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Dieci anni fa, Santa Giulia Salzano

Guarda VIDEO della cerimonia di canonizzazione in Piazza S.Pietro
Il 17 ottobre 2010 Papa Benedetto XVI canonizzò la Fondatrice delle Suore Catechiste del Sacro Cuore, che visse la sua fanciullezza e fu educata nel Regio Orfanotrofio Borbonico di San Nicola la Strada.

Il suo culto è stato divulgato nella nostra città grazie all’opera di sensibilizzazione condotta dal devoto sannicolese Luigi Cirillo attraverso numerose pubblicazioni sulle pagine del Corriere di San Nicola.

Don Franco Catrame: “Il significato di santità deve essere recuperato attraverso una conoscenza dei principi fondamentali che possono essere trasmessi mediante una adeguata catechesi biblica ed esistenziale”.

NOTIZIE BIOGRAFICHE

I LINK DI TUTTI GLI ARTICOLI SU SANTA GIULIA SALZANO PUBBLICATI DAL CORRIERE DI SAN NICOLA
VIDEO


Esattamente 10 anni fa, il 17 ottobre 2010, in piazza San Pietro a Roma, alla presenza di molti fedeli sannicolesi, Sua Santità Benedetto XVI proclamò Santa la Beata Giulia Salzano.
Come molti sanno e come è narrato sulle pagine del Corriere di San Nicola, Santa Giulia fu educata nel convitto di San Nicola la Strada, essendo orfana di un ufficiale dell'esercito borbonico. L'Orfanotrofio, o Convitto, fu voluto, infatti, da S.M. Ferdinando II di Borbone proprio per accogliere le bambine orfane dei militari deceduti in servizio. Le orfanelle erano poste sotto la protezione della Regina Maria Teresa d'Austria, come è ben spiegato in una delle due iscrizioni poste sulla facciata della Chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Giulia Salzano, all'età di 5 anni, fu tra le prime ospiti del convitto inaugurato nel 1851, dove rimase fino al 1861.
Tutta la fanciullezza la trascorse nella nostra Città ricevendo una sana educazione morale e religiosa. Nella nostra Chiesa ricevette la Prima Comunione e la Cresima.
Tornata presso la famiglia, conseguì il diploma di maestra elementare e nel 1865 ottenne l'incarico di insegnante a Casoria, dove si trasferì con i suoi cari.
L'insegnamento fu coniugato con notevole interesse per il catechismo e per l'educazione alla fede dei fanciulli. Propagandò l'amore e il culto per il Sacro Cuore e fondò, nel 1905, l'ordine che, appunto, si chiamò "Suore Catechiste del Sacro Cuore".
Volle con grande tenacia il Convento di Casoria che ancora ospita le suore Catechiste e fondò altri istituti religiosi sparsi in tutto il mondo, dalle Filippine al Canada, all'India, al Brasile, al Perù, ecc.
La Santa morì a Casoria nel 1929 e fu sepolta nella Chiesa del Convento da lei fondato.
Fino ad oggi il suo corpo è rimasto incorrotto ed è conservato in una teca di vetro.
Nei giorni 5 e 6 gennaio del 2011 la città di San Nicola la Strada ha ospitato le spoglie della Santa, accolte dalle autorità cittadine e dal Vescovo di Caserta.
Mi sembra giusto e doveroso commemorare Suor Giulia Salzano a 10 anni dalla sua canonizzazione, anche se ho l'impressione che il ricordo e l'interesse per questa Santa, nell'ambito della nostra città, si sia pian piano affievolito.
Santa Giulia Salzano andrebbe, invece, degnamente ricordata, perché è un grande onore per noi tutti sannicolesi avere ospitato un personaggio che indubbiamente ha dato lustro alla nostra Città.

Luigi Cirillo
©Corriere di San Nicola

 

Giulia Salzano affermava: «Farò sempre catechismo, finché avrò un fil di vita».
Nella nostra realtà cristiana, il significato di santità, ormai del tutto estraneo al nostro contesto di vita, deve essere recuperato, attraverso una conoscenza dei principi fondamentali che possono essere trasmessi mediante una adeguata catechesi biblica ed esistenziale.
L’emergenza dell’educazione cristiana, tipica della nostra società, perché impregnata di una cultura che troppo spesso fa del relativismo il proprio credo. Nel contempo si è privata della luce della Verità, anzi la considera un pericolo; al punto di dubitare della bontà stessa della vita, premessa di un vero cammino di santità che valorizza l’umano e lo innesta nei valori del Vangelo. Il Papa S. Giovanni Paolo II, nel 2003, nel dichiarare la santità di S. Giulia Salzano, la proclamava “Donna, Profeta della Nuova Evangelizzazione”.
È una indicazione importante per chi crede nel cammino autenticamente cristiano che offre infiniti spazi di santità quotidiana o come sostiene Papa Francesco, nella sua Esortazione apostolica Gaudete et exsultate, al cap. 1, par. 7, nella vita di oggi incontriamo tanti santi “della porta accanto”. 

Don Francesco Catrame
©Corriere di San Nicola


Senza l’opera di divulgazione del devoto sannicolese Luigi Cirillo, nulla si saprebbe oggi a San Nicola la Strada di un’orfanella che fu educata nel Convitto Borbonico di San Nicola la Strada, il monumento storico più importante della città, dove ella visse la sua fanciullezza prima di diventare insegnante, suora, fondatrice dell’ordine delle Suore Catechiste del Sacro Cuore e di essere proclamata Santa.
E’ un onore per me aver colto nell’ottobre del 2009 l’appello di Luigi Cirillo a diffondere il culto e di aver narrato ed immortalato sulle pagine del Corriere di San Nicola la figura di Santa Giulia Salzano, dalla beatificazione alla canonizzazione e attraverso tutti gli eventi che poi ne seguirono.
Nel ringraziare il Sig. Luigi Cirillo (nomination al Sannicolese d'Oro 2010) per aver permesso ai sannicolesi di conoscere Santa Giulia Salzano che studiò e visse a San Nicola la Strada, voglio ripercorrere, in occasione del decimo anniversario della sua canonizzazione, tutti gli articoli sin qui pubblicati.

Nicola Ciaramella

©Corriere di San Nicola
 

NOTIZIE BIOGRAFICHE

Da Wikipedia

Giulia Salzano (Santa Maria Capua Vetere, 13 ottobre 1846 – Casoria, 17 maggio 1929) è stata una religiosa italiana, fondatrice della congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore. È stata proclamata Beata da Papa Giovanni Paolo II nel 2002.

Biografia.

Giulia Salzano nacque a Santa Maria Capua Vetere (CE), il 13 ottobre 1846, da Diego, capitano dei Lancieri di Ferdinando II e da Adelaide Valentino. Rimasta orfana di padre a quattro anni, fu affidata alle Suore della Carità del Regio Orfanotrofio di San Nicola la Strada, ove stette fino all’età di 15 anni. Conseguito il diploma magistrale, insegnò nella scuola comunale di Casoria (NA), ove si era trasferita con la famiglia, dall’ottobre 1865. Da giovane avvertì fortemente una “chiamata” alla santificazione personale, diventando esigente nel cammino spirituale e lasciandosi aiutare da anime consacrate dell’epoca. Molti di questi apostoli e predicatori di santità, diffondevano la pratica della confessione e della comunione frequente, anche in riparazione dei peccati, attraverso la devozione al Sacro Cuore. Era il periodo in cui la pratica dei primi “venerdì del mese” e dell’adorazione riparatrice divenne una via di grazia santificatrice. Affascinata dal senso e dalla profondità della devozione al Cuore di Gesù, maturò la sua totale consacrazione al Signore, manifestando una forte passione per l’annuncio evangelico, rivolto particolarmente ai più piccoli e ai giovani. A costoro soleva dire: «Nelle difficoltà della vita... confidiamo nel Divin Cuore di Gesù. Egli ci solleva e ci conforta». A tale scopo, nel 1905, fondò la Congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore, così da incrementare e rafforzare l’impegno della catechesi che avrebbe svolto “finché avesse avuto un fil di vita”.

Il culto.

“Donna Giulietta” così chiamata dai Casoriani, morì il 17 maggio 1929 e lasciò viva la fama di santità, tanto che già il 29 gennaio 1937 fu avviato l’iter per la Canonizzazione. Il 23 aprile 2002, Papa Giovanni Paolo II dispose la pubblicazione del Decreto con il quale veniva riconosciuta l’eroicità delle virtù e il 20 dicembre dello stesso anno, era riconosciuto il miracolo attribuito alla sua intercessione. Esso, avvenuto presso "l’Ospedale Cotugno" nel 1993, riguarda una bambina di 10 anni, Stefania Milo, alunna delle suore al Corso Vittorio Emanuele a Napoli, che fu guarita in maniera rapida, completa e duratura senza esiti a medio e lungo termine da grave sepsi batterica con meningite purulenta, complicata da coagulazione intravasale disseminata e da sindrome di Waterhouse-Friederichsen.


Da www.santiebeati.it

Dopo la prima soppressione, ad opera di Napoleone, degli Ordini Religiosi e della seconda ad opera del Parlamento del nuovo Regno d’Italia, avvenute nell’Ottocento, si ebbe poi un rifiorire degli stessi Ordini e un meraviglioso sorgere di nuove Congregazioni religiose.

Tutta l’Italia ne fu beneficiaria, ma soprattutto nel Napoletano; questa generosa terra già aveva espresso il mirabile fenomeno delle ‘monache di casa’, anime consacrate che pregavano, soffrivano ed operavano nella propria casa e nel proprio rione; proseguendo poi per tutto il secolo e l’inizio del successivo con il fiorire, sia per nascita, sia per zona di apostolato, di tante figure emergenti nel campo della Chiesa Cattolica.

Esse, sia maschili che femminili, desiderarono diffondere il Vangelo, prima con l’esempio della loro santa vita e poi con altri compagni con l’insegnamento, l’assistenza, l’aiuto agli orfani, agli ammalati, ai poveri e quanti altri, in quei tempi di sconvolgimenti politici e sociali, avessero avuto bisogno di un sostegno spirituale e corporale.

Per questo, come gigli mirabili, fiorirono le loro Congregazioni e Fondazioni, di cui molte arrivate vive ed operanti fino a noi; ne citiamo qualcuna nel campo femminile: la serva di Dio Geltrude y Gomez de Arce, fondatrice delle Suore Benedettine di S. Geltrude; la serva di Dio Maria Maddalena Starace, fondatrice delle Suore Compassioniste Serve di Maria; la beata Caterina Volpicelli, fondatrice delle Ancelle del Sacro Cuore; la serva di Dio Claudia Russo, fondatrice delle Povere Figlie della Visitazione; la serva di Dio Maria Consiglia dello Spirito Santo, fondatrice delle Suore Serve di Maria Addolorata; la beata Maria Cristina Brando, fondatrice delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato; ecc.

A questo eletto, ma incompleto elenco, aggiungiamo la beata Giulia Salzano di cui parliamo, nata a S. Maria Capua Vetere (CE) il 13 ottobre 1846, che però dai 19 anni si trasferì e visse per tutta la vita a Casoria (NA).

Figlia di Diego Salzano, capitano dei lancieri, nell’esercito borbonico di Ferdinando I e di Adelaide Valentino, discendente della famiglia di s. Alfonso, era la quarta di sette figli, rimase presto orfana del padre e quindi affidata al Regio Orfanotrofio di S. Nicola la Strada presso Caserta; ritornò in famiglia a quindici anni, dove completò gli studi, conseguendo il diploma di maestra.

Nell’ottobre 1865 si trasferì a Casoria, avendo ottenuto un incarico d’insegnante nella scuola comunale, dell’allora piccolo paese rurale; nel contempo si preoccupò subito di insegnare ai piccoli scolari anche le verità della fede, raccogliendoli nel cortile della sua casa.

Su suggerimento del servo di Dio cardinale Sisto Riario Sforza, contattò la beata Caterina Volpicelli, per diffondere a Casoria l’opera delle Ancelle del S. Cuore. Donna Giulietta, come veniva chiamata a Casoria, lasciò la scuola anticipatamente, a 36 anni, perché cominciò a maturare l’ideale della vita religiosa a partire dal 1882, guidata in questo cammino dal beato Ludovico da Casoria e da altri degni e santi sacerdoti; Giuseppe Piccirelli, Bonaventura Maresca, Giuseppe Muller.

E con grande spirito profetico, ma anche con tante sofferenze, raccolse intorno a sé, nell’ottobre 1890, un gruppo di amiche, che costituirono il nucleo iniziale delle “Suore Catechiste del S. Cuore”, Congregazione che ha lo scopo primario di far conoscere ed amare Dio da tutti, mediante la devozione al Sacro Cuore ed alla Vergine Maria.

Il nuovo Istituto incontrò varie difficoltà nell’ambito della diocesi di Napoli, perché si voleva far confluire Giulia e le amiche, nelle ‘Ancelle del S. Cuore’; ma il cardinale Giuseppe Prisco, intervenne e incoraggiò l’Opera catechista e ne affidò la direzione in ordine di tempo a don Provitera, don Catalano e don Fabiani. Il 21 novembre 1905, lei e sette compagne presero il velo, a loro in breve tempo si aggiunsero altre giovani e così si aprirono altre Case sempre nell’ambito napoletano. L’attività della Congregazione, guidata con abnegazione totale da madre Giulia Salzano, era incentrata soprattutto sull’insegnamento catechistico e sulla devozione all’Eucaristia ed al Sacro Cuore; certamente in quei tempi così lontani, madre Giulia anticipò la spinta e l’importanza che oggi la Chiesa ha dato alla Catechesi, cioè a tutti i livelli e ad ogni ceto sociale; ogni giorno della settimana era impegnata nei vari incontri e quando qualche suora, vedendola affaticata e stanca, cercava di distoglierla, essa reagiva dicendo a tutte le suore che come Catechiste dovevano desiderare di morire sulla breccia, cioè facendo catechismo fino all’ultima ora. Nel 1916 furono completate le Regole dell’Istituto e inviate alla competente Congregazione romana. Le “Suore Catechiste del Sacro Cuore” ottennero il decreto di erezione diocesana dal card. Prisco, il 12 agosto 1920, le Costituzioni furono approvate da Roma il 4 febbraio 1922 ed il riconoscimento pontificio giunse il 19 marzo 1960.

Madre Giulia Salzano continuò il suo apostolato, dispensando consigli a quanti aprivano il loro cuore alla sua accogliente comprensione; per tutti, giovani, soldati, mamme, aveva parole di conforto ed incoraggiamento.

Ad 83 anni, poco prima del concludere il suo cammino terreno, esaminò circa 100 bambini, preparati per la Prima Comunione, fedele fino all’ultimo al suo motto: “Farò catechismo finché avrò un fil di vita”.

Madre Giulia morì a Casoria il 17 maggio 1929; la sua Congregazione si è diffusa, non solo in diverse città italiane, ma anche in altri Stati: Canada, Brasile, Filippine, Perù e India, per promuovere ovunque una Evangelizzazione e Promozione umana.

Il 4 aprile 1974 si ebbe il decreto d’introduzione della Causa di beatificazione, che è proseguita in questi anni, nelle sue varie tappe e sempre positivamente. Il 27 aprile 2003, papa Giovanni Paolo II l’ha beatificata in Piazza S. Pietro a Roma e, caso eccezionale, insieme all’altra fondatrice Maria Cristina Brando, anch’essa di Casoria.

Il piccolo centro rurale di una volta, oggi fiorente città alle porte di Napoli, annovera così il primato di avere ben tre beati fra la sua recente popolazione, tenendo conto anche del beato fondatore Ludovico da Casoria, beatificato nel 1993.``

Autore: Antonio Borrelli

* * *

“Farò sempre catechismo, finchè avrò un fil di vita”, si era data come scopo di vita, e aveva anche detto di essere “contentissima di morire facendo catechismo”. E se questo non le accadde, certamente tutta la sua vita si consumò nella catechesi a tutti i livelli, ad ogni ceto sociale e ad ogni fascia di età. Giulia Salzano nasce a Santa Maria Capua Vetere (Caserta) nel 1846, in una famiglia agiata che di colpo si trova in difficoltà con la morte del papà, ufficiale dell’esercito borbonico. Giulia finisce in orfanotrofio perché mamma non sa come mantenere la famiglia, e vi resta fino a 15 anni. Comincia a lavorare per far quadrare il bilancio familiare, ma continua anche a studiare perché vuole diventare maestra. Con il diploma in tasca raggiunge la sua prima scuola a Casoria, in provincia di Napoli, e con lei si trasferisce tutta la famiglia. Ma a Casoria Giulia non si limita ad essere una brava maestra: trova il tempo per visitare i malati e aiutare i poveri, ma soprattutto comincia a preparare i bambini alla prima comunione. “Donna Giulietta”, come tutti la chiamano in segno di deferenza, è stata folgorata dalla definizione del catechismo “Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita” ed è amareggiata nel constatare che troppi non arrivano a conoscere Dio per mancanza di istruzione religiosa. Di qui la decisione di aprire la sua casa non solo ai suoi alunni ma anche a tutti i bambini della zona, di organizzare corsi di catechesi per le giovani, le mamme e gli operai, di guidare i fedeli nella preghiera. Apre un laboratorio per la confezione di arredi per le Chiese povere, promuove la devozione al Sacro Cuore, diffonde la recita del rosario e la pratica del mese di maggio che predica personalmente nella chiesa del Carmine., dove la gente accorre per ascoltare “donna Giulietta”. Alla soglia dei 50 anni sente che è necessario dare continuità alla sua opera di catechesi. Raccoglie intorno a sé alcune ex allieve e altre giovani che si lasciano attrarre dal suo carisma e dal suo ascendente e insieme a loro fonda nel 1894 l’Opera Catechistica, che dieci anni dopo assume la fisionomia di congregazione religiosa con la nascita delle Suore catechiste del Sacro Cuore. Le istruisce e le prepara al ministero ripetendo loro: “la suora catechista deve sentirsi sempre pronta in tutte le ore per istruire i piccoli e gli ignoranti; non deve misurare i sacrifici che richiede tale ministero; dovrebbe desiderare di morire sulla breccia, se così piacesse a Dio”. Le precede con l’esempio dedicandosi completamente alla catechesi, nonostante gli impegni che deve assolvere alla guida dell’Istituto. Il 16 maggio 1929, all’età di 83 anni, esamina più di 100 bambini che devono essere ammessi alla Prima Comunione e all’alba del mattino dopo muore serenamente, fedele fino in fondo al suo proposito di “fare catechismo finchè avrò un fil di vita”. Giovanni Paolo II° la proclama beata il 23 aprile 2003 indicandola come Donna Profeta della Nuova Evangelizzazione, unica figura di fondatrice ad esprimere il carisma della catechesi.

Autore: Gianpiero Pettiti


Da www.vatican.va

Giulia Salzano nacque a Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta, il 13 ottobre 1846 da Diego, capitano dei lancieri di Ferdinando II Re di Napoli, e da Adelaide Valentino.

Orfana di padre a quattro anni, fu affidata per la sua formazione alle Suore della Carità nel regio Orfanotrofio di San Nicola La Strada, ove stette fino all'età di quindici anni. Conseguito il diploma magistrale, ebbe l'incarico di insegnare nella scuola comunale di Casoria provincia di Napoli, ove si trasferì con la famiglia dall'ottobre 1865.

L'insegnamento fu coniugato con un notevole interesse per il catechismo e per l'educazione alla fede dei fanciulli, dei giovani e degli adulti, e coltivando la devozione alla Vergine Maria.

Unitamente alla Beata Caterina Volpicelli propagandò l'amore e il culto al Sacro Cuore, vivendo il motto: “Ad maiorem Cordis Iesu gloriam”.

Per la sua costante preoccupazione di far passare attraverso l'insegnamento e la testimonianza la dottrina e la vita di Gesù, nel 1905 fondò la Congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore.

Consumò la vita nel carisma della catechesi e affermava: “Io farò sempre il catechismo, finché avrò un fil di vita. E poi vi assicuro che sarei contentissima di morire facendo il catechismo”.

Allo stesso modo esortava le sue figlie: “La suora catechista deve sentirsi sempre pronta in tutte le ore per istruire i piccoli e gli ignoranti, non deve misurare i sacrifici che richiede tale ministero, anzi dovrebbe desiderare di morire sulla breccia, se così piacesse a Dio”.

Un altro Beato, Ludovico da Casoria, quasi in tono profetico le predisse: “Bada di non farti venire la tentazione di abbandonare i fanciulli della nostra cara Casoria, perché la volontà di Dio è che tu viva e muoia in mezzo ad essi”. E così fu. Morì il 17 maggio 1929.

“Donna Giulietta”, così chiamata dai cittadini di Casoria, lasciò viva fama di santità, tanto che il 29 gennaio 1937 fu iniziato il Processo di Canonizzazione. Il 25 gennaio 1994 fu consegnata la Positio, un voluminoso dossier sulla vita, le virtù e la fama di santità, presso la Congregazione delle Cause dei Santi e il 23 aprile 2002 Giovanni Paolo II ha disposto la pubblicazione del Decreto con il quale veniva riconosciuta l'eroicità delle virtù, attribuendo il titolo di Venerabile alla Serva di Dio.

Il 20 dicembre dello stesso anno ancora Giovanni Paolo II, ha firmato il Decreto con il quale viene riconosciuto il miracolo at‑tribuito all'intercessione di Giulia Salzano, dichiarandola “Beata”. Perciò per il suo carisma ella è designata come Donna Profeta della Nuova Evangelizzazione.


Due sono i miracoli riconosciuti a Santa Giulia Salzano.

Il primo, avvenuto presso "l’Ospedale Cotugno" nel 1993, riguarda una bambina di 10 anni, Stefania Milo, alunna delle suore al Corso Vittorio Emanuele a Napoli, che fu guarita in maniera rapida, completa e duratura senza esiti a medio e lungo termine da grave sepsi batterica con meningite purulenta, complicata da coagulazione intravasale disseminata e da sindrome di Waterhouse-Friederichsen.

Del secondo miracolo ha beneficiato una signora rimasta in arresto cardiaco per venti minuti dopo un incidente stradale.


I LINK DI TUTTI GLI ARTICOLI SU SANTA GIULIA SALZANO PUBBLICATI DAL CORRIERE DI SAN NICOLA
UN "DOSSIER" UNICO SUL CULTO DI SANTA GIULIA SALZANO A SAN NICOLA LA STRADA
(©Copyright Corriere di San Nicola. Vietata la riproduzione)

Tutto cominciò con questo articolo...

15/10/2009


La Beata dimenticata 

Accorato e "legittimo" appello di Luigi Cirillo: “Sia tributato il doveroso omaggio a Giulia Salzano, la Suora beatificata da Papa Giovanni Paolo II che formò la sua educazione presso il Convitto Borbonico di San Nicola la Strada!

Luigi Cirillo scrive al Corriere di San Nicola:
«Egregio direttore, il mio interesse per Giulia Salzano è nato una domenica mattina di alcuni anni fa (27/4/2003). Stavo guardando alla televisione la cerimonia di beatificazione che Papa Giovanni Paolo II stava officiando in piazza S.Pietro. Di ognuno dei beatificandi veniva tracciata una breve biografia. Quando si passò alla lettura della vita di Giulia Salzano ebbi un moto di sorpresa nel momento in cui l'annunciatore disse che la pia Donna aveva ricevuta l'educazione morale e religiosa nell'orfanotrofio di San Nicola la Strada. Da qui è partito il mio interessamento per questa Educanda che, dopo una lunga vita, sarebbe stata elevata agli onori degli Altari. Iniziai ad indagare sul Personaggio in maniera, per la verità, un poco approssimativa chiedendo a più di una  persona (tra cui alcuni sacerdoti) se avessero notizie della Beata. Nessuno ne sapeva niente. Don Antonio Pasquariello mi consigliò di rivolgermi alla Diocesi di Capua. Interruppi le ricerche per un po’ di tempo fino a quando feci visita alla Basilica di Santa Maria Capua Vetere. Notai vicino alla Fonte Battesimale la targa in ricordo del battesimo di Giulia Salzano. Vi era pure incorniciato il Suo certificato di nascita (13 ottobre 1846). Il mio ridestato interesse mi indusse a rivolgere alcune domande sulla Beata al parroco della Chiesa. Le notizie che mi fornì furono a dir poco preziose. Infatti mi disse che Giulia Salzano aveva fondato a Casoria l'ordine delle "Catechiste del Sacro Cuore" ( tutt'ora esistente) e che era nata a Santa Maria Capua Vetere in Via Dell'olmo (oggi Via Cappabianca ). La casa natia è un palazzotto signorile, tenuto in ottime condizioni, sulla cui facciata è stata affissa recentemente una lapide che ricorda la nascita della Beata. Ebbi modo di contattare telefonicamente il Convento di Casoria (che si trova in Piazza Giovanni Pisa) e mi fu detto che suor Giulia è sepolta nella chiesa dello stesso monastero. Una biografia completa ed esauriente di questa Santa Donna si può trovare su internet oppure nell'opera di Nunzio D'Elia che si intitola "Giulia Salzano (1846-1929) donna profeta della nuova evangelizzazione" (edizioni S.Paolo).
Ciò detto, vengo al motivo che mi ha spinto a scrivere questa lettera al Corriere di San Nicola. Come ho accennato, la Beata, dal 1850 al 1861, cioè dai quattro ai quindici anni, è stata ospite dell'orfanotrofio di Santa Maria delle Grazie di San Nicola la Strada. E' qui che è stata “allevata”, è qui che si è formata la Sua educazione morale, religiosa e spirituale ed è sempre qui che sono state gettate le solide basi che l'hanno portata fino alla beatificazione. Di questo i sannicolesi devono essere oltremodo fieri ed orgogliosi. Spiace constatare che quasi nessuno sa dell'esistenza di Giulia Salzano (nei libri pubblicati sul convitto di S.Maria delle Grazie non ho trovato traccia di quesa illustre educanda).
Con questa mia, senza entrare in qualsivoglia polemica, esorto le Autorità competenti affinché venga presa in considerazione l'idea di dedicare una piazza o una strada o un monumento o un vicolo ecc. a una Donna (a cui e' stato ascritto anche un miracolo) che ha così egregiamente onorato la Città di San Nicola la Strada. In fondo, se mi guardo intorno vedo luoghi pubblici intitolati a personaggi che forse non hanno la statura morale e spirituale di Giulia Salzano. Luigi Cirillo»


16/12/2009

LA SANTA ORFANELLA 
Concluso il processo canonico per Suor Giulia Salzano, che fu educata presso il convitto borbonico di San Nicola la Strada


14/3/2010

La Santa del Convitto 
Ufficiale: la Beata Salzano, che fu educata presso l’ex Orfanotrofio di San Nicola la Strada, sarà proclamata Santa il 17 ottobre in Piazza San Pietro. Attesa una grossa partecipazione delle nostre parrocchie e dell’amministrazione comunale.

7/7/2010

NUOVO LIBRO SULLA SANTA DI SAN NICOLA 

In edicola "Santa Giulia Salzano donna profeta della nuova evangelizzazione" di Don Nunzio D’Elia. La Beata che fu educata presso il Convitto Borbonico di San Nicola la Strada sarà proclamata Santa il 17 ottobre


8/7/2010

NASCE IL LABORATORIO COMUNALE DI CERAMICA 
Sarà intitolato a Suor Giulia Salzano, l’orfanella educata nel Convitto Borbonico che il 17 ottobre sarà proclamata Santa dal Pontefice 

Santa Giulia da San Nicola

I PELLEGRINI DI SUOR GIULIA 

Il giorno di Santa Giulia Salzano

GIULIA SALZANO E' SANTA

LE SPOGLIE DI SANTA GIULIA

Santa Giulia, una dei “nostri”

SANTA GIULIA ACCOLTA DALL'ARCOBALENO

LO STENDARDO DI SANTA GIULIA

PELLEGRINAGGIO AL CONVENTO DI SANTA GIULIA 

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INNO DI SAN NICOLA


L' Inno ufficiale della Città di San Nicola la Strada composto da Anna Massa e musicato da Franco Damiano

 

ANGOLI SANNICOLESI
San Nicola la Strada e i suoi monumenti


Chiesa di Santa Maria degli Angeli, Santa Maria della Pietà, Real Convitto Borbonico, Colonna romana, Tana di Mazzamauriello, Canetteria, Le Madonnelle, Mulino Palomba, Resti di Calatia e tutte le altre bellezze storiche ed architettoniche, visibili e nascoste, di San Nicola la Strada

 (sezione ideata e curata da Nicola Ciaramella e Renato Ciaramella)


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