Domenico Palmiero di nuovo meravigliosamente davanti al suo pubblico

Dopo la lunga pausa per la pandemia, il regista-attore è ritornato in scena dal vivo al Teatro Città di Pace.
Applausi, emozioni, divertimento e anche commozione per la rappresentazione di
"Gian Maria, una parola" di Crescenzo Autieri, con cui la Compagnia FSSL ha vinto il premio di miglior produzione al Festival "Teatramm'" di Roma.


Domenico Palmiero ha rivisto finalmente il suo pubblico seduto davanti ai suoi occhi. Dopo i lunghi mesi di chiusura per la pandemia, durante i quali l’unico modo per aprire il sipario era stato lo streaming, il giovane talento in continua ascesa del teatro casertano ha potuto riassaporare la soddisfazione di esibirsi dal vivo, come regista ed attore principale, nella bellissima location del “Città di Pace” di Puccianiello.

Sabato 18 settembre è stato uno spettacolo nello spettacolo. Una gioia inebriante che il regista e tutta la compagnia FSSL si sono goduta, insieme a tutti gli spettatori, sin dal primo momento.

In scena è andata la prima casertana di “Gian Maria, una parola!”, di Crescenzo Autieri, l’autore che Palmiero ha più rappresentato dopo il Maestro Eduardo.
L’opera, prodotta da FSSL, aveva debuttato il 31 agosto in anteprima assoluta al Tetaro Marconi di Roma, nell’ambito del prestigioso Festival Teatrale “Teatramm’” (dove in passato Palmiero ha conquistato la palma di miglior attore), vincendo il premio quale Migliore Organizzazione e Produzione.

Chi conosce e segue Domenico e la FSSL ne ha provato tante di emozioni, di entusiasmo, di divertimento, ma stavolta c’è stata anche commozione, un sentimento certamente comunque non nuovo per i suoi spettatori, ma che in questa commedia l’ha fatto da protagonista assoluto, stupendamente inserito in un contesto che, con Domenico Palmiero, mai perde la vena comica, realistica e di attualità.

Il suo stato d’animo, quello di eccezionale artista dotato di forte personalità, Domenico Palmiero lo aveva raccontato nei giorni precedenti sulla sua pagina fb, rivelando che a questa commedia ci tiene in modo particolare: “Il percorso è stato lungo, pieno di difficoltà. L'emozione è tanta. Sono quasi due anni che, causa covid, non entro in un teatro. Come tutti gli attori della compagnia, di cui con onore faccio parte, ho le stesse preoccupazioni, le stesse ansie, le stesse trepidazioni, le stesse aspettative. Il testo è, per me, molto bello e profondo, che sa essere comico, riflessivo, pungente, crudo. Si narra la storia di Gian Maria, ragazzo autistico circondato dalla perfidia umana. La continua rincorsa del denaro, la pretesa di voler vivere una vita di lusso e sfizi è l’altro aspetto del testo che inevitabilmente non collima con un discorso di amore e di cuore. Gian Maria è vivo. Non è un personaggio, è il personaggio. Vorrei conoscerlo, accarezzarlo... abbracciarlo! Da qualche parte del mondo, certamente, esiste. Per ora mi onoro di prestargli corpo e voce per far sì che vi parli. Per far si che lo conosciate”.

Ci è riuscito benissimo, oltre qualsiasi aspettativa. Un capolavoro di interpretazione, di immedesimazione nel personaggio, di comunicazione artistica con il pubblico, con la gente che va a teatro perché nel teatro rivede la propria vita, quello che tutti i giorni intorno succede, la quotidianità fatta di amarezze, fortunatamente accompagnate da momenti di riflessione e di presa di coscienza.

Al termine dello spettacolo, ricevuti i meritati applausi, Domenico Palmiero ha invitato personalmente gli spettatori e i giornalisti ad esprimere il loro parere, "anche se negativo", perché il loro giudizio è quello che per lui più conta e più gli può dare motivo per migliorarsi.
Un atto di umiltà che gli è di una naturalezza introvabile. Crescono così i grandi artisti. All’ombra serena della propria, giusta convinzione, che essi appartengono al pubblico.

Nell’occasione, c’è stata una precisa e dettagliata domanda del giornalista Nicola Ciaramella, che ben conosce Palmiero per averne per primo tracciato la biografia artistica completa: “Dopo aver portato in scena tutte le più grandi commedie di De Filippo e poi altre di affermati commediografi come Salemme e Autieri, e considerata la tua prima e finora unica esperienza maturata nel 2013, in giovanissima età, quando pensi di proporti al pubblico anche come autore?”.
Il riferimento del direttore del Corriere di San Nicola è stato per la commedia "O’ suonno d’ ’o passato", che rappresenta l’unica opera scritta da Palmiero, quattordicenne già sapientemente ispirato al grande tema di “guarda al passato e vivi il presente".
Palmiero, che, pur non aspettandosela, ha gradito la domanda, ha risposto che nel suo futuro c’è senz’altro questa altra sfida.

Poi un simpaticissimo a tu per tu, con foto e scambi di ringraziamenti, con gli spettatori che gli si sono avvicinati.
Domenico Palmiero è immediato. Detesta i fronzoli. Sa cosa significa rispetto e devozione. Ama la gente. Ama il pubblico. E’ questa l’essenza della sua vita e della sua arte. 
Tra i presenti allo spettacolo, c'era anche un grande maestro del teatro casertano, Ernesto Cunto. E' stato un immenso piacere, oltre che un onore, rivederlo e salutarlo.

Nicola Ciaramella
©Corriere di San Nicola