interlocutori? A chi compete “salvare” la terra dei veleni e non lo ha fatto? Ha trovato resistenze, condivisioni, partecipazione e indifferenza da parte di chi? Chi appoggia la sua causa e chi la ostacola? Istituzioni? Cittadini? Mass media?

«I responsabili politici se ne fregano. In questi anni, abbiamo chiesto aiuto un po’ a tutti. E se ne sono fregati. Presidenti di Provincia, Assessori Regionali all’Ambiente, Vicepresidenti di Regione. Niente da fare. Muri di gomma. Il problema delle bonifiche è serio e deve essere affrontato con cognizione di causa. Presumo che il più delle volte i progetti che le multinazionali propongono non sono nemmeno letti dai tecnici, figuriamoci dai politici.

Syndial nel mese di agosto 2017 ha presentato un nuovo progetto di bonifica per le discariche a mare (due discariche fronte mare dietro le fabbriche). In quel progetto ha inserito anche la bonifica dei suoli di Pertusola ed ex Agricoltura, sui quali pende il ricorso al TAR. Bene, da agosto nessun politico, a cominciare dal Sindaco Pugliese si è espresso. Chi deve decidere per noi il più delle volte non conosce il problema. Per fortuna un gruppo di cittadini vigila su tutto ed è disposto a fronteggiare le multinazionali anche in sedi legali. Diciamo, che in un certo qual modo quando i cittadini si mettono insieme non c’è politico che tenga.

Se chiede a qualsiasi medico o avvocato, o libero professionista della città qualsiasi cosa sulle bonifiche non le sa dire nulla. Nessun medico conosce quanti veleni e di che tipo lasceranno sui suoli dopo le finte bonifiche. Perché di questo si tratta: finte bonifiche.

Posso dire che dopo tanti anni di lotta, interlocutori pochi (o niente), resistenze tante, perché con il fatto che metto in luce tutta la loro ignoranza in materia cercano sempre di sminuire il lavoro che fai. Per fortuna c’è un gruppo di cittadini stupendi che combatte quotidianamente, senza i quali non troverei la forza di continuare. Su tutti l’arch. Vincenzo Frustaci, un fratello col quale condividiamo esposti in Procura, denunce, iniziative su temi ambientali».

-In recente post su un suo profilo social ha parlato di un parroco coraggioso paragonandolo a Padre Maurizio Patriciello della terra dei fuochi. Ne parla anche a noi?

«C’è un parroco di Papanice, una frazione del Comune di Crotone, che dista in linea d’area forse un chilometro da una delle discariche più grandi della Calabria, che ha scritto una lettera alle Istituzioni, incluso il Prefetto, per chiedere che siano installate delle centraline di monitoraggio atmosferico, per valutare la qualità dell’aria. Mi hanno detto che alcuni giorni l’aria è irrespirabile. Miasmi insopportabili.

Il parroco ha chiesto ai fedeli di portare una foto dei propri familiari morti di cancro ed appenderla in chiesa. Finalmente un parroco che si occupa del corpo dei suoi fedeli, prima ancora di occuparsi delle loro anime. Un grande. Spero di incontrarlo nei prossimi giorni, perché voglio dare tutto il mio aiuto. La difesa della tutela della salute viene prima di qualsiasi affare, sia che si tratti di bonifiche, sia che si tratti di discariche».

Giovanna Angelino

“Crotone ci mette la faccia” – la storia di Crotone, terra dei veleni

http://www.corrieredisannicola.it/dalla-provincia/notizie/dalla-provincia/crotone-ci-mette-la-faccia-non-e-solo-il-nome-di-una-pagina-facebook

Video rapporto dell’Ing. Vincenzo Voce sul progetto operativo di bonifica ex siti industriali

https://www.youtube.com/watch?v=UaGNC645IdQ