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La statua del Sacro Cuore, frutto di esemplare raffinatezza artigianale.

L'opera fu realizzata nel 1972 e donata alla Chiesa della Rotonda dalla famiglia Cicala. L’autore fu il restauratore Giuseppe Desiato, a cui si deve il recupero anche dei due angeli sull'altare maggiore di Santa Maria degli Angeli, danneggiati dal terremoto dell’80.
(Ricerca storica ed artistica di Renato Ciaramella)


La statua del Sacro Cuore di Gesù collocata nella Chiesa di Santa Maria della Pietà di San Nicola la Strada non è stata eseguita da un artista importante, come si potrebbe pensare in un primo momento, quando la si osserva; né si tratta di una scultura in legno opera di maggiore importanza. Essa fa parte di quelle opere prodotte in serie ed eseguite in botteghe o in laboratori artigiani da maestri specialisti in opere di culto.
E' un manufatto in cartapesta, ma ciò non toglie merito al suo valore che si fonde nelle radici della tradizione religiosa. Va guardata con occhio predisposto all’emozione che la figura stessa suscita; per questo suo specifico carattere la statua è carica di una particolare sacralità i cui particolari, comunque ben curati, contribuiscono a conferirle.
La statua è del 1972 ed è una donazione fatta alla Parrocchia di Santa Maria della Pietà, allora retta dal compianto Don Giuseppe Bartolucci, dalla famiglia Filomena e Gigino Cicala. La sua importanza è solo religiosa, magari è il simbolo di un voto o di una particolare devozione da parte della famiglia Cicala.

Grazie alla disponibilità ed al permesso del parroco Don Filippo Frattolillo, sono riuscito ad aprire la teca ove la statua del Sacro Cuore di Gesù è collocata ed ho fotografato sia la scultura sia la targhetta (posta sul lato destro della base) sulla quale è riportato il nome dell’autore. Su questa etichetta si può leggere chiaramente il nome del negozio, l’indirizzo ed il numero di telefono (un numero a cinque cifre e senza prefisso: ciò fa capire quanto sia vecchiotto) nonché l'autore, di cui però si legge solo il nome "Giuseppe" mentre del cognome c'è solo l’iniziale "D"; il restante è illeggibile perché in parte strappato ed abraso. Mentre cercavo di capire e decifrare il resto del cognome, mi sono ricordato (come in un flash) l'immagine di questo piccolo negozio. Mi è venuto in mente poiché lo vedevo sempre quando transitavo per quella strada (nei pressi abitava un mio amico di università) e ogni volta restavo colpito per la sua singolare particolarità: era piccolo, un po' angusto; il buio lo faceva sembrare quasi tetro anche per via di vari pezzi di statue sparpagliati qua e là con arti mancanti o logorate dal tempo e che stazionavano in bella mostra nella vetrina e anche in strada fuori dal negozio in attesa di restauro. Ogni volta, quindi, mi soffermavo a guardare la vetrina da cui sbirciavo con curiosità l'operosità e la tecnica di quell'artista che con la sua bravura e con una calma certosina vi si dedicava a lavorare. Ahimè, di tempo ne è passato; difatti mi riferisco a, più o meno, 33 anni fa. Quel laboratorio adesso non c'è più, attualmente vi è un negozio di abbigliamento. Senza pensarci due volte, spinto da quei ricordi, mi sono recato in Via San Carlo alla ricerca di qualche notizia di quel locale e del signor Giuseppe. Ho girato nei paraggi chiedendo informazioni a dei negozianti, alcuni dei quali ancora stoicamente in loco; sono riuscito finalmente a trovarne uno, un po' anzianotto, che se ne ricordava, anzi conosceva personalmente lo scultore e titolare di quell'esercizio: mi ha raccontato per sommi capi un po' di lui e della sua vita. Il nome esatto è Giuseppe Desiato, aveva aperto la sua attività tra gli anni 1968 e ’70; più che scultore egli era un restauratore; si occupava, infatti, prevalentemente del recupero di sculture, sacre e non, di pastori del 700, di campane in vetro con santi, di cornici e corone sacre; lavorava prevalentemente su committenza di varie chiese nella Diocesi di Caserta, ma anche con privati. Poche sono le sculture da lui eseguite; si limitava a comporne copie per mezzo di stampi e calchi in gesso e cartone. Ha contribuito al restauro e ad interventi di recupero di alcune sculture danneggiate dal terribile terremoto del 1980, tra le quali, pare sempre dai quei ricordi oramai un po’ svaniti e lontani di chi mi ha raccontato, anche i due Angeli che si possono ammirare sull'altare maggiore della Chiesa di Santa Maria degli Angeli in San Nicola la Strada; è suo, inoltre, anche il restauro della Corona di Maria Ausiliatrice nella Chiesa dei Salesiani di Caserta, voluto fortemente dal Sac. Don Stella che ha voluto immortalare l'intervento con una targa in cui è specificato l’autore del restauro. Per una serie di eventi (la fonte non ne ricorda i motivi) il Desiato ha lasciato la sua attività cedendo il negozio ad uno dei suoi figli fino al 1986-88, per poi aprirne una nuova, ma di tutt'altro genere (sembra nel campo pubblicitario), in Santa Maria Capua Vetere. Desiato è stato poi in Africa per alcuni anni con un altro suo figlio, pilota per una compagnia commerciale africana. Purtroppo, chi mi ha raccontato ha perso ogni contatto con il sig. Desiato, dispiacendosi, però, nel riferirmi che quest'artista è deceduto un po’ di anni fa. Nonostante sia trascorso del tempo da quando erano quasi dirimpettai con i loro negozi, ne ricorda con vero affetto quel sano rapporto di vicinato, che gli lasciato nel cuore un caro pensiero ed una dolce malinconia.
Mi auguro, con questa piccola storia, di aver reso semplice omaggio sia alla  persona sia ad un artigiano ma soprattutto ad un'artista, che con la sua bravura e dedizione ha contribuito alla conservazione di opere che fanno parte in ogni modo della storia del nostro passato e della nostra  cultura; un artista senza il quale questi capolavori sarebbero potuto andare persi ,cancellandone quei segni di vita.

Sebbene, quindi, la statua del Sacro Cuore di Gesù collocata nella Chiesa di Santa Maria della Pietà non sia di autore famoso e non sia di materiale nobile, non bisogna però sminuire la sua importanza artistica poiché è un'opera frutto di bravura tecnica, di capacità scultoree e pittoriche che solo raffinati maestri artigiani possono eseguire. La tecnica di realizzazione è antica come il tempo ed il procedimento è rimasto uguale nonostante oggi esistono materiali diversi (come resine e siliconi) e macchinari computerizzati che ne facilitano l'esecuzione. Mi fa piacere, però, spiegare come vengono realizzate queste opere. Una volta scelto il soggetto, si eseguono vari disegni preparatori dai quali, poi, con le proporzioni dovute, si preparano stampi in gesso riproducenti le varie parti del corpo della figura. Nelle cavità di questi stampi (ricoperte di talco e cera) vengono incollati pezzi di cartone bagnati e sovrapposti in vari strati in modo da creare uno spessore consistente; gli stampi riempiti vengono chiusi ed una volta asciugati (almeno dopo 24 ore) vengono aperti, se ne estrae l'involucro cavo di cartapesta con le forme creatasi e si lascia asciugare. Tutti i componenti riproducenti la statua vengono assemblati e rinforzati con altre strisce di carta e colla ricoprendo l'intera superficie; si lascia nuovamente ad asciugare. Intanto si prepara una miscela di polvere di gesso, acqua, colla e cartone inzuppato a mo’ di poltiglia ed il risultato che ne esce è una densa pasta adesiva che viene stesa con un pennello in modo uniforme su tutta la superficie asciutta, ripetendo l'operazione in modo che alla fine tutto diventi un corpo solido e forte. A questo punto gli artigiani, con una pasta più densa e lavorabile come la creta, scolpiscono e rifiniscono i particolari anatomici modellando tutti i dettagli (come occhi, capelli, ecc.) e, una volta asciugatasi l'intera superficie viene scartavetrata, lisciata e rifinita per essere poi dipinta; si applica una mano di fondo e poi il colore di base. A questo punto entra in gioco la bravura artistica degli esecutori che con colori e smalti completano l'opera utilizzando anche lamine sottilissime di oro o argento per arricchire o risaltare i particolare e rendere così più sontuosa la statua. Questa tecnica è stata ed è tutt'ora la più utilizzata, anche se con la tecnologia avanzata vengono utilizzati calchi in vetroresina o in silicone e così anche le statue risultano essere più leggere e resistenti ai vari agenti termici. Occorre però dire che nonostante queste opere non siano fatte in legno, in bronzo o in marmo, rappresentano comunque dei grandi capolavori perché in esse sono comprese la bravura, la manualità, la fatica vera e propria, la passione e, sebbene l'evoluzione dei materiali e dei macchinari ne facilita il compito, la tecnica artistica rimane sempre tale.









-di Renato Ciaramella-

Studioso di storia dell’arte; autore della prima cartografia stradale di San Nicola la Strada (Top Guida Tuttosannicola, 1990).

 


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