Dalla “buona scuola” alla “Scuola della Costituzione”



Le proposte della Prof.ssa Rosa Maria Clemente, candidata alla Camera per il partito "Potere al Popolo"
 


«Sono stata da sempre impegnata a sostegno della realizzazione dei principi fondamentali della costituzione democratica del 1947, come nata dalla resistenza antifascista. Per combattere l’avvilimento e la perdita di dignità, lo sfruttamento generalizzato e il prevalere della disumanità e della guerra fra i poveri, l’arretramento complessivo della democrazia e della civiltà».
Ad affermarlo è la Prof.ssa Rosa Maria Clemente, candidata alla Camera con “Potere al Popolo” nel Collegio Uninominale di Caserta che comprende, oltre al capoluogo, anche i comuni di San Nicola la Strada, San Marco Evangelista, Maddaloni, Marcianise, Castel Morrone e Recale.
Una lunga carriera scolastica alle spalle, nei ruoli di Maestra, di Docente di Lettere e di Preside, ha accettato la candidatura come “una sfida per cambiare l’ordine delle cose”.
«Le maggioranze parlamentari e i relativi governi succedutisi in Italia negli ultimi 30 anni -ha detto nella missiva che ha trasmesso al nostro giornale- hanno disatteso principi fondamentali della Costituzione, come quelli sanciti dagli articoli 2 e 3, accentrando risorse e potere nelle mani di pochi, tanto che l’ 1% degli italiani detiene il 25% della ricchezza nazionale, 415 volte quello che è posseduto dal 20% più povero della popolazione. 18 milioni di persone sono a rischio di povertà e di esclusione sociale, mentre 12 milioni di persone rinunciano a curarsi per ragioni economiche».
E poi: «Sono radicalmente insufficienti le politiche di assistenza, come gli asili o i servizi sul territorio per il sostegno agli anziani, ai diversamente abili. Cresce l’emigrazione di massa verso altri paesi, non solo con la “fuga dei cervelli” ma con un vero e proprio esodo di migliaia di persone, soprattutto giovani e specialmente dal Sud, per cercare il lavoro e il salario che qui non trovano più».
Rosa Maria Clemente vuole «riportare alla Camera dei deputati la voce di chi non ha voce, rimettere al centro della Politica le persone, smascherare le false sinistre, ridando vita alla Sinistra radicale e antiliberista, fatta di mutualismo e solidarietà».
Il suo impegno, come ribadisce a chiare lettere, si concentrerà soprattutto «per cancellare il Jobs Act e tutte le leggi che negano un lavoro stabile e sicuro; per porre fine alle discriminazioni di genere e della disparità salariale; per favorire l’adozione di misure incisive per la sicurezza sul lavoro; per rilanciare l’occupazione attraverso un Piano per il lavoro centrato su investimenti pubblici in politiche industriali e nella riconversione ecologica dell’economia; per le assunzioni pubbliche al fine di potenziare e riqualificare il welfare (i dipendenti pubblici in Italia in rapporto alla popolazione sono tra i più bassi d’Europa); per ridurre l’ orario di lavoro a 32 ore settimanali, a parità di retribuzione, necessaria a fronte dei processi in atto di automazione delle produzioni; per cancellare la Riforma Fornero, che ha allungato in modo scandaloso la quantità di ore lavorate nell’ arco della vita, bloccando il ricambio generazionale nei luoghi di lavoro».
Inoltre vorrà impegnarsi «per cancellare la legge cosiddetta della “Buona scuola” e tutte le altre riforme che hanno immiserito la scuola, l’università e la ricerca e le hanno messe al servizio delle esigenze delle imprese».
La Legge di Iniziativa Popolare per la Scuola della Costituzione: questa la sua proposta alternativa «fondata sul rilancio della collegialità e della coesione tra professionisti, con pari dignità e responsabilità nella formazione di persone libere solidali e dotate di pensiero critico; sull’ elevamento dell’ obbligo scolastico a 18 anni e l‘eliminazione dell’ alternanza scuola-lavoro; sulla copertura totale dei posti negli asili nido e nella scuola dell’infanzia pubblica, con la generalizzazione del tempo pieno; sulla gratuità degli studi, anche universitari e postuniversitari pubblici; su un aumento consistente della quota di PIL destinata all’ istruzione, l’aumento del Fondo d’ Istituto e di Finanziamento Ordinario per gli Atenei, basato sul numero di iscritti, l’ obbligo di remunerazione dei dottorati e di ogni tipologia di collaborazione con i dipartimenti universitari; su un Piano straordinario di Edilizia Scolastica, con particolare riferimento alla sicurezza antisismica; su un serio adeguamento salariale per i lavoratori della conoscenza e l’assunzione in ruolo di tutti i precari con 36 mesi di servizio».

(Corriere di San Nicola)