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Il Teatro Marconi di Roma accoglie FRATELLO SOLE E SORELLA LUNA

La Compagnia sammarchese di Palmiero e Carozza impegnata l'11 settembre nella semifinale del concorso nazionale " Teatramm' " con la commedia "Work in progress".

 

 

 La Compagnia teatrale F.S.S.L. (Fratello Sole e Sorella Luna) si appresta a vivere il momento forse più importante della sua già strabiliante storia. Mercoledi 11 settembre, alle ore 20, infatti, i giovanissimi attori del gruppo artistico di San Marco Evangelista saranno in scena al Teatro Marconi di Roma quali semifinalisti del Festival Teatrale “Teatramm’ (termine coniato dal dialetto napoletano per dire “Noi facciamo teatro”), contest nazionale ideato e diretto dall’attore Emiliano De Martino, che prevede tredici compagnie in gara (selezionate su 130 partecipanti) a contendersi il premio di “Migliore spettacolo” (il quale verrà inserito direttamente nel cartellone della stagione teatrale in arrivo), “Migliore attore”, “Migliore attrice”, “Migliore regia”, “Migliore testo inedito”. Il festival si svolgerà dal 7 al 13 settembre e vedrà, nella serata delle premiazioni (gli “Oscar” del Teatro Marconi), la partecipazione quali ospiti di molti nomi importanti del mondo dello spettacolo.

E’ un’occasione molto importante per la compagnia sammarchese, che ha in Domenico Palmiero e Domenico Carozza i suoi registi e attori principali, per dimostrare il proprio talento davanti al pubblico della Capitale, come già ampiamente riconosciuto nei palcoscenici di tutta la provincia di Caserta ed in numerosi teatri della Campania.
Con “I Due Domenico” saranno in scena Mena De Filippo, Vincenzo Sermento, Carmine Compagnone, Mario De Nardo, Mario Di Fraia, Consiglia Cianci, Lorenzo Sparaco, Giovanni Del Prete, Davide Stefanelli, Mattia Serino e Ferdinando Cioffi.
Tutti insieme, stretti nella morsa di una forte amicizia e complici di una passione intensa, nella commedia
in due atti “Work in progress”, scritta da Crescenzo Autieri, che sta praticamente diventando un pezzo forte del repertorio di “Fratello Sole e Sorella Luna”.

“Work in progress” è, insomma, con “Statue Unite”, anche una delle due opere non eduardiane recitate dalla “eduardiana” compagnia F.S.S.L.
«“Work in progress” -ci spiega ancora una volta Domenico Palmiero- è l’ennesimo grido di speranza al mondo affinché resti più umano. Il fesso (ossia il buono, o meglio ancora il Bene) non deve arrendersi al dritto (il cattivo, il Male), non deve sognare di superarlo nella depravazione morale, perché potrebbe riuscirci, annientando la sua unicità. L’uomo davvero coraggioso è quello che tra mille sacrifici sceglie di essere felice, senza fottere il prossimo. Non è, né può essere la vittima sacrificale di un sistema, un modo di vivere arrivista, spregiudicato, senza morale, senza punti di riferimenti, senza senso. Il protagonista di questa storia vuole dimostrare al suo antagonista... il dritto... che non ci vuole nulla per diventargli simile, rinnegando se stessi; il difficile é l’esatto opposto, quando la cupidigia di potere ed il soldo facile ostacolano qualsiasi scelta positiva. Tra bene e male, responsabilità e strafottenza... Su questi binomi si gioca tutta la storia. Senza nessun compromesso; chi sceglie, sceglie per sempre e se ne assume tutto il peso... Peso umano, familiare, sociale, ma soprattutto morale.. sì, morale... Che non è una parolaccia come sembra sia divenuta dinanzi al contemporaneo relativismo conoscitivo, quasi sempre diretto a una frantumata e frantumante fragilità... Essa è ciò che regge una struttura in bilico, sempre lì lì per cadere, sia essa famiglia o anche società... Morale, certo... O meglio nucleo etico/morale che si esplica nel fare ciò che si deve e non per ottenere, ma perché si deve... Il dovere per il dovere, contro il dovere per il piacere...E, chissà, forse qualcuno attraverso questa storia comprenderà la lungimirante forza dell'essere fessi!». Ma “Work in progress” è sicuramente “uno spettacolo fortunato! Domenico Palmiero ne è più che convinto: «Uno spettacolo che ci ha regalato delle piccole/grandi soddisfazioni. La cosa interessante è che queste soddisfazioni ce le ha regalate non di botto, non di colpo. Noi abbiamo debuttato con questa commedia a novembre 2018, cioè quasi un anno fa. Di tempo ne è passato, però non ci abbandona, ogni tanto sbuca fuori e si fa sentire ancora; tanto è vero che lo abbiamo ripreso anche per la nuova stagione teatrale. E’ il secondo spettacolo che riprendiamo nella stagione successiva: il primo fu “Sogno di una notte di mezza sbornia”, che ci ha regalato anch’esso parecchie soddisfazioni. Sono entusiasta di “Work in progress”. Ringrazio ancora una volta vivamente l’autore, che ci ha affidato questo testo, lo ha affidato alla mia regia, al mio modo di vedere questo spettacolo, lo ha affidato a degli attori che, a mo’ di relativismo conoscitivo pirandelliano, vedono a proprio modo lo spettacolo. E questo è importante perché per un autore affidare una propria creatura è sempre difficile. Io spero di non aver deluso le sue aspettative».

Le virtù artistiche di Domenico Palmiero sono infinite. Domenico Palmiero, 19 anni compiuti da pochi giorni, come Domenico Carozza, è unanimemente riconosciuto talentuoso giovane interprete del teatro eduardiano. Ha passione innata. Il suo Grande Maestro non lo ha “scoperto” in tv o sui dvd; ce l’ha nel dna. Non siamo i soli a pensare che in circolazione non ci siano altri attori dell’età e della bravura di Domenico Palmiero in grado di portare in scena con tanta perfezione le opere più famose di Eduardo De Filippo.
Ma Domenico Palmiero è soprattutto un giovanotto che ha una virtù umana forse più rara forse del suo stesso talento artistico.
Si chiama umiltà.
Ascoltiamone un piccolo saggio: «Il concorso a Roma dell’11 settembre è una tappa importante, è un giorno in cui noi dovremmo per forza sentirci socialmente utili. Dobbiamo per forza di cose dimenticarci del fatto che siamo venuti a fare un concorso e dobbiamo, invece, approfittarne per sentirci, ripeto, socialmente utili, per far si che venga dato all’attore una validità sociale. Questo è quello che sto cercando di far capire a tutti. Il fatto che noi abbiamo superato la selezione e arrivare alla semifinale già deve essere una grande soddisfazione. Questo testo ci permette di raccontare la società al pubblico e noi questo dobbiamo farlo anche a Roma come lo abbiamo fatto ultimamente anche all’Arena comunale di San Nicola la Strada e a Caserta, cioè certamente con lo spirito non di un concorso, cosa che ci porterebbe a far male il nostro lavoro. Formulo personalmente i miei auguri di buon lavoro a tutte le compagnie e dico “W il teatro” sempre. Sarei veramente felice se questo concorso, così come raccontatoci da Emiliano De Martino, che è il direttore artistico insieme a Felice Della Corte del Teatro Marconi, riuscisse a diventare un format televisivo. Noi fungiamo un po’ da cavie, al proposito, per sperimentare questo progetto: i nostri spettacoli saranno registrati e poi proposti come format televisivo. Sarebbe davvero bello vedere il teatro in televisione, che resta un mezzo di diffusione modernissimo sin dal 1950. Speriamo nella buona riuscita del nostro spettacolo. Stiamo in questi giorni provando senza soste. I ragazzi sono persone tutte veramente straordinarie (il giovanotto Palmiero ha carisma, ma lui non se ne accorge; parla come un veterano), che per il bene dello spettacolo, per la efficienza dello spettacolo si donano, anima e corpo, e si lasciano guidare dalla regia che appartiene a loro stessi». 

Il dopo-Roma.
Fratello Sole e Sorella Luna” sta già lavorando alla prossima stagione teatrale. Replicherà per tre serate a Caserta “Le voci di dentro” e, in più, ecco la chicca: due settimane fa Vincenzo Salemme ha mandato alla compagnia una mail in cui, personalmente rispondendo ad una richiesta di Palmiero, ha concesso in esclusiva l’autorizzazione a rappresentare la sua commedia “Bello di papà”.
«E’ stata dura la procedura, -ci ha confidato Palmiero- ci avevamo già provato l’anno scorso e quest’anno abbiamo dovuto mandare del nostro materiale, dei nostri video a supporto della nostra richiesta, per far sì che Salemme accettasse di farci fare questo spettacolo, che porteremo in scena a dicembre. E’ per noi un dono meraviglioso, una soddisfazione immensa».
A febbraio, poi, la Compagnia tornerà in scena con “Statue unite”, lo spettacolo che è stato portato in scena in anteprima a San Gregorio Matese lo scorso 11 agosto.

Un po’ di storia di un personaggio o di una vicenda, in genere, si fa all’inizio. Ma in questo caso scegliamo di farla alla fine.
Sì, per ricordare in conclusione a quanti ancora non lo sanno che la Compagnia Teatrale "Fratello Sole e Sorella Luna" è stata fondata nel 2010 da Domenico Palmiero e Domenico Carozza quando essi avevano appena dieci anni ciascuno.
Scusate, per caso qualcuno può citarci un altro esempio del genere? 
E, infine, per elencare, sperando di non dimenticarne qualcuna, le grandi opere di De Filippo e Scarpetta che la compagnia ha portato nei teatri della provincia di Caserta e in Campania: "Tre pecore viziose", “Questi fantasmi”, ”Natale in casa Cupiello”, “O’ scarfalietto”, “Non ti pago”, “Miseria e Nobiltà”, “La chiave di casa”, “I morti non fanno paura”, “Pericolosamente”, “SikSik l'artefice magico”, “Caviale e lenticchie”, “Chi è cchiù felice e me!”, “Napoli milionaria”, “Sogno di una notte di mezza sbornia”, “Dolore sotto chiave” e “Filumena Marturano”.
Tutte recitate da bambini poi man mano diventati ragazzi ed oggi appena appena giovanotti.
E scusate se, ancora una volta, chiediamo se, per caso, qualcuno può segnalarci qualche altro esempio del genere.   

Nicola Ciaramella
©Corriere di San Nicola
RIPRODUZIONE RISERVATA










 

 


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