DAL MONDO

Afghanistan: attacco kamikaze, 7 militari feriti, di cui uno della Brigata Garibaldi di Caserta



Il livello di scontro in Afghanistan si è notevolmente alzato. Lo dimostra l’attentato kamikaze del 18 ottobre nei confronti di una pattuglia italiana che deve la vita al nuovissimo LINCE, veicolo tattico leggero multiruolo prodotto dalla IVECO di Bolzano che ne ha fatto un mezzo super corazzato ma duttile e veloce. Un attentatore suicida, mentre era a bordo di una Toyota imbottita di tritolo, si è fatto esplodere ieri mattina nei pressi di Herat, nell'ovest del Paese, al passaggio di una colonna di mezzi italiani. Sono stati sette i militari coinvolti di cui cinque quelli rimasti feriti, uno in maniera più seria, mentre due veicoli hanno subito danni. La colonna al momento dell'attacco, secondo quanto hanno riferito da Herat, stava effettuando un movimento pianificato. Secondo il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, l'attentato dimostra che “il livello dello scontro si è innalzato, se non da un punto di vista quantitativo, dal punto di vista qualitativo”. È cresciuta cioè la capacita organizzativa dei talebani di portare a termine questi attacchi. L'unità di reazione rapida (QRF) e il nucleo artificieri (EOD) sono subito intervenuti e hanno messo in sicurezza l'area per favorire lo sgombero dei feriti, che sono stati trasportati nell'ospedale da campo della base italiana. Due tra le persone coinvolte hanno riportato lesioni solo superficiali e per questo sono state subito dimesse. I feriti sono il Tenente Colonnello Giovanni Battaglia, di Vittoria in provincia di Ragusa, effettivo al reparto comando e supporti tattici AOSTA, con sede a Messina; il Capitano Giuseppe Cannazza, di Galatina in provincia di Lecce, effettivo allo Stato Maggiore Esercito, con sede a Roma; il 1°Maresciallo Fabio Sebastiani, di Palermo, effettivo al COMFOTER, con sede a Verona; il Maresciallo ordinario Alessandro D'Angelo, di Messina, effettivo al Reparto Comando Supporti Tattici AOSTA, con sede a Messina; il Caporal Maggiore Scelto Giuseppe Laganà, di Melito Porto Salvo in provincia di Reggio Calabria, effettivo al 1° Reggimento Bersaglieri di Cosenza, quest’ultima è una unità incorporata nella Brigata Bersaglieri “GARIBALDI” di Caserta, attualmente impegnata in Libano nell’ambito della missione Unifil dell’ONU, “LEONTE 4”.  I primi tre si trovavano in teatro operativo da 10 giorni per preparare la loro prossima missione mentre gli altri due risultano già veterani dell'area. Dei feriti solo tre rimangono ricoverati in osservazione D'Angelo, Cannazza e Sebastiani, mentre il bersagliere Laganà ha già lasciato l’infermeria. Tutti i militari coinvolti hanno voluto rassicurare personalmente le famiglie. Il ministro della Difesa, La Russa, dopo aver assicurato che l'impegno dell'Italia in Afghanistan contro il terrorismo continuerà ha anche assicurato che saranno garantite per i militari italiani tutte le misure di protezione necessarie. Il ministro ha dato indicazione al Capo di Stato Maggiore della Difesa di garantire ai militari italiani tutte le misure di protezione necessarie. “Già nei giorni scorsi - ha affermato il ministro - avevo detto che la situazione preoccupa. E preoccupa più noi, che i militari che si trovano in Afghanistan, che sono consci della difficoltà, della pericolosità della loro missione. L'avevamo detto a ragion veduta e non c'è dubbio che ora si assiste ad un innalzamento del livello qualitativo dell'attacco contro le forze internazionali, anche in zone - come la nostra - che fino a poco fa erano relativamente tranquille”.

Nunzio De Pinto