MACRICO VERDE, un sogno ad occhi aperti

Solo a Caserta per entrare in un Parco c’e’ bisogno di un evento. Alcuni politici ed amministratori non hanno perso l’occasione di fare passerella quando, piuttosto, avrebbero dovuto un po’ vergognarsi visto che da anni non sono riusciti a destinare l’area a parco pubblico della città...

 

 

Un sogno ad occhi aperti e’ quello materializzatosi domenica pomeriggio per migliaia di cittadine e cittadini di Caserta e provincia. Per un paio di ore e’ stato possibile visitare l’ex area MaCRiCo: il Parco Pubblico, anche se solo per un pomeriggio. Gia’ prima dell’orario di apertura centinaia di persone in attesa per poter entrare. Poco dopo un fiume di persone ha invaso i viali, da poco tempo ripuliti dalla vegetazione che aveva ricoperto l’intera area, dopo decenni di abbandono. Il progetto di offrire l’area verde ai cittadini, fortemente voluto dal vescovo Lagnese, ha potuto così essere assaporato da tanti.

La manifestazione si e’ potuta tenere grazie alla disponibilità di tanti volontari delle associazioni aderenti al Comitato Macrico, circa 150 si sono impegnate nel servizio di vigilanza, coadiuvate dal personale delle Protezioni Civile di Caserta, Casagiove ed Arienzo, affinché la visita si svolgesse senza problemi.

La grossa affluenza di cittadini è stata la dimostrazione di quanta sia la voglia di verde e di spazi comuni all’aperto accessibili a tutti. Domanda e bisogno di vita all’aperto e di ossigeno offerto dagli alberi, l’enorme polmone verde   che e’ diventato un vero e proprio Bosco urbano.

C’è da constatare, con un po’ di tristezza, che probabilmente solo a Caserta per entrare in un Parco c’e’ bisogno di un evento. Alcuni politici ed amministratori non hanno perso l’occasione di fare passerella quando, piuttosto, avrebbero dovuto un po’ vergognarsi visto che da anni non sono riusciti a decidere, deliberando per la destinazione urbanistica F2, verde pubblico, per i 33 ettari ancora integri alle spalle del Monumento ai Caduti, mettendo così fine a questa annosa vicenda e definitivamente fuori gioco chi avrebbe voluto ed ancora spera di speculare. Destinare l’area a parco pubblico della città  visto che, da decenni, l’ex area militare e’ stata individuata per tale funzione dalle numerose associazioni riunite nel Comitato Macrico. Lo scoglio del costo di acquisto e’ superato grazie all’intuizione del vescovo che ha chiesto a viva voce, durante il Te Deum di fine anno, di togliere il bene dalla lista degli immobili alienabili della proprietà, l’Istituto Centrale Sostentamento del Clero.

La soluzione di mettere su una Fondazione con lo scopo di gestire l’area e’ in fase di studio.

Il recupero dei capannoni esistenti potrebbero ospitare il corso triennale di Agraria della Università della Campania “ Vanvitelli” che a fronte dell’ospitalità gratuita potrebbe offrire manutenzione, attraverso i laboratori, di una parte dell’area.

In uno o piu’ capannoni potrebbe trovare spazio la Casa delle Associazioni, molte realta’ associative a Caserta non hanno sede. Gli stessi volontari a fronte di ospitalità gratuita o a fitti calmiera potrebbero garantire la manutenzione di piccole parte dell’area.

Si potrebbero organizzare campi scout, anche essi dedicati ad operazioni di pulizia.

E tante associazioni ambientaliste potrebbero organizzare i campi estivi di lavoro.

In tutta Italia il wwf , Legambiente, la Lipu ed altre realtà organizzano periodi estivi di campi lavoro, gli stessi potrebbero essere pensati nell’area Macrico, un capannone previsto per le associazioni potrebbe essere una foresteria. Anche la UISP, come già egregiamente dimostrato in città con il playground “Gallicola” potrebbe replicare dimili attività nell’area, ampliando l’offerta di possibilità di fare sport gratuitamente ai giovani che altrimenti non potrebbero permettersi di praticarlo.

Attivita’ che potrebbero anche creare piccole economie sempre da destinare alla manutenzione e alla cura degli spazi. Una rete di realtà e progettualità che concretamente potrebbero mettere a tacere le nuove cassandre che, zittite sul fronte prezzo di acquisto, oggi tornano alla carica per le spese di gestione.

Altri detrattori puntano il dito su problemi inerenti l’ordine pubblico. E’ chiaro che l’area deve rimanere recintata, magari piccoli tratti del muro di cinta potrebbero essere sostituiti da alte cancellate, ed e’ fuor di dubbio che la stessa dovra’ rimanere chiusa di notte. Per una maggior sicurezza si potrebbe prevedere di ospitare una sezione dei Carabinieri Forestali con il compito di sorveglianza e cura di parte dell’area e sezioni distaccate di Carabinieri e/o Polizia a cavallo, come punti di riferimento nell’area per quanto riguarda la sicurezza.  

Tante le idee e possibilità potranno derivare da questo “Bosco in città” che, un po’ per fortuna e tanto per l’impegno delle associazioni del Comitato, e’ ancora salvo e che i casertani ed i residenti nei comuni limitrofi hanno a portata di mano. 

Pietro Scola

www.macricoverde.altervista.org

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©Corriere di San Nicola