UN
SINDACO SENZA ALIBI
Intervista
al nuovo Sindaco Pascariello: i suoi princìpi, le sue
ansie, i suoi intendimenti. Ma soprattutto una grande sfida:
" Se fallirò, sarà solo colpa mia! "
di Nicola Ciaramella
- Il nove
agosto novanta finiva la sua prima esperienza alla guida del
comune di San Nicola per dirigere la provincia.
L'undici giugno scorso è
tornato a casa per
riprendere il cammino interrotto. Cosa ha provato a
rivestire i panni di sindaco dopo undici anni?
"Una grande emozione. Ritengo che la carica di sindaco sia
la più bella a cui possa aspirare un politico e
quella che può dare le maggiori soddisfazioni.
Perché è quella che ti dà la
possibilità di stare a contatto diretto con la gente,
di venire incontro alle esigenze della collettività,
di estrinsecare coerentemente la solidarietà, di
arrivare a fatti concreti.
Rispetto alla carica di ministro, di onorevole, di senatore
o a quella di presidente della provincia, è
certamente più affascinante. Almeno per me".
-Quale San Nicola ha lasciato allora e quale San Nicola
ha ritrovato adesso?
"Innanzitutto è aumentato il numero di abitanti
(diciassettemila allora, quasi venti adesso-NDR)
Ma il
paese si è arricchito soprattutto e notevolmente dal
punto di vista culturale, pur tra mille difficoltà e
mille contraddizioni. Oggi, il sannicolese si interessa di
più dei problemi della città, cosa che prima
non avveniva. Prima, tu avevi il referente politico al quale
affidavi una delega in bianco; oggi, invece, proprio con
l'elezione diretta, hai un rapporto appunto diretto con il
sindaco. Il cittadino sente nel sindaco il suo responsabile,
il suo autore e il suo attore; quindi da questo punto di
vista ricorre a lui e incomincia ad estrinsecare con lui i
problemi della collettività. Per quanto riguarda
invece la vivibilità in genere dell'ambiente
cittadino, si può dire che le uniche cose certe
avvenute in tutti questi anni sono state la chiusura delle
due famose discariche nonché l'avvio della piena
attuazione del piano regolatore, che ha comunque portato ad
uno sviluppo edilizio che, per certi versi, non condivido
per niente".
- Ci spieghi meglio, sindaco, l'argomento è molto
interessante
"Mi lamento perché lo sviluppo edilizio non
doveva avvenire in un modo
diciamo un po' caotico come
è successo. Bisognava cioè fare un programma
serio, bisognava porre il Piano Regolatore nell'insieme
della totalità dei problemi, indicando le zone di
crescita privilegiata ed inquadrandole in un programma a
verifica quadriennale. Invece è avvenuto esattamente
il contrario di quello che normalmente una programmazione in
tal senso richiede.
Il PRG è stato visto sempre come quella
carta
che nasconde chissà quali segreti, quali misfatti,
quali interessi. E' stato aperto sempre con poco coraggio.
Cosa che, invece, non è successo per altri comuni
viciniori, come ad esempio Caserta, che ha previsto
nell'arco dei prossimi dieci anni un grande sviluppo
nell'area Appia Nord (ex Saint Gobain) dove troverà
posto un modernissimo centro servizi con la sede
dell'amministrazione provinciale, il policlinico, la
prefettura, ecc. e dove è previsto un insediamento
abitativo di tremila anime. E' verso quella direzione
programmata che si svilupperà il paese nel futuro;
questi sono tutti lavori che andranno ad interessare il
nostro comune da qui a dieci anni, anche se urbanisticamente
non siamo toccati, interessando essi , sotto questo
aspetto,esclusivamente il capoluogo.
E', insomma, con una programmazione seria dello sviluppo del
territorio che si ottengono risultati tangibili ed
equilibrati per lo sviluppo di una comunità".
-Se abbiamo capito bene, sindaco, non è che sia
cambiato molto rispetto al novanta. Siamo più o meno
dove stavamo. I suoi predecessori praticamente non hanno
fatto nulla
"No, il mio giudizio sui predecessori non è
negativo, nella maniera più assoluta. Ognuno ha
cercato di dare il massimo delle sue possibilità. Non
hanno avuto la bacchetta magica, come del resto non ce l'ho
nemmeno io. Consideriamo però anche la realtà
dei fatti: sia Nigro che Tiscione hanno avuto seri problemi
di stabilità politica delle loro amministrazioni. Il
primo, per giunta, si è trovato anche ad operare la
prima volta nel nuovo sistema con tutte le difficoltà
e le insidie burocratiche conseguenti. Entrambi,
però, sono stati schiavi dei partiti, ricattati dai
partiti e dagli stessi condizionati in tutte le loro azioni
amministrative".
-Lei, invece, respira tutta un'altra aria
"Sì, decisamente. Rispetto ai miei due
predecessori io ho la tranquillità della maggioranza
in consiglio.
Se le cose adesso non si faranno, sarà esclusivamente
colpa mia! Non potrò puntare il dito contro nessun
partito.
Negli ultimi sette anni non si è programmato
praticamente niente, a causa della litigiosità del
consiglio comunale, perennemente in crisi. Oggi, se non si
riuscirà a programmare, la colpa sarà
esclusivamente mia! Per questo ho abbandonato totalmente la
mia attività lavorativa: per dedicarmi anima e corpo
al governo della città. E per questo non ho voluto
fare alcun apparentamento per il ballottaggio. Ho voluto
lanciare un guanto di sfida ai partiti, sia del blocco di
destra che di sinistra. Ho voluto presentarmi con una lista
mia che definisco di coalizione, perché credo di aver
recepito nella sua intierezza la grande possibilità
offerta oggi ad un sindaco: quella di poter cambiare
completamente il volto al paese. Quindi, alibi non ne voglio
avere. L'unico responsabile sarò io con la mia lista.
Se non riuscirò ad andare avanti, vorrà dire
che non sarò stato all'altezza.
Ritengo che in questa fase siano importantissimi i ruoli
dell'amministrazione attiva e del consiglio, che svolgono
due compiti completamente distinti e separati. Ho voluto
fortemente questa lista di coalizione senza dare alla stessa
una colorazione politica, deluso dalle ultime esperienze
vissute dai partiti presenti a San Nicola, che non hanno
svolto il loro ruolo fondamentale di vis trainante delle
istanze dei cittadini".
-Comunque, prima o poi, a livello provinciale una
casacca colorata la dovrà pur indossare. A proposito,
sindaco, che ci faceva De Franciscis sul comune la notte
della sua vittoria nel ballottaggio? Le ha portato la palma
d'olivo in ritardo?
"Il neodeputato a cui allude è un mio carissimo
amico, venuto a festeggiare una grande affermazione.
Com-unque, per intenderci, io cercherò con le mie
forze, con le forze della mia lista di guardare
esclusivamente agli interessi di San Nicola la Strada, al di
sopra e al di fuori degli steccati partitici. E' chiaro che
a livello provinciale, se dovrò assumere poi una
colorazione politica, lo faremo, ma certamente non ci
venderemo al miglior offerente, Questo sia chiaro".
-Nelle sue dichiarazioni programmatiche dell'88 disse che
"la vita del comune non può non considerare la
società, che deve essere inclusa come attore
istituzionale autonomo" e che "la conduzione della vita
pubblica deve essere aperta all'apporto di tutti cittadini
affinchè i muri del palazzo, a dirla con l'Argan,
siano di vetro". Ora lei parla di "taglio nuovo" agli
indirizzi programmati per il governo della città.
Sindaco, sono più o meno gli stessi concetti o questo
taglio è veramente qualcosa di nuovo ed
originale?
"Il sette ottobre dell'ottantotto enunciai per la prima
volta nella storia del nostro comune un documento ufficiale
di dichiarazioni programmatiche (NDR- da una attenta
verifica nel nostro archivio risulta che lo fece già
Felice D'Andrea nel 1982
ma comunque non cambia nulla).
Queste e quelle dello scorso giugno hanno una
continuità logica perché si ispirano sempre
allo stesso principio: il ruolo del cittadino come attore
principale della res publica. E' questo il mio taglio nuovo,
già inaugurato nell'88 e ribadito adesso.
Perché una società fatta da altri non esiste,
rappresenta solo l'artefizio dialettico dietro cui
nascondere uno scandalo"
-Adesso, dr. Pascariello, caliamoci un po' nella
realtà concreta dei problemi che più
interessano la nostra comunità locale.
25.000 abitanti: lei ha più volte affermato che tanti
saranno gli occupanti finali del piccolo territorio
sannicolese quando sarà pienamente attuato il Piano
regolatore. Ma, ci scusi, con la miriade di abitanti che qui
ci viene solo a dormire o a domiciliare senza averne la
residenza anagrafica (le assicuro che fioccano a grappoli le
segnalazioni in tal senso) non crede che a questa cifra ci
siamo già abbondantemente o stiamo lì
lì per arrivarci?
"No, il suo dubbio decisamente non è fondato.
Oggi non esiste più il problema della residenza e del
domicilio; le verifiche sulle utenze non lasciano scampo
alcuno. Ai 19.600 abitanti ufficiali di San Nicola la Strada
ne vanno, forse, aggiunti solo pochissimi altri, non di
più".
-Comunque, al di là delle cifre massime di
abitanti, non crede che il cemento residenziale sia
cresciuto a dismisura negli ultimi anni, senza tener conto
che prima bisognava programmare e costruire adeguate
infrastrutture e i necessari servizi?
Sinceramente, crede che la città attuale sia davvero
a
misura di sannicolese?
"Concordo pienamente! La qualità della vita non
si misura certamente con il numero degli abitanti. Per non
fare anche altrove la fine della zona Michitto, bisogna
creare, oltre alle case, i servizi da mettere a disposizione
dei cittadini. Per questo ho chiamato a raduno tutti i
costruttori del comprensorio ribadendo proprio questi
concetti. E per questo anche rivolgo il mio applauso all'ex
sindaco Nigro, che ebbe, esempio raro, la lungimiranza di
ispirarsi a questi princìpi nella lottizzazione della
zona Pizzo della Bufala (NDR- la lungimiranza gli
servì anche per conservare la sedia
). Il giorno
in cui si inaugureranno le strutture sociali del Parco
Rossella lo dirò pubblicamente. Ma lei lo sa che cosa
ha dato in cambio alla cittadinanza la costruzione di quei
centoventi appartamenti? Glielo dico io: tre sezioni di
scuola materna, un centro sociale con sala convegni per 215
posti, un consultorio ed un campo polivalente. E' vero che
il completamento di queste strutture spetta
all'amministrazione, ma cosa vuole che siano 370 milioni di
fronte alla utilità di questi servizi per i
sannicolesi?
Questo, dunque, è il punto. Bisogna aprire il piano
regolatore senza i pregiudizi e le paure che hanno frenato
Tiscione; solo da una sua attenta e libera lettura e
valutazione potranno ricavarsi benefici per la
comunità, tanto maggiori quanto più si riesce
a trasmettere il principio della priorità dei servizi
e delle infrastrutture rispetto alle esigenze meramente
abitative. Il Prg, ripeto ancora una volta, non deve essere
visto come un oscuro contenitore di misfatti e misteri,
bensì come uno strumento dalle grandi
possibilità offerte ai cittadini in termini di
realizzazione di opere pubbliche indispensabili per lo
sviluppo armonico della città e per il miglioramento
della qualità della vita. A patto, ovviamente, che
gli amministratori abbiano la scaltrezza, la capacità
ed il buon senso di evitarne gli abusi e le distorsioni e di
concertarne la più corretta ed equilibrata
attuazione".
-Cosa ha visto di bello durante il recente girodi
perlustrazione in pullmanino che ha effettuato insieme ai
suoi assessori?
"Per la verità , per nostra scelta ci siamo
soffermati solo sugli aspetti del paese da
cambiare
".
-E allora che cosa ha visto di più brutto?
"Ho visto una città completamente abbandonata, lo
dico con profonda tristezza. Cito, per tutti, il Cimitero,
dove il degrado la fa da padrone. Ma, se vuol farsi qualche
camminata intorno, vedrà che già qualcosa sta
cambiando".
L'attenzione volge poi ai punti salienti del suo programma
amministrativo, del quale ama sottolineare soprattutto il
grande sforzo che lo vedrà impegnato nella
realizzazione &endash;unitamente ai comuni viciniori
consorziati- del sottopasso carrabile di Viale Carlo III in
località Rotonda, nonché l'idea di
ristrutturare l'ex Mulino Palo-mba di Via De Gasperi al fine
di ricavarne una scuola ed un museo d'arte moderna.
Sempre in tema di urbanistica, lavori pubblici e arredo
urbano, proporrà la bonifica dei galoppatoi del
vialone per adibirli, tra l'altro, anche a piste ciclabili;
ha affidato all'avv. Abbamonte le ostiche vicende legate
alla zona Michitto, alla ex 167 e all' esproprio dei terreni
per la costruzione della nuova chiesa; ha avviato l'iter per
l'abbattimento del famigerato Muro del Pianto di Via
SS.Cosma e Damiano al fine, finalmente, di dotare la
città di una strada degna di questo nome per quanto
riguarda i collegamenti tra il centro e la direzione per
Caserta.
Sicurezza e controllo del territorio: ottenuta dal prefetto
la costituzione di una pattuglia vigilante tra le forze
dell'ordine dei comuni di San Nicola, Caserta e Casagiove,
proporrà a breve ai vigili urbani di programmare dei
turni di ventiquattro ore per soddisfare gli ingenti bisogni
di controllo sul territorio, soprattutto nella zona della
Rotonda (NDR-il famoso "Bronx").
Altri punti importanti dei suoi intendimenti sono il
decentramentodegli uffici amministrativi, la gestione
diretta dell'ex Ciapi, la incentivazione per la costituzione
di enti associativi riservati agli anziani che sappiano
trasmettere ai giovani i mestieri tradizionali,
nonché la promozione di un consorzio per la
realizzazione di una fiera permanente.
L'intervista andrebbe avanti ancora per ore: la
disponibilità di Pascariello è nota, come note
ne sono la cordialità, il senso carismatico delle sue
affermazioni e l'attenzione a tutti i problemi che possano
in un modo o nell'altro interessare l'interlocutore. Ma il
suo gruppo l'attende, sono già tutti fuori ad
aspettare l'ok per l'ingresso. L'impressione è che
c'è molta voglia di lavorare, il sindaco a tempo
pieno non può esimersi dal rispondere alla nostra
ultima domanda: "Il mio sogno nel cassetto? Indubbiamente la
realizzazione del sottopasso carrabile. Non ci
dormirò per notti, finchè non riuscirò
a vederlo".
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