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L'ANGOLO DELLA POESIA

 

 


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Gruppo Facebook "DON ORESTE NON E’ ANDATO VIA”: continua, senza pause, l’iniziativa creata da Nicola Ciaramella per mantenere sempre vivo il ricordo dello scomparso amatissimo parroco di Santa Maria della Pietà.

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... Com'era Piazza Municipio agli inizi degli anni ’60 ...

 

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Il nostro GRAZIE a quanti hanno scelto le nostre immagini dall'alto di San Nicola la Strada quali icone di siti internet e di gruppi facebook locali

PAOLO CONTE, PILOTA 
(TUTTO sulla carriera del
 piccolo grande fenomeno del motociclismo casertano)

Il giorno dell’apocalisse



Mercoledì 11 aprile apre ufficialmente la discarica della morte...
Disperato appello dei Comitati che chiamano a raccolta (prima nella chiesa di Don Cicchella e poi nella curia del vescovo Nogaro) le popolazioni del quadrilatero maledetto prima di essere annientate: l’ultima chance è “presidiare Lo Uttaro giorno e notte!

11 settembre 2001: un tragico attentato rade al suolo le “torri gemelle” del World Trade Center.

11 novembre 2006: una tragica firma mette fine alle speranze di lunga vita dei sannicolesi. Il commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, il presidente della provincia e il sindaco del capoluogo sottoscrivono un foglio di protocollo che prevede la costruzione, in zona Lo Uttaro, di una discarica da mezzo milione di metri cubi di immondizia. L’equivalenza, in altezza, di due grattacieli di 110 piani ciascuno. Proprio come le ex Twin Towers ...

11 febbraio 2007: tremila manifestanti in rappresentanza delle “sfortunate” popolazioni di San Nicola, San Marco, Caserta e Maddaloni sfilano in un corteo di protesta lungo le strade cittadine. La più grande marcia sin qui organizzata termina con la celebrazione di una funzione religiosa officiata da Don Oreste Farina proprio sul luogo della edificanda megadiscarica.

11 aprile 2007: nonostante la lunga e massiccia sollevazione popolare promossa da centinaia di comitati ambientalisti e di difesa della salute pubblica, apre ufficialmente la discarica della morte.

L’11... che numero maledetto!

L’11, il giorno dell’apocalisse.

A nulla, dunque, sono valsi i due più recenti avvenimenti che, in un certo senso, avevano riacceso, anche se tenuemente, le speranze di duecentomila residenti: nè gli arresti “eccellenti” che hanno gettato ombre inquietanti sulla gestione commissariale dei rifiuti, né l’impugnativa del collaudo del sito intentato dal Comitato Emergenza Rifiuti di Caserta hanno prodotto, o almeno spinto a produrre, quell’auspicato “ripensamento” da parte dei tre moschettieri (Bertolaso-De Franciscis-Petteruti) che stanno lentamente per infilzare, a mo’ di spiedo, i poveri polmoni dei sannicolesi & c.

Sulle manette al subcommissario De Biasio, accusato di truffa aggravata nell'ambito di una inchiesta sulle infiltrazioni camorristiche in alcune attività di smaltimento dei rifiuti, Bertolaso è stato categorico:”Quella nomina l'ho voluta io, dopo aver avuto l'indicazione dal ministero dell'ambiente. Non avevo modo di dubitare delle sue competenze tecniche e della sua correttezza etica. Se avessi avuto dei dubbi non ci sarebbe stato un ministro in grado di convincermi”.

L’occasione, comunque, per ribadire ancora una volta tutti i dubbi di legittimità sollevati sull’intera vicenda, non l’ha certamente persa il dr. agr. Giuseppe Messina, che, mercoledì 4 aprile, ha così scritto a Bertolaso e alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, contestando aspramente le conclusioni alle quali è giunta la commissione che ha collaudato la puzzolente struttura e chiedendo la immediata sospensione di qualsiasi attività finalizzata all’utilizzo della discarica:

«Il sottoscritto dr. agr. Giuseppe Messina nella qualità di rappresentante del Comitato Emergenza Rifiuti, in ordine alla discarica approntata nella cava “Mastropietro” in località Lo Uttaro CHIEDE alla S.V. la revoca degli atti concernenti l’utilizzo a discarica di suddetta ex cava, alla luce sia di quanto rappresentato e denunciato nella copiosa corrispondenza reciproca che, ad adiuvandum, della recente operazione della Magistratura e DDA napoletana che ha coinvolto un suo collaboratore diretto e che delinea uno scenario inquietante, atteso quanto è stato già denunciato dai prefetti delegati sul contesto “ambientale” caratterizzante il settore rr.ss.uu. e le discariche private casertane utilizzate fino al 1994 (Ecologica Meridionale in loc.Uttaro e SOGERI in loc. Bortolotto di Castelvolturno).

Al riguardo destano notevoli perplessità le procedure di affidamento adottate, in mancanza di un piano di caratterizzazione propedeutico ed essenziale, atteso che l’area Lo Uttaro in generale e in particolare le particelle interessate all’intervento commissariale (cava Mastropietro) sono inserite nel Piano di Bonifica dei siti inquinati della Regione Campania che ha dichiarato il sito in parola di Interesse Nazionale.

La gara di appalto, per la documentazione in possesso del Comitato, inoltre, appare viziata e quindi da ritenersi nulla; è stata infatti effettuata, con relativa aggiudicazione, sulla base di un progetto preliminare, privo quindi di sostanziale efficacia. Infatti il 12 gennaio 2007 viene approvato il progetto preliminare (ordinanza n.3) e in data 19 gennaio viene nominata la commissione di gara che, in pari data, si riunisce e procede all’ aggiudicazione e all’affidamento alla ditta vincitrice.

Quale pubblicità è stata data alla gara? E, comunque, le ditte partecipanti su quali elementi hanno presentato offerta ma, soprattutto, quali garanzie esisterebbero sulla possibilità di effettuare l’intervento in questione senza la valutazione del possibile inquinamento in atto dovuto alla esistenza di rifiuti nella cava in  questione (part.la ex 147) e nell’unicum circostante e al fiume di percolato prodotto in oltre 20 anni, senza alcun prelievo dello stesso negli anni di esercizio “Ecologica Meridionale”, in particolare nel periodo fondamentale 1988-1994 ?.

Al riguardo risulta e si precisa che il progetto definitivo è stato, invece, approvato solamente il 16 marzo scorso, con ordinanza n. 75, a lavori pressoché ultimati.

Premesso quanto sopra IMPUGNA e contesta le conclusioni della Commissione di collaudo atteso che, in particolare, le pareti della cava si presentano subverticali e quindi la geomembrana apposta sulle stesse non garantisce nel tempo e durante l’esercizio la tenuta agli strappi e alla trazione, compromettendone la funzione impermeabilizzante. Vale la pena ricordare che al riguardo il Servizio Geologico Nazionale” e il Gruppo di diagnostica prefettizio non ha mai approvato soluzioni del genere in quanto inevitabilmente, durante la fase di gestione, potrà verificarsi la rottura della geomembrana con conseguente fuoruscita di percolato.

SI CHIEDE FORMALMENTE E AI SENSI DI LEGGE, ESSENDO IL COMITATO E LE ASSOCIAZIONI AD ESSO AFFERENTE, PORTATORI DI INTERESSE DIFFUSO E PUBBLICO, prima che il conferimento, anche di una sola tonnellata di rifiuti, determini una situazione irreversibile, di sospendere qualsiasi iniziativa di utilizzo del sito, di annullare anche per autotutela i relativi atti amministrativi e di procedere, ora per allora, alla caratterizzazione in contraddittorio, con idonei e congrui carotaggi e tutte le altre indagini ambientali, al fine di accertare anche la presenza di rifiuti nell’area ex part.lla 147 e nell’area circostante costituente nel suo insieme un’area unica di conferimento, indagando nel sottosuolo e analizzando le acque sottostanti, ricercando i parametri e indicatori di legge connessi a percolato prodotto da rifiuti».

Approssimandosi la data fatidica dell’apertura del “lazzaretto” provinciale, lo stesso Comitato Emergenza, a firma, stavolta, del portavoce prof. Francesco Bernieri, ha poi chiesto al Consorzio A.C.S.A.-CE3 di conoscere la data e l’ora in cui è stato deciso di tagliare il nastro inaugurale del sito abusivo Mastropietro in località Lo Uttaro per lo sversamento del F.O.S. (frazione organica stabilizzata) prodotto dai centri di raccolta.

E questa non è certamente curiosità: lo scopo, come chiaramente si evince, è quello di predisporre tempestivi (e democratici) strumenti di dissenso sull’intera iniziativa che si presenta come un “autentico attentato alla salute pubblica, un ulteriore aggravamento della situazione di inquinamento dell’area, un danno all’economia locale e alla proprietà privata nonché un disastro ambientale”.

Ecco il testo della bollente missiva:

«In relazione al protocollo d’intesa, siglato dalla Provincia e Comune di Caserta con il Commissario per l’emergenza rifiuti in data 11 novembre 2006, teso a realizzare in una cava abusiva una discarica abusiva in località Lo Uttaro, “cava Mastropietro”, come agli atti, per lo sversamento di F.O.S. prodotto dagli impianti irregolari di cosiddetto C.D.R. così come stabilito e confermato dalla S.V. (nella qualità di direttore ACSA CE3 e responsabile del coordinamento della gestione del sito di discarica nonché dell’attuazione di ogni altro adempimento previsto nel citato Protocollo d’intesa) già in occasione di un pubblico incontro organizzato dal Comune di San Nicola il sottoscritto, nella qualità di portavoce del Comitato Emergenza Rifiuti Caserta, vista la normativa vigente in materia di trasparenza, diritto di partecipazione per i portatore di interessi diffusi CHIEDE di conoscere la data e l’ora esatta in cui la S.V. intende attivare tale discarica abusiva.

La presente richiesta è avanzata in ragione del fatto che il Comitato e tutte le sue articolazioni locali, provinciali e regionali intendono manifestare democraticamente il loro dissenso sull’intera iniziativa che si appalesa, lo ripetiamo, come un autentico attentato alla salute pubblica, un ulteriore aggravamento della situazione di inquinamento dell’area, un danno all’economia locale e alla proprietà privata nonché un disastro ambientale.

E’ il caso di ricordare che per il gravissimo stato di degrado e inquinamento dell’area la Giunta Regionale, nel 2005 congiuntamente al Commissario di Governo per l’emergenza bonifiche e la tutela delle acque ha approvato il piano regionale di bonifica dei siti inquinati della Regione Campania e dichiarato l’area Uttaro – in particolare l’area ex Ecologica Meridionale - Sito di Interesse Nazionale, dove l’unica attività consentita, mediante opportuna valutazione di impatto ambientale, è la messa in sicurezza e la bonifica.

Si ricorda infine la legge 241/90 e s.m.i. la legge istitutiva del Ministero dell’ambiente e s.m.i. in rapporto al diritto di rappresentanza di associazioni ed enti portatori di interessi diffusi».

Lo stesso Bernieri, inoltre, in altra lettera trasmessa all’amministrazione provinciale, all’ARPAC e al direttore del consorzio ACSA-CE3, chiede "di avere, con ogni consentita urgenza e comunque prima dell’entrata in esercizio della discarica abusiva, copia di tutti gli atti, le analisi, i monitoraggi e quant’altro sono stati richiesti dagli enti preposti ed effettuati da codesti enti ante operam. Ciò allo scopo di conoscere quanto posto in essere in questo settore e consentire allo scrivente Comitato di esercitare il diritto di controllo, verifica, replica e difesa della salute pubblica, dell’ambiente e del territorio".

Intanto, e questa è la notizia più recente, martedì 10 aprile, il giorno prima dell’apertura “ufficiale” del megasito (salvo auspicabili slittamenti...), il Comitato Emergenza Rifiuti (che, come noto è costituito da una miriade di associazioni, quali: Italia Nostra; Legambiente Caserta; LIPU-Lega Italiana Protezione Uccelli; WWF Caserta; W.W.F. Aversa; Terra Nostra; CO.AS.CA.; Co.De.Par.; Comitato Civico in difesa dell’acqua CE; Comitato contro il Megainceneritore di Acerra; Comitato mamme e famiglie di Marcianise; Unart Group Marcianise; Viviamo la Scuola CE; Casa Zaccheo-Padri Sacramentino, CE; Comitato “Lo Uttaro” S.Nicola La Strada; Comitato di Lotta alla Piattaforma di Pignataro M.; Verdi Maddaloni; Verdi S.Nicola La Strada; Comitato “Macrico Verde”; Vivereinsieme; Comitato “Caserta Città di Pace”; Coop. New Hope; A.V.O.; Associazione Diotima; Auser Filo d’Argento; A.D. Scacchistica CE; Laboratorio Millepiani; Centro Sociale ex Canapificio CE; Movimento per la Pace; Federazione AssoCampaniaFelix, Comitato Salute Pubblica e Comitato Civico per Nola e Provincia; Comitato Donne del 29 agosto-Acerra; Associazione Medici per l’Ambiente -ISDE Italia) ha convocato, alle ore 18,  presso i locali della parrocchia Madonna di Lourdes” (chiara la partecipazione alla lotta anche del mitico Don Michele Cicchella, di cui va applaudita l’omelia nel giorno di Pasqua, in cui ha ricordato l’incalzare inesorabile dei morti da tumore), un’assemblea generale che si preannuncia disperata.

All’ordine del giorno il presidio della zona Lo Uttaro e l’organizzazione di “forme di resistenza civile per affermare la legalità” in una durissima battaglia che va avanti ormai da cinque mesi.

«Carissimi/e compagni/e di avventura o di "sventura", fate voi,   -recita l’accorato appello di Giuseppe Messina e Antonio Roano-  l'apertura della discarica "Lo Uttaro" sembra imminente, si parla dell'11 marzo. Dobbiamo, pertanto, concentrare tutti i nostri sforzi già da martedì 10. Cominciate ad organizzarvi per dedicare un po' del vostro tempo nella prossima settimana, ma soprattutto mercoledì, per essere presenti al presidio che rimane, a questo punto, l'unica arma possibile per scongiurare lo sversamento dei rifiuti. Se riusciremo ad attirare l'attenzione di stampa e televisione potremmo sperare ancora di farcela, dobbiamo provarci fino in fondo. Intanto, diffondete la notizia e cercate di coinvolgere quanta più gente possibile.

Un altro incontro è stato fissato per il “giorno dell’apocalisse”, l’11 marzo 2007, sempre alle 18, presso la Curia di Caserta (salone S. Augusto) con il Vescovo Nogaro ed i responsabili della Caritas. Lo scopo, dice il comunicato, è quello “di promuovere con gli organi ecclesiastici una capillare opera di divulgazione tra i cittadini che fino ad oggi ha segnato il passo per tutta una serie di ragioni facilmente comprensibili. Il momento è TOPICO, come dice qualcuno, e c'è bisogno dell'impegno di tutti. Vi chiediamo perciò di intervenire numerosi».

Sì, è vero. Il momento è decisamente “topico”. L’aria è da ultima chance.

E' inutile ribadire che, a questo punto, vista soprattutto la vergognosa diserzione degli amministratori locali (patetici quelli che a ”titolo personale” partecipano alle marce e alle “vie crucis” verso la discarica), resta solo quest’ultima possibilità per scongiurare un disastro annunciato: dall’ ampia, consapevole ed articolata partecipazione degli abitanti del “quadrilatero della morte” dipenderà il successo di una lotta che ha scavato, ormai irrimediabilmente, comunque andrà a finire, una distanza incolmabile tra i cittadini e le istituzioni da essi elette. Da una parte i diritti sacrosanti alla salute e alla difesa dell’ambiente, dall’altra le assurde imposizioni dei governanti stolti che andrebbero, loro e non i rifiuti, buttati definitivamente giù dal carro.   



 

 


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