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CHI NON HA CAPITO COSA INTENDO PER “VERI SANNICOLESI” MI PROVOCA SOLO AMAREZZA




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“Con Franco Nigro ci si sente sempre a casa”

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Due anni senza Don Oreste

Alle ore quattordici del 28 giugno 2016 volò in cielo l’indimenticabile parroco che si donò alla comunità sannicolese per venticinque meravigliosi anni.
Un faro sempre acceso, un missionario della carità, un servitore instancabile sempre in prima fila per la difesa dei deboli, per l’affermazione della giustizia sociale, per la salvaguardia dell'ambiente e del creato.
Istituì la “Mensa della fratellanza” e condusse con indomito coraggio due grandi "battaglie" della storia di San Nicola la Strada: la costruzione della nuova chiesa della Rotonda (rimasta, purtroppo, un “sogno”) e la protesta contro la megadiscarica LoUttaro.
A tenere sempre vivo il ricordo di Don Oreste Farina, c’è il Gruppo Facebook "DON ORESTE NON E’ ANDATO VIA”, dove vengono riproposti l’ingente archivio giornalistico, le foto, i video e gli audio pubblicati dal Corriere di San Nicola riguardanti la sua vita e le sue opere.


Mi manca molto. Eravamo fraternamente legati. Ci incontravamo spesso. Veniva sovente a trovarmi e sempre ci tenevamo in contatto. Era un lettore attento. Non gli sfuggiva una virgola. Se capitava, non esitava a manifestarmi anche il suo disappunto. Negli ultimi tempi mi parlava della sua malattia come dono del Signore, ma subito cambiava discorso e mi annunciava tanti programmi, tanti propositi futuri.
Ogni volta che passo per la Rotonda, in macchina, a piedi, da solo, con gli amici, mi sembra di vederlo giù ai gradoni della chiesa, davanti all’ingresso del salone parrocchiale, oppure all’angolo di Viale Italia, dove soleva fermarsi per intrattenersi con la gente. Mi sembra che mi stia chiamando per invitarmi a prenderci un caffè al bar lì vicino.
Poi, il tempo di realizzare e tutto mi diventa triste; il buio piomba davanti ai miei occhi e dentro la mia mente; lui non c’è; ci sono soltanto i ricordi.
Ma basta poco per riprendermi. Dentro di me c’è, e si riaccende di luce perpetua, il suo sorriso, la sua voglia, simpatica ma decisa, di dirle tutte, senza paura, contro i nemici della giustizia, contro gli incoerenti, contro gli insensibili, contro i presuntuosi, contro i disonesti, contro gli ipocriti.
Lui li ha perdonati tutti. Perché il perdono è sempre stata una delle sue più luminose virtù. 

Due anni fa, alle ore quattordici di martedi 28 giugno 2016, Don Oreste Farina volò in cielo.
Fu uno dei giorni più tristi nella storia di San Nicola la Strada.
Aveva guidato la parrocchia di Santa Maria della Pietà dagli inizi del 1990 alla fine del 2014: venticinque meravigliosi anni che donò alla nostra città. Continuò a donarli, celebrando la messa del mattino, anche nel periodo della sua breve "pensione": fino alla fine, fino a quando riuscirono a sorreggerlo anche i più piccoli squarci di forza.
Un faro sempre acceso. Un aiuto mai mancato per capire come camminare sul sentiero della fede e della fratellanza. Un missionario della carità, dell’amore, della solidarietà. Un servitore instancabile della comunità. Visse per questi ideali. Questi sentimenti furono essenza della sua vita. Il dolore, lo sconforto, le lagrime di chi lo ha veramente amato, di chi è stato testimone dei suoi pregi e della sua sua immensa grandezza: no, nulla si è placato. Niente di questo potrà mai cessare.
Nato a Santa Maria a Vico il 2/5/1937, Don Oreste fu ordinato sacerdote il 28 ottobre del 1961 nell'ordine dei Frati Minori Cappuccini scegliendo di vivere in convento (Napoli fu una delle sue destinazioni) con il nome di Padre Marco, che gli fu assegnato. Nel 1980, motivi di salute lo costrinsero a lasciare la vita monastica per passare nel clero secolare. Fu anche parroco in Castelmorrone presso le parrocchie di Sant'Andrea e San Michele. Il 21 gennaio del 1990 il Vescovo Mons. Francesco Cuccarese lo volle alla guida della Parrocchia della Rotonda, che ha guidato fino al dicembre del 2014.
Don Oreste in un quarto di secolo è stato protagonista di un cammino nel quale è riuscito a coinvolgere la popolazione intera dei fedeli, mettendo in moto una serie incessante di iniziative che hanno arrecato immane ricchezza spirituale, acceso entusiasmo di crescita, realizzato disegni di bontà. L’opera missionaria di Don Oreste è stata soprattutto opera del cuore e dell’immenso sentimento di servizio che ha animato tutte le sue azioni. Virtuoso nella semplicità, dotato di naturale carisma, Don Oreste ha lasciato il segno in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo: un segno d’amore, di speranza, di disponibilità incondizionata per il prossimo, di aiuto per i bisognosi.
Laureato in filosofia, professore di lettere per molti anni alle scuole medie, consigliere membro del collegio dei revisori dei conti dell’I.S.C. della Diocesi di Caserta, Don Oreste Farina era anche appassionato di teatro e di folclore popolare (sua l’idea della “Rotondinfest” degli inizi anni ‘90, poi proseguita in altre varie forme sempre più cariche di passione e di socialità, per essere poi riproposta a settembre del 2011), nonché bravissimo musicista con particolare predisposizione per la fisarmonica, l’organo e il pianoforte.
Per lui, “servo di tutti”, la comunità parrocchiale è sempre stata una grande famiglia, dove egli ha esercitato con amore il ruolo di Padre e Fratello per venire incontro, in primo luogo, ai poveri, ai bisognosi, agli emarginati.
La “Mensa della fratellanza”, da egli istituita sin dagli inizi del suo ministero alla Rotonda, è stata indubbiamente una delle più importanti opere sociali mai sorte a San Nicola la Strada, nella quale l’amore per il prossimo e l’esigenza di affermarlo nella concretezza della quotidianità si sono fusi ed amalgamati in un disegno dagli altissimi contenuti cristiani.
Don Oreste è stato sempre in prima fila in tutte le occasioni che hanno visto in gioco la difesa dei diritti dei più deboli e la promozione della solidarietà. Non ci sono mai stati ostacoli di alcuna natura, politica o ideologica soprattutto, che siano riusciti a frenarne l’impeto onesto e generoso verso l’affermazione della giustizia e la salvaguardia dei diritti umani. Due esempi su tutti: la estenuante “battaglia” per la costruzione della nuova chiesa della Rotonda e la lotta contro il “mostro” LoUttaro, momenti che hanno visto Don Oreste scendere in campo ancora più forte della sua grande fede, nel nome della giustizia e con carica straripante di umanità. Il “sogno” di un nuovo tempio alla Rotonda lo ha impegnato allo spasimo per tutto il lungo tempo durante il quale ha guidato la parrocchia. Consapevole che una stupenda chiesetta settecentesca da ottanta posti a sedere, come chi scrive ha sempre voluto ribadire, e con una pertinenza a malapena sufficiente per accogliere una scrivania ed un vestibolo, non rappresentino di certo i connotati più qualificanti per una comunità di diecimila anime che vuole crescere e che sente il desiderio di munirsi degli strumenti indispensabili per aprire le porte a tutti i fedeli. Un “sogno” che, oggi, purtroppo, sogno è rimasto. Un “sogno” che impone a chi ci ha veramente creduto, insieme con lui, di continuare a lottare. Pur nella amara consapevolezza che tutto ormai è inutile.
Se per Don Oreste, umile figlio del volontariato, “la parrocchia deve essere centro di fede, di liturgia e di amore al servizio dell'uomo per promuovere, incoraggiare ed aiutare la vita sacramentaria e liturgica e la gestione del tempo libero in tutte le componenti umane”, allora sì che dobbiamo essergli ulteriormente grati per aver alimentato con ineguagliabile slancio questi enormi valori su cui si edificano le fondamenta della comunità religiosa.
Se “tutti, in parrocchia, non devono sentirsi esclusi, emarginati o allontanati, ma ognuno deve essere protagonista di una storia che si trasforma e si evolve nella ricerca sincera del miglioramento umano, sociale e religioso”, ebbene sì, di tutto questo dobbiamo essere grati al più grande “missionario” che la storia di San Nicola la Strada ricordi.


Per tenere sempre accesa la luce su Don Oreste, spinto dalla paura che potesse essere dimenticato, ho creato il Gruppo Facebook "DON ORESTE NON E’ ANDATO VIA”, dove vengono riproposti gli articoli, le foto, i video e gli audio, ovvero l' ingente archivio giornalistico del Corriere di San Nicola riguardante la sua vita e le sue opere.
Allo scopo, altresì, di invocare l’impegno degli uomini di buona volontà affinché resti sempre acceso anche il “sogno”, tanto desiderato, della “nuova chiesa” della Rotonda.

L’iniziativa di dar vita a questo nuovo Gruppo Facebook trova la sua ragione di essere nell’atto d’amore che ho voluto dedicare al caro Don Oreste.

Credo, senza paura di essere smentito, che nessuno abbia scritto più di me della vita, delle gesta e delle virtù di Don Oreste Farina sin dai primi giorni della sua venuta in terra sannicolese. E’ praticamente infinito il dossier di articoli, interviste, video, audio, foto, ecc. che il Corriere di San Nicola ha pubblicato, dal 1997 (da quando cioè è nato) ad oggi, per diffondere gli inimitabili sentimenti di carità che hanno sempre animato la vita dell’amatissimo parroco di S. Maria della Pietà.  In “Ricerca Articoli” del Corriere di San Nicola, digitando “Don Oreste Farina” in “Per parola chiave” (per le edizioni on line) e in “Cerca nei numeri cartacei” (per le edizioni cartacee), si possono rivedere e rileggere una infinità di spazi dedicati ad un grande protagonista della storia sannicolese: per raccontarne le tantissime “battaglie” da egli combattute in nome della solidarietà e della giustizia sociale. 
Sono felice di poter incontrare Don Oreste tutti i giorni, attraverso la miriade infinita di tracce che si trovano nel Corriere di San Nicola. 
Mai si spenga la luce su di lui! 
Di Don Oreste è rimasto anche un “sogno”… Quello della “nuova chiesa”. Un “sogno” che impone a chi ci ha veramente creduto, insieme con lui, di continuare a lottare. Per realizzarlo. Per dedicarlo a lui, che anche da Lassù aspetta. La mia speranza è che questo gruppo sia soltanto l’inizio di un cammino, assolutamente da continuare, per giungere ad una mèta tanto desiderata dalla comunità sannicolese e per togliere definitivamente le virgolette a quel “sogno”. 
Chiedo a tutti coloro che amano San Nicola la Strada (quelli che amano i fatti e non le chiacchere, quelli che hanno l'umiltà di farsi l'esame di coscienza, quelli che hanno la volontà di impegnarsi tutti i giorni e tutte le ore, sacrificando tempo del proprio tempo e tempo alla famiglia e non solo mettendosi a scribacchiare sempre le solite cose una volta ogni tanto) e, soprattutto, a tutti coloro che hanno amato veramente Don Oreste, di fare qualcosa, di proporre qualcosa, di impegnarsi per continuare questa dura battaglia che Don Oreste ha condotto per tantissimi anni, ricavandone solo delusione ed amarezze. Nessuno, da solo, potrà mai farcela. Offriamo, tutti, il massimo impegno che possiamo dare. Facciamo giungere, tutti, la nostra voce.
Intanto, il Corriere di San Nicola, il quotidiano di San Nicola la Strada, terrà quotidianamente acceso quel “faro”. Quel “faro” che dovrà sempre indicare a tutti la mèta. Quel “faro” che ha il nome di Don Oreste scolpito nella sua luce.

Se non ci fossero stati il gruppo facebook “Don Oreste non è andato via!” (con tutti i suoi meravigliosi iscritti e simpatizzanti) e il Corriere di San Nicola, oggi, ad un anno dalla scomparsa dell’amatissimo Don Oreste Farina, tutto si sarebbe, squallidamente, già spento. La pratica sarebbe già, da un pezzo, archiviata. Nessuna traccia avrebbe potuto ricondurci al più grande personaggio della storia sannicolese, che a San Nicola la Strada visse dal 21 gennaio 1990 al 28 giugno 2016, giorno in cui il Signore volle chiamarlo.

Se non ci fossero stati il gruppo facebook “Don Oreste non è andato via!” (con tutti i suoi meravigliosi iscritti e simpatizzanti) e il Corriere di San Nicola, oggi, non ci sarebbe stata più traccia di un uomo che ha rappresentato l’emblema della gente del vecchio quartiere di “for o tuorno”. Ovvero, quella gente, a parere di chi qui è nato e qui ha sempre vissuto, desiderosa, pur con tutti i suoi spaventosi limiti di atavica ed ancestrale diffidenza, di integrarsi con quei “nuovi” spesso, però, apparsi con le sembianze di “colonizzatori”.

Se non ci fossero stati il gruppo facebook “Don Oreste non è andato via!” (con tutti i suoi meravigliosi iscritti e simpatizzanti) e il Corriere di San Nicola, non ci sarebbe stata più traccia e voglia di continuare a ricordare le lotte compiute da un uomo a favore dei poveri e dei bisognosi, di continuare a lottare, con lui, pur nella consapevolezza delle enormi difficoltà esistenti, per la realizzazione di un tempio più adeguato ad accogliere una popolazione di fedeli in forte aumento.

Se non ci fossero stati il gruppo facebook “Don Oreste non è andato via!” (con tutti i suoi meravigliosi iscritti e simpatizzanti) e il Corriere di San Nicola, nessuno, oggi, ricorderebbe più Don Oreste Farina, se non in occasione dell’anniversario della sua morte: sperando che almeno questa data non si sperda, come tanti altri momenti della sua vita, nell’ipocrisia di chi, squallidamente, ha lasciato marcire un seme, erigendosi, pur nella sua assenza, ma con tutta la sua presunzione, a fasullo “portatore” di volontà generosamente espresse da altri in maniera diametralmente opposta.

Se non ci fossero stati il gruppo facebook “Don Oreste non è andato via!” (con tutti i suoi meravigliosi iscritti e simpatizzanti) e il Corriere di San Nicola, oggi non ci sarebbe alcun desiderio di tenere in vita i vecchi sogni di un grande missionario della fede e della giustizia sociale. Non ci sarebbe quel sano, sincero entusiasmo che occorre e serve per arginare l’indifferenza e lo squallore che qui abbondano senza freni. Quell’entusiasmo grandissimo, genuino, radioso, che accende il cuore di chi ama veramente e che rispetta i valori più alti che esistono, come quello, per esempio, dell’amicizia. Ma solo la piccineria del diavolo che sta sempre dietro l’angolo, sempre incredibilmente pronto a colpire con il suo squallore, la sua cattiveria e la tetraggine della sua presunzione.

Fortunatamente ci sono il Gruppo Facebook “Don Oreste non è andato via!” (con tutti i suoi meravigliosi iscritti e simpatizzanti) e il Corriere di San Nicola.
Fortunatamente c’è chi lavora tutti i giorni con amore, passione, sudore e sacrificio, togliendo tempo al suo tempo, per vivere la sua città. Perché solo chi vive la propria città, con umiltà, e non solo perché ci è nato e vi ha vissuto, può conservarne la storia.
C’è gente che per il fatto di scrivere, una volta ogni tanto, quando non ha altro da fare, sempre le stesse cose, senza mai partecipare a niente e senza mai promuovere qualche iniziativa che possa avere questo nome, si autoproclama tenutaria della “verità” e della “sapienza”. Sono, costoro, gli arroganti. Sono, costoro, i presuntuosi. Sono, costoro, i disonesti. Sono, costoro, gli ipocriti. Sono, costoro, quelli che sempre ha combattuto Don Oreste. Ma anche quelli da cui si attende coerenza e concretezza, se queste cose sanno cosa significano, per rafforzare, e non già come miseramente fanno per demolirla, la volontà di costruire qualcosa di comune e di nuovo per realizzare vecchi sogni infranti di un grande profeta della loro pochezza.

Mi manchi molto, Don Oreste, ma so che non sei andato via.

Nicola Ciaramella






Per iscriversi al Gruppo Facebook “Don Oreste non è andato via!”
 
https://www.facebook.com/groups/299907317065781/?fref=ts


 

 

Foto simbolo dell’attenzione che il Corriere di San Nicola e il suo direttore hanno sempre dedicato ad un “sogno” che non si è ancora realizzato…
Giugno 2007: Nicola Ciaramella dona a Don Oreste Farina i salvadanai con le offerte raccolte attraverso le "Cartoline della Città". L'iniziativa, realizzata a proprie spese da Ciaramella e partita nel giugno del 2005, fu ispirata ad un duplice fine: diffondere dovunque il nome, la bellezza, la storia, i valori e l'immagine della nostra Città (furono stampate diecimila cartoline con tutti i luoghi più belli di San Nicola la Strada) e dare un piccolo, simbolico contributo alla Parrocchia per la raccolta di fondi destinati alla costruzione della nuova chiesa della Rotonda (tutti coloro che ritiravano cartoline potevano, infatti, fare libere offerte, depositandole in salvadanai appositamente creati e messi a disposizione nelle edicole ed in altri esercizi commerciali della città).
...Quella "nuova chiesa" che è rimasta nei sogni di tutti, ma soprattutto in quelli dell’amatissimo Don Oreste...  



Le sei ""Cartoline della Città" realizzate da Nicola Ciaramella nel giugno del 2005 ed il retro con l'indicazione degli scopi dell'iniziativa.


A seguire, qui sotto, ecco come consultare, per quanti ancora non lo sapessero, la "Ricerca articoli" del Corriere di San Nicola (on line e cartaceo). Il quotidiano sannicolese rappresenta l' UNICO dossier esistente sulla vita e sull'impegno che Don Oreste Farina ha dedicato per un quarto di secolo a San Nicola la Strada. Enorme la mole di articoli, foto, video e audio che il direttore Nicola Ciaramella, grande devoto di Don Oreste, non ha mai smesso di pubblicare per raccontare le opere di un grande servitore della comunità, lasciandone tracce indelebili. 

Come trovare gli articoli su Don Oreste nel Corriere di San Nicola on line


Come trovare gli articoli su Don Oreste nel Corriere di San Nicola cartaceo


VIDEO




Don Oreste cuore e rabbia

http://www.corrieredisannicola.it/video/notizie/media-gallery/video-gallery/don-oreste-cuore-e-rabbia



 

 Don Oreste contro il “mostro” LoUttaro 
http://www.corrieredisannicola.it/video/notizie/media-gallery/video-gallery/don-oreste-a-lo-uttaro

Domenica 11 febbraio 2007: al termine di una marcia di protesta accompagnata dalle note e dai versi di “Fermate il mostro” (famosa canzone scritta dalla cantautrice e testimonial per la pace e per la difesa dell’ambiente Agnese Ginocchio, diventata "colonna sonora" di tutte le manifestazioni ambientaliste dell’epoca), nei pressi della discarica Lo Uttaro, Don Oreste Farina parla alla enorme folla di cittadini partecipanti all’evento organizzato per scongiurare l'apertura, alle porte della città di San Nicola la Strada, di un nuovo mega-deposito di rifiuti voluto dalla Provincia, dal sindaco di Caserta e dal capo nazionale della protezione civile.
Così parlò Don Oreste Farina: «La nostra conurbazione non si può accontentare di un ristoro di soldi per mettere in pericolo la nostra salute. Per alcuni valgono più i soldi che la salute… Tanti scempi che abbiamo subito per il nostro territorio finalmente fanno svegliare noi che siamo gente, ma non carne da macello. Noi stiamo attenti alla salute di tutti noi… Ci sono tanti ammalati di tumore… Io non lo so, ma tanti studiosi dicono che ci sono più tumori dove si vive “in compagnia” delle discariche… Le amministrazioni non devono aver paura di schierarsi contro il “mostro”. Siate forti voi che amministrate la città, voi che amate la città. Fate in modo che la città non diventi un cimitero. Vogliamo i fiori, ma non i crisantemi… Amiamo la città! Difendiamo la città! Non permettiamo che le mani di alcuni si stendano come minaccia su questa città così bella, così piena di sole, così piena di persone squisite e meravigliose. Parla, Caserta! Non decidere sulla sorte degli altri! Parla, presidente della provincia! Parla, sindaco! Non destinate alla morte coloro che vogliono vivere, coloro che hanno la gioia di vivere, la speranza di vivere, in un mondo dove ci possiamo guardare negli occhi, dove ci possiamo stringere la mano, dove non permetteremo mai che sulla nostra vita incomba un danno così grande…»


Più di un decennio è passato…Ma tutto è come oggi. Tutto, praticamente, come adesso! Né più né meno. La storia si ripete. Cambiano gli uomini, cambiano le casacche, cambia la “location”, ma non l’incoerenza, non la testardaggine, non la faccia tosta. Quello che soprattutto non cambia sono i “mostri”, talvolta momentaneamente messi a tacere per l’insorgenza di altri motivi più impellenti (elezioni sempre dietro l’angolo, ecc.) e che poi, in momenti che meno te lo aspetti perché la ragione sembrava avesse preso la giusta direzione, ricompaiono con tutta lo loro forza o potere o chissà per quali altri interessi.

Da Lo Uttaro a Ponteselice. Dalla una mega-discarica ad un biodigestore.
San Nicola la Strada, in amara compagnia di comuni viciniori, vive una storia che ha dell’incredibile e che forse, per i suoi aspetti di ripetibilità, non ha eguali in tutti gli angoli del pianeta. Una “strage” infinita. Un “massacro” inaudito. Insensibili ed indifferenti alla salvaguardia dell’ambiente che spuntano continuamente e che non hanno mai conosciuto la chemioterapia perché, forse, vaccinati contro tutte le malattie.
Non è stato, purtroppo, il caso di Don Oreste. Don Oreste è morto poco più di un anno fa. Di tumore. Nicola CiaramellaDon Oreste in marcia contro il “mostro” Lo Uttaro Domenica 11 febbraio 2007: al termine di una marcia di protesta accompagnata dalle note e dai versi di “Fermate il mostro” (famosa canzone scritta dalla cantautrice e testimonial per la pace e per la difesa dell’ambiente Agnese Ginocchio, diventata "colonna sonora" di tutte le manifestazioni ambientaliste dell’epoca), nei pressi della discarica Lo Uttaro, Don Oreste Farina parla alla enorme folla di cittadini partecipanti all’evento organizzato per scongiurare l'apertura, alle porte della città di San Nicola la Strada, di un nuovo mega-deposito di rifiuti voluto dalla Provincia, dal sindaco di Caserta e dal capo nazionale della protezione civile. (Le riprese filmate sono tratte dall'archivio di Biagio Pace, che ha gentilmente concesso al Corriere di San Nicola di pubblicarle nella sua Video-Gallery) Così parlò Don Oreste Farina: «La nostra conurbazione non si può accontentare di un ristoro di soldi per mettere in pericolo la nostra salute. Per alcuni valgono più i soldi che la salute… Tanti scempi che abbiamo subito per il nostro territorio finalmente fanno svegliare noi che siamo gente, ma non carne da macello. Noi stiamo attenti alla salute di tutti noi… Ci sono tanti ammalati di tumore… Io non lo so, ma tanti studiosi dicono che ci sono più tumori dove si vive “in compagnia” delle discariche… Le amministrazioni non devono aver paura di schierarsi contro il “mostro”. Siate forti voi che amministrate la città, voi che amate la città. Fate in modo che la città non diventi un cimitero. Vogliamo i fiori, ma non i crisantemi… Amiamo la città! Difendiamo la città! Non permettiamo che le mani di alcuni si stendano come minaccia su questa città così bella, così piena di sole, così piena di persone squisite e meravigliose. Parla, Caserta! Non decidere sulla sorte degli altri! Parla, presidente della provincia! Parla, sindaco! Non destinate alla morte coloro che vogliono vivere, coloro che hanno la gioia di vivere, la speranza di vivere, in un mondo dove ci possiamo guardare negli occhi, dove ci possiamo stringere la mano, dove non permetteremo mai che sulla nostra vita incomba un danno così grande…» Era l’11 febbraio 2007. Più di un decennio è passato…Ma tutto è come oggi. Tutto, praticamente, come adesso! Né più né meno. La storia si ripete. Cambiano gli uomini, cambiano le casacche, cambia la “location”, ma non l’incoerenza, non la testardaggine, non la faccia tosta. Quello che soprattutto non cambia sono i “mostri”, talvolta momentaneamente messi a tacere per l’insorgenza di altri motivi più impellenti (elezioni sempre dietro l’angolo, ecc.) e che poi, in momenti che meno te lo aspetti perché la ragione sembrava avesse preso la giusta direzione, ricompaiono con tutta lo loro forza o potere o chissà per quali altri interessi. Da Lo Uttaro a Ponteselice. Dalla una mega-discarica ad un biodigestore. San Nicola la Strada, in amara compagnia di comuni viciniori, vive una storia che ha dell’incredibile e che forse, per i suoi aspetti di ripetibilità, non ha eguali in tutti gli angoli del pianeta. Una “strage” infinita. Un “massacro” inaudito. Insensibili ed indifferenti alla salvaguardia dell’ambiente che spuntano continuamente e che non hanno mai conosciuto la chemioterapia perché, forse, vaccinati contro tutte le malattie. Non è stato, purtroppo, il caso di Don Oreste. Don Oreste è morto poco più di un anno fa. Di tumore. Nicola Ciaramella



La "lezione" di Don Oreste a tutti i politici
http://www.corrieredisannicola.it/video/notizie/media-gallery/video-gallery/don-oreste-alla-festa-democratica






AUDIO



 

Don Oreste a viva voce
http://www.corrieredisannicola.it/audio/notizie/media-gallery/audio-gallery/don-oreste-a-viva-voce

 



Il suo ultimo"ciao"
Don Oreste, con voce flebile e sofferente, quattro giorni prima della sua morte, rivolge il suo saluto alla comunità... Il diacono Don Lino Tiscione ha fatto ascoltare il messaggio, registrato sul suo cellulare, alla platea di fedeli intervenuti alla messa del trigesimo.






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