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6 febbraio in memoria di un eroe sannicolese


Ricorre il 39.mo anniversario della feroce uccisione del Maresciallo Luigi D’Andrea (nato e vissuto a San Nicola la Strada fino al giorno in cui indossò la divisa della Polizia) avvenuta durante il servizio nei pressi del casello autostradale di Dalmine per mano di uno dei più efferati criminali della storia.
Medaglia d’Oro al Valor Civile, alla sua memoria sono state conferite numerose onorificenze ed intitolate caserme, strutture pubbliche, luoghi urbani (come una strada anche nella sua città di nascita).
Le sue spoglie riposano nel
Cimitero Monumentale di Bergamo.


Domenica 6 febbraio 1977, un giorno che nessun sannicolese all'epoca presente potrà mai dimenticare. Una città sconvolta da una tragica notizia. Nelle strade, nelle case, dappertutto non si parlava d’altro.
Luigi D'Andrea, il giovane nato e cresciuto nel vicolo Vanvitelli e poi emigrato a Bergamo per vestire la divisa della Polizia e vivere lì la sua vita, era stato, mentre si trovava in servizio, vittima del più crudele delinquente assassino del periodo più brutto della storia della repubblica italiana.

Avrebbe compiuto trentadue anni da lì a pochi mesi; ricopriva il grado di brigadiere nella polizia stradale di Bergamo. In quella fredda e cupa mattina di inverno egli era di pattuglia con la guardia Renato Barborini. Era stato chiamato in servizio all’ultimo momento per sostituire un altro collega.
“I due stanno percorrendo l'autostrada” -racconta il sito cadutipolizia.it
- “quando, nei pressi dello svincolo per Dalmine (sulla A4 in direzione Venezia), notano una macchina (Fiat 132 scuro) che procede zigzagando pericolosamente e a fari spenti. Riescono subito a bloccarla con grande destrezza. Pistole alla mano, intimano ai tre occupanti di scendere con le mani in vista, secondo le tecniche operative tante volte applicate. Nessuno saprà mai cosa si sono detti, quali frasi si sono scambiati Luigi D’Andrea ed il suo giovanissimo collega con le bestie che si sono trovate di fronte”. Improvvisamente spunta la calibro 9 di Renato Vallanzasca, capo della cosiddetta banda della Comasina, uno dei peggiori criminali della storia italiana che seminò sangue e terrore nel milanese e dintorni durante gli infuocati anni ’70. L’intero caricatore di quella maledetta arma viene rovesciato addosso ai due coraggiosi servitori della nostra patria. D’Andrea e Barborini rispondono al fuoco, ammazzano uno dei tre delinquenti, che viene abbandonato in mezzo alla strada dai compagni, ma, purtroppo, per loro non c’è più scampo.
Le immagini della strage diffuse dalla televisione e le foto riportate dai giornali sono di una crudezza impressionante. “Due Angeli riversi a terra, uno accanto all'altro, quasi stretti in un abbraccio fraterno; il berretto d'ordinanza di uno dei due scagliato sul ciglio della strada, l'Aquila dorata spezzata da un colpo di pistola”.

Al Brigadiere di Pubblica Sicurezza Luigi D’Andrea è stato conferito il grado postumo di Maresciallo.
Il 9 giugno 1979 alla sua memoria è stata assegnata dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini la Medaglia d’Oro al Valor Civile con questa motivazione: "In servizio di polizia stradale, unitamente ad altro militare, veniva proditoriamente aggredito a mano armata in occasione del controllo di un automezzo. Con ferma e coraggiosa determinazione non esitava a reagire prontamente con la propria pistola d'ordinanza ma, nel corso del conflitto a fuoco che ne seguiva, cadeva mortalmente colpito. Luminoso esempio di assoluta dedizione al dovere spinta fino all'estremo sacrificio. Dalmine (Bergamo), 6 febbraio 1977".  
Poi, attraverso gli anni, tantissime altre significative onorificenze, delle quali ricordiamo la
Medaglia d’Oro e Benemerenza Civica alla Memoria conferitagli il 15 dicembre 2012 dal Comune di Bergamo.
A San Nicola la Strada, sua città natìa, nel bergamasco ed in altri luoghi della Lombardia gli sono stati intitolati strade, piazze, caserme, strutture e luoghi pubblici.
Nel 2008, fortemente voluto dalla inconsolabile vedova Gabriella Vitali, presidente della “Associazione Maresciallo di P.S. Luigi D’Andrea Caduto nell’adempimento del Dovere - M.O.V.C.” fu istituito il “Premio Maresciallo di Pubblica Sicurezza Luigi D’Andrea”, che viene annualmente assegnato ad operatori delle Forze dell’Ordine che si sono distinti in gesti di altruismo e d’amore grazie ai quali è stato possibile salvare vite umane. Il Premio è rappresentato da una medaglia del Capo dello Stato e gode dei prestigiosi patrocini del Senato della Repubblica, Ministero dell’Interno, Provincia di Bergamo, Comune di Bergamo, Croce Rossa Italiana-Infermiere Volontarie Ispettorato di Bergamo, Questura di Bergamo e Liceo Aeronautico “Antonio Locatelli”.
Un altro doveroso e sentito omaggio ad un suo figlio amatissimo il popolo sannicolese lo ha voluto dedicare nel 2009, quando da più parti fu proposta la nomination al “Sannicolese d’Oro alla Memoria”, la speciale sezione del Premio “Sannicolese d’Oro” istituito dalle due testate giornalistiche locali (Corriere di San Nicola e Sabatononsolosport) che viene assegnato, secondo il giudizio di una giuria popolare, ai cittadini che arrecano prestigio e decoro alla città di San Nicola la Strada oltre i suoi confini territoriali, elevandone la sua storia ed i suoi valori umani.
Alla fine del 2014 a Luigi D’Andrea è stato dedicato il libro “Sbirro Morto Eroe. Le verità giudiziarie” scritto da Maurizio Lorenzi e stampato da Conti Editore, di cui è già avvenuta la presentazione in alcune librerie italiane e che Gabriella Vitali vuole portare anche all’attenzione della città di San Nicola la Strada.
Il 6 febbraio 2015 è stata inaugurata la lapide commemorativa di Luigi D’Andrea, le cui spoglie riposano nel Cimitero Monumentale di Bergamo.
Oggi, 6 febbraio 2016, mentre scriviamo, in occasione del 39esimo anniversario della tragica uccisione, la città di Dalmine, per onorarne la memoria, ha intitolato a Luigi D’Andrea e Renato Barborini, il nuovo parco comunale di Via Tre Venezie costruito nella frazione di Guzzanica.

Trentanove anni, ma ci sembra ancora ieri. Non è facile riprendersi dai brividi di emozione intensa e di rinnovata commozione da cui ci si sente catturati in tutte le occasioni che ci portano a ricordare Luigi D'Andrea, un eroe della storia di San Nicola la Strada, un figlio di questa terra che sempre ci resterà nel cuore per il suo senso di genuino coraggio, per la valenza della sua figura di servitore dello Stato, per la grandezza degli ideali di giustizia e del dovere che egli ha saputo degnamente trasmettere.

Nicola Ciaramella

  

      

 Le crude foto dell'eccidio del 6 febbraio 1977 (dal sito cadutipolizia.it)



 
Foto commemorativa di Luigi D'Andrea pubblicata sul sito cadutipolizia.it

 

 

   

 

 

(foto concesse al Corriere di San Nicola dalla Sig.ra Gabriella Vitali)


Chi più tiene vivo il ricordo di Luigi D’Andrea è, naturalmente, la vedova Signora Gabriella Vitali (nella foto), madre di due figlie che hanno scelto anche loro la divisa, impegnata presidente della “Associazione Maresciallo di P.S. Luigi D’Andrea Caduto nell’adempimento del Dovere - M.O.V.C.” e attivissima promotrice/organizzatrice dello stupendo “Premio Maresciallo di Pubblica Sicurezza Luigi D’Andrea” che ogni anno, dal 2008, viene assegnato ad operatori delle Forze dell’Ordine che si sono distinti in gesti di altruismo e d’amore grazie ai quali è stato possibile salvare vite umane.
«Ciao Uomo Grande, Angelo mio! -così scrisse nel 2007 sul sito cadutipolizia.it in occasione del trentennale della strage di Dalmine- E’ facile ricordare trent’ anni, quando colmano la distanza da un evento così determinante, da sembrare successo....solo ieri. Come ogni anno, nella mia mente - nei miei occhi - scorrerà la nostra “breve” vita a due (a quattro, per l’esattezza). E ancora il dolore squarterà il mio cuore. Già, il dolore, questa condizione umana dell’anima e del corpo, che non si può svilire a semplice emozione, ma chiede d’essere nobilitata, nelle persone degne almeno, come un dono amaro, capace di dare frutti positivi per la società. Un dono amaro che tuttavia non sa, per questo, attenuare i morsi, né diluirsi nel tempo. Mio amato, oggi gli amici, i colleghi (le nostre Giacche Blu), saranno stretti intorno a me e a due Fiori che mi hai lasciato. A questi amici si sono aggiunti ora tanti rappresentanti di Corpi diversi, che con le loro Divise vogliono testimoniare la fedeltà ad un Credo e ad un Giuramento prestati e consumati nel nome dello Stato, del Cittadino, dell’Uomo. E di questo, della loro presenza qui, oggi, accanto a me e a quanti ti ricordano, non posso che andare fiera. Ti hanno conosciuto attraverso i miei racconti ed hanno compreso... la tua Statura di Uomo Grande. Sono riuscita a trasmettere loro “Amore”. Continua a riposare, nella mia anima. Ora il tuo posto è li. Prendi per mano Renato (e gli altri Colleghi) e veglia-proteggi, tutti coloro che ancora - nonostante mille difficoltà – continuano in questa Nobile Missione, che era la tua Missione. Qui, su queste pagine, hai (avete) trovato Casa, sei (siete) di nuovo alla luce del giorno. E ci spronate ad imitare la vostra stessa Fede, il vostro stesso Coraggio, il vostro stesso Grande Amore. Ciao, Angelo mio, un bacio».
E’ del 9 novembre del 2012, invece, la lettera che Gabriella Vitali scrisse al Capo dello Stato per dire NO alla grazia per Vallanzasca (condannato a 4 ergastoli e 295 anni di reclusione), provvedimento già rifiutato da Giorgio Napolitano nel 2007 e del quale si stava ricominciando a parlare, alla luce della semilibertà che nell’agosto del 2012 era stata concessa all’assassino del suo amato marito.
Questo il testo della missiva:
«A S.E. Il capo dello Stato On. Giorgio Napolitano-Palazzo del Quirinale-00187 Roma.
Con riferimento alla richiesta qui pervenuta dalle Massime Istituzioni Italiane, di esprimere il parere in merito alla concessione della grazia al pluriergastolano Vallanzasca, macchiatosi di una serie incredibile di crimini di sangue e di delitti contro lo Stato e che assassinò nel 1977, a Dalmine, i Poliziotti M.llo Luigi d'Andrea, mio marito, e il suo collega Renato Barborini, esprimo chiaramente e senza possibilità di ripensamento, in qualità di vedova di un Servitore dello Stato barbaramente trucidato nell'esercizio del proprio Dovere, il parere fortemente contrario alla concessione della grazia medesima. La nostra posizione non comporta in alcun modo implicazioni emotive, o volontà di vendetta, ma vuole essere un monito forte e inequivocabile, perché nel nostro Paese la certezza della pena sia baluardo fondamentale e imprescindibile, capace di arginare la criminalità e di tutelare la legalità e la democrazia, promovendo il senso civico da parte di tutti i cittadini. La forte responsabilità che portiamo nei confronti delle giovani generazioni, che dovranno avere modelli credibili di legalità ed autorevolezza, rende inammissibile e inimmaginabile ogni atto di gratuita clemenza nei confronti di un bandito incapace di mostrare il minimo segno di pentimento e costantemente implicato ancor oggi in episodi di arroganza. La concessione del perdono, che può se mai attingere la sfera strettamente personale delle persone offese e dei familiari delle Vittime, non è di pertinenza di uno Stato, il cui compito primo è tutelare la legalità e garantire il rispetto dei valori morali e civili sui quali si fonda ogni comunità nazionale. Qualsiasi atteggiamento caratterizzato pertanto da "buonismo accomodante" è inconcepibile e vergognoso e non attiene certo alla sfera della Giustizia, risvegliando unicamente la sofferenza e la rabbia di chi vede anche così vilipeso il proprio Paese, per il quale i nostri Familiari hanno donato il sangue, nel sacrificio estremo della vita. Con deferenza. Famiglia D'Andrea
».
Per la cronaca, il 13 giugno 2014, durante il regime di semilibertà concessogli dal carcere di Bollate, Vallanzasca, nel tentativo di rubare in un supermercato alcuni capi di abbigliamento intimo e articoli di giardinaggio, fu arrestato dai carabinieri e processato per direttissima per il reato di rapina impropria aggravata.Per questo fatto il 14 novembre seguente viene condannato a 10 mesi di reclusione più 330 euro di multa. “Grazie”, dunque, a questa nuova condanna, Vallanzasca rischia di non ottenere più benefici durante la detenzione, né, tantomeno, la sospirata “grazia”… 
 

 

Cimitero Monumentale di Bergamo, il Famedio dove riposano ora le spoglie di Luigi D'Andrea. Nella torretta centrale della costruzione monumentale vi è una chiesetta che risale al 1904 nella quale sono deposte le targhe di cittadini illustri, come Papa Giovanni XXIII.
A sin. la lapide commemorativa inaugurata il 6 febbraio del 2015 (Foto concesse al Corriere di San Nicola dalla Sig.ra Gabriella Vitali).

 

 

La targa di intitolazione a Luigi D'Andrea e al suo collega Barborini di un'aula della questura di Bergamo (Foto concessa al Corriere di San Nicola dalla Sig.ra Gabriella Vitali)

 

 

Targa di marmo in memoria dei due eroi sannicolesi Luigi D'Andrea e Francesco Evangelista (detto "Serpico") deposta dalla ProLoco di San Nicola la Strada su muro all'ingresso della chiesa di Santa Maria della Pietà.

 

 

 

Via Luigi D'Andrea a San Nicola la Strada

 

 


Strada intitolata a Luigi D'Andrea a Crema
(Foto dal sito cadutipolizia.it)

 


Piazza  intitolata a Luigi D'Andrea e Renato Barborini a Bagnatica BG
(Foto dal sito cadutipolizia.it)



Caserme intitolate a Luigi D'Andrea
(Foto dal sito cadutipolizia.it)


 


 Monumento eretto in onore di Luigi D'Andrea e Renato Barborini all’uscita del casello autostradale di Dalmine (Foto dal sito cadutipolizia.it) 

 

 

La copertina del libro “Sbirro Morto Eroe. Le verità giudiziarie" scritto da Maurizio Lorenzi e uscito alla fine del 2014.
Al seguente link youtube la presentazione dell'autore e l'intervento della Sig.ra Gabriella Vitali:
https://www.youtube.com/watch?v=8XjXDW73xJM 

 

Targa a due eroi inaugurata il 6 febbraio 2016 in località Guzzanica, nel Comune di Dalmine (a pochi passi dal luogo dell'eccidio); si trova nel giardino della Casa delle Associazioni.


IL "CORRIERE DI SAN NICOLA" COSI’ HA FINORA RICORDATO LUIGI D'ANDREA:


(cliccare sui link)

6/2/2016: 6 febbraio in memoria di un eroe sannicolese

21/2/2015: Riposa nel Famedio di Bergamo l’eroico Maresciallo sannicolese Luigi D’Andrea 

29/1/2014: Luigi D'Andrea sempre nella nostra memoria 


30/1/2013: 36 anni fa la barbara uccisione di Luigi D'Andrea 

6/2/2010: Luigi D'Andrea, un eroe che non si dimentica

27/9/2009: Luigi D'Andrea è tra le nominations scelte dai cittadini di San Nicola la Strada per l'assegnazione del "Sannicolese d'Oro alla Memoria". Nicola Ciaramella, direttore del Corriere di San Nicola, così lo ricorda
(cliccare sul link per il VIDEO):

http://www.corrieredisannicola.it/video/notizie/media-gallery/video-gallery/ciaramella-parla-di-luigi-dandrea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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