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36 anni fa la barbara uccisione di Luigi D’Andrea



E’ sempre più vivo il ricordo del giovane maresciallo che nacque e visse a San Nicola la Strada fino al giorno in cui indossò la divisa della Polizia.
Il 6 febbraio 1977 fu vittima del fuoco di un atroce criminale, condannato a quattro ergastoli, per il quale si parla oggi di grazia. Alla sua memoria sono state intitolate strade e caserme ed assegnate numerose onorificenze: l’ultima è la
Medaglia d’Oro conferitagli dal Comune di Bergamo.
 

 


Ricorre il 36.mo triste anniversario della efferata uccisione del giovane Maresciallo Luigi D’Andrea, nativo di San Nicola la Strada, dove aveva vissuto fino al giorno in cui indossò la divisa della Polizia.
Era la notte del 6 febbraio del 1977. Luigi D’Andrea avrebbe compiuto trentadue anni da lì a pochi mesi; prestava servizio nella polizia stradale di Bergamo. Era di pattuglia insieme con il collega Renato Barborini. La tragedia si consumò nei pressi del casello autostradale di Dalmine: i due bloccano una macchina che procedeva pericolosamente a fari spenti; intimano agli occupanti di scendere; improvvisamente spunta la pistola di un criminale di nome Renato Vallanzasca, capo della “banda della Comasina”, ignobile simbolo della malavita che seminò il terrore nel milanese e dintorni durante gli infuocati anni ’70. Gli eroi rispondono al fuoco, ma, purtroppo, per loro non c’è più scampo.

A Luigi D’Andrea, nato e vissuto nello storico Vicolo Vanvitelli di San Nicola la Strada prima di trasferirsi nel bergamasco, dove si sposò con la sig.ra Gabriella Vitali dalla quale ebbe due figlie, è stata assegnata la Medaglia d’Oro al Valor Civile, sono state dedicate targhe e
intitolate caserme, strade, strutture militari, piazze cittadine, sia nel bergamasco che a San Nicola la Strada (Largo D’Andrea).
Nel 2009 Luigi D’Andrea è stato inserito tra i “Sannicolesi d’Oro” dai promotori della manifestazione che vuole ricordare i figli valorosi di San Nicola la Strada.
L’ultima onorificenza è recentissima, datata 15 dicembre 2012: è la Medaglia d’Oro e Benemerenza Civica alla Memoria conferitagli dal Comune di Bergamo.
Ma a non stancarsi mai di tenere sempre alto e vivo il ricordo di Luigi D’Andrea c’è soprattutto la moglie, la signora Gabriella Vitali, che ha da qualche mese istituito la “Associazione Maresciallo di P.S. Luigi D’Andrea M.O.V.C.” ispirata dal grandioso scopo di ricordare tutti i Caduti delle Forze dell’Ordine.
Dal 2008, inoltre, la signora Vitali ha istituito il “Premio Maresciallo Luigi D’Andrea”, evento  di eccezionale significato per i fini che si prefigge. Destinato a uomini/donne delle Forze dell’Ordine che si sono distinti in gesti di altruismo/amore che abbiano permesso di salvare delle vite umane, il Premio si traduce in una medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica ed è patrocinato, tra gli altri, dal Senato della Repubblica e dal Ministero dell’Interno.
E’ del 9 novembre dello scorso anno, infine, la lettera che l’inconsolabile vedova del compianto Luigi D’Andrea ha scritto al Capo dello Stato per dire NO alla grazia per Vallanzasca (condannato a 4 ergastoli e 295 anni di reclusione), provvedimento già rifiutato da Giorgio Napolitano nel 2007 e del quale si sta ricominciando a parlare, alla luce della semilibertà che nell’agosto del 2012 è stata concessa all’assassino del suo amato marito.
Questo il testo della missiva:
«
A S.E. Il capo dello Stato On. Giorgio Napolitano-Palazzo del Quirinale-00187 Roma.
Con riferimento alla richiesta qui pervenuta dalle Massime Istituzioni Italiane, di esprimere il parere in merito alla concessione della grazia al pluriergastolano Vallanzasca, macchiatosi di una serie incredibile di crimini di sangue e di delitti contro lo Stato e che assassinò nel 1977, a Dalmine, i Poliziotti M.llo Luigi d'Andrea, mio marito, e il suo collega Renato Barborini, esprimo chiaramente e senza possibilità di ripensamento, in qualità di vedova di un Servitore dello Stato barbaramente trucidato nell'esercizio del proprio Dovere, il parere fortemente contrario alla concessione della grazia medesima. La nostra posizione non comporta in alcun modo implicazioni emotive, o volontà di vendetta, ma vuole essere un monito forte e inequivocabile, perché nel nostro Paese la certezza della pena sia baluardo fondamentale e imprescindibile, capace di arginare la criminalità e di tutelare la legalità e la democrazia, promovendo il senso civico da parte di tutti i cittadini. La forte responsabilità che portiamo nei confronti delle giovani generazioni, che dovranno avere modelli credibili di legalità ed autorevolezza, rende inammissibile e inimmaginabile ogni atto di gratuita clemenza nei confronti di un bandito incapace di mostrare il minimo segno di pentimento e costantemente implicato ancor oggi in episodi di arroganza. La concessione del perdono, che può se mai attingere la sfera strettamente personale delle persone offese e dei familiari delle Vittime, non è di pertinenza di uno Stato, il cui compito primo è tutelare la legalità e garantire il rispetto dei valori morali e civili sui quali si fonda ogni comunità nazionale. Qualsiasi atteggiamento caratterizzato pertanto da "buonismo accomodante" è inconcepibile e vergognoso e non attiene certo alla sfera della Giustizia, risvegliando unicamente la sofferenza e la rabbia di chi vede anche così vilipeso il proprio Paese, per il quale i nostri Familiari hanno donato il sangue, nel sacrificio estremo della vita. Con deferenza. Famiglia D'Andrea Bergamo, 9 novembre 2012
»

Parole che la dicono tutta sulla posizione assunta dai familiari delle vittime di Dalmine e dalla “Associazione Luigi D’Andrea”, alle quali, si augura la signora Vitali, tutti i sannicolesi che le condividono possono dare ulteriore forza inviando una mail a
https://servizi.quirinale.it/webmail/.

Trentasei anni, ma sembra ieri. Non è facile riprendersi dai brividi di emozione intensa e di rinnovata commozione da cui ci si sente catturati in tutte le occasioni che ci portano a ricordare Luigi D'Andrea, un eroe della storia di San Nicola la Strada, un figlio di questa terra che sempre ci resterà nel cuore per il suo senso di genuino coraggio, per la valenza della sua figura di servitore dello Stato, per la grandezza degli ideali di giustizia e del dovere che egli ha saputo degnamente trasmettere.

 

Nicola Ciaramella

 


Leggi articolo del 2010 pubblicato dal Corriere di SanNicola

Vedi video dal "Sannicolesed'Oro2010"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Si ringraziano per le foto il sito cadutipolizia.it e la Sig.ra Gabriella Vitali)



A sx, i corpi massacrati di D'Andrea e Barborini. A dx, la foto dedicata a D'Andrea dal sito della polizia stradale


Varie intitolazioni a Luigi D'Andrea (in basso a sx, Piazzale D'Andrea a San Nicola)

 

Targa di marmo in memoria di Luigi D'Andrea e Francesco Evangelista deposta dalla ProLoco di San Nicola la Strada su muro all'ingresso della chiesa di Santa Maria della Pietà.



 


 
In alto a sx, la targa di intitolazione a Luigi D'Andrea e al suo collega Barborini di un'aula della questura di Bergamo. Sotto, Gabriella Vitali. A dx, la lettera dell' "Associazione Luigi D'Andrea" per dire no alla grazia per Vallanzasca

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