Ancora molto presto per dire di essere vicini all’uscita dal tunnel...

Intanto bisogna continuare a non uscire assolutamente di casa, altrimenti sinora abbiamo solo scherzato...
I dati della protezione civile del 9 aprile confermano la stabilità della tendenza, ma nulla di eclatante. Continua ad essere alta la cifra dei morti. Le altre più o meno si mantengono in fiduciosa attesa.

Un po’ come quell’atleta che migliora pian pianino i suoi tempi, ma che non riesce a fare il record...
Il grafico della curva epidemica del covid19 è così: piccoli segnali di fiducia, ma non più di tanto che possano annunciare la gioia di aver raggiunto l’obiettivo.
I nuovi positivi salgono e crescono, ma, se si eccettua solo il dato di due giorni fa, quando di ridusse a tre cifre, resta saldamente a quattro e ben lungi dall’essere considerato calante (+ 1615 oggi, ma lo era più o meno anche dieci giorni fa, esattamente il 30 marzo). E’ vero che aumentano i tamponi, ma è vero pure che questo maledetto numero dei contagi si mantiene praticamente stabile. Come dire, è tutto ancora da vedere quando comincerà a flettere sensibilmente, come tutti si spera da tutte le parti.

Inutile, quindi, continuare a chiedere se è il caso di allentare qualche freno. Si rischierebbe veramente grosso e si vanificherebbero tutti i sacrifici finora fatti. Altra strada non esiste se non quella di armarsi di ulteriore pazienza, aspettando tempi più opportuni, continuando a rispettare le disposizioni esistenti e cercando di assicurare alla giustizia, denunciando senza paura, coloro che della salute propria (che sarebbe il peggiore dei mali) se ne infischiano e che con i loro comportamenti scellerati (se ne vedono sui giornali e per tv ogni giorno e dappertutto) danneggiano soprattutto gli altri.

Anche il numero dei morti, purtroppo, si mantiene critico: +610 in un giorno non sono pochi. E’il dato che più fa male e che più fa capire che ce ne vuole e ce ne vuole per arrivare ad almeno due cifre. Non sappiamo se possa accadere presto.

Il dato sempre più confortante resta solo uno: la costante diminuzione del numero dei pazienti in terapia intensiva, lo stadio più rischioso della malattia. E’ per il sesto giorno con il segno meno e ciò significa minore pressione sulle strutture ospedaliere preposte al Covid (e non solo).
Migliora anche il numero dei guariti, da ieri alla media giornaliera di duemila.

Insomma, tutto ancora da vedere quanto tempo ancora ci vorrà per uscire dal tunnel. Per il momento, bisogna continuare a non uscire di casa, perché è questa la medicina che più di altre si sta rivelando efficace.

©Corriere di San Nicola