ANAGRAMMA? NO, MA FA LO STESSO...

Ma chi è Romana Ceci Lalli?

«Egr. sig. Direttore, seguo con attenzione il suo giornale. Vivo qui da molti anni e le dico grazie per la costanza con cui ci informa e ci tiene aggiornati su quello che accade a San Nicola la Strada. Devo chiedere una curiosità. Ma Romana Ceci Lalli, la giornalista che firma l’articolo meraviglioso e significativo dal titolo “Testimonianza di fede (e di libertà) – Da quel giorno ho conosciuto Dio”, non è …. l’anagramma di Ciaramella Nicola? Oppure è un semplice caso? La cosa mi incuriosisce ma comunque non più di tanto. Spett.le Direttore, le mando i miei saluti. Giuliana Russo.»

Prima di rispondere alla Sua lettera, Preg.ma Sig.ra Russo, credo sia opportuno riproporre, a beneficio dei lettori, l'articolo al quale si riferisce. Eccolo:
TESTIMONIANZA DI FEDE (E DI LIBERTA’)
Da quel giorno ho conosciuto Dio
Molti anni fa andavo spesso a casa di una persona, a pregare con lui e tanti altri. Erano i famosi "incontri di preghiera". Quella persona sapeva tutto del vangelo, della bibbia, delle virtù dei santi. Quando parlava mi affascinava, mi catturava. Sembrava dio in persona. Aveva sempre ragione lui. Tutto quello che pensavo io era sbagliato. E mi spiegava perché. Ed io gli facevo un’altra domanda. E lui mi rispondeva spiegandomi perché era sbagliato ciò che io pensavo diversamente da lui. Un saccente della fede. Un missionario della verità. Ero fiero.

Mi stavo finalmente avvicinando a dio. Dopo anni di buio. Di dubbi. Forse, finalmente, stavo per conoscerlo.
Ma dopo qualche anno entrò qualcosa dentro di me. Qualcosa che mi suggeriva di non andare più a quegli "incontri di preghiera". Cominciavo a provare fastidio. Sembravano tutti dei professori. Ragionavano tutti a pochi gradi (forse massimo trentasei o giù di lì). Era sbagliata ogni osservazione più allargata che facevo io. Conoscevano una sola verità, la loro. Per loro esisteva una sola spiegazione, la loro. Il loro arcobaleno era di un solo colore, quello del fuoco. Lo portavano e lo predicavano dappertutto. Nelle famiglie. Nel lavoro. Nella società. Nella comunicazione. Dappertutto.
Un giorno decisi di non frequentare più quelle persone.
Da quel giorno ho conosciuto Dio.
(Articolo di Romana Ceci Lalli, Corriere di San Nicola, pubblicato il 4/10/2014)

-Carissima Sig.ra Russo, innanzitutto grazie dell’attenzione con cui segue il Corriere di San Nicola.
Vedo che Lei ama la … Settimana Enigmistica… Sbaglio? Ho controllato bene, più di una volta. Facendo l’anagramma, come Lei dice, “avanzerebbe”, però, una “A”. Dico bene? “Romana Ceci Lalli" è composta da 15 lettere, invece "Nicola Ciaramella" da 16…
Comunque, al di là di tutto, condivido pienamente l’articolo della signora Ceci Lalli (una nostra carissima amica lettrice da sempre del Corriere di San Nicola, anche se non abita qui), che ho voluto mettere in evidenza semplicemente perché racconta di una terribile esperienza che anche io ho vissuto.
Esperienza allucinante. Per la delusione che, poi, ho subìto.
Sì, perché quelle persone, fatte come dice la signora Ceci Lalli, alla fine si sono rivelate infami, malvage, crudeli, lontane anni luce da quella fede da cui si credono pervase e che credono di riuscire a diffondere.
Sì, quelle persone si sono rivelate così cattive proprio nel momento più difficile della mia vita, in un momento della mia vita in cui avevo tanto bisogno di serenità e di amicizia.
In quelle persone ho visto il diavolo. Per il forte accanimento con cui mi hanno perseguitato. Fortunatamente, però, è passato del tempo e ho dimenticato tutto. Chi dimentica queste cose orribili vuol dire che ha perdonato. Sì, queste persone le ho perdonate. Con fede. Anzi, ho pregato per loro. Prego per loro. Continuerò a farlo fino alla mia morte. Perché costoro hanno bisogno di preghiere. Assoluto, disperato bisogno di preghiere.
La saluto con gratitudine, egregia e squisita Signora Russo, sperando di poterLa, un giorno, conoscere di persona.
Nicola Ciaramella