La Scuola post Covid

"Imparare a disimparare"
-in rubrica «PIANETA SCUOLA» di Annalisa Cavaccini-

L’instabilità in tutti i settori della vita sociale, familiare, lavorativa, generata dal Covid, a livello mondiale, ha influenzato soprattutto gli aspetti economici e finanziari, provocando un effetto sulle reali possibilità di ripresa. Si procede per tentativi ed errori, cercando di modellare la nuova realtà con adattamenti più o meno congeniali ad essa. Il clima di tale incertezza investe anche la scuola, sottoposta anch’essa ad una revisione organizzativa per favorire la ripresa.
Bisogna reinventare l’organizzazione scuola, comprendendo fino in fondo i cambiamenti che la pandemia ha provocato sia a livello formale che a livello informale. In primo luogo, bisogna considerare la “dispersione relazionale” causata dall’attivazione della DAD e prepararsi a predisporre un piano di recupero finalizzato a ridurre la “frammentazione collettiva” causata dalla separazione delle persone. Per fare ciò, occorre abituarsi a pensare fuori dai vecchi schemi, in modo da lasciar andare ciò che non funziona più e fare spazio al nuovo ed al cambiamento. Dovremmo imparare a disimparare. Per questa operazione, la scuola deve dimostrare non solo grande coraggio, ma anche molta creatività ed immaginazione per strutturare interventi tesi a migliorare il servizio di istruzione adeguandolo ai bisogni di una utenza provata dalla pandemia. Guardare al Futuro con un approccio generativo, significa, per la Scuola, ri-qualificare l’esperienza vissuta nei mesi di sospensione delle attività didattiche in presenza e attribuire un senso diverso al ritorno sui banchi di scuola (o ai traballanti e scomodi banchi a rotelle).
Si tratta, perciò di progettare, in tempo reale, azioni efficaci (che non tengano conto solo del distanziamento fisico e degli ingressi scaglionati), nuovi metodi di insegnamento e procedure di lavoro, finalizzandole alla ripresa ed alla trasformazione di alcuni ruoli e delle connesse responsabilità. Tutto ciò deve costituire la spinta evolutiva per contribuire a dare un volto nuovo alla scuola post-Covid.


Annalisa Cavaccini 
(Docente. Laureata in Scienze dell’Educazione all’Università di Cassino con Master di I Livello in “Evoluzione e Sviluppo delle Scienze Pedagogiche”, “Dinamiche relazionali e metodologie didattiche nei gruppi di apprendimento“ e “Progettazione didattica di sistema e d’aula”.
Ha operato più volte come Funzione Strumentale, in diverse aree, Referente della Qualità, Referente Invalsi, Commissione Qualità per l’autovalutazione di istituto con l’impianto del RAV e del PdM.
Animatore Digitale, è Responsabile e Coordinatrice di Progetti ERASMUS. Impegnata con Avanguardie Educative per una formazione a largo spettro sulla didattica innovative e nella sperimentazione di Aule Laboratori Disciplinari).

©Corriere di San Nicola 

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