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LUCIDA REALTÁ

Un racconto
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IL VADEMECUM DELLA RACCOLTA DEI RIFIUTI


Tutto quanto bisogna sapere sulla raccolta dei rifiuti a San Nicola la Strada

 

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L'


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Nicola Ciaramella


IL MIO REGALO ALLA MIA CITTA'

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-Buone pratiche di protezione civile a cura anche del Nucleo della Protezione Civile di San Nicola la Strada-

 

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Versi inediti di poeti lettori del Corriere di San Nicola

Una LUCE sempre accesa su DON ORESTE
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GRAZIE A TUTTI COLORO CHE HANNO SAN NICOLA LA STRADA NEL CUORE

 
... Com'era Piazza Municipio agli inizi degli anni ’60 ...

 

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Il nostro GRAZIE a quanti hanno scelto le nostre immagini dall'alto di San Nicola la Strada quali icone di siti internet e di gruppi facebook locali

PAOLO CONTE, PILOTA 
(TUTTO sulla carriera del
 piccolo grande fenomeno del motociclismo casertano)

TUTTI PER NOGARO, TRANNE I POLITICI...



A destra Mons. Nogaro in una foto con il suo grande estimatore Papa Woytila. A destra, Padre Alessandro Zanotelli dell'ordine missionario dei Comboniani di Verona, ispiratore e fondatore di molteplici movimenti italiani che hanno l'obiettivo di creare le condizioni della pace e di una società solidale in cui gli ultimi abbiano cittadinanza. Di fronte a tali grandissime figure, Bertolaso dovrebbe, come minimo, nascondere la faccia sotto terra. Invece, si permette di criticarle... Ma da dove è uscito questo qui?


Indignazione generale per le gravi affermazioni di Bertolaso, incredibilmente condivise dalla CEI, contro il vescovo di Caserta. Il Comitato scrive a Mons. Betori, tacciono solo i governanti...


L’entrata in scena di Nogaro, il coraggioso vescovo di cui tutta la comunità casertana ben ha motivo di vantarsi e che soltanto i politici incapaci (cioè quasi tutti, cattolici o non cattolici non ha importanza) vedono come un nemico, non è andata giù al commissario Bertolaso, il quale, in un certo senso sorprendentemente, non ha perso tempo per rivolgere all’indomito presule, così come al missionario Alex Zanotelli, aspre critiche, seppure in modo allusivo, nel corso della sua partecipazione (non si sa a ...quale titolo) alla conferenza stampa di presentazione del grande evento dell' “Agorà dei giovani” del prossimo settembre a Loreto, a cui ha annunciato la propria presenza il Papa.

«Nell'emergenza rifiuti in Campania, anziché favorire un ritorno alla legalità, ci sono autorità religiose che pensano di giocare dall'altra parte del campo»...

Bertolaso ha così voluto rispondere ai vescovi che dalle nostre parti (e meno male che ce ne sono!) partecipano a manifestazioni di protesta sul problema dei rifiuti.

E poi: “E' abbastanza paradossale che chi si è impegnato per ripristinare la legalità debba confrontarsi con autorità religiose o anche con missionari che ha conosciuto anni fa in Africa in tutt'altre situazioni. I problemi dei rifiuti in Campania si risolvono affrontandoli insieme, non con lo scontro”.

Il capo della protezione civile, a questo punto, l’ennesima sommossa popolare se l’è proprio chiamata: praticamente tutte le forze sociali (eccetto, come detto, soltanto i soliti politici che, appunto, forze sociali non sono e, vista la scadente e vergognosa caratura di "sponsor" di un progetto omicida, mai potrebbero esserlo) hanno espresso sdegno ed avvilimento per le parole di Bertolaso, unanimemente ritenuto non all’altezza di esprimere tali giudizi nei confronti di due eccelsi alfieri della fede, della giustizia e della legalità come Nogaro e Zanotelli.

E l’indignazione ha assunto toni ancora più amari dal momento che anche la Conferenza Episcopale Italiana (vale a dire l’assemblea permanente dei vescovi italiani, attualmente  presieduta da Mons. Angelo Bagnasco) ha preso posizione contro Nogaro, “alleandosi” incredibilmente con quel medico che si è messo in testa di “uccidere” duecentomila persone.

Ecco che cosa il Comitato Emergenza Rifiuti, a mezzo di alcuni dei suoi portavoce più autorevoli ed impegnati come Francesco Bernieri, Lorenzo Tessitore e la onnipresente Agnese Ginocchio, ha scritto al segretario generale della CEI, Mons. Giuseppe Betori:

«Eminenza, abbiamo avuto occasione di ascoltare le Sue parole di condivisione delle affermazioni del dott. Bertolaso sul ripristino della legalità nella regione Campania, pronunciate in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’Agorà dei Giovani.
Siamo convinti che chiunque, credente o non credente, non possa che gioire di questa rigorosa ed inequivocabile presa di posizione, che premia non solo chi vive nel rispetto della legalità, ma anche chi, costretto a subire la violenza della illegalità, spesso si sente solo in una lotta impari e sovente destinata alla sconfitta.
Tuttavia siamo costretti a ricordarLe che la legalità non è un concetto astratto, né un dogma di fede. E’ invece un dato concreto. La legalità è il rispetto della legge. E le leggi sono scritte dagli uomini, per gli uomini, affinché le rispettino e le facciano rispettare.
E il dott. Bertolaso non è il garante della legalità per il solo fatto che è stato nominato Commissario di Governo o perché è convinto di rispettare le leggi. Anche se i poteri che lo Stato gli ha attribuito sono enormi, non può sottrarsi, in qualità di servitore dello Stato, alla legge che egli stesso invoca.
Se il dott. Bertolaso avesse concretamente assunto l’impegno al “ripristino della legalità”, come il suo mandato e l’etica imporrebbero e come lui stesso va declamando in tutte le occasioni, avrebbe dovuto preoccuparsi, da servitore dello stato, di prendere seriamente in considerazione tutte le obiezioni che i cittadini della Campania gli muovevano alla sua decisione di risolvere l’emergenza rifiuti in Campania, impiantando nei luoghi più improbabili discariche realizzate in contrasto alle disposizioni di legge. Purtroppo non lo ha fatto e non ha dimostrato di volerlo fare. E questo non ci sembra un atteggiamento degno di chi invoca il rispetto della legge da parte degli altri.
Il nostro territorio è già duramente provato da decenni di diffusa illegalità che ne hanno fatto il crocevia dello smaltimento abusivo dei rifiuti di tutta la nazione. Colpa di una criminalità organizzata sempre più forte e delle Istituzioni che spesso non hanno saputo costituire un argine a tale devastante presenza. Non possiamo permetterci ulteriori sacrifici del territorio. Non lo permettono le leggi, ma soprattutto non lo permettono il rispetto dell’ambiente che ci circonda e delle vite umane.
E tal proposito ci vengono in mente le parole di Sua Santità Giovanni Paolo II:
"La terra è di Dio! E’ dunque secondo la sua legge che deve essere trattata. Se, rispetto alle risorse naturali, si è affermata, specie sotto la spinta dell'industrializzazione un'irresponsabile cultura del "dominio" con conseguenze ecologiche devastanti, questo non risponde certo al disegno di Dio.
"Riempite la terra, soggiogatela e dominate sui pesci del mare sugli uccelli del cielo" (Genesi, 1,28) Queste parole della Genesi consegnano la terra all'uso, non all'abuso dell'uomo. Esse fanno dell'uomo non l'arbitro assoluto della terra ma il "collaboratore" del Creatore: missione stupenda, ma anche segnata da precisi confini, che non possono essere impunemente valicati".
Da sempre il Vescovo di Caserta mons. Nogaro e Padre Alex Zanotelli sono alfieri della legalità, al fianco dei deboli e degli oppressi, senza dubbi, pagando di persona e battendosi sempre con coraggio, senza “correre in soccorso dei vincitori” ma dei vinti.
Siamo convinti che anche Lei e tutta la Conferenza episcopale vorrete sostenere l’azione del vescovo e di un religioso verso l’affermazione della legalità ed è per questo che abbiamo deciso di inviarLe la documentazione che abbiamo raccolto per dimostrare i profili di illegalità che caratterizzano la realizzazione della discarica commissariale nel Comune di Caserta
Cogliamo l’occasione per invitarLa a venire in questo nostro devastato territorio per essere anche Lei, insieme a mons. Nogaro a Padre Zanotelli e a tutti noi, un alfiere della nostra battaglia per la legalità».

Poi, degradandolo da dottore a semplice signore, il prof. Bernieri ne ha avuto anche per Bertolaso, al quale ha “dedicato” questo comunicato stampa:

«Se rappresentanti dello Stato come il responsabile della protezione civile di questo Paese si permettono di dileggiare l’intervento di un Vescovo e di un religioso comboniano che tutti conoscono per la testimonianza evangelica, in tanti anni, per la giustizia ed i diritti umani al fianco dei più deboli, vuol dire che la confusione è massima.
Allora è necessario ricordare al sig. Bertolaso che la legalità si ripristina con atti legali, trasparenti e partecipati.
La vicenda della discarica abusiva di Lo Uttaro, costruita in una cava abusiva dove sono stati smaltiti illecitamente migliaia di tonnellate di rifiuti sembra  mettere sullo stesso piano lo Stato e la malavita organizzata di cui ci vogliamo liberare.
L’aver poi deciso di realizzare la discarica abusiva in un’area come Lo Uttaro, area dichiarata Sito di interesse Nazionale per l’estremo grado di inquinamento, dove è possibile solamente la messa in sicurezza e la bonifica e dove una precisa legge dello Stato vieta di realizzare impianti di smaltimento, dimostra il disprezzo per la legalità, per l’ambiente e i bisogni del territorio, soprattutto bisogni di salute.
Costruire una discarica abusiva in un’area ad altro rischio di tumore, ormai scientificamente dimostrato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, a causa degli oltre 6 milioni di tonnellate di rifiuti già sversati, gran parte dei quali di dubbia provenienza e natura, dimostra il cinismo e l’indifferenza ai bisogni della gente.
Richiamare - infine - la propria azione di Commissario di Governo come impegno di lotta alla camorra e al ripristino della legalità e magari usarla per giustificare le proprie azioni illegali ha l’amaro sapore di un’astratta ragion di Stato per mascherare la verità, interessi precisi, incapacità e malafede. Le molte alternative possibili non utilizzate e tenute nascoste anche ai decisori politici e i recenti fatti giudiziari che hanno interessato i collaboratori più stretti del Commissario dimostrano chiaramente come il sig. Bertolaso non è adeguato a restituire fiducia nelle istituzioni e a porre in essere azioni che coniugano ambiente e legalità, partecipazione e lotta senza quartiere ad ogni forma di illegalità, illegalità in cui lo stesso Commissario è miserevolmente caduto».

Sulla scìa dello sconcerto generale, anche il Comitato cittadino di San Nicola ha scritto all’ ...amico Betori. Ecco il testo di una bellissima, durissima (proprio come questi signori vescovi di Roma si meritano!) ed incisiva lettera che Roano e C. hanno inviato al santo protettore di Bertolaso:

«Eminenza,
leggiamo con stupore e meraviglia quanto da Lei “spontaneamente” affermato, nella  qualità di Segretario Generale della CEI, circa la difesa incondizionata del Commissario Straordinario delle Emergenza Rifiuti in Campania Dott. Bertolaso.
Va chiarito che la nostra opposizione alla scelta di Bertolaso, venuto qui in Campania per “guidarci” sulla strada della legalità si basa su di una grave illegalità compiuta dallo stesso Bertolaso quando con una sua ordinanza, tra l'altro impugnata dinanzi al TAR del Lazio, individua una discarica che la Regione Campania ha già dichiarato nel suo bollettino ufficiale “intoccabile” e da mettere in sicurezza con la massima urgenza.
All'uopo La invitiamo a leggere attentamente il dossier che alleghiamo e tener conto che nel frattempo la magistratura ordinaria ha arrestato il “migliore” collaboratore di Bertolaso ed ha sequestrato un altro sito attiguo a quello su cui si incaponisce.
Sarebbe opportuno che Ella chieda al Suo protetto il motivo per cui vuole a tutti i costi tale discarica, posta esattamente al centro di quattro cittadine con 200.000 abitanti, e non sceglie una delle cinque già individuate e da noi indicate su parere di un noto prof. universitario. E' evidente a questo punto a noi uomini della strada che alla Sua organizzazione interessano solo i “PACS” e la sorte di Bertolaso e non la salute dei cittadini di questa regione.
Della nostra salute si preoccupa per fortuna solo il nostro Vescovo che conosce bene come stiamo tribolando da oltre trent'anni a causa di tali discariche.
Forse i Vescovi da Lei rappresentati per favorirci ci vogliono mandare prima in paradiso?
Egregio Monsignore, prima di prendere questa decisione e tenuto conto che Bertolaso ha già troppi sponsor anche qui in Campania, sarebbe stato opportuno approfondire le Sue conoscenze e magari farci visita e toccare con mano quante illegalità continuiamo a sopportare giornalmente.
La invitiamo benevolmente pertanto a pregare per la nostra salute sia spirituale che materiale, in quanto ne abbiamo bisogno, e, se continuerà nella Sua posizione, ne avremo ancora più bisogno in futuro».



 

 


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