Una domenica “bestiale” al cimitero di Caserta

Per i defunti della città non vale la livella di Totò

 

A Caserta i morti non sono tutti uguali; me ne sono accorta domenica 21 ottobre, durante la mia consueta visita annuale ad alcuni parenti, che riposano lì in pace.

Una pace interrotta da una triste scoperta: il furto di portafiori da alcune lapidi. Infatti, diversi congiunti in visita ai loro cari hanno avuto la medesima sorpresa. I portafiori sono stati strappati dalle lapidi (le scoperte della mattinata sono state almeno tre) con l’utilizzo di qualche utensile, visto che vi erano graffi e spaccature sul marmo e in qualche caso le viti che reggevano i vasi sono state addirittura spezzate.

Pare che episodi del genere non siano una novità nel cimitero casertano, tanto che alcune persone presenti esasperate hanno annunciato denunce, paventando una qualche “connivenza” alla base dell’accaduto.

L’episodio mi ha lasciato l’amaro in bocca e diverse domande: in che modo si potrebbero evitare episodi del genere? Di chi sono le responsabilità? Si potrebbero, ad esempio, installare telecamere di sorveglianza? Certo, basterebbe più attenzione, più cura, ma soprattutto maggior riguardo per chi riposa in pace.

In fondo, prima o poi dovremmo farlo tutti! (riposare in pace); perché allora non rispettare chi ci ha preceduto? Forse vi sono individui che non hanno questo vezzo, né per i vivi, né per i morti?

Giovanna Angelino