Il vulcano più giovane d’Europa si trova nei Campi Flegrei

Storie di distruzione e di meravigliosa rinascita

 

 

All’interno dell’Oasi naturalistica Monte Nuovo si trova il vulcano più giovane d’Europa. L’Oasi è un importante polmone verde situata a Lucrino, nel comune di Pozzuoli.  

L’area di cui fa parte il vulcano è Campi Flegrei, il cui nome deriva dal greco flègo che significa "brucio", "ardo".

Questa zona, da sempre interessata da fenomeni eruttivi, fa parte di un complesso di strutture geologiche che nascono appunto da fenomeni di origine vulcanica. Sono circa ventiquattro i crateri e edifici vulcanici, che presentano manifestazioni gassose effusive, come ad esempio la Solfatara (antico cratere vulcanico ancora attivo).

Alcuni crateri nell’area hanno carattere eruttivo o idrotermale, come ad esempio Agnano, Pozzuoli e Lucrino. Tali fenomeni causano (e hanno causato in passato) il bradisismo, che ha interessato l’area dei Campi flegrei e Pozzuoli e che si manifesta con l’abbassamento o l’innalzamento del suolo.

Come nasce il vulcano più giovane d’Europa?
Tripergole, un villaggio medievale sul lago Lucrino, fu distrutto dal bradisismo e da una serie di fenomeni che preannunciarono proprio la nascita del Monte nuovo. L’eruzione con la nascita del vulcano fu un evento eccezionale in età storica nei Campi Flegrei. Il lago Lucrino fu modificato e fu unito al lago d’Averno  mediante un canale artificiale con la realizzazione del Porto Giulio (38-36 a.C.).
Il lago a causa del bradisismo fu sommerso dal mare nel X-XI secolo, col conseguente arretramento della linea costiera. Negli anni che seguirono, il suolo iniziò a sollevarsi sotto la spinta di forze endogene e riemerse un lungo tratto di costa, dove i numerosi eventi tettonici culminarono nell’eruzione del vulcano.
Era la notte fra il 29 e il 30 settembre del 1538 quando un rigonfiamento del suolo nella zona di Tripergole, ritirandosi, delineò a una voragine esplosiva, da cui eruttarono pietre, lapilli e cenere e formarono in circa tre giorni la collina craterica, cui fu dato il nome di Monte Nuovo dagli abitanti del posto.

Il primo periodo flegreo che coinvolse il Mediterraneo fino alla Russia

Il primo periodo flegreo risale a circa 29mila anni fa, con l’eruzione dell’Ignimbrite Campana (Tufo grigio campano). La più grande eruzione d’Europa verificatasi negli ultimi 200 mila anni sconvolse tutta la Campana e interessò oltre 150mila chilometri di superficie terrestre, dando origine a oltre 100 miliardi di mc di materiale eruttivo.

Parliamo di circa due milioni di mq di area dove ceneri e lapilli arrivarono: Mediterraneo centro-orientale fino ad arrivare in Russia e in Romania.

Oggi, a distanza di secoli, sul Monte nuovo (la cui nascita distrusse tutta l’area intorno) piante e fiori nati su un terreno difficile (roccia vulcanica e tufo) ci svelano la forza misteriosa di quella madre natura che ci avvolge, che ci ama, e che riesce a rinascere continuamente.

Oasi naturalistica Monte nuovo, Come visitarla

 

Accendendo gratuitamente all’Oasi naturalistica è possibile visitare il piccolo cratere (appena 30 metri); il terreno a carattere vulcanico e roccioso ha le caratteristiche del tufo ed è possibile fare il giro arrivando nel punto più alto (130 metri, con diametro di 1 km) per ammirare tutti i Campi flegrei. La vista è spettacolare, nelle giornate limpide sono visibili Ischia, Procida, Posillipo e Nisida. Il panorama offre ancora la penisola Sorrentina e Capo Miseno, e addirittura l’isola di Ponza.
La vegetazione sul Monte nuovo è eccezionale, fitta e variegata; sui versanti esterni vive un bosco di pino con corbezzolo, cisto ed erica nel sottobosco, ginestra, lentisco e leccio cespuglioso, mentre nella parte interna aglio selvatico, eucalipto (coltivato per usi farmaceutici), poi macchia mediterranea e graminacee sul versante sud, leccio e castagno su quello nord, felci, finocchio selvatico. Infine, una quantità enorme di piante e fiori, difficili da ricordare per chi non ha studiato scienze naturali. Infine, nell’area è possibile scorgere anche qualche volpe.

La natura ha la straordinaria capacità di distruggere ma solo per rinascere in un ciclo continuo, come se il tempo non esistesse. (quest’ultimo, infatti, è solo una convenzione della mente umana). La nascita del Monte nuovo è uno straordinario esempio della forza di un universo che trasforma e sposta le cose, perfino noi piccoli esseri. Perdersi stupidamente nei viluppi del tempo è attributo umano. 

Lapilli e ceneri arrivarono in Romania e in Russia; appena centotrenta metri d’altezza regalano una visuale piena, che si perde in una vegetazione che sembra parlare e dire molto di più di quanto possiamo immaginare.

Lapilli e ceneri arrivarono in Russia, i secoli sono un attimo, non è vero? E dalla distruzione, altro rinasce.

 

Giovanna Angelino
©Corriere di San Nicola