In ricordo di Mimmo D’Angelo




Quindici anni fa Maddaloni perse un caro Amico di tutti. Prestigiosa figura nel campo della dirigenza pubblica, grande uomo di cultura e scrittore, fu il “nipote ribelle” di Don Salvatore, fondatore del Villaggio dei Ragazzi.



Quindici anni fa, il 19 settembre del 2003, si spense improvvisamente Domenico D’Angelo, l’amatissimo “Mimmo” che Maddaloni tutta non ha mai smesso di rimpiangere. Avrebbe compiuto, da lì a tre mesi, 64 anni.
Plurilaureato presso l'Università degli Studi di Cassino in materie pedagogiche e letterarie, prestò ininterrottamente servizio, dal 1961, nell' Amministrazione Provinciale di Caserta, dove rivestì numerosi incarichi di alto prestigio professionale: dirigente del personale, lavori pubblici, formazione professionale e protezione civile e poi coordinatore responsabile del patrimonio, politiche comunitarie, beni culturali, università, ricerca scientifica, sport, turismo, museo campano, polo multimediale e pubblica istruzione.
Era, da circa un anno, dirigente della Corte dei Conti di Torino, dove avrebbe concluso la sua luminosissima carriera amministrativa.
Noto anche come dirigente ed appassionato sostenitore del softball femminile casertano, il Dr. Domenico D'Angelo fu, inoltre, delegato giovanile della Democrazia Cristiana, prima di ricoprire la carica di consigliere comunale a Maddaloni dal '75 al '79.
In campo scolastico, fu docente all' Università di Cassino fino al 1982, quale assistente del prof. Cirelli presso la cattedra di sociologia, dove onorò il suo prestigio di grande uomo di cultura con la pubblicazione di testi sulla metodologia della ricerca sociale e sul pensiero del sociologo americano Charles Mills.
Nipote “ribelle” del fondatore del Villaggio dei Ragazzi don Salvatore d'Angelo (spesso non ne condivideva, ma solo per amore, la smisurata e “sfruttata” generosità), “Mimmo” lasciò un vuoto incolmabile negli ambienti amministrativi e culturali di Caserta, in virtù del suo carisma, della sua bonaria pacatezza, della sua disponibilità, del suo senso spassionato dell’amicizia e, soprattutto, della sua eccezionale carica umana.

Nicola Ciaramella