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Numero Storico 19 - Dicembre 2002 - Home 16 giugno 2026 05:37:26


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POLITICA

Il Sindaco al primo esame
Buon Anno ma senza aumenti
Pascariello, per ora è fallimento totale
Atti (poco) d'obbligo


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SPORT


SPETTACOLI



Un’idea per la città: un mercatino di antiquariato in Piazza Parrocchia e dintorni (villa comunale compresa) per esaltare la magica storicità di un luogo-simbolo da consolidare a mèta turistica

Articolo di: Antonella e Giuseppe Narducci
A.A.A. Appia Antica Antiquarium...Cercasi!

Di sicuro ci siamo lasciati prendere dall'atmosfera magica ed ovattata dovuta alle vecchie case, laboratori di artigiani e da quella stradina di mattoni rossi che ci rimandava il suono del calpestìo dei nostri passi e che terminava in uno slargo, dove si affacciava un vecchio ed imponente complesso, finemente ristrutturato, la cui targa, apposta sulla facciata, ci svelava che un tempo era un importante convento di suore, con annesso orfanotrofio.
L'idea ci è venuta girovagando tra le bancarelle del mercatino di un antico paesino toscano, arroccato su uno sperone di tufo da dove si dominava il paesaggio tipico dei poggi e delle crete senesi.
Allora ci siamo detti: " Chissà come potrebbe collocarsi nella realtà di San Nicola un mercatino di antiquariato del genere!".
Ci siamo guardati intorno e…con un tocco di bacchetta magica abbiamo trasportato materialmente nella nostra città l'atmosfera che stavamo vivendo.
E' stato a questo punto che la fantasia ha preso il sopravvento e, idea dopo idea, è nato il nostro mercatino.Il primo pensiero è stato quello di far ruotare il tutto intorno al nostro Real Convitto, con l'annessa villa comunale, l'antistante marciapiedi e relativa strada, fino ad arrivare a Piazza Parrocchia.
... "E le macchine?"
"Forse basterebbe un pò di buona volontà nel chiudere al traffico la zona e lasciar transitare solo i residenti, creando un' isola pedonale domenicale!", ci siamo detti. Finalmente anche da noi si sarebbe potuto passeggiare lontano dal traffico, dai rumori e dallo smog e quindi,

anche se solo per un momento, allentare la sorveglianza sui bambini, liberi di scorrazzare, senza alcun pericolo imprevisto.
Risolti i problemi logistici, sempre viaggiando di fantasia, collocavamo le varie bancarelle.
Come prima, senz’altro quella del mondo della carta: vecchi quaderni con la copertina nera ed i fogli interni diversi a seconda della classe frequentata, calamai, pennini, cartoline d'epoca che ci rimandavano indietro di parecchi anni,, carte nautiche, stampe di fine Ottocento, biglietti di vecchie lotterie, poster pubblicitari di films in bianco e nero, vecchie tessere di iscrizione ai partiti, qualche tratta di pagamento relativa ad un ordine di merce e fumetti di tutte le specie.
Accanto alla prima, con soli due passi, si entrava in un altro mondo: quello degli anni sessanta, settanta ed ottanta.
In bella mostra, il vecchio e caro mangiadischi , attorniato da vecchi dischi a diversi giri; a 78, quelli di antiche canzoni napoletane, a 45, quelli di Morandi e della Pavone per citarne alcuni, a 33 quelli con le splendide copertine che andavano per la maggiore in quegli anni: quasi opere d'arte , ormai!
Allargando lo sguardo ecco il mondo dei balocchi!
Un plastico di una stazione ferroviaria con il passaggio a livello che si chiudeva al transito della vecchia locomotiva che trainava vagoni merce, vecchie bambole di pezza, pattini a rotelle, una vecchia trottola, un cavallino a dondolo ed una vecchia scatola di latta con dentro tanti giochi, dalle biglie di vetro alle figurine dei calciatori e pezzi di un vecchio meccano.
Poco più in là il mondo contadino: zappe, zappette, rastrelli, falcetti, insieme ad un ferro da stiro a carbone, una caffettiera napoletana, pentole di rame di tutte le fogge e grandezze ed ancora vasi ceramicati dove una volta venivano conservati gli alimenti ed infine una bella collezione di "chiavini" che chissà quante porte avevano aperte.
La nostra curiosità veniva attratta anche da uno spazio piuttosto ampio dove facevano bella mostra di sè antichi mobili dall'inconfondibile fascino dei vecchi legni, che conservavavano ancora i loro profumi, cigolii, antica polvere ed i segni del tempo, che svelavano il vissuto di antiche dimore patrizie e non e che, al solo sfiorarli, ci rimandavano alle case dei nostri nonni.
...Insomma, in pochi metri si aprivano contemporaneamente i cassetti dei nostri ricordi; il tutto a portata di mano, il solo sfiorare quegli oggetti ci faceva tornare, come per incanto, indietro nel tempo così come una signora, un pò avanti negli anni, con un sorriso aperto e con modi affabili e gentili, di origini anglosassoni, ci svelava episodi della sua vita ricollegandoli a trine, merletti, centrini lavorati a tombolo ed all'uncinetto, stoffe damascate, cuscini in seta, oggetti in peltro e vecchie posate, bicchierini da rosolio, poggiati su di un vassoio d'argento, antiche borsette da passeggio e da sera, ed in una scatola di legno monili d'epoca, collane di perle, anelli, bracciali e cammei appartenuti ai suoi antenati e scovati tra la polvere e le ragnatele della soffitta di un vecchio maniero!
Consapevoli che concretizzare la nostra idea è forse difficile e che il tutto potrebbe rimanere solo un sogno, di vero c'è che le sensazioni descritte le abbiamo realmente provate e vorremmo poterle rivivere a San Nicola.

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