CRISI DI GOVERNO, INCOMPRENSIBILE STRATEGIA

Tra le possibili conseguenze potrebbe esserci quella di gettare il Paese nel caos e nell'instabilità in piena terza ondata di epidemia. 
Ma esiste la morale in politica? Importanti scrittori hanno da tempo dato risposte a questo proposito.


Le dimissioni delle ministre di Italia Viva che da settimane Matteo Renzi minacciava di ritirare, Bonetti e Bellanova, aprono la crisi di governo annunciando un ulteriore periodo di disagio e incertezza per l'intera nazione.
La polemica di Renzi riguarda alcune scelte specifiche del governo e la condotta dello stesso Giuseppe Conte, accusato di essere accentratore e decisionista. La stesura del Recovery Plan è stato il pomo della discordia, prima di ogni altra cosa. Italia Viva, oltre a non condividere la ripartizione dei fondi del NextGenUE, accusava Conte e Gualtieri di aver messo le forze politiche di fronte al dato compiuto, impedendo una vera discussione collettiva e tentando di imporre una governance che di fatto avrebbe commissariato ministri e partiti. Ragioni che trovano in qualche modo una accettazione dopo giorni di vertici, incontri e trattative. Italia Viva porta a casa la cancellazione della struttura di governance del NextGenUE, modifiche ai saldi e ai progetti del piano e l’apertura di una discussione sull’indirizzo politico del governo.
Il Presidente Mattarella ad entrambi, Conte e Renzi, aveva chiesto di mettere da parte toni bellicosi e di non aprire una crisi incomprensibile, frutto ormai solo di veti e del deteriorarsi dei rapporti personali.
Uscita Italia Viva dal governo ci si chiede cosa farà il premier Conte alla luce anche della esigenza manifestata da Mattarella di agire in fretta.
I possibili scenari sembrano essere tre.
Il primo è che Conte si dimetta, sperando che le dimissioni siano respinte o di ricevere un reincarico per prendere tempo e negoziare.
La seconda possibilità è che il premier vada subito a riferire alle Camere cercando di capire se esistono margini per rilanciarsi.
La terza opzione è che Conte chieda la fiducia avendo magari intanto contrattato il sostegno dei cosiddetti “responsabili”.
Questa scelta, ovviamente, avrebbe delle conseguenze, la principale delle quali sarebbe quella di gettare il Paese nel caos e nell'instabilità: un governo sfiduciato o comunque debolissimo dovrebbe gestire snodi cruciali per il futuro o traghettarci verso elezioni in piena terza ondata. Una prospettiva inquietante che neanche il M5s si sente di caldeggiare.
«`Demolition Man´ Renzi mette sotto sopra Roma». È il titolo dell’articolo che il Financial Times dedica alla crisi del governo Conte II, dopo il ritiro della delegazione di Italia Viva dal governo. «La crisi italiana minaccia di ostacolare il recovery plan di Bruxelles», scrive il quotidiano finanziario della City, che in questi giorni ha seguito con attenzione gli sviluppi della situazione politica italiana. Dopo aver spiegato che la «causa prossima» della crisi è proprio l’utilizzo del piano di ripresa della Ue, il Ft scrive: «La mossa di Renzi potrebbe essere stata pensata per rafforzare il potere di interdizione del suo piccolo partito e la sua stessa immagine personale, ma potrebbe facilmente ritorcersi contro di lui, mentre il Paese combatte la pandemia».
A questo punto sorge spontanea la domanda se esiste la morale in politica. Importanti scrittori hanno da tempo dato risposte a questo proposito.
"Le cinque maniere di giustifìcare il divario fra morale comune e condotta politica. I termini e i confini della questione morale, e la sua rilevanza nell’Italia di oggi."
(di Norberto Bobbio, da MicroMega 4/1986)
Per venire ai giorni nostri, in un ben noto dramma, Les mains sales, Jean Paul Sartre sostiene, o meglio fa sostenere a uno dei suoi personaggi, la tesi che chi svolge un’attività politica non può fare a meno di sporcarsi le mani (di fango o anche di sangue).
In una celebre pagina Croce, ammiratore di Machiavelli e di Marx per la loro concezione realistica della politica, svolge il tema dell’«onestà politica», cominciando il discorso con queste parole che non hanno bisogno di commento: «Un’altra manifestazione della volgare inintelligenza circa le cose della politica è la petulante richiesta che si fa dell’onestà nella vita politica».

Gerardina Rainone

©Corriere di San Nicola