Non ci resta che ...fuggire


La discarica diventa opera teatrale, ma raccoglie solo pernacchie. Bertolaso prende in mano il microfono al Comunale di Caserta e dice tosto tosto a tutti: “Scurdateve ‘o passat! Il vostro futuro è l’immondizia dello Uttaro!”. L’indignazione del Comitato civico. Roano sottolinea il “connivente consenso” dei quattro sindaci del comprensorio. Per Messina il commissario non ha risposto a numerose domande e cerca apertamente lo scontro. Il "medico" Bertolaso, secondo De Pinto, ha tradito il giuramento di Ippocrate...A questo punto, per evitare un immane disastro ambientale, non resta altro da fare che “scendere tutti in piazza” per la protesta, oppure...


Dopo la cruda conferma di Guido Adolf  Bertolaso (“La discarica si farà a tutti i costi!”), intervenuto a Caserta per spiegare “civilmente e democraticamente” le ragioni che lo hanno indotto, con De Franciscis e Petteruti, a scegliere il già superinquinatissimo sito LoUttaro a sede del costruendo immondezzaio provinciale, non c’è più scampo, ormai, per i duecentomila abitanti del “quadrilatero” più nefasto del mondo e soprattutto per i ventimila sannicolesi (di cui cinquemila freschi ed “ignari” residenti dell’Appia Nord) che -più degli altri “colleghi” sammarchesi, casertani e maddalonesi- respireranno a pieni polmoni i veleni provenienti dall’antica Calazia.
Dopo pochissimi minuti di audizione, noi non ce l’abbiamo fatta a resistere. Un conato di vomito (il cattivo lezzo arrivava fin lì...) ci ha costretti ad abbandonare il teatro comunale. Ci affidiamo, dunque, cari lettori, ai dispacci giunti in redazione e alle penne dei cronisti presenti  -e ben più “resistenti” di noi-  per raccontarvi quello che è successo, giovedì 29 marzo, sul vecchio palcoscenico di Via Mazzini, mai così umiliato nel corso della sua lunga e gloriosa storia.
Il capo nazionale della Protezione Civile (ironia della sorte!) non ha fatto sconti a nessuno, ha usato toni da dittatore, ha chiamato “spie” i vari comitati, giornalisti e cittadini che stanno evidenziando tutte le “illegalità” e le scabrose contorsioni burocratiche connesse alla vicenda e, con il sorriso compiaciuto del presidente della provincia e del primo cittadino del capoluogo, ha sgombrato il campo da ogni residua illusione.
Due medici ed un ingegnere (che, notoriamente amante di Hemigway, avrà certamente letto “Contratto per uccidere”, adattato anche a film), insomma, ovvero tre presunti “garanti” della salute e del progresso dell’umanità (bah, diciamo così anche se è esagerato...) hanno firmato e difeso ad oltranza l’accordo che contribuirà pesantemente ad accrescere le possibilità di ammalarsi di tumore. Per i sannicolesi soprattutto, ma soprattutto e purtroppo per i bambini, a forte rischio di “leucemia da discariche”, così come evidenziato da tutti gli studi scientifici effettuati in materia dal Ministero della Sanità, alcuni dei quali commissionati  -e sembra quasi uno scherzo-  proprio dal capo del dipartimento della protezione civile nazionale.
Non ci resta, quindi, che rassegnarci a ... morire. A meno che, e questa non è una soluzione tanto fantascientifica, fuggire dalla città... da questa città già resa invivibile dalle colate di cemento e che ha ormai perso, per sempre, il suo antico e magico volto di onestà e gentilezza.

nc

“Bertolaso offensivo e provocatore!”

Il Comitato contro la discarica Lo Uttaro di San Nicola la Strada esprime la propria indignazione per le parole offensive e provocatorie pronunciate dal Commissario Straordinario Bertolaso nel corso dell’incontro con i cittadini di Caserta, San Nicola la Strada, San Marco Evangelista e Maddaloni tenutosi nel pomeriggio di ieri presso il Teatro Comunale di Caserta.
L’affermazione che i cittadini sarebbero delle “spie” solo per aver consentito alla stampa straniera di documentare lo scempio ambientale che si è perpetrato nella Regione Campania, ed in particolare nella nostra provincia, è solo un pretesto per nascondere l’incapacità del Commissario e delle Istituzioni di fornire risposte adeguate alle richieste di legalità provenienti dai comitati, dalle associazioni e dai cittadini stessi.
Abbiamo tutti insieme posto il problema della legalità, dell’opportunità e della pericolosità nella scelta del luogo ove realizzare la discarica e ci saremmo aspettati una risposta circostanziata del Commissario. Abbiamo dato la nostra disponibilità alla ricerca di soluzioni alternative nel rispetto di un processo democratico di condivisione delle decisioni e ci saremmo aspettati una apertura verso un tavolo di confronto sulle soluzioni più idonee all’uscita dall’emergenza.
Nulla di tutto ciò è accaduto.
Ci dispiace, ci rammarica e ci delude che il Commissario straordinario, chiamato a risolvere l’emergenza rifiuti che attanaglia questa regione da oltre 13 anni, nonostante gli interventi pacati, costruttivi e improntati al dialogo provenienti dai rappresentanti dei comitati, dalla CGIL e dai comuni cittadini, abbia scelto un atteggiamento di scontro e di chiusura totale nei confronti delle legittime istanze della popolazione che vive in questo martoriato territorio e abbia dichiarato che la discarica si farà, costi quel che costi.

Il Comitato contro la discarica Lo Uttaro, 30/3/2007


La “connivenza” dei quattro sindaci...

Dopo l’incontro avuto ieri con i comitati cittadini e le forze politiche, una cosa almeno si è capita: i sindaci di San Nicola la Strada, San Marco Evangelista, Maddaloni e naturalmente Caserta, firmataria dell’accordo, sono perfettamente allineati con le decisioni di Bertolaso e Co.
Infatti, nonostante alcuni dei consigli comunali si siano espressi in modo contrario, non si è sentita una sola loro dichiarazione in difesa della legalità e sull’inopportunità e pericolosità di portare nella ormai famosa discarica Ex Ecologica Meridionale ulteriori 450.000 m3 di rifiuti. Non hanno speso una sola parola in difesa della salute dei cittadini e della tutela del loro territorio.
Mentre altrove i primi cittadini capeggiano le contestazioni su scelte inadeguate ed inopportune, la loro acquiescenza lascia sgomenti, esterrefatti e finanche sospettosi.
Non si capisce, infatti, anche dal punto di vista politico, cosa abbiano da guadagnare ad appoggiare scelte palesemente sbagliate e pericolose.
Anche il Presidente della Provincia, che si è dichiarato soddisfatto delle dichiarazioni del Commissario, evidentemente non ha compreso quali siano i termini della questione, in quanto il Commissario stesso non ha dato risposta alcuna alle innumerevoli questioni che sono propedeutiche alla scelta del sito stesso.
Tanto per rendere chiare le cose, è come se si istituisse un ipotetico Commissario per la Soluzione del Problema Partenopeo il quale, per risolvere i problemi di Napoli dovuti alla criminalità, alla disoccupazione, all’insufficienza delle strutture sanitarie, al traffico, all’inquinamento, al trattamento dei rifiuti e quant’altro connesso, improvvisamente sottoscrivesse un Protocollo d’Intesa con la Provincia ed il Comune di Napoli attraverso il quale si desse mandato alla Polizia Municipale di ammazzare un tot di persone al giorno, fino a raggiungere un numero di abitanti che consentisse di eliminare i problemi suddetti. E’ logico che con meno persone, infatti, si creerebbero nuovi posti di lavoro, ci sarebbe meno smog, gli ospedali sarebbero più efficienti, scenderebbe il livello di criminalità, si gestirebbe adeguatamente il problema dei rifiuti e così via.
Sfortunatamente per l’ipotetico commissario e di contro fortunatamente per i napoletani l’omicidio è considerato un reato sia dalla legge che dalla Religione e dall’etica, per cui tutto ciò non sarebbe possibile.
Ebbene, anche se il paragone va fatto con le dovute proporzioni, il Commissario Bertolaso, per risolvere l’emergenza, elude proprio quelle leggi che erano state istituite per salvaguardare la salute pubblica e che avrebbero dovuto impedire che nuove discariche andassero ad aumentare le vittime in luoghi già fortemente degradati dall’inquinamento ambientale dovuto all’accumulo di rifiuti e sostanze tossiche e che anzi ne prevedevano la bonifica per abbassare l’indice di mortalità di quei luoghi (vedi l’art. 5 della stessa legge 290/06 che disciplina l’emergenza dei rifiuti in Campania o il BURC (legge regionale del 9 settembre 2005) che ne obbliga l’immediata bonifica.
A QUESTO PUNTO AI CITTADINI, RIMASTI INASCOLTATI, SENZA ALCUNA DIFESA E INTERLOCUTORE, NON RESTA CHE CAUTELARSI DA SOLI. A TALE SCOPO E’ NECESSARIO CHE ALLA MANIFESTAZIONE DI OGGI 31 MARZO 2007 CI SI DIMENTICHI DI OGNI COLORE POLITICO O ALTRO GENERE DI APPARTENENZA, PER ESSERE TUTTI IN PIAZZA DAVANTI ALLA STAZIONE DI CASERTA ALLE ORE 10,30 PER PARTECIPARE ALLA GRANDE MARCIA DI AUTODIFESA E DI TUTELA DELLA LEGALITA’ CONTRO LE IMPOSIZIONI ED I SOPRUSI DEI TRE FIRMATARI DELLO SCIAGURATO PROTOCOLLO CHE ISTITUISCE LA DISCARICA LO UTTARO E CHE SONO SOLO INDICE DI CIECA ARROGANZA E INSOPPORTABILE PROTERVIA.

Antonio Roano (Verdi per la Pace), 30/3/2007

 

17 domande alle quali Bertolaso non ha risposto

-Il sito particella 147 (miracolosamente diventata anch’essa particella 42) chi lo ha scelto?

-E’ a conoscenza del fatto che da Improta, a Catalani, ecc. tutti i prefetti delegati così come i precedenti commissari di governo, compreso l’on. Bassolino, si sono sempre espressi negativamente sul sito particella 147 interessando a riguardo anche la magistratura?

-Sa come è stato possibile attrezzare la discarica con geomembrana ancorché in maniera irregolare e ambientalmente più foriera di problemi d’inquinamento (pareti verticali, scavo a 30 mt di profondità e falda a 27 mt) grazie all’alta sorveglianza e al collaudo della provincia incaricata dalla regione ai controlli?

-E’ vero che non avete liberato il sito dai rifiuti precedentemente sversati in modo illecito?

-E’ in grado di dire di che natura erano e sono i rifiuti che si trovano nella particella 147 dove sopra avete attrezzato la nuova discarica?

-Lei e’ a conoscenza del fatto che nella località lo uttaro esistono già tre discariche, un sito di trasferenza, un sito di stoccaggio, un sito di stoccaggio abusivo, un impianto per la lavorazione delle materie prime-seconde il tutto per oltre 5 milioni di mc di rifiuti?

-Lei e’ a conoscenza del fatto che a circa 100 mt dalla discarica esiste un macello comunale che aveva il bollino verde dell’unione europea, unico nella regione campania, che poteva macellare l’equivalente del fabbisogno di tutta la popolazione regionale e che per la presenza del sito di stoccaggio le autorità sanitarie hanno vietato la macellazione con gravissimi danni economici all’economia locale?

-Lei e’ a conoscenza del fatto che praticamente di fronte alla discarica si trovava una delle industrie informatiche più importanti del mondo con oltre 500 addetti che a causa della presenza dei siti di trasferenza e di stoccaggio si e’ trasferita a Pozzuoli?

-Lei e’ a conoscenza del fatto che ad appena 700 mt e’ in costruzione il policlinico universitario per 550 posti letto e che le pratiche cosiddette post mortem della discarica obbligheranno a lavori per almeno 30 anni?

-Lei e’ a conoscenza del fatto che la discarica lo uttaro confligge con le linee di sviluppo programmatico determinate per caserta da numerosi progetti: (por, urban II etc.) che il polo direzionale sorto nell’area ex Saint Gobain con strutture già operative come la commissione tributaria provinciale, teleservizi, uffici della provincia ma anche con il nuovo albergo Crown Plaza si ritroverebbe a pochi metri dalla discarica in spregio alle norme di sicurezza sulle distanze minime?

-Lei e’ a conoscenza del fatto che per il gravissimo stato di degrado e inquinamento dell’area la giunta regionale, nel 2005 congiuntamente al commissario di governo per l’emergenza bonifiche e la tutela delle acque ha approvato il piano regionale di bonifica dei siti inquinati della regione campania e dichiara l’area uttaro – in particolare l’area ex ecologica meridionale - sito di interesse nazionale, dove l’unica attività consentita, mediante opportuna valutazione di impatto ambientale, è la messa in sicurezza e la bonifica?

-Lei e’ a conoscenza dell’art. 5 (bonifica, messa in sicurezza e apertura discariche) della legge 6 dicembre 2006, n. 290 (approvata e pubblicata prima della firma della sua ordinanza n.3 del 2007) recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione campania" il quale recita che “fino alla cessazione dello stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione campania...sono utilizzate e messe in sicurezza le discariche già autorizzate o realizzate dal commissario delegato-prefetto di napoli, nonché le ulteriori discariche che il commissario delegato può individuare per l'attuazione degli obiettivi fissati dal presente decreto. ma che tuttavia nell'individuazione delle aree da destinare a siti di stoccaggio o discariche, il commissario delegato dovrà tenere conto del carico e degli impatti ambientali gravanti sulle aree su cui già insistono discariche, siti di stoccaggio o altri impianti in evidente stato di saturazione. a tal fine il commissario delegato, nel disporre l'apertura di nuovi impianti, valuta prioritariamente la possibilità di individuare siti ubicati in aree diverse?

-In che maniera siete riusciti a fare i lavori in un sito che non poteva essere attrezzato atteso che il pesante inquinamento esistente e quando la stessa legge 471/99 impone il piano di caratterizzazione e messa in sicurezza d’emergenza per il flusso nella falda e quello definitivo per bonificare tutta l’area anche quella circostante?

-Se dite di aver fatto il monitoraggio come mai a seguito di sollecitazione del prof. napoli, ancora l’8 febbraio scorso, alla riunione del tavolo tecnico e’ emersa la necessità di attuare un compiuto piano di monitoraggio delle matrici ambientali dell’area lo uttaro, con particolare riferimento alle acque di falda e che ancora il 14 febbraio lei ha sollecitato l’amministrazione provinciale a fare detto monitoraggio quando i lavori erano pressoché finiti?

-Dopo quattro mesi e mezzo dalla sottoscrizione del protocollo d’intesa come mai la provincia non ha ancora presentato anche una bozza del ciclo provinciale dei rifiuti? e come si concilia questa possibilità col fatto che tale competenza e’ ormai della regione in considerazione che la legge sullo smaltimento dei rifiuti e’ stata approvata? e non decade di fatto il protocollo per effetto di questa legge in quanto la provincia e’ stata di fatto delegittimata e la provincializzazione dello smaltimento dei rifiuti accantonata definitivamente?

-Come pensate che sia credibile una provincia che ha sempre omesso i controlli, ha firmato autorizzazioni impossibili, non e stata mai in grado di monitorare niente e ancora oggi utilizza purtroppo gli stessi funzionari?

-E’ vero che presso il commissariato di governo esisteva già un altro progetto di discarica approvato?

Giuseppe Messina, Legambiente, 30/3/2007



Il commissario Bertolaso non vuole dire la verità

“Il Commissario Bertolaso non vuole dire la verità su Lo Uttaro, si rifiuta di rispondere alle domande e cerca lo scontro facendosi forza del suo incarico governativo”. Ad affermarlo è il dottor Giuseppe Messina, ex assessore del Comune di Caserta che conosce molto bene tutte le nefandezze che nel corso dei decenni hanno contribuito a fare della Uttaro un “sito maledetto”. “Ha deriso il Comitato” – ha aggiunto Messina subito dopo aver lasciato il teatro comunale offeso per le affermazioni di Bertolaso – “e le oltre cento associazioni che ne fanno parte, ha rifiutato il dialogo e provocato l'assemblea. Ha rifiutato la nostra proposta di verificare (sarebbero bastati pochi giorni) se, quanto sosteniamo ormai da mesi, corrisponde al vero e cioè che sul sito di Lo Uttaro non esistono le condizioni per attivare alcunché, così come da Improta in poi è stato detto e scritto. Bertolaso nasconde la verità” – sottolinea molto amareggiato per come è andata la vista di Bertolaso – “e, insieme ad una classe dirigente locale inerme si è reso responsabile di una gravissima rottura sociale. Non ci resta che scendere in piazza” – ha proseguito parafrasando un noto film di Massimo Troisi – “attivare i presidi e difendere la legalità in questa terra di camorra. Appare paradossale che la gente di strada sia costretta ad affermare la legalità a chi, rappresentanti dello Stato, si stanno rendendo incapaci e complici di azioni che la legge non ammette. Per questo motivo” – ha poi concluso – “scenderemo in piazza e chiederemo al Prefetto di Caserta di rispondere alle 17 domande fatte a  Bertolaso ed alla Magistratura di far presto nell'accertamento della verità. Vogliamo scongiurare una prova di forza che non porterebbe a nulla, chiediamo il disimpegno delle forze dell'ordine dalla Uttaro, cosa che potrebbe contribuire a stemperare gli animi ed evitare scontri”.

Nunzio De Pinto su Gazzetta di Caserta, 31/3/2007


Bertolaso ha tradito il giuramento di Ippocrate

E’ sicuramente disdicevole quando qualcuno viene meno ad un giuramento, eppure è quanto accaduto al dottore Guido Bertolaso, laureato in Medicina. Il Giuramento di Ippocrate è il giuramento che ogni medico presta prima di iniziare la sua professione. Prende il nome da Ippocrate che lo formulò nel 430 a.C.. Il giuramento ai nostri tempi è stato naturalmente aggiornato, ma in uno dei suoi passaggi recita: “....omissis....  Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, GIURO:..... di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo ed il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale”. Seguendo questo giuramento, visto che egli conosce molto bene anche i risultati di numerose ricerche scientifiche che hanno accertato un aumento di mortalità per tumori nelle province casertane, tra queste San Nicola La Strada, e napoletane, non avrebbe dovuto far aprire il sito Lo Uttaro, eppure nel corso dell’incontro al teatro comunale di giovedì pomeriggio ha detto chiaro e tondo che “....la discarica si farà”. Complimenti per la coerenza. Ma non è la sola cosa che da fastidio nel comportamento del dottor Bertolaso, il quale, sia chiaro a tutti, ha i poteri per fare, in materia di rifiuti, quello che vuole, ma non può dire, come ha detto “...Non accetto chi fa la spia, chi porta i giornalisti stranieri in giro per la Regione a far vedere loro gli aspetti negativi, come se in Campania tutto facesse schifo, come se ci fossero soltanto una serie di problemi ed il malaffare”. Secondo il dottor Bertolaso “i panni sporchi si lavano in famiglia”, che è come dire che la stampa deve tacere dal raccontare le decine di morti che vengono ammazzati a Napoli ed a Caserta perché si da un’immagine sbagliata all’estero. Non sembra che questo sia un atteggiamento responsabile, non deve addossare alla stampa tutte le colpe del malessere e dei disagi causati da 13 anni di inefficienza politica in materia di rifiuti. L’Italia, la Campania e la provincia di Caserta fanno parte a pieno titolo dell’Unione Europea e quando prendiamo da Bruxelles i fondi POR, se c’è una cattiva gestione di questi fondi, non possiamo non parlarne e “lavare i panni sporchi in famiglia”. Si è trattato sicuramente di uno spiacevole scivolone, di una caduta di stile. Così come la presenza in prima fila del signor Prefetto di Caserta, dottoressa Maria Elena Stasi, è sembrata più essere una presenza rassicurante per indurre i “rivoluzionari”, i “guerriglieri anti discarica” a tenere un basso profilo. Aveva forse paura che i casertani fossero peggiori dei cittadini di Serre ? A parte queste legittime considerazioni, il dottor Bertolaso sa benissimo che i cittadini “rivoluzionari” della conurbazione interessati alla costruzione della discarica, non gli faranno alcun sconto.

Nunzio De Pinto su Gazzetta di Caserta, 31/3/2007



Classe dirigente senza futuro...

Da noi non ci sono sindaci ribelli ma “collaborazionisti zelanti” che si coprono di responsabilità in ogni senso. Quindi non val la pena di sprecarsi in chiacchiere con la città aperta e con le chiavi consegnate. Ma la città si sta muovendo grazie anche alle associazioni, ai gruppi di cittadini, ai politici con più sensibilità ambientale e meno “Yes man”. Una nuova stagione sta arrivando, fatta di sensibilità cittadina e di impegno civile. La provincia ed il comune stanno suscitando un interesse inaspettato per il proprio territorio e per il proprio destino, si stanno mostrando “buoni nemici” che sempre più imporranno un nuovo catalizzatore dell’avversione popolare. Soprattutto se verrà eretto il sozzo monumento della discarica sarà segnato il destino di quanti l’hanno favorito contro la gente di Caserta, di San  Nicola, San Marco e Maddaloni. Altri seguiranno nell’antagonismo sottovalutato dai padroni del vapore e mentre si promuove la protesta ci si attrezza contro la discarica. La resistenza civile prevista dal diritto naturale avrà ampio campo per quanti non demordono ed ogni giorno che passa servirà a sottolineare le colpe di una classe dirigente sprovveduta e colpevole per la quale non ci sarà futuro. Un governo pericoloso quello che ci regge, alla cui ombra si stanno preparando tutte le ipotesi più sciagurate come la maxi speculazione delle cave dimesse. Un grande nemico che ha stracciato tutti gli accordi di difesa dell’ambiente e firmato patti con il diavolo.

Pasquale Costagliola, presidente dell’Associazione “Terra Nostra”