Reggia di Caserta “cardio-protetta”

Grazie a tre postazioni con defibrillatori donati dalla Fondazione “La Casa della Speranza”, Palazzo Reale sarà a breve tra i primi musei italiani dotati di strumenti salvavita da utilizzare in caso di arresto cardiaco improvviso.
L’iniziativa è stata presentata presso la sede della Onlus presieduta dal Dr. Pietro Schettino alla presenza del direttore della Reggia, Arch. Tiziana Maffei.


Sono pochissimi, al momento, i musei italiani dotati di servizio di cardio-protezione.
Prossimamente lo sarà anche la Reggia di Caserta e ciò grazie a tre postazioni nelle quali saranno allestiti altrettanti defibrillatori donati dalla "Fondazione La Casa della Speranza Onlus".
Il progetto “Museo cardio-protetto” è stato presentato giovedi 17 ottobre in un incontro avvenuto presso la sede, in Via Alois, della Fondazione, alla presenza del direttore della Reggia di Caserta, Arch. Tiziana Maffei.
Per la Fondazione hanno presenziato il presidente Dr. Pietro Schettino, il past-president Dr. Vincenzo Menniti, il responsabile del comitato scientifico Prof. Angelo Pezzullo e altri affiliati del noto sodalizio costituito da medici volontari impegnati nel campo della prevenzione.

La finalità dell’iniziativa è quella di dotare un luogo di così alto afflusso di persone (la Reggia di Caserta è uno dei musei più visitati d’Italia e nel 2018 ha registrato oltre 800mila presenze) di un apparecchio salvavita che possa essere utilizzato anche da personale non medico che si trovi nelle vicinanze.
Figlio della “cultura della prevenzione” che la Fondazione promuove sul territorio della provincia casertana da ormai quasi un decennio, il progetto parte dalla considerazione di un dato molto allarmante, che vede ogni anno in Italia 70mila persone vittime di un arresto cardiaco improvviso, con circa un terzo di questi episodi che si verifica nei luoghi pubblici.
L’arresto cardiaco -come hanno sottolineato i dirigenti de La Casa della Speranza- rappresenta una delle principali cause di morte. Chiunque può esserne colpito, in qualunque momento e in qualunque posto”.
E qui sono stati citati alcuni casi recenti che fanno parte della cronaca di questi giorni.
Un rimedio che può sicuramente arginare questo fenomeno e salvare la vita a molte persone, applicandolo immediatamente alla persona che sta male, in attesa che giunga l’ambulanza del 118 -hanno, a più riprese, continuato i dottori Schettino, Menniti e Pezzullo- è l’utilizzo immediato di un defibrillatore, reperibile entro i primi minuti sul posto. In questo modo si può senz’altro aumentare le probabilità di sopravvivenza”. 
Il progetto di cardioprotezione promosso dalla Fondazione, insomma, basato sul concetto di solidarietà finalizzato a contrastare le conseguenze dell’arresto cardiaco, mira a creare una rete di soccorso tempestiva per salvare, in caso di bisogno, la vita dei turisti in visita al complesso monumentale vanvitelliano.

La presenza nell’area visitabile della Reggia di Caserta di postazioni di defibrillazione, opportunamente posizionate e segnalate, non può fare a meno, però, come è stato più volte ribadito, del contributo di persone in grado di riconoscere rapidamente un arresto cardiaco, di praticare una rianimazione cardiopolmonare e di utilizzare questo semplice ma prezioso dispositivo salvavita, che può permettere di donare una seconda chance di vita a chi è colpito da arresto cardiaco.
Si rende, pertanto, indispensabile formare all’uso (di per sé per nulla complicato) del defibrillatore soprattutto i dipendenti del sito museale, attraverso appositi corsi BLS-D (Basic Life Support-Defibrillation), ai quali, come si sa dalle campagne che vengono continuamente organizzate sul territorio, tutti i cittadini, indistintamente, possono accedere.
Questi corsi, per chi non lo sapesse, hanno le finalità di riconoscere un arresto cardiaco, rianimare un adulto/bambino/lattante, utilizzare un defibrillatore ed insegnare manovre di disostruzione delle vie aeree.

Infine, si è parlato di segnaletica, ovvero della indispensabile necessità di segnalare nei modi più comprensibili l’esatto posizionamento dei defibrillatori sul territorio di Palazzo Reale.

Noi siamo già pronti,” -hanno detto i dirigenti della Fondazione- “a consegnare gli strumenti alla direzione della Reggia e siamo sicuri che in brevissimo tempo saranno firmati anche i protocolli di intesa ed espletate le procedure burocratiche per l’allestimento”.

La struttura museale del complesso vanvitelliano avrà, dunque, tra non molto, un servizio di cardio-protezione in linea con i più sofisticati e tecnologicamente avanzati standards di sicurezza.
In attesa di Caserta Città cardioprotetta, una cosa è certa: cardioprotetto lo sarà, a breve, il monumentale Palazzo Reale di Caserta.
E’ questo il risultato di un grande progetto che vede protagonisti la meritoria Fondazione La Casa della Speranza, presieduta dal Dr. Pietro Schettino, e la direzione della Reggia, affidata alle eccellenti mani e alla encomiabile sensibilità di Tiziana Maffei, una guida di prestigio che sta arrecando nuovo lustro ad uno dei maggiori siti monumentali italiani.

Nicola Ciaramella
(Foto e video di Gabriella Ciaramella) 
©Corriere di San Nicola
 

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Videointervista, a margine dell’incontro, con il presidente Dr. Pietro Schettino, il past-president Dr. Vincenzo Menniti e il presidente del comitato scientifico Dr. Angelo Pezzullo. Nel corso di essa, oltre ad esporre i dettagli dell’iniziativa, l’annuncio di una borsa di studio (di 20.000 euro) istituita dalla Fondazione La Casa della Speranza, destinata alla ricerca.
(Intervista di Nicola Ciaramella; riprese e foto di Gabriella Ciaramella)

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