La terra dei fuochi, quella di chi trova soluzioni e di chi dimentica
... ma cos’altro deve accadere?
È stato detto di tutto sulla terra dei fuochi, forse troppo. È stata definita terra dei ciechi e dei muti, terra dei morti viventi, dei tumori, di chi scarica le responsabilità sugli altri. Ma credere di essere arrivati troppo in basso è un’ingenuità che non possiamo.
Il triangolo della morte si trova tra Napoli e Caserta, tra cui spiccano i comuni di Giugliano in Campania, Villaricca, Orta di Atella, Aversa, Santa Maria Capua Vetere, anche se il vero epicentro della morte è Nola, Acerra, Marigliano.
Su questi territori molti comitati e associazioni operano, come ad esempio Kosmos #BastaRoghi e altri. Le denunce sono tante verso le inaccettabili mancanze delle varie amministrazioni che si succedono.
Il problema è grande, è un’emergenza che dura da circa trent’anni dicono gli amministratori, e questo è vero. Ma, in certi casi, la buona volontà e le buone intenzioni possono fare molto.
Sul nostro giornale abbiamo affrontato vari temi legati alla terra dei fuochi, come ad esempio la recente sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) che ha condannato l'Italia il 30 gennaio 2025 nella causa per la gestione dell'inquinamento nella "Terra dei fuochi". La Corte ha stabilito la violazione dell'articolo 2 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (diritto alla vita), ritenendo che lo Stato italiano non abbia adottato misure efficaci per proteggere i cittadini dai rischi per la salute causati dall'inquinamento e dalla gestione illecita dei rifiuti. Dopo la condanna poche e sparse misure, incontri, programmi, ma inconcludenti, come al solito insomma.
Il programma Report, il quale anche in passato ha parlato di Terra dei fuochi, è tornato ad occuparsene domenica 2 novembre 2025. Il giornalismo d’inchiesta sapientemente e professionalmente organizzato ha fatto emergere tutte le miserie di un sistema (e di una mentalità) che non è più accettabile. Non più, non oggi.
Ciò che è allarmante è che le attività delle associazioni e dei comitati, ma anche le iniziative di singoli cittadini, l’enorme eco del problema sull’opinione pubblica, le continue critiche sembrano non scalfire affatto chi ha responsabilità su ciò che accade sul territorio. Le inchieste giornalistiche della domenica vengono semplicemente dimenticate il lunedì, senza una riflessione, senza che vi sia una parvenza di cambiamento, almeno nelle intenzioni e negli atteggiamenti di chi ci governa.
Ad un certo punto, ci domandiamo, ma cos’altro deve accadere? Chi occupa un ruolo nell’amministrare una città o un territorio non può dare risposte generiche, non può scaricare le responsabilità sul passato. Se ciò avviene, vuol dire che chi si candida a rivestire mansioni alte nelle amministrazioni (e che si ripercuotono sui cittadini), lo fa a cuor leggero, pensando di andare a occupare semplicemente un posto, a scaldare una sedia.
Giugliano in Campania è la terza città della Regione per abitanti, per estensione, insomma è una grande città, ma non è mai stata amministrata come tale.
Report con le sue inchieste è tornato anche a Giugliano e ha fatto luce ancora una volta (come se non fosse già tutto chiaro da anni) su quanto avviene in questi territori.
La puntata di Report del 2 novembre scorso è disponibile su Raiplay o visibile al link che alleghiamo all’articolo. L’inchiesta ha parlato del passato e anche del presente, della sentenza CEDU e delle sue implicazioni, ha fatto visita in tutti i territori Terra dei fuochi.
Nel luglio scorso a Pastorano, in provincia di Caserta, un’azienda per smaltimento rifiuti va a fuoco, ma non è l’unico episodio. Dopo poco un’azienda a Palmieri, vicino Teano, dichiarata illegale, misteriosamente si incendia, provocando fumo tossico. Brucia per ben tredici giorni, avvolgendo le abitazioni vicine e inondando di fumo tossico l’aria. Quella zona è ricca di sorgenti di acqua minerale, infatti, a una distanza di circa cento metri, vi è uno stabilimento Ferrarelle. Secondo la Regione sono i privati che non rispettano le normative per la sicurezza. Le indagini sulle aziende di stoccaggio che magicamente vanno a fuoco sono a un punto morto.
La sentenza CEDU ha dato due anni di tempo allo Stato per bonificare il territorio e agire per tutelare la salute dei cittadini e il Commissario unico bonifiche, per questo nominato, ha già dichiarato che il tempo è poco.
La sentenza CEDU è arrivata dopo anni di denunce. I giudici della Corte internazionale hanno analizzato prove, testimonianze, evidenze scientifiche e condannato lo Stato italiano. Quest’ultimo era a conoscenza e non ha fatto nulla. Dopo la sentenza, i comitati non sono mai stati convocati.
La CEDU condanna lo Stato perché fermo davanti all’inquinamento, non ha protetto la salute e perché ci sono state e ci sono ancora mancanze nella trasparenza.
Chi ha governato la Campania e lo Stato italiano hanno sempre deriso i comitati di cittadini, negando l’evidenza. È stato persino detto che la Terra dei fuochi non esiste.
Il giornalista Bernardo Iovene ha intervistato il sindaco di Giugliano, Diego D’Alterio e il sindaco di Parete, comune in provincia di Caserta, ma molto più vicino a Giugliano che al casertano.
Ponte Riccio, località di Giugliano è una discarica a cielo aperto. È qui che i rifiuti vengono quotidianamente incendiati.
Dalle interviste ai due primi cittadini è emerso qualcosa di singolare, interessanti spunti per il copione di una tragedia.
Il sindaco di Giugliano, alla prima domanda del giornalista ha risposto: “è una problematica che riguarda tutti (Mal comune mezzo gaudio)”
Iovene: Devo farle vedere Ponte Riccio? Per il controllo degli sversamenti avete una pattuglia oppure no?
Sindaco: Non è che non ce l’abbiamo – Iovene: Ce l’avete o non ce l’avete? Ok, non ce l’avete!
Sindaco: Eh non è che non ce l’abbiamo, è che, se pure la mettiamo, serve a poco.
Iovine: Dal momento che questa situazione è chiara, sotto gli occhi di tutti, che il territorio è completamente sguarnito da ogni controllo, l’altra Italia che vede queste immagini cosa penserà? Dirà, ma come vivono là?
Sindaco: E io sapete come risponderei? Venite voi qua, nelle condizioni che ci hanno ridotti e venite a governare voi.
Non c’è una visione, c’è solo un’amministrazione che già si è arresa. Non ci sono buone intenzioni, e poi non c’è competenza, lungimiranza né tutto ciò che serve per governare una città come Giugliano.
Tutto chiaro no?
Parete ha trovato una soluzione; infatti, intervistato da Iovene, il sindaco Gino Pellegrino ha dichiarato che rimuovere i rifiuti incendiati costa di più alla comunità. A questo punto, il primo cittadino nelle gare d’appalto ha previsto semplicemente la raccolta dei rifiuti abbandonati tre volte a settimana. In questo modo, ha risolto il problema dei roghi. Purtroppo, subisce i fumi dei comuni limitrofi.
Non bisogna abbassare la guardia, né dimenticare, non bisogna rinunciare, smettere di parlare di Terra dei fuochi. I comitati devono continuare ad agire sul territorio, con denunce e manifestazioni, è necessario fare luce ancora, pretendere l’attuazione della sentenza CEDU. È necessario chiedere più inchieste, più puntate di Report; bisogna capire, non solo sapere e rassegnarsi. Guardare, postare e diffondere i servizi, le interviste e le inchieste di Report e di ogni altro programma che se ne occupa, perché quelle immagini non siano solo una trasmissione della domenica, ma diventino una consapevolezza profonda, che continui a tormentarci tutti i giorni, sette giorni su sette, h24.
Giovanna Angelino
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