Sciò Sciò Ciucciuvé: applausi e magia con La Barca di Teseo al Museo Campano
Un viaggio tra leggende, musica e danza in una suggestiva cornice storica.
Tra i protagonisti, l’associazione culturale "La barca di Teseo", che ha riportato in vita i suoni e i racconti della cultura popolare campana.
Quando la parola incontra la memoria e la musica si intreccia con il respiro antico delle storie popolari, nasce qualcosa che va oltre la semplice rappresentazione scenica.
Così è stato giovedì 17 ottobre per “Sciò Sciò Ciucciué”, evento promosso dal Museo Campano di Capua, frutto della sensibilità e professionalità delle Dott.sse Barbara Iovino, Maddalena Luongo e Giusy Marchione, che hanno curato con maestria ogni dettaglio, dall’ideazione alla divulgazione, trasformando l’esperienza in un percorso coinvolgente e immediatamente fruibile per il pubblico.
Tra i protagonisti della serata, l’Associazione culturale La barca di Teseo, che con consueto entusiasmo ha collaborato attivamente al progetto portando in scena un mosaico di racconti, canti e danze popolari, restituendo al pubblico la forza arcaica e affascinante di una cultura che continua a vivere attraverso il gesto, la parola e la musica.
Con la regia di Germano Iacelli, presidente dell’associazione, direttore artistico ed autore dei racconti, la rappresentazione si è articolata in una serie di quadri evocativi che hanno intrecciato mito, leggenda e quotidianità. Ad imprimere vita e respiro ad ogni scena sono stati i membri della compagnia, che hanno animato ogni momento con danze, gesti e momenti corali, in un intreccio di suoni e movimenti che ha restituito la vitalità di una tradizione ancora capace di parlare al presente.
L’incontro tra il Museo e la compagnia non è stato un semplice esperimento artistico, ma un vero dialogo tra memoria e contemporaneità. Da un lato, l’istituzione che da sempre custodisce e interpreta la storia; dall’altro, una compagine che, attraverso teatro e danza, la reinterpreta e la restituisce alla comunità. Due prospettive diverse e complementari che, unite, hanno dato vita a un’esperienza autentica, dove la cultura si è fatta emozione condivisa.
Per La barca di Teseo, “Sciò Sciò Ciucciué” ha rappresentato un nuovo tassello di un percorso ormai consolidato, la seconda collaborazione con il Museo Campano dopo il successo di “Speriamo che sia femmina”. È un cammino che prosegue con coerenza e passione, volto a promuovere e diffondere la cultura campana oltre i confini di San Nicola la Strada, il comune in cui l’associazione opera. Un impegno che si traduce nel desiderio di far risuonare le tradizioni popolari in contesti sempre più ampi, mantenendo viva la memoria di un patrimonio immateriale che appartiene a tutti.
La spettacolo si è sviluppato in diverse fasi, percorrendo le meravigliose sale del museo. La rappresentazione è iniziata nella Sala dei Vasi, dove l’associazione ha proposto il Coro delle Lavandaie, con musica e tempo ipnotici, magistralmente interpretato da Daniela Amato, Anna Ciaramaglia, Patrizia De Marco, Sofia Di Nuzzo, Loredana Iacelli, Eufemia Sparaco, Elena Mingione. La narrazione è poi proseguita in un’altra sala, dove le voci di Paolo Nicolella ed Eufemia Sparaco hanno guidato il pubblico attraverso storie intrise di magia e scaramanzia, evocando l’universo misterioso delle Janare e i riti antichi della nostra terra Un ringraziamento particolare va a Paolo Nicolella, autore della parte dedicata alla Janara, sviluppata con il prezioso suggerimento di Marilena Lucente: il loro lavoro ha saputo delineare con precisione e fascino il ruolo interpretato con forza e maestria da Patrizia Natale, seguita dallo spettacolare ingresso delle sue adepte incarnate da Aurora Carrea, Daniela Fornasari, Stefania Fusco, Loredana Iacelli, Ilaria Barca, Giulia Annunziata, Sofia Di Nuzzo, Anna Rita Di Resta, Rossella Mataluna. La rappresentazione ha poi visto un intenso duetto tra la Janara e la madre del bambino, interpretata da Giorgia Rossano.
Infine, nella Sala delle Madri Matute, le due bravissime ballerine Domenica Monica Marotta e Veronica Fragnoli, in coerenza con il mito delle Tanagrine, hanno eseguito una danza rituale di grande impatto visivo e simbolico. La serata si è conclusa con un ballo liberatorio, una tarantella montemaranese che ha coinvolto tutti i membri de La barca di Teseo e ha invitato il numeroso pubblico a unirsi alla danza, creando un momento di autentica partecipazione collettiva.
Fondamentale anche il lavoro del servizio accoglienza, composto da Maria Giaquinto, Pina Franchini, Marilena Lucente, Alessandra Maria Montanaro, Tania Parente, Patrizia Picillo, Gaia Sorgente, che ha curato ogni dettaglio con professionalità e attenzione al pubblico. Un sentito ringraziamento va ad Anna Petrenko, autrice delle suggestive fotografie che hanno immortalato l’evento. Non sono mancati i contributi tecnici, affidati alla competenza di Marino Calmo per il service audio.
Il direttore del Museo, Dott. Giovanni Solino, ha accolto con sensibilità e convinzione questa collaborazione, riconoscendone il valore nel percorso di valorizzazione del patrimonio culturale del territorio. Un riconoscimento che conferma l’importanza di un dialogo costante tra istituzioni e realtà associative, capace di dare nuova vita alle storie che ci appartengono.
Ora che le luci si sono spente e il pubblico è tornato a casa, l’eco delle Janare si dissolve tra le pietre antiche del Museo. Nell’aria resta il profumo della terra, mescolato al sussurro delle voci e al ritmo delle danze che l’hanno narrata.
“Sciò Sciò Ciucciué” non si è limitato a rievocare un mondo lontano: lo ha restituito al presente, con la grazia e la forza di chi crede che la cultura sia ancora, oggi, il modo più autentico per sentirsi parte della stessa storia.
Alessandra Maria Montanaro
(Ufficio stampa “La barca di Teseo”)
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