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Tutto quanto bisogna sapere sulla raccolta dei rifiuti a San Nicola la Strada

 

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PAOLO CONTE, PILOTA 
(TUTTO sulla carriera del
 piccolo grande fenomeno del motociclismo casertano)

La raccolta differenziata non decolla, anzi è un disastro

San Nicola la Strada è, in tema di percentuale di RD, tra i peggiori comuni della provincia di Caserta (89.mo su 104) e tra gli ultimissimi anche della Campania (508.mo su 550).

Il dato annuale del 2019 non è ancora stato pubblicato, ma dalla media di quelli mensili esce fuori un 45,34%: un vero e proprio fallimento per il settore ambiente.

Eppure i cittadini, con l'eccezione di sporadici "selvaggi", rispondono con grande senso di collaborazione e di civiltà.
Eppure il centro di raccolta, vero e proprio fiore all’occhiello, funziona perfettamente. 

Non si riesce a capire perché non hanno prodotto risultati le tante iniziative promosse dall’amministrazione.

La percentuale di raccolta differenziata più alta mai registrata a San Nicola la Strada resta quella del lontanissimo anno 2012, quando non c’era niente di tutti quegli strumenti che ci sono oggi.


L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha comunicato che, a causa di un comprensibile ritardo nell’acquisizione ed elaborazione dei flussi telematici riguardanti l’aggiornamento del Catasto Nazionale dei Rifiuti, i dati relativi all’anno 2019 saranno ufficialmente pubblicati nel prossimo dicembre, in data non ancora stabilita.
Comunque, avendo a disposizione i dati mensili che ci furono forniti ad inizi 2020, non ci vuole molto per fare una semplice operazione di media e vedere che la percentuale 2019 della raccolta differenziata a San Nicola la Strada è, purtroppo, del 45,34%, vale a dire un vero e proprio disastro.
Non basta. Se andiamo, infatti, dentro le ultime statistiche redatte dall’ISPRA (ente pubblico sottoposto alla vigilanza del ministero dell’ambiente, di cui dicevamo), che parlano di un poco distante 41,06% dell’anno precedente, viene ancora di più da deprimersi.
Innanzitutto, la percentuale della RD (raccolta differenziata) prodotta a San Nicola la Strada nel 2018 pone il nostro comune all’ottavo posto tra gli undici della provincia con più di ventimila abitanti, mentre nella classifica generale di tutti i 104 comuni di Terra di Lavoro siamo all’89.mo posto (cioè solo quindici comuni hanno una percentuale peggiore).
Il tutto, infine, si fa ulteriormente sconfortante se andiamo a vedere le statistiche riferite alla regione.
Ebbene, tra i 550 comuni della Campania, San Nicola la Strada si trova addirittura al posto numero 508: come dire che appena 42 comuni sono meno “virtuosi” (si fa per dire) di San Nicola la Strada mentre ben 507 sono al di sopra della sua irrisoria percentuale.

Una mortificazione, c’è poco da aggiungere, per i cittadini che sono attenti e dedicano tantissimo loro prezioso tempo a separare disciplinatamente i rifiuti nella propria abitazione o luogo di lavoro in doveroso e civile ossequio al rispetto per l’ambiente e delle leggi.

Morale della favola.
Per il settore ambiente del comune di San Nicola la Strada, insomma, è una vera e propria débâcle.
A dirlo sono i numeri e quando a parlare sono loro hanno sempre ragione.

Non hanno prodotto risultati, purtroppo, le tante iniziative, gli strumenti e i servizi promossi dall’amministrazione per cercare di porre argine ad un fenomeno negativo praticamente devastante e portare a livelli almeno di decenza una percentuale che è ben lontana dalla soglia di legge del 65% che garantirebbe, come si sa, consistenti risparmi per i comuni e soprattutto per i cittadini (per chi non lo ricordasse, infatti, ripetiamo ancora una volta, attraverso le pagine del nostro giornale, l’importante concetto: se si vuole pagare una bolletta Tari più leggera occorre riempire molto di meno la busta dell’indifferenziato e colmare, invece, quelle della plastica, della carta, del vetro e di altri materiali separabili).

Ricordiamo, a proposito delle iniziative di cui dicevamo, le due più grandi ed importanti, che sono state il Centro di raccolta e l’Eco-sportello, entrambi fortemente volute dal sindaco Vito Marotta ed inaugurate dal primo dei due assessori al ramo di questa amministrazione, cioè l’assessore Dr. Domenico Sortino.

E poi, sempre realizzate dalla operosissima Dhi, di cui, tra l’altro, va elogiata anche la costante attenzione riservata alla tecnologia, la casetta dell’acqua, la sperimentazione di bidoncini con codici a barre e il rilevamento in tempo reale dei dati di raccolta.

Per finire, ricordiamo le riunioni con i cittadini e i calendarietti pubblicati una volta al mese sui social, iniziative promosse dall'attuale assessore Bernardo.

Soprattutto si è rivelata un grande flop l’idea degli incontri pubblici di sensibilizzazione con cittadini, associazioni e amministratori di condomini (e anche con le scuole).
Questi incontri, diciamolo apertamente, sono stati un fiasco completo. Pochissime le persone che li hanno presenziati. Togliendo organizzatori, addetti ai lavori e qualche rappresentante di associazione già abbondantemente “acculturato” in materia, si può senz’altro affermare che al massimo ci sono andati in tre o quattro. Non di più.
Insomma, diciamo che non c’è mai stato un “innamoramento” da parte dei cittadini per queste iniziative.
Il Corriere di San Nicola, unico a farlo, le ha seguite tutte grazie alla sua attenta e competente redattrice Maria Giovanna Tramontano (una sola volta ci è andato anche il sottoscritto), che di tutte queste chiacchierate tra pochi intimi ha immortalato la cronaca con puntualità, dovizia di particolari e meticolosità forse superiore addirittura a quella degli organizzatori.
Senza l’Enciclopedia Corriere di San Nicola, insomma (bottone in alto a destra, ricerca articoli, parola chiave "raccolta differenziata" o altre) non ci sarebbe traccia di questa enorme disfatta, dalla quale dovrebbero venire insegnamenti per costruire una politica migliore.

Eppure ci avevamo creduto. Molto. Noi per primi. Siamo stati forse gli unici sempre molto vicini all’amministrazione, cercando in tutti i modi di far capire ai sannicolesi che bisognava insistere, perché la percentuale della raccolta differenziata a San Nicola la Strada è ben lontana dalla soglia di legge del 65% che garantirebbe consistenti risparmi soprattutto per i cittadini stessi.
Pur non essendo tenuti a farlo (il nostro medico non ce lo ha prescritto), pur non dovendola combattere noi questa guerra (noi siamo semplicemente giornalisti, liberi ed indipendenti), abbiamo aperto quasi una battaglia contro i cittadini, criticandoli a più non posso e beccandoci anche insulti ed offese.
Non fa niente. Noi siamo volontari.

Il nostro pensiero, insomma, lo conoscono tutti, lo abbiamo sempre scritto e lo ripetiamo.
Noi ce la mettiamo tutta da quando siamo nati: il Corriere di San Nicola, prima cartaceo ed ora online, non dimentichiamo, è la più vecchia testata giornalistica della provincia di Caserta e ha cominciato a parlare da decenni di raccolta differenziata.
Il nostro “Vademecum” per i cittadini che campeggia nella homepage del nostro sito (https://www.corrieredisannicola.it/ambiente/notizie/ambiente/il-vademecum-della-raccolta-dei-rifiuti-2018), consultato quotidianamente da svariate migliaia di lettori, è un dossier unico nel suo genere, nettamente superiore all’informazione che dà il comune.

Il nostro pensiero, insomma, lo conoscono tutti, lo abbiamo sempre scritto e lo ripetiamo.
Premesso sempre che fare bene la raccolta differenziata significa preservare l’ambiente in cui viviamo e pagare bollette meno care, noi siamo convinti che il raggiungimento di una buona percentuale dipende dall’efficacia di tre componenti fondamentali: l’ente comunale, che deve legiferare e predisporre gli strumenti più adatti; la ditta incaricata del servizio di raccolta rifiuti, che deve adempiere compiutamente ai compiti assegnati dal capitolato d’appalto; il cittadino, che deve rispettare le leggi e i regolamenti predisposti.

Se la percentuale di raccolta differenziata non riesce proprio a decollare -ed è un vero peccato- nonostante l’introduzione di tutti questi servizi e di tutte queste iniziative che abbiamo citato, uno di questi anelli del sistema sicuramente non funziona o è debole o è inefficace.

Il nostro pensiero, insomma, lo conoscono tutti, lo abbiamo sempre scritto, ma stavolta qualcosa è cambiato.
Eravamo sinora convinti anche noi che la colpa maggiore fosse dei cittadini negligenti, di quelli, cioè, che non riescono in nessun modo a capire l’importanza della raccolta differenziata e continuano a trasgredire, spesso in maniera selvaggia, le disposizioni della pubblica amministrazione.
Ebbene, ci siamo adesso convinti che anche noi abbiamo esagerato (se è successo, è stato, comunque, sempre fatto nell’ottica di sensibilizzare al massimo tutti i cittadini sannicolesi a fare la raccolta differenziata) perché, se andiamo a vedere, non è che si possa continuare ad addossare la colpa sempre agli utenti.
Non possono essere sempre e soltanto i cittadini negligenti a determinare cifre di tale disastrosa portata.
Bisogna smetterla, noi compresi, di esibire l’inadempienza dei cittadini (che, comunque, se andiamo bene a considerare, non è che poi può incidere sulla percentuale molto di più di pochissimi zero virgola qualcosa...) quale “alibi”, come spesso si è portati a fare, per giustificare una politica fallimentare in tema di raccolta differenziata dei rifiuti.
Non sono certamente e non possono essere soltanto quei pochi incivili che esistono dappertutto a determinare percentuali così irrisorie.

La verità è che la stragrande maggioranza dei cittadini di San Nicola la Strada è civile, educata, osservante delle leggi, sa perfettamente come si smaltiscono i rifiuti e non ha certamente bisogno di professori.

Quale ricetta?
Non siamo certamente noi a poterla prescrivere. Noi siamo semplicemente cittadini e da cittadini esprimiamo le nostre sensazioni. Nulla di più. A decidere ci sono gli scienziati, che vengono chiamati per questo.
Qualche suggerimento lo possiamo però dare, non foss’altro perché non siamo certamente gli ultimi arrivati.

La Premialità? Chissà, forse potrebbe essere questa la chiave di volta e/o svolta.
Speriamo che sulla prossima bolletta ci saranno finalmente gli Eco-punti finora accumulati dai cittadini virtuosi (il regolamento, come tutto quanto bisogna sapere sulla raccolta dei rifiuti a San Nicola la Strada, è pubblicato nel "Vademecum" del Corriere di San Nicola: https://www.corrieredisannicola.it/ambiente/notizie/ambiente/il-vademecum-della-raccolta-dei-rifiuti-2018).

Lo sperano vivamente tutti i cittadini civili per non subire un’altra mortificazione. Sperando che a nessuno di loro un giorno venga in mente di dire: ma chi ce lo fa fare?
Sarebbe questa la peggiore tragedia.
Comunque, visto che ci siamo, diamo un consiglio anche ai più scoraggiati e diffidenti: non buttate gli scontrini, anche se quelli più vecchi (datati due anni fa...) si stanno scolorendo. Raccoglieteli per bene. Male che vada, li butterete più in là. Nella busta della carta, ovviamente!

Non possiamo, a conclusione di questo capitolo, non accennare alle compostiere per comunità, iniziative che, invece, contrariamente a tantissime altre realizzate, sono mancate.
A dicembre scorso, come si ricorderà, ci fu un evento storico per la città di San Nicola la Strada. Grazie all’auto-finanziamento e all’accurato lavoro di un gruppo di undici Associazioni sannicolesi, si è realizzato un progetto-pilota (https://www.corrieredisannicola.it/ambiente/notizie/ambiente/e-nato-dall-iniziativa-di-volontari-il-primo-compost-pubblico-prodotto-a-san-nicola-la-strada) consistente nella trasformazione dei residui della mensa scolastica in compost da usare come fertilizzante.
Il messaggio dei promotori, tutti privati cittadini, non dimentichiamo, è stato questo: come si può migliorare l’ambiente, risparmiare soldi pubblici e pagare meno tasse conferendo l’umido direttamente nelle compostiere.
L’amministrazione comunale, che ha certamente capito il discorso e che ha voluto anche, forse per un fatto di coscienza, parlarne in sede di conferenza stampa di fine anno, tutto ha fatto tranne che tentare, almeno, di divulgare l’importanza di questo progetto ideato e condotto da cittadini, spiegando alla gente cos’è una compostiera e, soprattutto, impiantarne qualcuna sul territorio.
Insomma, da una parte, a mettere mano nelle proprie tasche, nel nome dell’ambiente e della raccolta differenziata, sono stati privati cittadini (gli unici, notoriamente, a rispondere sempre al richiamo della generosità); dall’altra, invece, ad aspettare da quattro anni quei quattro soldi che la regione ha stanziato e che ancora non arrivano, è il comune di San Nicola la Strada, un comune taccagno, che spolpa i cittadini oltre il dovuto e non caccia neanche un soldo in tema né di ambiente né di politiche sociali.

Un altro motivo, sempre come abbiamo detto e che ancora una volta ripetiamo, è la non continua applicazione di severe multe agli utenti scorretti.
Ogni tanto, in passato, ne è stata fatta qualcuna e solo negli ultimi mesi, dopo l'arrivo del nuovo comandante della polizia urbana Alberto Negro, sono divenute più frequenti. Ci appare comunque un po' ...divertente che il Comune, appena si verifica una occasione del genere, che dovrebbe costituire silenziosa normalità, ne faccia subito un comunicato stampa, come a leccarsi i baffi e gonfiarsi il petto per mostrare la preda conquistata...

Altri motivi certamente ci saranno e riguarderanno il Comune e la ditta affidataria del servizio, ma, secondo noi, il “rifiuto” (è proprio il caso di dirlo e non si riesce a capire perché) di parte dei cittadini di San Nicola la Strada a dedicarsi con voglia e motivazione alla separazione e allo smaltimento dell’immondizia è la causa maggiore di questo fenomeno negativo, la cui tendenza non si riesce proprio ad invertire.

Un’altra considerazione, inoltre, molto positiva, bisogna farla per quanto riguarda la DHI (la ditta affidataria del servizio di raccolta) e specificamente per ciò che concerne il Centro di Raccolta in zona Cimitero da essa gestito, inaugurato nel maggio di due anni fa.
Si tratta di una struttura che funziona magnificamente, dove il personale addetto svolge un delicatissimo lavoro con inappuntabile attenzione, efficienza, cortesia, diponibilità e, soprattutto, competenza.
Guai, per il cittadino, a sbagliare. Le “cazziate”, anche agli utenti più precisi e meticolosi, che magari solo una volta nella vita hanno leggermente confuso le buste, non mancano. Con il sorriso, ovviamente, e con l’invito a non farlo più.
Il Centro di Raccolta, insomma, funziona benissimo.
Come anche l’Eco-sportello di Via Diaz e il servizio di “ri-passaggio” per le strade cittadine dopo il primo giro di raccolta, al fine di assicurare al massimo possibile la pulizia delle strade (se, poi, ci sono i selvaggi -ci sia consentita questa battuta per sorridere un po’- il compito di ...distruggerli con il lanciafiamme non spetta certamente alla Dhi).

Insomma, considerato il grande senso civico dei cittadini sannicolesi, considerata l’efficienza di una grande struttura come il Centro di raccolta, tutte cose che già ci sono e funzionano benissimo, il Comune, per ridurla all’essenziale, alla “striminzitic” come dice il grandissimo Arbore, non dovrebbe impegnarsi a fare altro che premiare dignitosamente i cittadini adempienti e comminare multe tutti i giorni e senza pietà ai trasgressori.
Insomma, non è che ci vuole chissà che cosa per far funzionare la raccolta differenziata a San Nicola la Strada.
E, in questo modo, si potrebbe anche evitare lo spreco di tenere un assessorato ad un ramo che finora, come ineluttabilmente dicono i numeri, non ha prodotto alcun risultato concreto.

Insomma, ripetiamo, noi siamo convinti che il raggiungimento di una buona percentuale di RD dipende dall’efficacia di tre componenti fondamentali: l’ente comunale, che deve legiferare e predisporre gli strumenti più adatti; la ditta incaricata del servizio di raccolta rifiuti, che deve adempiere compiutamente ai compiti assegnati dal capitolato d’appalto; il cittadino, che deve rispettare le leggi e i regolamenti predisposti.
Ebbene, del cittadino abbiamo già detto. Della ditta incaricata anche.
Insomma, se la percentuale della raccolta differenziata dei rifiuti a San Nicola la Strada è così bassa, se San Nicola la Strada è tra i peggiori comuni della Campania, praticamente tra gli ultimi della lista, beh, qualche motivo ci deve pur essere.
C'è, evidentemente, un anello della catena che non funziona.
Ai soloni e agli scienziati il compito di individuarlo.

UN PO’ DI STORIA
La percentuale di raccolta differenziata più alta mai registrata a San Nicola la Strada resta quella dell’anno 2012 (49,97%) con punta massima nel mese di settembre 2012 (54,40%).
Per la cronaca, il sindaco era Pasquale Delli Paoli e l’assessore all’ambiente era Mario Amoroso.
Chiedersi perché si sia ottenuta quasi un decennio fa, senza i tantissimi strumenti che oggi sono a disposizione (centro di raccolta, ecosportello, casetta dell’acqua, glossario, codici a barre, tracciabilità dei conferimenti, ecc. ecc.) e senza incontri pubblici ravvicinati (meno male che non c’era ancora il Covid), è quanto meno spontaneo.
Sempre e solo per la cronaca, riportiamo questi link relativi ad articoli pubblicati all’epoca dall'Enciclopedia Corriere di San Nicola:

“Il Piano Amoroso”
:
https://www.corrieredisannicola.it/ambiente/notizie/ambiente/il-piano-amoroso;

“Differenziata a gonfie vele”: https://www.corrieredisannicola.it/ambiente/notizie/ambiente/differenziata-a-gonfie-vele

Nicola Ciaramella
©Corriere di San Nicola



I grafici riportati qui sopra, riferiti al Comune di San Nicola la Strada, sono pubblicati sul sito di ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, istituito con legge 133/2008 e succ. mod.

Esso è ente pubblico di ricerca, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia tecnica, scientifica, organizzativa, finanziaria, gestionale, amministrativa, patrimoniale e contabile.

E’ sottoposto alla vigilanza del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Il Ministro si avvale dell’Istituto nell'esercizio delle proprie attribuzioni, impartendo le direttive generali per il perseguimento dei compiti istituzionali.

Fermo restando lo svolgimento dei compiti, servizi e attività assegnati all’Istituto ai sensi della legislazione vigente, nell’ambito delle predette direttive sono altresì indicate le priorità relative agli ulteriori compiti, al fine del prioritario svolgimento delle funzioni di supporto al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

ISPRA, tra l’altro, pubblica il Catasto Nazionale dei Rifiuti, il quale è organizzato in una Sezione nazionale presso ISPRA stesso e in Sezioni regionali o delle Province autonome di Trento e di Bolzano, presso le Agenzie regionali e delle Province autonome per la protezione dell'ambiente.

L'Ispra ha organizzato la Sezione Nazionale per via informatica, attraverso la costituzione del Catasto telematico, che intende fornire un quadro conoscitivo completo, costantemente aggiornato e facilmente accessibile in materia di rifiuti.

Rapporto Rifiuti Urbani

Il più recente Rapporto fornisce i dati, aggiornati all’anno 2018, sulla produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggio, compreso l'import/export, a livello nazionale, regionale e provinciale. Riporta, inoltre, le informazioni sul monitoraggio dell’ISPRA sui costi dei servizi di igiene urbana e sull'applicazione del sistema tariffario e presenta una ricognizione dello stato di attuazione della pianificazione territoriale aggiornata all’anno 2019.

Banche dati sui rifiuti urbani

Le banche dati sui rifiuti urbani (RU) del Catasto nazionale contengono le informazioni su:

  • • produzione e raccolta differenziata (sino al dettaglio comunale);
  • • gestione (sino al singolo impianto); e
  • • costi dei servizi di igiene urbana (sino al dettaglio comunale).

Ai sensi della normativa vigente, i rifiuti sono classificati, secondo l'origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi. Sono definiti rifiuti urbani (si veda articolo 184 del d.lgs. n. 152/2006):

  1. a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;
  2. b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera precedente, assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità
  3. c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua;
  4. e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;
  5. f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonchè gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle precedenti lettere b), c) ed e).

Lo Stato, le Regioni le Province e i Comuni, ciascuno secondo le proprie competenze, contribuiscono alla pianificazione, organizzazione e attuazione del ciclo di gestione dei rifiuti urbani. I Comuni, in particolare concorrono a:

  • • definire le misure per assicurare la tutela igienico-sanitaria delle varie fasi di gestione dei rifiuti urbani,
  • • individuare le modalità di effettuazione del servizio di raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti urbani ed assimilati raccolti in modo differenziato o indifferenziato, al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni, promuovendone il recupero,
  • • definire le norme finalizzate a una distinta ed adeguata gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti da esumazione ed estumulazione,
  • • individuare le misure necessarie ad ottimizzare le forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio in sinergia con altre frazioni merceologiche,

a definire le modalità di esecuzione della pesata dei rifiuti urbani prima di inviarli al recupero e allo smaltimento, nonchè

  • • a definire l'assimilazione dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani.

La gestione dei rifiuti urbani comprende varie fasi, a partire dalla raccolta fino al trattamento definitivo, che può essere finalizzato al recupero e/o allo smaltimento in sicurezza.

In particolare, il recupero di materia è l'insieme dei processi che consentono di reinserire i rifiuti nel ciclo economico, in sostituzione della materia prima, mentre il recupero energetico è il processo che consente di ricavare energia dai rifiuti sotto forma di calore o di elettricità.

Uno schema esemplificativo del ciclo di gestione dei rifiuti urbani è riportato in figura.

Il trattamento dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata prevede sostanzialmente, previa un'eventuale fase di selezione, l'avvio delle varie frazioni merceologiche a impianti di riciclaggio/recupero di materia per la produzione di nuovi materiali (ad esempio, cartiere, vetrerie, fonderie, impianti di riciclaggio della plastica, ecc.). Tra le operazioni di recupero di materia rientra il trattamento biologico della frazione organica (compostaggio e digestione anaerobica). I trattamenti biologici possono consentire di ottenere ammendante (il cosiddetto compost) a partire dallo scarto organico. In presenza di un trattamento di tipo anaerobico è inoltre possibile combinare la produzione di ammendante con la generazione di biogas (metano) utilizzabile come fonte di energia. L'utilizzo degli ammendanti consente di fornire sostanza organica ai suoli, incrementandone la fertilità biologica e contrastando fenomeni di inaridimento e desertificazione.

Il rifiuto urbano indifferenziato è, invece, prevalentemente avviato a impianti di pre-trattamento meccanico o meccanico/biologico in cui viene attuata una separazione delle frazioni ancora valorizzabili (ad esempio, i metalli possono essere successivamente avviati a impianti di riciclaggio e le frazioni a più alto potere calorifico possono essere utilizzate come fonte di energia in impianti di incenerimento o in impianti produttivi) dalle frazioni non recuperabili destinate in discarica.

I dati sulla produzione, raccolta differenziata e gestione dei rifiuti urbani, inclusi i dati sui costi dei servizi di igiene urbana sono elaborati e pubblicati annualmente da ISPRA. Per maggiori informazioni sulle modalità di acquisizione ed elaborazione dei dati si può consultare la specifica pagina Fonti e metodologie , mentre per informazioni sulla navigazione dei dati si può fare riferimento alla pagina Guida alla navigazione .

Oltre al sito di Ispra, si consulti anche il sito dell’Osservatorio Regionale sulla Gestione dei Rifiuti in Campania (ORGR)

http://orr.regione.campania.it/index.php


 

 

 


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