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36 anni fa la tragica uccisione di Franco Evangelista

Vittima di un agguato terroristico, il poliziotto nato e vissuto in gioventù a San Nicola la Strada fu simbolo della lotta alla delinquenza. Fu soprannominato “Serpico” per l’indomito coraggio. La sua città gli ha dedicato una strada. Nel 2009 gli fu assegnato il Premio “Il Sannicolese d’Oro alla Memoria”. Nel 2015 il Comune di Roma gli ha intitolato quel pezzo storico della sua toponomastica in cui si consumò uno dei più tragici episodi di violenza degli anni ottanta. 

Mercoledì 28 maggio 1980, una delle date più cruente del terrorismo politico che sconvolse in quegli anni in lungo ed in largo la Penisola: in un agguato compiuto dagli spietati Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR) in piazza Trasimeno a Roma fu ucciso l’Appuntato di Polizia Francesco Evangelista.
Modello di coraggio e di dedizione al dovere, egli era nato il 13 marzo 1943 a San Nicola la Strada, dove aveva vissuto fino all’età di diciannove anni.
Arruolatosi nel 1962, si era distinto nei Reparti a Cavallo, alla Scuola Allievi Sottufficiali di Nettuno e poi alle Volanti.
Il sito cadutipolizia.it ed il libro “A mano armata” di Giovanni Bianconi (edito da Baldini e Castaldi) ne tracciano con dovizia di particolari la brillante carriera e l’inesauribile vitalità, oltre a fornire il racconto del terrificante accaduto.
Esperto di arti marziali, Francesco Evangelista aveva effettuato centinaia di arresti. Nel 1975, durante una colluttazione con due ladri d’appartamento nel Quartiere
Salario-Parioli, venne gettato dal primo piano fratturandosi la colonna vertebrale. Salvatosi miracolosamente, già durante la convalescenza, ancora indossando il busto ortopedico, riuscì a disarmare e a catturare un rapinatore di banca.
Questo gli valse la promozione a vicebrigadiere e il soprannome di "Serpico" da parte dei colleghi e dei cittadini del quartiere che iniziarono a riconoscerlo, a salutarlo e a confidargli movimenti e persone sospetti. Francesco Evangelista fu così chiamato per il coraggio, la passione, la competenza e lo spirito di servizio con cui svolgeva il proprio lavoro. Si era già fatta strada in lui l'idea del "poliziotto di quartiere", figura che fu istituita anni dopo. Dopo l'infortunio, fu inviato alla sala operativa della Questura dove lavorò tre mesi; poi chiese di rientrare in servizio attivo e fu trasferito al Commissariato Porta Pia.
Quella maledetta mattina, con altri due suoi colleghi di quel distretto, era preposto a delicati compiti di vigilanza nella zona dove sorgeva il Liceo Ginnasio Statale Giulio Cesare, una scuola “difficile” segnata in quegli anni da ripetuti atti di violenza e da scontri tra studenti di opposti estremismi politici.
Alle otto e dieci di quel tragico 28 maggio 1980, quattro militanti dei NAR (
Valerio Fioravanti, Giorgio Vale, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, “coperti” da Gilberto Cavallini, Mario Rossi e Ga­briele De Franci­sci, gli stessi delinquenti che tre mesi più tardi verranno ritenuti responsabili anche della strage del 2 agosto alla stazione di Bologna) giunsero dinanzi alla scuola con l’assurdo obiettivo di ridicolizzare la militarizzazione del territorio, disarmando dei loro mitra Beretta e schiaffeggiando i tre poliziotti presenti. Ma Evangelista e i suoi compagni si accorsero subito della presenza dei terroristi e cercarono di reagire; prima di loro, purtroppo, furono i Nar ad aprire il fuoco.
Evangelista fu colpito da sette pallottole, mentre gli altri due agenti furono gravemente feriti. I terroristi fuggirono con la pistola di uno degli agenti feriti e la radio portatile della pattuglia.
Si chiuse così, all’età di 37 anni, la vita del valoroso “Serpico” di San Nicola la Strada, un giovane eroe che si era battuto con indomito coraggio per gli ideali di giustizia e libertà in cui fermamente credeva.
Vivono ancora, invece, in libertà, tre dei suoi aggressori. Di essi, un uomo ed una donna, che hanno ucciso centinaia di innocenti, che sono stati condannati a decine di ergastoli, che si sono sposati in carcere, sono improvvisamente diventate "brave persone", tornate libere. Ospiti di quella società che volevano distruggere.
Come vivono ancora, nella mente di tanti sannicolesi, anche le urla di disperazione della madre di Franco che seguirono alla tragica notizia appena arrivata in quel cortile di Via XX Settembre allo sbocco con Viale Europa.
Franco Evangelista lasciò la moglie e soprattutto due figli in tenerissima età, Silvia e Federico, che hanno poi scelto di seguire, e lo fanno con grande onore, le orme dell’eroico genitore, arruolandosi in Polizia, dove tuttora sono in servizio.
Ecco alcune testimonianze, pubblicate dal sito dedicato ai caduti della Polizia, raccontate da chi ha conosciuto questo grande eroe:
Evangelista aveva in un certo senso inventato la figura del poliziotto di quartiere. Quando i commercianti della sua zona di lavoro sapevano che era di servizio, non chiudevano le porte, lasciavano tutto aperto, tanto c’era Serpico!”; “Per fermarlo ci sono volute le pallottole”; “E’ una specie di mito, mi parlavano di lui i vecchi maestri”. Era diventato una leggenda della questura di Roma, un simbolo della lotta alla delinquenza”.
A poco meno di un mese dalla scomparsa,
il 26 giugno 1980, Franco Evangelista fu insignito della medaglia d'oro al valor civile "alla memoria".
Oltre ad edifici pubblici, strade e monumenti in varie parti d’Italia, anche il Comune di San Nicola la Strada gli ha intitolato, sin dai primi anni successivi alla morte, Via Francesco Evangelista.
Il 21 aprile 2010 gli viene concessa l'onorificenza di "vittima del terrorismo" con la seguente motivazione: “per gli alti valori morali espressi nell'attività prestata presso l'Amministrazione di appartenenza nell'evento occorso in Roma il 28 maggio 1980 quando rimase mortalmente ferito davanti ad un Liceo da colpi di arma da fuoco esplosi da terroristi dei Nar”.
Il 27 settembre 2009, nell'affollatissimo Auditorium del Ciapi, fu assegnato a Franco Evangelista il Premio “Il Sannicolese d’Oro” istituito dalle due testate giornalistiche sannicolesi, Corriere di San Nicola e Sabatononsolosport, per dare lustro e riconoscimento, secondo il parere di tre giurie popolari (Pubblico on line, Giuria popolare e Giuria tecnica), ai cittadini sannicolesi (viventi e alla memoria) che hanno arrecato, attraverso il loro impegno in tutti i campi delle attività umane, onore e prestigio in Italia e nel mondo al nome di San Nicola la Strada.
Il 28 maggio del 2015 il Comune di Roma, nel corso di una cerimonia tenutasi presso il Commissariato di Porta Pia, intitolò alla memoria di Francesco Evangelista i Giardini di Corso Trieste, più precisamente lo spazio pubblico di fronte al liceo "Giulio Cesare”. Parteciparono alla cerimonia il nipote Giacomo Evangelista con suo padre Luigi, fratello inconsolabile del compianto Francesco, oltre a numerose autorità militari e civili e ad una classe dello storico Liceo ubicato nel preciso luogo dove mani assassine tolsero l’indimenticabile “Serpico” sannicolese agli affetti dei suoi cari.
Tutti giusti e doverosi omaggi alla memoria di un valoroso figlio della nostra terra, il cui travolgente ricordo è destinato a rimanere sempre scolpito nella mente e nel cuore di tutti i suoi concittadini che lo hanno conosciuto o ai quali ne è stata tramandata l’avvincente esistenza.

Nicola Ciaramella 

(Nelle foto del titolo, tratte dai siti cadutipolizia.it e stragi.it, Franco Evangelista in divisa di ordinanza ed in alta uniforme)

27/9/2009: nel VIDEO Nicola Ciaramella parla di Francesco Evangelista nel corso della cerimonia conclusiva del Premio "Il Sannicolese d'Oro". A seguire, la consegna della targa agli eredi Federico (figlio), Luigi (fratello) e Giacomo (nipote).

(Cliccare sulla freccetta per vedere il filmato)





27 settembre 2009. Giacomo (il nipote), Luigi (il fratello) e Federico (il figlio, in divisa): tre Evangelista eredi dell'eroe Francesco invitati a ritirare, in un tripudio di applausi e tra il compiacimento degli organizzatori Ciaramella e Di Nuzzo ed il sindaco Pascariello, la targa assegnata al “Sannicolese d’Oro alla Memoria”, il premio istituito dalle due testate giornalistiche di San Nicola la Strada "Corriere di San Nicola" e “Sabatononsolosport”.

Toccanti ed esplicative le parole scritte da uno dei tanti cittadini che, attraverso mail indirizzate alle redazioni giornalistiche organizzatrici, proposero il nome di Evangelista tra le nomination del Sannicolese d’Oro: “Una persona che mi ha sempre incuriosito e da prendere a modello (purtroppo non ho avuto il piacere di conoscerlo di persona), non perchè solamente morto nell'adempimento del suo dovere, ma per il coraggio dimostrato in qualunque occasione nello svolgere con dedizione la sua professione di poliziotto, in particolare in quegli anni di violenza (delinquenza, terrorismo, ecc.) a cavallo del 1970-1980, è sicuramente Evangelista Francesco detto Serpico”.

 

8 maggio 2010, Palazzo del Quirinale: Silvia e Federico Evangelista, figli del grande “Serpico” sannicolese, ricevono il saluto del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia promossa per il "Giorno della memoria" dedicato alle vittime del terrorismo.

 

Il giardino di fronte al Liceo Classico Giulio Cesare intitolato a Franco Evangelista dal Comune di Roma il 28 maggio 2015. Sulla targa vi è scritto: “GIARDINO FRANCESCO EVANGELISTA DETTO "SERPICO", AGENTE DI P.S. VITTIMA DEL TERRORISMO (1943-1980)”.

 


A Franco Evangelista, grande appassionato di calcio, fu anche dedicato un Club della gloriosa Casertana. Questa la foto del cuscino-ricordo che i tifosi portavano allo stadio, esposto nel Salone di Barbiere del Sig. Tommaso Gelio in Via XX Settembre a San Nicola la Strada.



Targa di marmo in memoria di Francesco Evangelista e Luigi D'Andrea deposta dalla ProLoco di San Nicola la Strada su muro adiacente l'ingresso della chiesa di Santa Maria della Pietà.

 

 

Altri momenti della cerimonia di premiazione del Sannicolese d’Oro (27/9/2009):
-Ciaramella e Di Nuzzo applaudono dopo la proclamazione del Sannicolese d'Oro alla Memoria;
-il saluto a Luigi Evangelista, fratello del grande "Serpico";
-il sindaco Angelo Pascariello consegna la targa a Federico Evangelista, figlio del grande "Serpico";
-Ciaramella, Di Nuzzo, il sindaco Pascariello, Giacomo Evangelista (nipote di Franco), Luigi Evangelista e Federico Evangelista;


Colleghi di Federico Evangelista seduti tra il pubblico: ammirabile e degna di lode la loro partecipazione all'evento. 




 

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