MESSINA-BERTOLASO, E’ PING-PONG


Continua lo scontro a suon di lettere tra il dottore agrario e il commissario straordinario. Berto:"Affermazioni pleonastiche e ripetitive...". Messi:"Tavolo tecnico irrituale e contraddittorio...".


Battaglia epistolare senza fine tra Giuseppe Messina e Guido Bertolaso sulla spinosa vicenda della megadiscarica LoUttaro.

Facciamo un po’ un riepilogo.

Ad una prima lettera inviatagli dal membro del Comitato Scientifico di Legambiente e rappresentante del Comitato Emergenza Rifiuti di Caserta, nella quale erano dettagliatamente illustrati tutti gli “sconci” e le irregolarità” legate alla gestione del sito dell’Appia Nord, il commissario straordinario per l’emergenza rifiuti aveva ...risposto picche: «Il progetto della discarica Lo Uttaro prevede le più moderne metodologie di realizzazione, tali da garantire un isolamento geologico e idraulico in linea con gli standard di legge e in totale terzietà rispetto a eventuali situazioni ambientali preesistenti. La nostra azione è improntata alla massima legalità oltre che ad una chiarissima linea di competenza e conoscenza delle situazioni e dei luoghi nei quali si sta operando».

Immediata la risposta di Messina, stavolta inviata, “per conoscenza”, anche alla Procura della Repubblica. In essa viene riproposto, punto per punto, accusa su accusa, tutto il corposo dossier elaborato dall’ex assessore all’ecologia di Caserta.

Ed ora, gli ultimi aggiornamenti dai campi.

Il 9 marzo il postino recapita a Messina la replica di Bertolaso. Eccola, nel testo integrale trasmesso anche al ministro Pecoraro Scanio (che, chiediamo scusa ma è più forte di noi, continuiamo ad immaginare superscocciato e con le sfere superabbuffate...) e alla Procura di Santa Maria Piena di Grazie:

«Oggetto: discarica di Caserta -loc. “Lo Uttaro”.
Si fa riferimento alla Sua nota del 19 febbraio u.s., con la quale si riscontra la lettera prot. DPC/RFT/478 del 13 febbraio 2007, attinente alla prossima realizzazione della discarica in oggetto.
Al riguardo, si precisa quanto segue.

1. Il Tavolo tecnico per l’individuazione di nuovi siti di discarica in provincia di Caserta è stato partecipato dalle amministrazioni competenti per un’analisi di tipo sovracomunale, che ha condotto alla individuazione dell’area oggetto di intervento. Per massimizzare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa, il citato Tavolo tecnico richiedeva necessariamente una partecipazione limitata alla Prefettura e alla Provincia di Caserta, oltre al Commissariato per i rifiuti, a meno di non voler convocare in uno stesso consesso e per un numero indeterminabile di sedute tutti i centoquattro rappresentanti dei Comuni della provincia stessa. Risulterà evidente anche a Lei che quest’ultima ipotesi non rientra nelle fattispecie di efficacia ed efficienza citate, a cui non può sottrarsi nessuna gestione amministrativa, a maggior ragione se operante in un contesto emergenziale. In ogni caso, il Comune di Caserta ha pienamente condiviso la scelta del sito, come testimoniato dalla firma congiunta del Protocollo d’intesa dell’11 novembre 2006, sottoscritto tra le suddette Amministrazioni e il Comune di Caserta stesso.



2. Per quanto riguarda, poi, le notizie da Lei riportate in merito a presunti illeciti nella coltivazione delle aree di cava e delle discariche in località “Lo Uttaro”, si ritiene che di tali informative si sarebbe dovuto dare contezza già a suo tempo agli organi giurisdizionali e di controllo territoriali. In ogni caso, come Le dovrebbe essere evidente, questo Commissariato è del tutto estraneo alla questione. Si resta comunque in attesa di sapere se e quali iniziative o denunce Ella abbia presentato in passato nel merito della questione che oggi espone.

3. In merito alle informazioni sul destino del percolato prodotto negli anni ‘70 dalla discarica “Mastropietro”, tale richiesta dovrebbe più utilmente essere rivolta ai competenti organi di controllo o, al limite, al Commissariato per le bonifiche e la tutela delle acque, piuttosto che a questa amministrazione che, come detto, è competente esclusivamente per lo smaltimento dei rifiuti urbani.

4. Per quanto concerne il procedimento di approvazione del progetto di discarica in località “Lo Uttaro”, tale onere è in capo alla struttura commissariale e non al Tavolo tecnico istituito presso la Prefettura di Caserta (come erroneamente dichiarato), il cui mandato si è concluso con l’individuazione del citato sito di discarica.

5. In ultimo, come già riferito nella precedente nota, la necessità di procedere ad un piano di interventi ante operam è questione ben presente a questo Commissariato che, a tal proposito, ha invitato il Presidente della Provincia di Caserta ad attivarsi tempestivamente in tal senso. Sono altresì noti a questa struttura precedenti studi svolti da altri enti di ricerca sull’area di “Lo Uttaro”. Ed infatti, nella lettera del 13 febbraio u.s., si richiamava uno studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità (Rapporto Istisan 02/22) su diverse discariche in tutta Italia tra cui quella già esistente in località “Lo Uttaro”, dove si evidenzia che “a valle dell’area di discarica si nota un certo incremento nelle concentrazioni di nitrati e solfati, tuttavia queste ultime, così come tutti gli altri parametri considerati, rientrano nei range ritenuti ottimali in base ai criteri stabiliti nel DPR n. 236/1988 relativo alle acque destinate al consumo umano, così come modificato dal DL. vo n. 31/2001 e successive modificazioni. Pertanto, le Sue affermazioni in merito alle questioni sopra riportate sono evidentemente pleonastiche e comunque ripetitive di questioni rappresentateLe proprio da chi scrive.
Si resta a disposizione per ogni ulteriore chiarimento nel merito. Guido Bertolaso»

Venerdì 16 marzo: il Dr. Agr. Giuseppe Messina ribatte nuovamente a Bertolaso, mettendo al corrente anche, come al solito, il ministro e il procuratore. Ecco cosa gli manda a dire:

«Il sottoscritto dr.agr. Giuseppe Messina, in riferimento alla nota in epigrafe indicata e ricevuta il 15 c.m. a chiarimento dei punti ivi esposti, ribadisce quanto segue.

1-Il protocollo d’intesa del novembre 2006 non individua un sito, ma parla genericamente della località “Lo Uttaro”, dove (se non esistesse la legge n.290 del 6/12/2006) vi sono, oltre la “cava Mastropietro”, numerose cave in condizioni tale che avrebbero determinato sicuramente minori tempi di approntamento dell’ipotizzata discarica, notevoli minori costi, maggiore capacità di sversamento, rispetto delle matrici ambientali e minimizzazione del rischio di ulteriore inquinamento.
In particolare esiste un’area di ca. 7 ettari, ex cava sfruttata previa autorizzazione di legge e coltivata nel rispetto del progetto, con profondità di scavo non superiore a 15 metri, sgombra da rifiuti ed oggetto di un progetto a cura del Consorzio CE3, regolarmente approvato da codesto Commissariato di Governo nel gennaio 2001, come a perfetta conoscenza della sua struttura tecnica.

2-La situazione della cava/discarica abusiva Mastropietro è a conoscenza di tutti gli Enti e istituzioni, in particolare le Prefetture di Napoli e Caserta, la Provincia di Caserta (al riguardo basta leggere i verbali dell’Unità di Crisi che ha operato presso la stessa Prefettura di Caserta e, last but non least (...che ...pittoresco questo “mixage” anglo-italiano...?!?-ndd), è a perfetta conoscenza di codesto Commissariato (si cita al riguardo la nota del Prefetto di Napoli del giugno 2003, avente ad oggetto propria siffatta problematica). Lo stesso Prefetto dal 1994 ha puntualmente informato, a cadenza semestrale, le Procure competenti e altri organi di controllo e repressione.

3-La problematica “percolato” prodotto dagli anni 70 e ancora in produzione, nei quantitativi enormi (il calcolo elementare fa rabbrividire nella sua consistenza), attesa la conclamata mancata captazione e smaltimento, dovrebbe preoccupare in particolare chi è riuscito ad immaginare un ulteriore utilizzo di tale sito, anziché, nel rispetto delle leggi ambientali, preoccuparsi della colossale azione di bonifica, ai sensi della 471/99 previa prescritta caratterizzazione e interventi di messa in sicurezza, anche di emergenza.

4-Lo scrivente non ha attribuito al tavolo tecnico alcun compito. E’ codesto Commissariato che, irritualmente e contraddittoriamente, ha convocato lo stesso (per quale motivo e quali competenze?) nel febbraio 2007 (sic!), a valle della stipula del protocollo (nov. 2006) e dell’ordinanza n. 3 del 12.01.07 di approvazione del progetto preliminare e di indicazione della cava “Mastropietro”.

5-Il tavolo tecnico (prof. Napoli) ha indicato la necessità di un piano di monitoraggio ambientale che appare francamente, in ogni caso, estremamente riduttivo ed inutile, attesa la problematica prospettata, di enorme e devastante impatto ambientale, per il presumibile stato di inquinamento in atto. Peraltro tale piano è stato affidato alla Provincia, in altre parole l’Ente che, per il tramite di specifiche figure “tecniche” ancora presenti e imperversanti, dovrebbe fornire, come dal 1988 ad oggi, corrette e vere informazioni e stato dei luoghi, situazioni amministrative, corrette e documentate operazioni gestionali dei rifiuti conferiti e di quelli liquidi captati e, in condizioni normali e controlli effettivi, da depurare e rendicontare. Giuseppe Messina»

Il ping pong continua...