Inizia la nuova stagione di “Fratello Sole e Sorella Luna”

Il 24 novembre, con “Work in progress”, riparte al Don Bosco la Compagnia teatrale di Domenico Palmiero e Domenico Carozza.


Numero incredibile per una compagnia teatrale guidata e composta da giovanissimi e ragazzi!
E’ la diciassettesima produzione artistica per il gruppo sammarchese “Fratello Sole e Sorella Luna” che ha in Domenico Palmiero e Domenico Carozza due autentici talenti, la sua anima e i suoi registi.
Work in progress” il titolo dei due atti (scritti dal rinomato drammaturgo Crescenzo Autieri) che andranno in scena sabato 24 novembre, alle ore 20.30, al Teatro Don Bosco di Caserta.
Con “i due Domenico” saliranno sul palco Mena De Filippo, Francesco Gualtieri, Carmine Compagnone, Gabriele De Lucia, Nunzio Tedesco, Consiglia Cianci, Lorenzo Sparaco, Giovanni Del Prete, Davide Stefanelli e Mattia Serino.
Le musiche originali sono di Domenico Angelino; Lidia Quintavalle si occupa dell’audio e delle luci, Pamela D’Aiello del parrucco, Maria Palmiero del trucco; suggeritrice Dalila D’Aiello. La regia, ovviamente, è di Domenico Palmiero e Domenico Carozza.
Una citazione la meritano anche coloro che lavorano dietro le quinte e sul palco non si vedono: indispensabile è, infatti, anche l’impegno di Pasquale Del Prete che cura i trasporti e di insostituibili sostenitori come Peppe Carozza, Giuseppe Quintavalle, Mimì Carozza e Antonio Palmiero.
Il costo del biglietto è di appena 5 euro. Per prenotarsi o si utilizza la pagina fb ufficiale della compagnia o si telefona al 3484164326.

Domenico Palmiero, 18 anni e qualche mese, coetaneo del Carozza, è unanimemente riconosciuto quale uno dei pezzi forti del teatro casertano. Ha, come si sa, Eduardo De Filippo nel sangue sin da quando -era ancora un bambino- fondò la compagnia. Le opere più grandi (ma anche alcune più “piccole”, se così si può dire) del Grande Maestro le ha portate in scena quasi tutte, dovunque ottenendo successo. Alcune anche in gemellaggio con la compagnia sannicolese “I vari...età” di Vittorio Di Tommaso.

-Domenico, sbagliamo o è la prima volta che non reciti Eduardo? Le tue “strade”, dunque, sono infinite...

«E’ vero. Questo spettacolo è un ...forte “schiaffo morale” a chi aveva dei dubbi al riguardo. Ma gli spettatori non immaginano neanche quanto di Eduardo ci sia in esso».

-Parlaci un po’ di “Work in progress”...

«“Work in progress” è l’ennesimo grido di speranza al mondo affinché resti più umano. Il fesso (ossia il buono, o meglio ancora il Bene) non deve arrendersi al dritto (il cattivo, il Male), non deve sognare di superarlo nella depravazione morale, perché potrebbe riuscirci, annientando la sua unicità. L’uomo davvero coraggioso è quello che tra mille sacrifici sceglie di essere felice, senza fottere il prossimo. Non è, né può essere la vittima sacrificale di un sistema, un modo di vivere arrivista, spregiudicato, senza morale, senza punti di riferimenti, senza senso. Il protagonista di questa storia vuole dimostrare al suo antagonista... il dritto... che non ci vuole nulla per diventargli simile, rinnegando se stessi; il difficile é l’esatto opposto, quando la cupidigia di potere ed il soldo facile ostacolano qualsiasi scelta positiva».

«Tra bene e male, responsabilità e strafottenza... Su questi binomi -ci spiega il giovane Domenico Palmiero - si gioca tutta la storia. Senza nessun compromesso; chi sceglie, sceglie per sempre e se ne assume tutto il peso... Peso umano, familiare, sociale, ma soprattutto morale.. sì, morale... Che non è una parolaccia come sembra sia divenuta dinanzi al contemporaneo relativismo conoscitivo, quasi sempre diretto a una frantumata e frantumante fragilità... Essa è ciò che regge una struttura in bilico, sempre lì lì per cadere, sia essa famiglia o anche società... Morale, certo... O meglio nucleo etico/morale che si esplica nel fare ciò che si deve e non per ottenere, ma perché si deve... Il dovere per il dovere, contro il dovere per il piacere...». «E chissà forse qualcuno attraverso questa storia comprenderà la lungimirante forza dell'essere fessi!».

-Qual è e da dove nasce il tuo rapporto con il drammaturgo Crescenzo Autieri, autore dell’opera che state per rappresentare?

«Crescenzo lo conosco da quando ero piccolissimo! Ho sempre sentito parlare di questo professionista che vive per il teatro, dirige una sua scuola di teatro e che vanta, tra l’altro, delle collaborazioni cinematografiche con Leo Gullotta, Elvio Porta ed altri di questo alto livello. Insomma un modello, senz’altro da seguire ed osservare. Cercare di rubare da lui il più possibile! Ricordo che la sua prima commedia che vidi fu “Padre Nostro” e la vidi con quell’ingenuità che potesse avere un bambino di dieci anni. Quando poi mi sono reso conto di cosa significasse davvero quell’opera dissi: “Si! Lui sa cosa significhi fare Teatro!” E poi ancora “Napoli shoah”, “Ricordami di amarti”, “Reset”, “The amen”, tutte commedie che mi hanno trasmesso tanto, prima come persona e poi come attore. E’ arrivato poi il momento nel quale Crescenzo ha ripreso WORK IN PROGRESS, già scritta e che debuttò nel 2010. C’è stato sin da subito, tra me e questa commedia, una sintonia, una simpatia palese. E quando, così tanto per parlare, lanciai la proposta a Crescenzo di poter interpretare un giorno questa commedia, lui ha accettato con entusiasmo e, a dirla tutta, anche un po’ sorpreso! Perche, sai, significa tanto quando un autore ti affida una sua “creatura”. E io mi sento invaso di responsabilità avendo questo “bambino” tra le braccia. In questa storia c’è tutto… e, drammaturgicamente parlando, è molto vicina al teatro che ho fino ad ora portato in scena. Insomma, c’è l’Autore… quello con la A maiuscola! Quello che scrive per necessità e non per vendere poi i propri testi. C’è ironia, ci sono battute studiate, meditate, concertate. Ci sono i personaggi che parlano … e non gli attori. C’è il silenzio preponderante del precipizio in cui è caduta la nostra umanità. Si lavora, insomma. Spero di non deludere le aspettative».

-Dopo “Work in progress”, la compagnia “Fratello Sole e Sorella Luna” andrà in scena venerdi 30 novembre al Teatro Comunale di Casapulla (nell’ambito della Prima Rassegna da esso organizzata) con tre atti unici di Eduardo De Filippo (“Dolore sotto chiave”, “L’ultimo bottone” e “La chiave di casa”) inseriti nel corso di una serata di beneficenza a favore della lotta contro le malattie rare.

«Si, giusto. Cinque giorni di pausa e saremo di nuovo in scena. E stavolta per una giusta causa. Una serata benefica contro le malattie rare! E’ partita già, anche per quello spettacolo, la prevendita. Andremo in scena con il nostro repertorio. “Dolore” è uno degli spettacoli che più ha trasmesso nella scorsa stagione, motivo per il quale lo abbiamo ripreso anche quest’anno. “La chiave di casa”, invece, lo debuttammo nel 2015, ripreso nella scorsa stagione estiva e lo riproponiamo entusiasti per la sua bellissima comicità. E poi c’è la novità, “L’ultimo bottone”, che è un atto unico sconosciutissimo di Eduardo molto divertente, facente parte del vecchio repertorio del Teatro Umoristico de i De Filippo».

-Quali gli altri appuntamenti della stagione?

«Oltre lo spettacolo del 30 novembre e la messa in onda tv (canale 650 digitale terrestre)di “Filumena Marturano” a dicembre, saremo di nuovo in scena il 2 febbraio 2019 all’Auditorium “Caivano Arte” con una nuovissima edizione de “Le voci di dentro”, un’opera intramontabile di Eduardo che chiude la nostra trilogia, dopo “Napoli milionaria (2016) e Filumena Marturano (2018). Nel corso dell’anno, poi, replicheremo gli spettacoli di stagione».

La compagnia teatrale "Fratello Sole e Sorella Luna" è stata fondata nel 2010 da Domenico Palmiero e Domenico Carozza (avevano dieci anni ciascuno...), entrambi di San Marco Evangelista. Nel suo curriculum tutte opere, molte volte replicate nei teatri anche della provincia di Napoli, di Eduardo De Filippo e Eduardo Scarpetta. Eccole: "Tre pecore viziose", “Questi fantasmi”, ”Natale in casa Cupiello”, “O’ scarfalietto”, “Non ti pago”, “Miseria e Nobiltà”, “La chiave di casa”, “I morti non fanno paura”, “Pericolosamente”, “SikSik l'artefice magico”, “Caviale e lenticchie”, “Chi è cchiù felice e me!”, “Napoli milionaria”, “Sogno di una notte di mezza sbornia”, “Dolore sotto chiave” e “Filumena Marturano”. Sedici lavori tutti con lo stesso “filo conduttore”, mai programmato ma sempre tangibile ad un sempre crescente pubblico: ......... Ed ora, “con Work in progress”, ecco il lavoro numero 17. Ma a Domenico non ha mai fatto paura la smorfia.

Nicola Ciaramella
©Corriere di San Nicola
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