Il fuoco della vigilia

5 dicembre, vigilia di San Nicola. Tra poche ore, grazie alla Pro Loco, si rinnova “ ‘A lummenera ‘e Santu Nicola”, la più antica delle tradizioni locali.
Raduno in Villetta alle ore 17.30

 

Alle ore 17.30 raduno dei cittadini nella villetta di Santa Maria delle Grazie.
Alle ore 18.00 partenza dalla Rotonda della fiaccola condotta dai podisti dell’Atletica San Nicola.
Alle ore 18.30, nel magico scenario della Villetta comunale, benedizione di Don Franco Catrame ed accensione del tradizionale grande falò, con la sicurezza garantita dal nucleo della protezione Civile e dagli operatori della Polizia municipale e con l’organizzazione dei volontari del Real Convitto.
Si rinnova, così, anche stasera, tra pochissime ore, la più antica delle tradizioni sannicolesi.
Doveroso, da parte di chi ama San Nicola la Strada, il grazie alla Pro Loco, all’amministrazione comunale e a quanti si impegnano per tenere viva “’A lummenera ‘e Santu Nicola”, che, secondo la tradizione, era un antico rito propiziatorio messo in atto nella serata precedente alla ricorrenza del Santo Patrono della città di San Nicola la Strada, per far sì che il veneratissimo San Nicola portasse con sè prosperità e benessere.

Della “lummenera”, della sua storia e del suo significato hanno tanto parlato il Corriere di San Nicola e la Pro Loco di San Nicola la Strada, alla quale va ascritto, in assoluto, il merito di promuovere, conservare e valorizzare l’ingente patrimonio di tradizioni della nostra città: un “dovere” per chi ha San Nicola la Strada nel cuore e soprattutto per chi crede che nessun futuro si possa affrontare se si dimentica o si cancella il proprio passato.
Ce ne parla, stavolta, lo storico locale Franco Nigro, per il quale, come per tutti coloro che quei momenti da giovanissimi hanno avuto modo di viverli personalmente, è davvero difficile stabilire una netta linea di separazione con il "raccontato".
La “lummenera” (termine derivante da lume, luce), ci dice lo scrittore sannicolese, negli anni passati
veniva accesa in piazze, strade, vicoli e in vari luoghi del territorio comunale. Si raccoglieva il materiale da bruciare (fascine, paglia, legna) e lo si accatastava sin dal pomeriggio nel punto ove la sera bisognava accendere il falò. Le strade e le piazze venivano illuminate dai fuochi accesi e si faceva a gara a chi facesse " 'a lummenera" più alta. Il fuoco riscaldava i partecipanti nella fredda serata invernale e dava allegria ai presenti, che intorno al falò facevano chiacchiere, scherzi, corse. Da ricordare l'abilità dei giovani quando saltavano nelle fiamme per raggiungere il lato opposto del falò. Era un gioco divertente, ma anche pericoloso, che suscitava meraviglia e ammirazione negli spettatori, accorsi numerosi al rito annuale del popolo. Il giovane che attraversava il fuoco con un lungo salto sembrava un angelo che volava indenne, senza essere bruciato dalle alte fiamme.
I fuochi legati alla festività di San Nicola rappresentano, quindi, un appuntamento tradizionale. Nella cornice storico-religiosa che ricorda la figura di San Nicola si inseriscono celebrazioni laiche. Lo spirito magico-religioso della tradizione popolare fa parte del patrimonio culturale, affidato alla trasmissione orale, di una civiltà sempre più dimenticata e quasi sconosciuta alle giovani generazioni. 

Torniamo a stasera.
Al termine del falò, ci ricorda il presidente Carlo D’Andrea, la Pro Loco offrirà a tutti i presenti un panino farcito ed un bicchiere di vino.
Appuntamento a tra pochissimo in Villetta.
Chi ama la città dove abita e vuole rispettarne la storia e la tradizione, non potrà mancare.

Nicola Ciaramella
©Corriere di San Nicola