UN COMPORTAMENTO POCO CORRETTO DELLA NOSTRA AMMINISTRAZIONE...

TIA: i soldi dell'IVA dalle tasche dei cittadini alle casse del Comune...

Gentile Direttore,

vorrei sottoporre alla Sua attenzione e a quella dei Lettori un comportamento poco corretto della nostra Amministrazione Comunale.

Credo sia ingiusto oltre che eticamente sbagliato mentire ai propri cittadini facendo credere che una tassa è diminuita quando nella realtà dei fatti è aumentata.


La situazione è questa:

-l’IVA sulla TIA non si paga più;

-un fetta di risparmio va al cittadino (pochi euro);

-il resto della torta se la prende il Comune aumentando l’aliquota della “quota variabile”.

Volendo vedere i conti con gli “occhiali” dell’Amministrazione in effetti ciascun contribuente, rispetto allo scorso anno, si trova a pagare per la TIA alcuni euro in meno. Peccato che gli “occhiali” dell’Amministrazione sono maliziosamente della gradazione sbagliata. Il risparmio doveva essere maggiore dei pochi euro, diciamo pari all’intera IVA.

Per coloro i quali avranno la pazienza di leggere, oltre alle prime righe, anche il resto del testo, cercherò di mettere a fuoco i conti, spero, con le giuste diottrie.

Punto 1

Una Sentenza della Corte costituzionale (luglio 2009) ha stabilito che la TIA (ex TARSU), non essendo prestazione di servizio, non è assoggettabile ad IVA.

Detto in parole povere, non era e non è legittimo far pagare ai cittadini una tassa sulla tassa, quindi, l’IVA al 10% applicata alla TIA non è più dovuta.

Fin qui siamo tutti d’accordo, anche l’Amministrazione Comunale ha recepito questo principio, tanto è vero che nella lettera di accompagnamento delle bollette di quest’anno fa riferimento proprio a tale sentenza.

Punto 2

Prima di questa sentenza il Comune riscuoteva indebitamente l’IVA dai propri cittadini, ma attenzione, non immetteva tali soldi nelle proprie casse, bensì li versava all’Agenzia delle Entrate. Si può semplificare questo concetto dicendo che il Comune faceva da tramite, riscuotendo i soldi dell’IVA dai contribuenti per poi darli al legittimo proprietario ovvero l’Agenzia delle Entrate.

Quindi, il Comune non ci perdeva né ci guadagnava niente da quest’IVA indebitamente riscossa, visto che non erano soldi suoi.

Anche su questo punto siamo tutti d’accordo, inclusa l’Amministrazione Comunale che, sempre nella lettera di accompagnamento delle bollette, spiega che è a sua volta in attesa di disposizioni da parte dello Stato per restituire i soldi dell’IVA indebitamente riscossi negli anni 2006-2008. Anzi, l’Amministrazione forse ci farà recuperare già l’anno prossimo questi soldi, tanto si tratta di un anticipo, poi li riavrà dallo Stato.

Riassumendo, il Comune non ha mai beneficiato dei soldi derivanti dall’IVA sulla TIA per il semplice fatto che non poteva, non erano soldi suoi, ma dell’Agenzia delle Entrate.

Punto 3

Se i soldi dell’IVA sulla TIA non sono mai stati del Comune e quest’anno l’Agenzia delle Entrate non li vuole (non li può avere per la famosa sentenza del Punto 1), perché i contribuenti del Comune di San Nicola la Strada non risparmiano per INTERO i soldi dell’IVA bensì solo pochi euro? Cosa è successo? Dove sta il trucco?

Punto 4

Purtroppo è abbastanza semplice spiegarlo, dietro c’è sia il trucco che l’inganno.

Porto il mio esempio. I soldi dell’IVA che ho pagato l’anno scorso ammontano a circa 30€.

Quest’anno, in totale risparmio circa 5€. Mancano all’appello 25€. Dove sono andati?

Risposta: mi è stata aumentata la “quota variabile”della TIA di 25€, portandola dal minimo al massimo applicabile!

Anche qui un trucchetto, quest’anno, guarda caso, è scomparsa dalle fatturazioni proprio la tabella che mostrava quanto si pagava per la “quota variabile” (in allegato una copia). Come dire, fin quando la tabella poteva essere utile ad evidenziare un “virtuosismo” dell’Amministrazione, ci poteva stare, ora che evidenzia un “peccato” ... «Sim Sala Bim» (recitava il Mago Silvan) ... meglio farla scomparire!

Scusate la divagazione, ma la tabella scomparsa mi ha colpito, non quanto il discorso dell’IVA, ma mi ha colpito.

Dicevo, è ovvio che rispetto all’anno scorso ho risparmiato circa 5€, ma ho l’impressione che siano serviti all’Amministrazione per poter tendere la mano e dire che la TIA è diminuita, tralasciando che con l’altra mano ne incassa 25€. 

Mi viene in mente quello che accade in Italia quando la BCE taglia i tassi d’interesse. Il consumatore non ritrova lo stesso sconto nei tassi che effettivamente paga, in quanto le nostre Banche trasferiscono ai clienti solo una parte dello sconto applicato della BCE, il resto se lo pappano loro, ad esempio, aumentando lo spread.

La conclusione di questo punto è la seguente: QUEST’ANNO IL COMUNE, APPROFITTANDO DELL’IVA TOLTA, HA AUMENTATO I PROPRI INCASSI FACENDO PAGARE AI PROPRI CITTADINI UNA TIA MAGGIORE. In particolare, attraverso l’aumento della “quota variabile”, si è tenuto per se quasi tutti i soldi dell’IVA, lasciando ai cittadini pochi euro.

Punto 5

“La domanda sorge spontanea”, diceva Antonio Lubrano.

Se gli anni scorsi l’Amministrazione è riuscita a quadrare i bilanci senza i soldi dell’IVA (ripeto non erano soldi suoi, prima o poi li dovrà restituire all’Agenzia delle Entrate), come mai quest’anno ne ha bisogno? Che fine fanno questi soldi? Quali costi devono coprire?

In verità mi aspettavo che i costi fossero diminuiti, visto che l’Amministrazione, per la raccolta dell’umido, è passata dai sacchetti biodegradabili in mater-bi a quelli in plastica.

A dimostrazione del fatto che se i dati sulla raccolta differenziata sono veri, il merito è tutto dei cittadini che la fanno, visto che l’Amministrazione ha aggiunto della plastica all’umido.

Qualcuno potrà dire che una piccola percentuale di plastica è ammessa nell’umido, forse si, ma non capisco perché aggiungerla sistematicamente a monte utilizzando un sacchetto non idoneo allo scopo.

Ho finito.

Un’ultima cosa, vorrei fugare eventuali dubbi. Ci tengo a precisare che non appartengo all’opposizione, non sono iscritto ad alcun partito politico e che questa lettera l’avrei comunque scritta, indipendentemente dal “colore” dell’Amministrazione. Sono stato spinto dalla rabbia scaturita dal fatto di essere stato preso in giro.

Se avessi ricevuto una lettera del tipo: «Gentile concittadino, quest’anno dovresti pagare molto meno di TIA, ma visto che l’Amministrazione Comunale ha intenzione di realizzare ..., potenziare ..., creare ...,  sanare ..., mettere in sicurezza ... ti chiediamo gentilmente, nel tuo piccolo, di contribuire ai nostri progetti rinunciando ad una parte dei soldi dell’IVA che da quest’anno non sarai più costretto a pagare.», mi creda Direttore, sarebbe stato diverso, avrei accettato!

Avrei tanto piacere di essere smentito o quantomeno di ricevere una spiegazione in merito, un chiarimento che possa farmi capire dove ho sbagliato. In tal caso sarò pronto a chiedere scusa e a vergognarmi delle conclusioni errate cui sono giunto. Se così non fosse, si vergogni chi ha architettato questo piano diabolico: mascherare come regalo un aumento della TIA!

Cordiali saluti,

Roberto Alfuso, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.



Tabella quota variabile Tia