“DOBBIAMO SCRIVERE UNA NUOVA GRAMMATICA DELLA POLITICA”

La "LETTERA AI SANNICOLESI", pubblicata dal Corriere di San Nicola, che Don Oreste scrisse a pochi giorni dalle elezioni comunali del ’97.
Continua l’impegno di Nicola Ciaramella e del Corriere di San Nicola nel ripubblicare, attraverso il Gruppo Facebook “Don Oreste non è andato via!”, l’ingente archivio giornalistico riguardante la vita e le opere dello scomparso amatissimo parroco della Rotonda.


“Cari cittadini di San Nicola, vivo da sei anni in questa città: mi sento sannicolese e provo amore grande per ogni persona del suo territorio. Sannicolesi non si nasce solo, ma si diventa e oso affermare che non possiamo chiuderci nella storia di ieri; ma è necessario camminare in quella di oggi e particolarmente del domani. I problemi ci interpellano e dobbiamo condividerli e responsabilmente risolverli. Le capacità di tanti, il desiderio di molti ci impongono di aprirci al nuovo, a tutto ciò che è possibile. Un cambiamento radicale, ardito e intelligente è urgente per dare spazio alla democrazia partecipata. Non possono dominare solo pochi; non devono vincere interessi privati, ma bisogna provvedere a tutti veramente: i giovani stanchi e sfiduciati nella delusa attesa di un lavoro che dia speranza; i giovani senza spazi per incontrarsi; i giovani senza strutture sportive, senza stimoli culturali, senza traguardi di vita e ridotti ad essere facile preda di droga, microcriminalità e soggeti senza speranza di futuro. Gli anziani tante volte già morti nella morsa della solitudine ed emarginazione, senza la possibilità di incontrarsi per rinverdire le loro aspirazioni. Non si è gestori del bene comune con strategie cervellotiche e di settarismo di interessi sempre privati.
San Nicola deve cambiare e vuole cambiare: nessuno deve fermare il suo sviluppo moderno proiettato nel futuro. Nessuno può essere despota dell’altro: ma tutti uniti, insieme e soprattutto per gli anziani, gli emarginati, i più bisognosi. Dobbiamo scrivere una nuova grammatica della politica e provvedere al benessere del cittadino. Non eleggiamo coloro che non pensano agli altri; non scegliamo chi non sa aprire il suo cuore al grido di tanti disperati del nostro territorio. Eleggiamo chi ha a cuore veramente la voglia di una politica di servizio, di sanare le situazioni di disagio morale, culturale e sociale che soffocano l’uomo nelle strutture del bisogno e della disperazione. Abbiamo, cittadini, in mano il voto e vogliamo preferire l’uomo, i suoi problemi e le sue attese. Votate chi ha desiderio e capacità di amare; votate quelle persone intelligenti, capaci, che attendono e desiderano una crescita collettiva, serena, armonica.
Ci muoviamo verso una società multirazziale e multiculturale che esige non solo un’attitudine umana di tolleranza, ma l’atteggiamento dell’accoglienza motivata e caratterizzata dall’amore. Non eleggete gli specialisti delle perplessità, i contabili noiosi, i calcolatori fino allo spasimo, gli irrisoluti sempre incapaci di scelte, i refrattari del fascino delle novità e i nostalgici del passato. Scegliete coloro che amano il nuovo, coloro che credono fortemente che cambiare è indispensabile, per aprirsi a tutti, per donare speranza e prendere atto che ‘il rosso di sera non è del tutto scolorito’. Votate per chi è capace di umanità, chi sa amare i più emarginati, i poveri, e sempre più capace di pensare e provvedere ai problemi della collettività. Non abbiate più paura di chi ha scritto una storia di sopruso e di ingiustizie e che ha promesso solo per ingannare ed approfittare della povertà e dei disagi altrui.
Non vi fate ingannare da nessuno. Non siate i portaborse o i portabastoni di nessuno. Votate in coscienza credendo che la vostra scelta dei candidati sia orientata al bene di tutti. La Pira affermava: ‘La politica è l’attività più sacra e più alta dopo quella dell’unione con Dio’. Scegliete chi veramente sa provvedere al bene dell’uomo. Riflettete se desiderate il cambiamento e una nuova politica capace di aiutare, favorire e promuovere i più deboli, gli ultimi che, inutile dirlo, sono sempre tantissimi, quasi gente da macello alla quale periodicamente, alle votazioni, si profilano i salvatori che poi sono sempre aguzzini, giustizieri degli altri. Ora con il vostro voto potrete cambiare e portare la novità della storia e della vita.
San Nicola la Strada può cambiare se saprete votare e se dopo marcherete strettamente coloro che governeranno e serviranno il nostro paese. Vi saluto con affetto. don Oreste.”


La prima e l'ultima pagina del Corriere di San Nicola numero storico 2 dell'aprile 1997 con l'articolo scritto da Don Oreste

Salone parrocchiale di S. Maria della Pietà, 22 aprile 1997: Don Oreste Farina è ospite al tavolo della stampa al fianco di Nicola Ciaramella, organizzatore di un incontro tra i candidati a sindaco, e del collaboratore Alfredo Sabatino.

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