Non puoi uccidere ciò che è già morto

Perché (secondo noi) San Nicola la Strada è una cittadina sicura, nonostante l’aumento dei positivi al Covid. Possiamo tornare a dormire sereni, come abbiamo sempre fatto: cosa che ci riesce bene.

-PENSIERI, PAROLE & MOUSE di Antonio Dentice-

Durante la prima fase della pandemia i positivi al Covid, qui a San Nicola la Strada, si contavano sulle dita di una mano. Ciò per varie ragioni, incluso il lavoro capillare delle forze dell’ordine (e relative multe!), su tutti i livelli. Non dimentichiamo che, ben prima delle disposizioni governative (e regionali), i cittadini si erano sottoposti a una “auto-quarantena” volontaria. Per cui, nonostante il paese fosse considerato potenzialmente a rischio (passaggio obbligato per il percorso Napoli-Caserta), il problema ci ha appena sfiorati.

Durante la seconda fase pandemica, quella attuale, i casi sono aumentati notevolmente, MA…

Ma occorre evidenziare alcuni elementi.

San Nicola NON ha una “movida”; né ha pericolosi “centri di aggregazione” (il più noto è quello fuori la Proloco); né crea, internamente, situazioni a rischio, compreso il flusso irregolare negli esercizi commerciali (iniziando dai supermercati).

Le scuole? Quelle le hanno tutti e il discorso diventa generale.

La festa del Santo Patrono? Rinviata.

La folla dei volontari di Utopia? Affare risolto da tempo.

Assembramento del periodo elettorale? Passati e magari lì qualche caso lo stiamo pagando.

Il gatto in piazza? Dorme (e a breve farà freddo, cerchiamo soluzione).

Da dove arrivano i contagi? Probabilmente dall’esterno.

I cittadini sannicolesi, per vari motivi (professionali, amicali, sentimentali), avranno contratto il virus in altri circuiti e poi, in un secondo momento, alcuni lo avranno diffuso nelle rispettive famiglie.

Diverso è il caso, ad esempio, di Marcianise, Aversa, Maddaloni, Santa Maria Capua Vetere: sono cittadine con notevoli “movide”, con migliaia di ragazzi ad affollare, finanche l’orario notturno, le attività commerciali (fin quando era possibile).

Ovvero, i centri “realmente vivi” diventano funzionali alla propagazione del contagio.

I centri “morti”, o in una condizione semi-comatosa, vi soffrono in modo minore.

Ciò che normalmente è uno svantaggio, ironicamente, in una situazione critica, salva la salute (e la vita) di molte persone. Abbiamo involontariamente attuato una strategia del Generale Sun Tzu (L’Arte della Guerra).

Pensate cosa sarebbe potuto accadere se fossimo stati un centro ricco, intellettualmente importante, un crocevia per gli affari, o magari un luogo turistico.

Di questo merito dobbiamo ringraziare solo noi stessi.

Un giorno spetterà ai sannicolesi il compito di ripopolare la Campania.

P.S. Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale. La lettura dell’articolo è consigliata accompagnata da un adulto.

P.P.S. non tentate di strumentalizzare politicamente il contenuto del presente articolo, perché non è un discorso semplicemente politico, bensì più ampio e comprendente diversi livelli.



Antonio Dentice  



©Corriere di San Nicola