Musica, balli e simpatia "sotto le stelle"

Si è svolto, nel “paradiso” della villetta comunale, lo spettacolo organizzato dai volontari dell’Associazione Real Convitto.
Eccezionale esibizione del tenore Vittorio Aurelio Pascarella. Bravissimi tutti i cantanti che si sono alternati nel ricco programma aperto dalle danze della “Barca di Teseo”. 

 

 

Una “Serata sotto le stelle” carica di amicizia e partecipazione: sono stati questi gli ingredienti dello spettacolo offerto, sabato 28 agosto, dagli splendidi simpaticissimi e valorosi Volontari della Villetta di Santa Maria delle Grazie.
La bellissima iniziativa, ormai giustamente entrata nella tradizione, è stata riproposta dopo due anni dalla precedente, a causa dell’emergenza sanitaria della scorsa estate. Numeroso ed entusiasta il pubblico accorso “in questo splendido angolo di paradiso che tutta la provincia ci invidia”: giusta la definizione del giornalista Nicola Ciaramella, direttore del Corriere di San Nicola, che ha condotto la serata.

Ad aprire il sipario sul variegato programma, le meravigliose danze del Corpo di Ballo de “LA BARCA DI TESEO”, valente associazione culturale che promuove la musica e la danza popolare con l’intento di recuperare le tradizioni antiche della Campania e del Sud Italia.
Il nome Barca di Teseo” -così il presidente Germano Iacelli ha risposto alla domanda di Ciaramella- “si rifà alla mitologia. Si narra che la nave in legno sulla quale viaggiò il mitico eroe greco Teseo un po' malandata, sia rimasta intatta nel corso degli anni, sostituendone le parti che via via si deterioravano grazie alla protezione degli Dei”.

Solo che nella nostra associazione non c’è ricambio” -ha simpaticamente aggiunto- “in quanto le parti della nostra barca, cioè i nostri associati, crescono e nessuno è preso dall’intenzione di abbandonare. E’ questo lo spirito che è alla base della vita del nostro sodalizio".

Infine si è parlato dell’altra iniziativa realizzata in questi mesi dall’Associazione e ormai prossima all’inaugurazione, ovvero il “Giardino dei frutti dimenticati”, che occupa un altro spazio del “paradiso Villetta”.

Tutto per amore e per passione. Solo da questo e da nient’altro può essere mosso chi ama San Nicola la Strada e per essa è impegnato volontariamente a raccontarne e valorizzarne le sue bellezze e i suoi valori”.
Nicola Ciaramella ha così spiegato la sua gioia di accettare l’invito degli organizzatori a coordinare le varie fasi del programma.
E poi ha così spiegato al pubblico l’essenza del lavoro che quotidianamente svolge l’associazione di volontariato del Real Convitto: “Il rapporto di collaborazione tra il Comune di San Nicola la Strada e l’Associazione Volontari Real Convitto è in essere dal settembre 2016. I Volontari sono impegnati a prestare la loro opera, senza fini di lucro o vantaggi personali, all’interno della Villa Comunale Santa Maria delle Grazie, di concerto con il nucleo comunale di Protezione Civile, consistente in piccoli lavori di manutenzione ordinaria, giardinaggio, pulizia, cura e anche vigilanza. Il tutto per mantenere il più possibile nel suo meritato splendore quell’immenso polmone di verde cittadino, tra i più belli che ci sono nel vicinato, dove la natura è di casa; anzi, ci abita”.

Ha quindi tracciato un po’ di storia della Villetta comunale: “Il suo inizio risale al 1993. Si tratta certamente di una delle opere più belle realizzate a San Nicola la Strada in tutta la sua storia, uno dei gioielli urbanistici che più hanno fatto e fanno conoscere la nostra città: ottomila metri quadrati di superficie complessiva, di cui seimila ricoperti da piante da fiore perenne, betulle, querce, cespugli di hibiscus, caprifoglio, prunus, platani, magnolie, pinus pinea, cedri atlantici, liquidambar, hippocastani rossi, robinie, pioppi, allori, pinus globosa e yucca”.

Il monito finale: “Prestare attenzione al decoro della Villetta Comunale Santa Maria delle Grazie è compito di tutti: dei cittadini, che devono rispettare con i loro comportamenti questo luogo, e i governanti, che devono essere sempre pronti a mettere a disposizione i mezzi e le risorse finanziarie necessarie per mantenerlo e preservarlo”.

Il primo cantante a salire sul palchetto il cantautore GREGORY ATTANASIO, appassionato di musica neomelodica napoletana, che ha eseguito due pezzi molto richiesti del suo repertorio (“Inseparabili” e “E femmene ‘e Napule”).
Persona di grande levatura umana, Gregorio Gioia (questo il suo vero cognome), che, da presidente del Real Convitto, unitamente a tutti gli altri “ragazzi” del comitato organizzatore e dell’associazione, tra i quali il fedelissimo Michele Feola e l’indomabile Francesco Caccavale, ha dato tutto se stesso, tutta la sua volontà, tutto il suo impegno e tutta la sua enorme carica di simpatia a dimostrazione della sua disponibilità ad offrire il proprio contributo in manifestazioni finalizzate alla socialità e all’amicizia.

Grandi applausi, poi, anche a MARIO SERINO, appassionato della musica anni ’60 (di lui ricordiamo anche che fa parte del coro polifonico di Santa Maria degli Angeli), che ha proposto al pubblico un pezzo dei favolosi Camaleonti e la mitica “Si è spento il sole” di Celentano.

A seguire, PAKY IULIANO, “ragazzo semplice ed umile, ingredienti essenziali per augurargli una luminosa carriera”, che ha cantato due canzoni del suo repertorio neomelodico.

E poi la voce di SARA MARINARO in “L’importante è finire” (la cantante di Manfredonia ama molto cantare Mina) e “C’era una volta il west” di Ennio Morricone.

Quando si parla di Manfredonia, paradiso del Gargano -ha detto Ciaramella nella presentazione- non si può fare a meno di ricordare il suo golfo, il suo porto, elemento vitale per questa splendida città. Sara sa cos’è il mare, sa cos’è il sole. Sara è figlia di un pescatore, di quelli che si costruivano tutto con le proprie mani, con quella passione che diventava arte. Sara è figlia d’arte, figlia di un vissuto fatto di tenacia, di determinazione, ma anche di fantasia. Il suo desiderio di stasera è un gemellaggio virtuale artistico Manfredonia-San Nicola la Strada, dove il suo amore per l’acqua salata del mare possa sposarsi con il magico profumo degli alberi della villetta”.

Sara Marinaro ha espressamente dedicato le due canzoni alla sua amata Manfredonia e a tutti gli spettatori presenti.

E’ stata quindi la volta di ANNALISA LICCARDI, finalista nel 2012 al Premio “Mia Martini” svoltosi in Calabria (con una canzone scritta e composta da uno dei compositori di Mina) e nel 2017 a “Sanremo New Talent” tenutosi a Rimini. Sannicolese, all’età di quattro anni partecipò per la prima volta al Pierino d’Oro, festival che poi ha vinto all’età di vent’anni.

Dopo l’esibizione di Annalisa, il conduttore ha invitato per un saluto il sindaco Vito Marotta, l’assessore alla cultura Alessia Tiscione e il coordinatore della gloriosa Protezione Civile sannicolese, Ciro De Maio, i quali tutti hanno speso parole di elogio per l’opera che quotidianamente svolgono i volontari del Real Convitto.
Ciro De Maio, e ci teniamo particolarmente a sottolinearlo, ha anche rivolto un invito alla popolazione a recarsi il 3 settembre presso il centro vaccinale anticovid che sarà allestito nella villetta di Via Milano.

E quindi il momento “clou” della serata: la stupenda esibizione del tenore VITTORIO AURELIO PASCARELLA.
Un autentico portento dalle doti canore straordinarie.
Un artista che viene da lontano, che ha girato il mondo, ma che ha la famiglia originaria di una città a noi vicina, Acerra”.
Ciaramella ha con queste parole iniziato la presentazione dell’artista, poi così proseguendo: “Vittorio Aurelio Pascarella è nato in Svizzera, a Ginevra, dove ha risieduto per 14 anni. Ha iniziato la carriera, nel 1994, in Inghilterra, nell’Isola di Wight. Era cameriere nel ristorante “Pavarotti’s”...una sera disse...’voglio cantare’... e intonò ‘Torna a Surriento’ riscuotendo consensi, ammirazione ed incoraggiamenti. Cominciò lì e così la sua carriera. Dall’Inghilterra a San Nicola la Strada e Caserta, dove ha cantato con l’orchestra Strauss diretta dal M° Franco Damiano. Poi in tutto il mondo. Ha cantato a Montecarlo, Tenerife nelle Canarie, in Venezuela, Colombia, Quito in Ecuador. Ha cantato, nel nord del Galles, con Brian Locking, che fu, anche se per poco tempo, tra i componenti del mitico gruppo The Shadows. Parla 4 lingue (francese, spagnolo, inglese, italiano). Vittorio Pascarella è tenore conosciuto in Italia non nella stessa misura in cui lo sia all’estero, avendo girato tantissimo per il mondo. Negli ultimi anni ha vissuto in Sicilia (a Ribera) e in Puglia (a Manfredonia). Le sue esecuzioni spaziano dalla tradizione dell’opera (arie di Puccini, Rossini, Leoncavallo, Verdi) al pop-opera e alla musica classica napoletana. Gli piace giocare a tennis, gli piace leggere. A noi ora piace ascoltarlo”.

E qui il “la” ai quattro pezzi nei quali si è esibito con mirabile maestria, infiammando la platea e trascinandola in applausi scroscianti.
Nell’ordine: “The Prayer” (scritta da David Foster, Carole Bayer Sager, Alberto Testa e Tony Renis, vincitrice di un Golden Globe, originariamente registrata in due versioni soliste, una in inglese dalla cantante canadese Céline Dion e una in italiano dal tenore Andrea Bocelli);
“Sometimes I dream” (di Mario Frangoulis, ispirata da “E lucevan le stelle”, famosissima aria per tenore dell’opera Tosca di Giacomo Puccini);
“Tu ca nun chiagne” (scritta da Libero Bovio e musicata da Ernesto De Curtis, presentata per la prima volta nel 1915. Nel corso degli anni è stata prima incisa da grandi nomi della Musica lirica e poi anche da grandi cantanti pop. E’ un quadretto nel quale si descrive la delusione di un uomo innamorato che piange mentre la fidanzata, a dispetto, non dà peso al suo dolore. Aspettando di vederla affacciarsi, mentre tutti, per la tarda ora, dormono, descrive il paesaggio che lo circonda: una notte silenziosa sulla quale si impongono le figure della Luna e del Monte Somma);
“Grande amore” (famosissima canzone del gruppo musicale italiano “Il Volo”, che ha vinto il Festival di Sanremo 2015) e che il tenore ha dedicato alla moglie, Sara Marinaro, precedente ospite della serata.

Al termine della superba esibizione, una graditissima sorpresa: proprio in duetto con Sara, il tenore ha eseguito “Un amore così grande - edizione 2014” (la canzone, come noto, ricantata qualche anno fa dal gruppo musicale italiano Negramaro, dopo la versione originale, di molti anni, prima cantata da Mario Del Monaco nel 1976 e da Claudio Villa nel 1984).

Nel secondo atto del programma, dedicato ai balli, si è esibito nella sua sprigionante e coinvolgente euforia artistica lo showman ROSARIO CALIFANO, con accanto due bravissime ballerine.
Rosario Califano -ha ricordato il presentatore prima della sua entrata in scena- è nato artisticamente nel 2011 e ha sin dall’inizio dimostrato un grande talento grazie alle sue doti canore e ad un particolare colore di voce. Nel corso degli anni, tra studio, esperienza, gavetta, serate ed eventi anche televisivi, ha fatto molto parlare di sé con le canzoni 'Si tu me vase', 'Amore per metà', 'Immense emozioni' e il reggaeton di 'Sensuale e bella'. Quest'anno, a fine giugno, è uscito un nuovo singolo che già dal titolo la dice lunga: 'L'ammore arriva e ...bam', una canzone molto travolgente dal ritmo latino e le musiche trascinanti, già con un buonissimo riscontro sul web con tantissime visualizzazioni”. 
Un’altra cosa, della vita non artistica di Rosario, che Ciaramella ha voluto ricordare: “Califano è cresciuto a San Nicola la Strada fino al 1999, all’età di 10 anni. I suoi genitori si sposarono circa 42 anni fa e da sposi vivevano a San Nicola, per poi trasferirsi a Recale. Insomma, ...Rosario e i suoi fratelli hanno trascorso molti dei loro felici momenti dell’adolescenza anche in questa villetta, come in altri luoghi di San Nicola”.

Linea finale, dunque, a lui, con canzoni e balli a cui hanno partecipato anche alcuni spettatori.
A seguire, fino a mezzanotte, balli di gruppo lanciati dalla consolle del simpaticissimo Mimmo. 

©Corriere di San Nicola 
diretto da Nicola Ciaramella 

Alcune foto rappresentative del numeroso, attento e divertito pubblico presente. E' impossibile nominare tutti i cittadini che sono accorsi allo spettacolo, anche da altri comuni, ma ci fa particolarmente piacere ricordare il già comandante dei carabinieri Alfonso Moccia e il già comandante della polizia locale Francesco Corona.