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PISTA SI', MA SUI GALOPPATOI!

Salvatore Motta chiarisce anche ai “Casertani” la propria posizione sul percorso ciclopedonale.


La problematica recentemente sollevata dai Comunisti Italiani di San Nicola la Strada sulla costruzione della pista ciclabile lungo Viale Carlo III, ha varcato, finalmente, i ristretti confini della dialettica politica locale, spostandosi, come è giusto che avvenisse, anche sul fronte degli utenti “forestieri”.
E’ giunta, infatti, nella redazione del Corriere, una e-mail dal titolo “Contro la pista ciclabile?!?” a firma “Casertani!”, inoltrata anche al sito web della Federazione Italiana Amici della Bicicletta (www.fiab-onlus.it nella pagina ForumFiab della sezione “Ciclabilità urbana”), che la dice tutta su quanto la questione stia interessando i cittadini del capoluogo, il cui giudizio, come quello dei “colleghi” sannicolesi, alla fin fine, dovrebbe costituire il vero ago della bilancia in una azione amministrativa di tale portata, che riguarda il “trattamento” di un aspetto così importante del patrimonio storico di Terra di Lavoro.

Leggiamo cosa c’è scritto:

«Chi di voi è mai andato alla Reggia di Caserta??? Ebbene per giungere al monumento bisogna percorrere il Viale Carlo III, un lungo "stradone" disegnato da Vanvitelli con due galoppatoi (controviali) che oggi versano in uno stato di abbandono totale!!!
La Provincia di Caserta ha finalmente posto l'attenzione al problema è in meno di un anno ha progettato e realizzato (quasi ultimata) una pista cilabile di 1,4 km che collega il Piazzale della Reggia al Comune di S.Nicola, o meglio al parco giochi del Comune di San Nicola, che per inciso è al centro di una rotatoria tagliata in due dal famigerato Vialone (DOVETE VEDERLO).
Ad ultimazione dei lavori di una pista larga 3m e costeggiata da un percorso pedonale completamente riqualificato, nella migliore tradizione borbonica (quella parte di nullafacenza cortigiana, intendo) spuntano sedicenti associazioni e partiti CONTRO LA PISTA CICLABILE (articolo apparso su
www.corrieredisannicola.it).
Assurdo!!! In una terra dove la dotazione di piste è prossima allo zero, per un area degradata e abbandonata, per bambini, anziani, pedoni e ciclisti... una manna: 1,4 km tutti per loro; è oggetto di contrasti, minacce e ricorsi!!!!
Passo di lì tutti i giorni pregustando il piacere di una passeggiata in bici con figli e ora... alcuni facinorosi stanno per bloccare o ritardare un progetto MODELLO per ideazione e rapidità di esecuzione!!!
Il paradosso: i Comunisti Italiani e i Verdi contrastano la realizzazione dell'opera che è stata proposta dall'Amministrazione Provinciale precedente (di Centro destra) e finanziata dalla Regione Campania (di Centro Sinistra).
Un esempio anche di politically correct che sta per andare in fumo.
Che dire????  
Casertani!»

E vediamo, ora, cosa ha risposto direttamente uno dei “facinorosi” tirati in ballo:

«Per amor di chiarezza e non per innescare una polemica sterile, voglio rispondere al Vs articolo, che solo oggi ho avuto modo di leggere, sulla costruenda pista ciclabile di Viale Carlo III (asse viario San Nicola-Caserta).
I Comunisti Italiani non sono affatto contro le piste ciclabili, e ciò si evinceva anche dai vari articoli apparsi su più giornali, ma sono contro al modo e al luogo in cui quella di Viale Carlo III viene costruita. E tutto ciò per 3 buoni motivi.
In primo luogo, per motivi di sicurezza. Infatti, è situata molto vicina allo stradone centrale ove il limite di velocità è di 70 Km/h (e quasi mai rispettato dagli utenti della strada). A riprova di quanto si afferma, gia due sinistri stradali hanno visto sobbalzare dei veicoli sulla pista ciclabile (fortunatamente ancora in costruzione e non praticata da ciclisti o pedoni).
In secondo luogo, di ordine ambientale, in quanto si sottrae altro verde, quello compreso tra le carreggiate, per una nuova e ulteriore cementificazione.
In terzo luogo, per motivi architettonici, in quanto si sta continuando a stravolgere l'asse originario di viale Carlo III, progettato dal Vanvitelli e fatto costruire dai Borboni. Infatti, si sta costruendo un quarto asse viario (anche se ciclopedonale), quale ulteriore intruso, dopo quelli dei sottopassi costruiti a Caserta, che hanno tagliato di netto i galoppattoi laterali (invece dell'interramento dell'asse ferroviario e relativa stazione). Non solo, è stata già realizzata a Caserta una rotatoria sullo stradone di Viale Carlo III e si prevede l'interramento di parte dello stesso a San Nicola la Strada all'altezza della Rotonda. Ciò, al compimento di tutti i lavori, renderà il Viale Carlo III una struttura ben diversa, che cancellerà definitivamente la memoria storica.
I Comunisti Italiani, d'altro canto, si chiedevano se ci fosse stata un'alternativa a questo tipo di pista ciclabile.
Secondo il mio modesto parere, quello dei compagni di partito e di molte associazioni e cittadini, una soluzione diversa era possibile. Infatti le piste ciclabili potevano essere ricavate sui galoppatoi (vi sono circa 2 metri di spazio tra il termine della carreggiata e i filari dei tigli su ogni galoppatoio), senza che ciò comportasse 1) problemi di sicurezza (visto che il flusso viario è più lento, anche a causa della presenza di rallentatori, 2) problemi ambientali (senza ulteriore cementificazione, anzi il percorso sarebbe stato più gradevole per la frescura creata dai tigli) e 3) problemi architettonici con l'intrusione di un quarto asse non previsto dal Vanvitelli. E tutto ciò contestualmente al recupero dei tratti di galoppatoi del territorio di Caserta, abbandonati al degrado.
 
Pertanto, come esplicitamente esposto, con tale dichiarazione è mia intenzione fugare qualsiasi perplessità in merito, e senza fare demagogia.
Infine, la protesta è dettata più dall'essere cittadino di San Nicola che dal colore politico, tant'è che è appoggiata anche dal PRI di Luciano Caiazza, che è una formazione politica di centro-destra. E tutto ciò senza voler conoscere se l'amministrazione provinciale che ha progettato e/o sta realizzando i lavori sia di centro-destra o di centro-sinistra. 
In attesa di cortese riscontro e disponibilissimo per ulteriori chiarimenti in merito, invio cordiali saluti.
Il Segretario di Sezione P.d.C.I., Salvatore MOTTA».

Per quanto ci riguarda, siamo lieti di poter offrire ai lettori questo contributo molto significativo alla discussione. Un’osservazione, comunque, non poteva sfuggirci: il mittente non ha trovato il coraggio di firmarsi con il proprio nome e cognome...Salvatore Motta sì... Ma questo non c’entra niente con il nostro giudizio sulla vicenda. Noi siamo per la pista, ci mancherebbe!, ma da realizzare (per quanto, ormai, sia ancora utile sperarlo...) lungo il galoppatoio. Cosa che, del resto, ci hanno fatto credere allorquando pubblicammo in anteprima l’annuncio del progetto.
Al di là, insomma, dei colori politici dei “Casertani”, dei “sedicenti” e di qualunque altro chiamato in causa, ai quali è nostro costume non guardare mai, crediamo che sia assolutamente illogico non condividere la proposta del dr. Motta, formulata nelle vesti di cittadino e non certamente in quelle di politico. Pista sì, ripetiamo, ma lontano dai pericoli!
Non si sentirebbe più tranquillo, signor anonimo, pregustandosi una passeggiata in bicicletta con i Suoi figli e prima che, ai lati dello stradone vanvitelliano, comincino a sorgere -di questo passo non ci vorranno ancora molti anni...- “sedicenti” scatoloni condominiali?

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