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Il mio grazie agli studenti del Diaz


Mi onora essere citato come “riferimento storico della città e punto di riferimento per l’informazione


VADO SU GOOGLE E PROVO TANTA AMAREZZA


Sto facendo una raccolta di selvaggi “copia ed incolla”. Ne farò un libro. 
 

IL MIO REGALO ALLA MIA CITTA'

Dipingi on line la "tua" città"
Un “clic" quotidiano cominciato mercoledì 9 febbraio 2005...





La necessità di dare corpo ad un progetto di stampa locale nasceva nel 1987, grazie all’interessamento del Circolo Culturale Amici del Ponte, di cui mi onorerò sempre di essere stato, con altri amici, fondatore, da due diverse esigenze che si integravano a vicenda: offrire uno strumento di informazione ad una cittadinanza che ne era paurosamente priva e che aveva una grossa sete di informazione; dare, poi, oltre che un corpo, soprattutto un’anima a questo strumento informativo, nel senso di raccogliere proposte dei cittadini, promuovere iniziative finalizzate a recepire le istanze della popolazione, stimolare gli amministratori a ben governare un ex ameno borgo agricolo che aveva fatto ormai passi da gigante sulla strada di diventare presto una città.
Ebbene, attraverso le pagine de “Il Ponte” e poi, dal 1996 ad oggi, del “Corriere di San Nicola”, cartaceo ed online, credo di aver contribuito, anche se nel mio piccolo ed in misura certamente quasi irrilevante, a tracciare la storia di San Nicola la Strada dell’ultimo quarto di secolo e oltre.
L’ho fatto, e continuerò a farlo, finché avrò forza, spontaneamente, gratuitamente, senza nomi da immortalare e senza bandiere da sventolare, con sacrificio personale, intriso di travolgente passione e di sviscerato amore per la mia terra natìa.
Si, perché posso amare in tanti modi la mia città.
Perché il fascino delle sue cose mi coinvolge, perché capisco che è qui l’essenza del mio abitare, il dolce rapimento di ogni mia azione quotidiana. Perché mi sussulta il cuore ad ogni suo mutare, ad ogni accendersi delle sue luci, ad ogni ascolto dei suoi clamori.
Si. Posso amarla perché mi dona desiderio di vivere, smania di programmare, onestà e gentilezza verso i miei conterranei, certezza di non poter mai fare a meno dei suoi lamenti.
La mia città! Mi dice grazie perché l’ ho perdonata, le dico grazie perché mi ha capito.
Viverci è il massimo per chi odia gli imperscrutabili meccanismi della slealtà e si batte per il genuino sapore della schiettezza.
La mia città! Mi guida con affetto e simpatia, si accorge delle mie emozioni, mi riporta alla fanciullezza, mi cosparge i sentimenti di profumato entusiasmo.
Si, posso amare in tanti modi la mia città.
Posso adorarla per tutti questi motivi o, forse, per nessuno di essi. O per il contrario di tutto questo.
La mia città! Più mi odia e più la amo. Più mi vuole distruggere e più la sento mia.
Giorno e notte, mentre vivo, mentre muoio, quando sorrido, quando piango. Il senso della mia vita alloggia qui. Qui sono gelosamente conservati, in un angolino piccolo piccolo, sperduto e caldissimo del mio cuore, tutti i miei più dolci ricordi, la mia nostalgia, i miei rimpianti.
La mia città! Più mi ferisce, più me ne innamoro.
Il mio unico obiettivo è stato sempre la presenza, perché solo se si è presenti ci si può porre agli altri con le proprie idee, i propri intendimenti, le proprie ansie. E le mie, credetemi tutti, miei carissimi lettori, sono le ansie di un cittadino che vuole, fortissimamente vuole, trovare la propria dimensione in una città che abbia soprattutto un’anima.
Certo, questo lo vogliono tutti: ognuno con i propri sacrifici, ciascuno con il coraggio della propria volontà, tutti insieme in un grandioso progetto a salvaguardia della comunità civile e delle singole autonomie di pensiero. Io, come giornalista, altro non posso pretendere se non il diritto di sforzarmi con tutte le mie possibilità nel combattere il disinteresse e il silenzio, quegli oscuri e quasi intangibili fantasmi che si annidano tra i delusi, i derelitti, i demotivati. Per far sì che dall’inerzia non si giunga alla più completa abulia.
Tutto questo, carissimi lettori, o solo questo, se preferite, esclusivamente con l’intento di lanciare delle voci, con la speranza che non ritornino soltanto con i loro echi.
San Nicola la Strada, la “mia” città, è e sarà sempre il mio unico cruccio. Una città cresciuta troppo in fretta e senza ostacoli, che ha smarrito per strada la propria identità tra immensi ghetti di cemento armato senza calore e senza sentimento.
Il meraviglioso progetto di una San Nicola a misura d’uomo, iniziato anni fa per incauta mano di presunti taumaturghi, ha prodotto, nel tempo, una enorme ed ormai quasi incolmabile dismisura tra l’ambiente e le sue reali potenzialità ed esigenze, consegnandoci una città dai lineamenti sconcertanti, dove ad imperare non è più il cittadino, ma tutti i suoi tormenti.
L’ imperversante avanzare della droga e della delinquenza, la carenza delle infrastrutture essenziali, la riduzione degli spazi vitali, l’inquinamento, la latitanza degli armamenti sanitari, la beatificazione dei dormitori della periferia...costituiscono uno spettacolo angosciante in cui il cittadino appare sempre più impotente, sempre più lontano dalla sua città, segregato a vittima di un orrendo massacro.
Parlare dei problemi che lo affliggono è stato e sarà sempre il mio scopo primario.
Senza drammatizzare, anche con ironia, monitorando il silenzio e la negligenza, spronando i politici e le istituzioni a fare molto di più di quanto normalmente richiesto, spinto dal desiderio di intravedere al più presto la mèta ambita da tutti, cittadini e amministratori sannicolesi: costruire, tutti insieme e ciascuno con il proprio contributo (anche se limitato, ma non per questo forse inutile), la “nostra” città, prima che ci sfugga completamente dalle mani.
E vi ringrazio, carissimi lettori e naviganti, di evidenziarmi continuamente il ruolo fondamentale della stampa, convinto che voi vogliate alludere, naturalmente, a quella “libera”.
Sì, proprio a quella che, sovente, viene messa da parte.
Ma che da sempre, io, offro con tutto il mio cuore alla mia città e a tutti voi.
Il Corriere di San Nicola è il primo e unico quotidiano della città di San Nicola la Strada. 
Il suo sito internet è tutto completamente a vostra completa disposizione. Tutti i giorni.
Tutto con la solita umiltà, con il solito spirito di libertà, con il solito senso di partecipazione e di servizio: le armi spontanee e sincere che devono rappresentarci e darci credibilità.
Dovevo assolutamente donare qualcosa di importante alla mia madre terra natia.
Credo di averle fatto un dono autentico, di quelli veri ed originali. Cioè, dettati dal cuore. Per contribuire a scrivere la storia della comunità che mi ospita, i suoi affanni, le sue tribolazioni e, spero spesso, anche i suoi sorrisi. Per essere testimone e partecipe, nel mio piccolo, del nostro progresso e della nostra civiltà. Per continuare a credere e combattere per l’ affermazione degli ideali dell’umiltà, della sincerità e dell’imparzialità, che rappresentano l’essenza della mia vita.
Si, il 9 febbraio del 2005, dopo le lunghissime esperienze de Il Ponte e del periodico mensile Corriere di San Nicola, nacque il primo quotidiano di San Nicola la Strada.
Sembra ieri. Sono già passati più di nove anni! Ne passeranno ancora tutti quelli che restano da qui alla mia morte.
Lo prometto a Voi, carisssimi lettori, perché siete voi, prima in centinaia ed ora in moltisime migliaia ogni giorno, la ragione del mio impegno e della mia passione.
Su www.corrieredisannicola.it , lo sapete, ci trovate di tutto della vostra/nostra amata città. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Basta collegarsi e fare clic sul topolino e tutta San Nicola la Strada è nelle vostre mani.
Il sito è vostro! Oltre a quello che ci scriviamo noi, potete inviarci tutto quello che volete Voi: articoli, osservazioni, foto, avvenimenti, annunci e, soprattutto, suggerimenti. Tutto sarà pubblicato, perché il Corriere è vostro. Fa pubblicità a tutti i cittadini che amano questa città. E sono veramente tanti.

Con immenso affetto.

Vs., Nicola Ciaramella, 2005, 2014, 2016

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