Fabio Candalino e "Il Popolo della Famiglia"





Il noto penalista casertano spiega i motivi che lo hanno indotto a candidarsi al Senato nelle liste del nuovo partito che proprio a marzo compie i suoi primi due anni di vita.

 

Sono 75 i simboli ammessi alla tornata elettorale del prossimo 4 marzo. Ad indicare partiti, movimenti, comitati, espressioni di problematiche sociali, ecc. Molti già noti, molti modificati solo nella rappresentazione grafica, altri all’esordio nelle elezioni politiche italiane.
Tra questi, Il Popolo della Famiglia (PdF la sua abbreviazione), che sta ad indicare l’analoga denominazione di un “movimento politico autonomo in difesa dei principi non negoziabili” -come si legge nelle informazioni pubblicate nella pagina fb istituzionale- nato a marzo di due anni fa “dall’esigenza di dare una voce alle migliaia di persone scese in piazza in occasione dei Family Day del giugno 2015 e del gennaio 2016" e che ha già partecipato alle elezioni amministrative del 2016 e del 2017 raccogliendo consensi in varie regioni.
Che cos’è e perché nasce ce lo spiega l’avvocato casertano Fabio Candalino, componente dell’associazione Giuristi per la vita, autore, nello scorso luglio, di una “lettera aperta di un comitato di genitori e professionisti contro l’abuso e l’obbligatorietà dei vaccini” e relatore, a novembre, nel convegno di presentazione del libro “O capiamo o moriamo” di Mario Adinolfi: «E’ necessario mettere in campo delle vere politiche a sostegno della famiglia se, realmente, si vuole dare un futuro alle nuove generazioni. Partendo da questa esigenza, è nato il nostro movimento in occasione del Family day. La famiglia è il valore fondante della società, non un ostacolo da bypassare per restare a galla».
-Quali le ragioni da cui è stato spinto ad accettare la sfida del Popolo della Famiglia e a candidarsi al Senato sia all’uninominale che al proporzionale?
«Basta con la penalizzazione delle donne incinte che, in molti casi, vedono coincidere la gravidanza con la perdita del lavoro. Per evitare che ciò avvenga, abbiamo inserito nel nostro programma il reddito di maternità, un sussidio di mille euro al mese da assegnare alle neo mamme per consentire loro di crescere i propri figli con la dovuta serenità. Immaginiamo anche di rimodulare la pressione fiscale sulle famiglie che hanno dei figli proprio per incentivare il dato delle nascite che oggi ha raggiunto percentuali preoccupantissime».
-Insomma, la famiglia in primo piano?
«Si. Riteniamo che, dopo le tante promesse e i tanti impegni disattesi, sia giunto il momento per il Parlamento italiano di avere una forza che, finalmente si batta per la famiglia, per invertire la rotta rispetto a politiche devastanti che negli ultimi venti anni, hanno cercato di cancellare quello che è il nucleo fondante della nostra società
».

Nicola Ciaramella