UNA VERGOGNA ISTITUZIONALE

Si aspettano da 14 anni i decreti attuativi che fissano i parametri sulla contaminazione nel suolo e nel sottosuolo destinato all’agricoltura.


Fin ad oggi all’acqua per uso irriguo è stata dedicata scarsa attenzione da parte del legislatore italiano.

Le motivazioni sono forse da ricercare nel fatto che l’acqua per uso irriguo è stata a lungo abbondante e poco costosa.

La crisi ambientale, i cambiamenti climatici, l’inquinamento del suolo e sottosuolo, le precipitazioni atmosferiche brevi ma copiose, poco utili per la ricarica della falda acquifera sotterranea, stanno determinando forti cambiamenti perché l’agricoltura ha bisogno di avere a disposizione notevoli quantità d’acqua e di buona qualità per i rischi sanitari connessi.

E’ necessario avere la certezza che i microrganismi patogeni siano costantemente assenti, essere sicuri dell’assenza di prodotti chimici che possono lasciare residui indesiderati nei prodotti coltivati.

Il Decreto Lgs.vo 152 è stato pubblicato sulla G. U n° 88 il 14 aprile 2006 e, a tutt’oggi, dopo quattordici anni, non abbiamo né i Decreti attuativi che fissano i parametri e le concentrazioni soglia di contaminazione nel suolo e nel sottosuolo destinato all’agricoltura, né i parametri e le concentrazioni soglia di contaminazione per le acque per uso irriguo e di bevanda per animali.

L’Italia è una nazione che fa parte del G7, è una nazione industrializzata, ma ha una forza politica che fa semplicemente piangere. Come si possono sottovalutare questioni così importanti che mettono a rischio la salute della collettività? È una omissione intenzionale, una vergogna istituzionale.



Nicola Santagata

Associazione Acquapulita



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