Lo Uttaro in stand-by



La civile “resistenza” dei presidianti (con il contributo degli studenti) e la spaventosa disorganizzazione delle ...forze dello Stato fanno slittare, fortunatamente, l’inaugurazione della megadiscarica. Intanto, il Comitato invita i cittadini a firmare per la bonifica della zona. Dello Uttaro si parla anche all’ “Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia”.


Un po’ per la dignitosa resistenza messa su in maniera civile, pacifica e democratica (che lezione di stile!) da parte dei comitati, un po’ per la disorganizzazione (non sanno da dove cominciare...) delle ...forze dello Stato che dovrebbero attivare l’ecomostro, l’apertura “ufficiale” del megasito è fortunatamente slittata a data ancora ignota.

Una mano più che consistente ai comitati civici facenti capo a Messina, Roano e C. la stanno dando decine e decine di studenti dei licei di Maddaloni e del Diaz di Caserta che, costituiti in un vero e proprio Coordinamento, stanno turnando davanti ai cancelli della discarica e diffondendo dovunque il testo di un manifesto in cui sottolineano “la gravità di insediare, in una zona già minacciata dalla presenza delle cave e con il più alto numero di casi di malattie congenite in Italia, una discarica, per di più a pochi metri dal nascente Policlinico della seconda università di Napoli”.

Questi valorosi giovaniIl coordinamento , di cui va elogiata la dimostrazione di senso civico ed attaccamento ai valori ambientalisti da ...far invidia a taluni genitori che sembrano avere, nei confronti dell’ambiente che li circonda, una sorta di fatalismo, hanno già annunciato che prenderanno parte alle manifestazioni contro l’attivazione dell’impianto di smaltimento rifiuti e che apriranno un dibattito alla prossima seduta della consulta provinciale degli studenti su questo argomento.

Intanto, domenica 15 aprile  -e questa è l’ultima mossa del Comitato Emergenza Rifiuti-tutti i cittadini della conurbazione maledetta (il cosiddetto “quadrilatero della morte” argutamente coniato da Nicola Ciaramella), sono invitati a recarsi a Caserta per firmare una petizione finalizzata a chiedere la bonifica e la messa in sicurezza dell’intera area de Lo Uttaro. Appuntamento dalle ore nove in Piazza San Sebastiano, dove sarà allestita anche una mostra fotografica ...dedicata al nascente ecomostro.

Ma non è tutto per una domenica che ancora una volta sarà spesa da tantissimi encomiabili volontari a favore di una causa che sta interessando duecentomila semplici cittadini e non poche stolte decine di indifferenti amministratori.

Contemporaneamente alla raccolta delle firme, infatti, in un’altra iniziativa si parlerà della maledetta Lo Uttaro: alle 10.30, a Napoli, nel Palazzo Marigliano alla via S. Biagio dei Librai 39, presso il Teatro Tinta di Rosso, si riuniranno le Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia (che, per chi non lo sapesse, sono assemblee pubbliche permanenti sorte all’inizio degli anni ’90 “nel disperato tentativo di far fronte al totale fallimento della classe dirigente napoletana”) con il seguente tema all'ordine del giorno: “Lo Uttaro, storia di un disastro ambientale annunciato. Attesa la partecipazione dell’agronomo Giuseppe Messina del comitato scientifico di Lega Ambiente, mentre, a conclusione delle assise, il prof. Giuseppe Comella ed il prof. Antonio Marfella commenteranno lo studio promosso dalla protezione civile "Trattamento dei rifiuti in Campania: impatto sulla salute umana".

Ecco il documento su cui si snoderà l’intervento di Messina:

«LO UTTARO: STORIA DI UNA BUGIA E DI UN DISASTRO AMBIENTALE ANNUNCIATO

Nell’ottobre scorso, il Commissario di Governo per l’emergenza rifiuti dr. Guido Bertolaso richiede per la Provincia di Caserta l’individuazione di un sito da adibire a discarica per la FORSU (Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani) – per capirsi, quella che più crea problemi sanitari, cattivi odori e attira gabbiani, ratti, ecc. ecc., - proveniente dal C.D.R. di Santa Maria Capua Vetere.

Il Prefetto di Caserta, sig.ra Stasi istituisce, d’intesa con il Presidente dell’Amministrazione Provinciale, un apposito gruppo di lavoro, coordinato dal Vice Prefetto Vicario dott. Francesco Provolo.

Il gruppo di lavoro individua sul territorio provinciale n. 6 cave ritenute idonee per accogliere la suddetta FORSU e, incredibilmente, sceglie la cava abusiva Mastropietro in località Lo Uttaro e dichiara le seguenti motivazioni:

-“Il sito risulta protetto da un telo in HPDE (geomembrana) della superficie di mq 15.000;

-Per una volumetria complessiva di mc 400.000 (utilizzabile per circa 8 anni);

-Non interessato dalla presenza di rifiuti”.

Sull’argomento giova osservare che: il telo posto abusivamente è un colabrodo, in particolare sulle tre sponde verticali; il quarto lato, riempito già da una quantità enorme di rifiuti, non è impermeabilizzato ed è collegato alla discarica preesistente (Rossi Giuseppina e/o Ecologica Meridionale); La volumetria utilizzabile - se la matematica non è un’opinione - non può essere superiore ai 250.000 mc al massimo, atteso, come attestato dall’ARPAC (rapporto del 9 marzo 2007) che la superficie del fondo invaso non è di 15.000 mq ma appena di 9.900 mq (la riduzione della superficie è dovuta ai rifiuti già conferiti a fine 1993 – la Provincia dov’era? Quali rifiuti sono stati illecitamente sversati?).

Tale scelta è avvenuta nonostante le denunce e l’ampia documentazione agli atti e, in parte, anche prodotta dalla stessa Prefettura e dall’Amministrazione Provinciale di Caserta.

Il 28 ottobre 2006 tale individuazione è inviata al dott. Bertolaso.

L’11 novembre 2006 è sottoscritto un protocollo d’intesa fra Bertolaso, il sindaco di Caserta, Petteruti e il Presidente dell’Amministrazione Provinciale De Franciscis. Nessuno degli amministratori ha avuto mandato a sottoscrivere l’atto dai rispettivi organi decisionali (consiglio comunale e consiglio provinciale).

Il 6 dicembre 2006 è pubblicata la legge n. 290 che, di fatto, vieta al Commissario di localizzare discariche in siti come quello di “Lo Uttaro”;

Il 9 settembre 2005 la Regione Campania e il Commissario di Governo per l’emergenza bonifiche e tutela delle acque nella Regione Campania, approvano il Piano Regionale di bonifica delle aree inquinate. Per il gravissimo stato di degrado e inquinamento l’area Lo Uttaro (in particolare la cava abusiva Mastropietro o Ecologica Meridionale, quella cioè interessata dalla nuova discarica abusiva) è dichiarato Sito di Interesse Nazionale, dove l’unica attività consentita, mediante opportuna valutazione di impatto ambientale e caratterizzazione accurata, è la messa in sicurezza e la bonifica.

Il 12 gennaio 2007 il Commissario di Governo, con ordinanza n. 3 indica la cava abusiva Mastropietro - località Lo Uttaro - quale discarica e, con la stessa ordinanza, approva il progetto preliminare;

Il 19 gennaio è nominata la commissione di gara che, in pari data, si riunisce e procede all’aggiudicazione e all’affidamento alla ditta vincitrice, praticamente senza alcuna pubblicità od evidenza pubblica;

Il 16 marzo con ordinanza n. 75 - a lavori pressoché ultimati - è approvato il progetto definitivo;

Il 29 marzo audizione con Bertolaso. Gli vengono poste 17 domande sul sito. Non risponde;

Il 31 marzo manifestazione con corteo e la partecipazione del Vescovo S.E. Nogaro. Richiesta alla Prefettura di verifica degli atti e richiesta di partecipazione del ministro dell’ambiente, inspiegabilmente attivo su Serre, totalmente assente su Caserta, nonostante il conclamato ventennale impegno per l’ambiente;

Il 3 aprile collaudo della discarica abusiva nella cava abusiva, l’intervento, come si evince dalla documentazione, ha subito modifiche sostanziali, di un progetto raffazzonato, senza alcuna conoscenza dell’effettivo stato dei luoghi e del pauroso inquinamento ancora in atto;

Il 4 aprile il TAR del Lazio boccia la richiesta di sospensione dell’ordinanza n. 3/2007 del Commissario di Governo, sulla base di quanto affermato dall’A.R.P.A.C. (l’agenzia regionale per l’ambiente) e cioè che esisterebbero“le condizioni essenziali richieste per il rispetto dell’ambiente”. In merito si evince la palese contraddizione con il rapporto dell’ARPAC del 9 marzo in cui: - si attesta la presenza di rifiuti e si rappresenta il pericolo di conferire rifiuti speciali, tra l’altro non stabilizzati. In tale rapporto si coglie anche la falsa affermazione della stessa ARPAC che i lavori di impermeabilizzazione della cava abusiva che si vuole utilizzare, sarebbero stati realizzati solamente nel 1994-95. In realtà gli stessi sono stati realizzati ben prima e già nel 1993 sono stati illecitamente conferiti rifiuti. Tale affermazione probabilmente nasce per coprire la colpevole connivenza dell’A.Provinciale che doveva controllare.

Il 4 aprile va su RaiNews24 e visto in tutto il mondo un’intervista ad un rappresentante del Comitato e trasmesso un video (www.finotti.info); il capo cantiere della costruenda discarica afferma e dichiara che nel sito ci sono rifiuti, che si produce percolato e che la ditta non è stata incaricata di fare la bonifica.

LA BUGIA È SVELATA, IL RE È NUDO E ORA VOGLIAMO GIUSTIZIA.

10 aprile 2007 l’assemblea decide di compiere forme di resistenza non violenta a Lo Uttaro per affermare la legalità anche in Terra di Lavoro, dove la camorra ha permeato anche la pubblica amministrazione e una classe politica incapace di creare condizioni di sana amministrazione».