La sanità campana a trimestri... Firmiamo TUTTI questa petizione!

Ferdinando Avalle ri-lancia l’importantissima iniziativa del 2015: “Non è cambiato niente. Con il superamento del budget di spesa relativo alla sanità convenzionata in Campania ancora una volta le analisi, radiografie, accertamenti, visite specialistiche, tac, pet, sono a pagamento per tutti i cittadini campani e a pagarne le maggiori conseguenze sono gli anziani, i pazienti oncologici, gli ammalati cronici, i disoccupati e le fasce sociali più deboli».

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Il primo grazie va senz’altro rivolto all’Ing. Ferdinando Avalle, cittadino di San Nicola la Strada, che ha ri-proposto, arricchendone ulteriormente sostanza, forma e contenuti, una importantissima petizione già lanciata nel 2015 e che, nonostante, numerose adesioni e l’interessamento di alcuni parlamentari regionali, non ha prodotto i risultati sperati. 

"Nel 2019 una persona non può trovarsi di fronte alla scelta di sostenere a proprie spese
..." analisi, radiografie, accertamenti e visite specialistiche...: questa la petizione che è stata indirizzata anche al Ministro della Salute, Giulia Grillo. 

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«Non è cambiato niente dalla pubblicazione della mia prima petizione... -scrive Avalle
-Con il superamento del budget di spesa relativo alla sanità convenzionata in Campania ancora una volta le analisi, radiografie, accertamenti e visite specialistiche sono a pagamento per tutti i cittadini campani.
A pagarne le maggiori conseguenze sono gli anziani, i pazienti oncologici, gli ammalati cronici, i disoccupati e le fasce sociali più deboli che non possono permettersi il lusso - perché lo è diventato un lusso - di pagare gli esami.
Indagini cliniche sofisticate
come la Pet-tac che, se eseguite privatamente, hanno costi spropositati, addirittura insostenibili anche per una famiglia benestante.
Ogni tre mesi si sfora il budget consentito e i centri accreditati assicurano solo prestazioni a pagamento. La conseguenza? Tanti pazienti non si sottopongono più o rinviano esami fondamentali perché non possono permetterseli. Così saltano i programmi di prevenzione e le diagnosi precoci. Anche quelle salvavita per tumori.
A Repubblica Giulia Grillo ha continuato a esprimere dubbi: “la valutazione sull’uscita del commissariamento o una nuova figura commissariale avverrà soltanto dopo che i tavoli tecnici del ministero di Salute e Mef avranno dato il loro giudizio su numeri e risultati raggiunti o non raggiunti. In Campania il vero problema non attiene tanto ai numeri, quanto ai risultati prodotti in questi anni. Ho constatato di persona che il governatore-commissario ad acta non ha mai messo piede in alcuni ospedali. Ci sono esempi emblematici che definiscono una mancanza di programmazione nella gestione della sanità in Campania”.
Nuovi Lea, la Campania precipita. Non che adesso stesse messa bene, ma la radiografia della nuova griglia dei Livelli minimi di assistenza, appena disegnata dal ministero della Salute - e che dovrebbe andare in vigore nel 2020 - è impietosa.
Ma cosa sono e a che servono i Lea? Sono quegli indicatori che rappresentano, in Italia, le prestazioni e le attività che dovrebbero essere garantite a tutti noi dal Servizio sanitario nazionale.
Cerchiamo di essere in tanti a firmare questa nuova petizione per chiedere una gestione sanitaria campana trasparente e non monopolizzata. Vogliamo una figura al di sopra delle parti che ci possa garantire un rapporto qualità/prestazione elevato (visto i soldi che paghiamo rispetto alle altre regioni). Meno sprechi negli ospedali e più monitoraggio nella quotidianità della vita ospedaliera». 

Non pensiamo che ci voglia molto -questo lo diciamo noi- per far capire alla gente l’importanza di questa petizione. Né vogliamo mettere sul tavolo i vari problemi di salute che attanagliano la nostra regione per noti fatti e note inadempienze. Vogliamo semplicemente esprimere una nostra modesta riflessione, che va, anche se non di molto, un po’ oltre la problematica specifica della petizione. Per far sì che i governanti comprendano in pieno la gravità del problema della sanità in Campania, bisognerebbe che si ammalassero un po’ anche loro. Solo un po’, per carità, e con ampie speranze di guarigione. Ci mancherebbe. I politici con “qualche malattia” (come diceva il grande Tommasino in Natale in Casa Cupiello), che magari vanno in ospedale per chiedere un esame clinico o una visita, che fanno una chemio o una radio (sempre che i medicinali siano arrivati), che aspettano il pre e poi il ricovero, eccetera eccetera, forse sarebbero i più indicati per risolvere i problemi della sanità campana. Per carità, ripetiamo, tutti devono poi guarire, tutti devono stare bene, come tutti, e campare altri 100 anni. Ma “con qualche malattia” non sarebbe meglio per loro e per tutti?
Diciamo di nuovo grazie al promotore della petizione Ferdinando Avalle, che, come noi, non demorde. Ma i ringraziamenti più grandi e forti speriamo di rivolgerli a quanti più cittadini possibile, che questa petizione sottoscriveranno. Noi lo abbiamo già fatto.

Nicola Ciaramella
©Corriere di San Nicola


 

Video-intervista rilasciata dal Presidente di Federlab Campania, Vincenzo D'Anna, a Medicina Channel (Blog sulla Sanità), riguardante la "Sospensione delle Prestazioni Sanitarie" in Regione Campania.